PRIMARIE

Array ( [0] => WP_Post Object ( [ID] => 5102 [post_author] => 3 [post_date] => 2014-10-22 15:35:28 [post_date_gmt] => 2014-10-22 13:35:28 [post_content] => Torna il produttore romano Capibara, già protagonista di molto hype con il suo ottimo album "Jordan" e con il video di "Toro" estratto dal disco qualche tempo fa. L'infaticabile barbuto capitolino ha annunciato un nuovo EP per il prossimo gennaio; ad anticipare il lavoro "Vicious", un pezzo sghembo in tipico stile Capibara. https://soundcloud.com/iamcapibara/vicious-exclusive-track-x-kode-1free-download A proposito del brano, l'artista dichiara: "in "Vicious" ho voluto sperimentare qualcosa di nuovo rispetto a "Jordan", cercando di tirare fuori il parto di due generi abbastanza distanti, in una traccia che dovrebbe essere moombahton. Ritmi da dancehall e suoni tribali con atmosfere da nuova techno, e pad che salgono e scendono. Una specie di figlio illegittimo di Jon Hopkins e Major Lazer." Ha detto tutto lui. [post_title] => Nuova traccia in free download per Capibara [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => nuova-traccia-in-free-download-per-capibara [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-10-22 15:35:28 [post_modified_gmt] => 2014-10-22 13:35:28 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=5102 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [1] => WP_Post Object ( [ID] => 5111 [post_author] => 48 [post_date] => 2014-10-23 16:55:