Array ( [0] => WP_Post Object ( [ID] => 4607 [post_author] => 53 [post_date] => 2014-10-01 18:53:48 [post_date_gmt] => 2014-10-01 16:53:48 [post_content] => Ada Reina ADA compressed Siamo lieti di annunciare il remix contest del brano di Ada Reina "Lei balla". Chi è Ada? Ada Reina è una giovane cantante, il suo primo brano "Vieni" è del 2013; sono quindi arrivate le collaborazioni con Ceri, Demian Oid e Stylophonic, al quale ha prestato la voce per "Dentro". "Lei balla" è il primo singolo del nuovo album di Ada Reina, ed è la traccia della giovane e sensuale artista di sangue latino americano che ha convinto Mtv Music a farne l’artista del mese di settembre per Mtv New Generation. https://www.youtube.com/watch?v=c-hA_bj190Y Come funziona il contest? Per partecipare dovete scaricare gratuitamente la traccia vocale di "Lei balla" QUI, e poi produrre il vostro remix, che dovrà essere condiviso con gli hashtag #leiballa e #adareina sulla pagina Soundcloud di Ada: https://soundcloud.com/ada-reina" target="_blank">www.adareina.com/download/2246. Qual è la dealine? I remix devono essere condivisi sulla pagina Soundcloud di Ada Reina entro venerdì 10 ottobre. Qual è il premio? Ada in persona sceglierà il remix più interessante tra quelli proposti; il vincitore vedrà il proprio remix inserito come bonus-track della prima parte del disco “Ada”, in uscita a metà ottobre. Buona fortuna! [post_title] => Ada Reina: remix contest di "Lei balla" [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => ada-reina-remix-contest-balla [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-10-02 10:17:39 [post_modified_gmt] => 2014-10-02 08:17:39 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=4607 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [1] => WP_Post Object ( [ID] => 4589 [post_author] => 3 [post_date] => 2014-09-30 16:40:55 [post_date_gmt] => 2014-09-30 14:40:55 [post_content] => Il nuovo album di Santiago si intitola "Diamante" ed uscirà il prossimo 28 ottobre. Intanto il rapper pugliese ci dà un assaggio del suo nuovo lavoro con il video di "Come un respiro dopo l'apnea", online da poche ore. La produzione è firmata Retrohandz (duo con cui Santiago ha una lunga serie di collaborazioni alle spalle) e il video (diretto da Mario Russo) racconta una storia cruda e diretta. Santiago, dopo gli ottimi riscontri del precedente "Ghiaccio e magma", è atteso al varco. Saprà riconfermare i consensi ricevuti? Questo primo pezzo sembra promettere bene. 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Iniziamo queste interviste proprio dai vincitori del premio. The C.I.P sono un duo livornese, formato da Simone e Michele. Il loro sound risente dell'electro-pop degli anni '80 e di influenze di diverse band contemporanee. Mi sono fatto raccontare i loro progetti, il loro mondo sonoro e le loro prospettive artistiche. Inizio quest'intervista confessandovi una cosa: non so molto di voi, devo ammettere di non avere studiato la lezione per bene, questa volta. Ma onestamente trovo ancora più interessante farmi raccontare tutto il vostro mondo da questo punto di vista poco preparato. Come nasce il vostro nome e il vostro progetto? Michele: Il nostro nome è nato praticamente in studio, stavamo pensando a qualcosa di efficace, corto e d'impatto. All'inizio ci venne in mente Cheap, come a sottolineare un aspetto auto-ironico nel chiamarci con un termine che indica una cosa di scarso valore (cheap in inglese significa economico, poco costoso, spesso è utilizzato in senso quasi dispregiativo, NdA). In seconda battuta, abbiamo deciso di cambiarlo in The C.I.P, aggiungendo il "the" e trasformandolo in un acronimo, pur mentendo la stessa pronuncia fonetica, perché ci piaceva visivamente e dava un senso di curiosità. Parlatemi del progetto The C.I.P, ora che mi avete catturato con l'acronimo. M: Il progetto è italianissimo, noi siamo di Livorno, ci siamo formati un anno fa, veniamo da due background diversi e alle spalle abbiamo già qualche esperienza in ambito musicale. Volevamo tentare un approccio più vicino al pop, senza tradire le nostre radici nella musica elettronica. Così ci siamo rinchiusi in studio a Roma per quattro mesi con il nostro producer/manager Antonio Filippelli di Volcan Records, per produrre l'album "Daydream", ne è risultato un compromesso tra sonorità anni '80/'90 e un tiro contemporaneo. https://www.youtube.com/watch?v=Om9ftBmLaKM Quali sono i vostri riferimenti, visto che parlavi di due background diversi? M: Da un lato ci sono le mie influenze anni '80, come Depeche Mode, The Cure; dall'altra il sound dei '90 di cui è innamorato Simone. Poi abbiamo dei riferimenti contemporanei, soprattutto in tre band che possiamo citare come nostra influenza: i Chvrches, i Capitol Cities e gli Empire Of The Sun. Si tratta di gruppi piuttosto noti anche in Italia. Dal vivo come vi muovete? M: Abbiamo un'impostazione da live set, anche se abbiamo ridotto il set up. Io ho lasciato i sintetizzatori, mi sono messo al microfono, per cui durante lo show canto e faccio il pazzo. Simone: Io sono invece dietro le macchine: drum machine, launchpad, mixer. Quando abbiamo pensato di portare dal vivo i nostri brani abbiamo cercato di semplificare il set up per ragioni di praticità, senza rinunciare però a quanto ci è utile per sviluppare al meglio il nostro spettacolo. Quali sono le vostre prossime uscite discografiche? M: L'album "Daydream" è uscito a giugno e stiamo per pubblicare "The pretender", il secondo singolo. Vogliamo promuoverlo con un video dall'appeal internazionale e probabilmente lo gireremo in Australia. Non ci resta che augurare buona fortuna ai The C.I.P, che si sono aggiudicati il premio di Mtv, come dicevamo in apertura, e che hanno aperto il sabato sera del festival torinese con il loro live show "macchine e voce". [post_title] => Le interviste degli Mtv Digital Days: The C.I.P [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => interviste-degli-mtv-dgitial-days-the-c-i-p [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-09-30 16:45:38 [post_modified_gmt] => 2014-09-30 14:45:38 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=4562 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [3] => WP_Post Object ( [ID] => 4581 [post_author] => 48 [post_date] => 2014-09-30 14:33:55 [post_date_gmt] => 2014-09-30 12:33:55 [post_content] => La Stroboscopic Artefacts compie cinque anni. La label di Lucy, artista milanese membro, in collaborazione con Speedy J, boss di Electric Deluxe, del duo Zeitgeber, pubblica una release composta da quattro tracce di artisti che in questi anni hanno sposato la mission della casa discografica con sede a Berlino. L'apertura è dedicata a “Drowned by sight”, una lenta (120 bpm) e graduale iniziazione alle sonorità Stroboscopic, a cura di Rrose, produttore ermetico proveniente dalla scuderia Sandwell District. La seconda traccia è “Tri-city”, a cura del fondatore di Perc Traxx, Ali Wells (Perc): la composizione propone ambient ansiogeni, accordi di pianoforte e claps rivisitati in chiave industrial. Segue “Atman”, lavoro di Pfirter, synth spettrale e basso irregolare, risulta traccia distorta e fortemente introspettiva. Chiude l'energica “Pier”, del producer irlandese Lakker, in un crescendo d'intensità senza basso, avvolta da striduli noizes e vocals riconducibili ad un vinile ascoltato in reverse.   https://soundcloud.com/stroboscopicartefacts/sa5years01 [post_title] => Stroboscopic Artefacts festeggia i cinque anni di attività [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => stroboscopic-artefacts-festeggia-i-anni-attivita [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-09-30 14:33:55 [post_modified_gmt] => 2014-09-30 12:33:55 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=4581 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [4] => WP_Post Object ( [ID] => 4555 [post_author] => 40 [post_date] => 2014-09-30 10:12:49 [post_date_gmt] => 2014-09-30 08:12:49 [post_content] => Dopo l’anteprima, tra i cristalli e gli specchi del Teatro Comunale, dove James Holden si è esibito il 20 settembre sullo stesso palco che ha ospitato - per fare solo un nome - le grandi regie per l’opera di Bob Wilson, roBOt, il festival di cultura elettronica arrivato alla settima edizione, scopre, dall’1 all’5 ottobre, le possibilità offerte da uno spazio inedito. Come succede sin dal suo esordio con il Sonar, l’appuntamento bolognese, infatti, sposta la sua vasta sezione notturna nell'area della Fiera, ambiente suggestivo e infinito, che già ha affascinato Salmo, che qui ha ambientato il suo clip ‘Killer Game’ e, per cambiare genere, il dj supestar Benny Benassi che qui ha ‘trasferito’ con successo il ‘suo’ Benny Benassi and Friends (prossima data il 7 dicembre). roBot svela, come sempre, una duplice veste. C’è una parte che si tiene di giorno, e qui la scelta è quella, straordinaria, delle pareti nobili di Palazzo Re Enzo, centro storico, proprio su Piazza Maggiore.  Sale affrescate che raccontano la storia della città e che hanno visto sfilare nel corso del tempo grandi protagonisti dell’elettronica (da ricordare, non era all’interno di roBOt, ma di Netmage, un incredibile live di Trentemoller, praticamente circondato dal pubblico seduto per terra). Qui si tengono anche i workshop e gli incontri. Dopo mezzanotte, l’azione si svolgerà invece nei padiglioni della Fiera, perfetti per reggere l’impatto, in tutta sicurezza e comodità (sono in città) di migliaia di clubbers. Se James Holden, con il concerto per sintetizzatori, files e batteria funk ha registrato il ‘tutto esaurito’, grandissima sarà anche l’affluenza per il festival, visti i nomi che il programma propone. Ad iniziare da Apparat (il 4), il cui tour, più volte annunciato, era sempre stato rinviato; finalmente il performer tedesco presenterà le sue iterazioni elettroniche al pubblico. Di forte impatto spettacolare anche il set, attesissimo, di Ricardo Villalobos (3 ottobre), che troverà nelle strutture avveniristiche della Fiera la dimensione ideale per portare in scena il suo vagabondare tra i  minimalismi, dove pista da ballo e avanguardie ‘concrete’ del 900 si mescolano, si confondono, diluiscono i proprio confini sino a diventare pura suggestione.   JOLLY-MARE-horizontal-web-1 Da segnalare un'interessante presenza italiana, con, tra gli altri, Andrea ‘Populous’ Mangia, impegnato in un doppio spettacolo. Nel pomeriggio del 4 con un dj set a Palazzo Re Enzo, e la sera in Fiera per il concerto di presentazione del suo nuovo album ‘Night Safari’ appena uscito, un viaggio esotico che aspira a definire una world music espressione delle etnie che vivono tra metropoli e deserto. 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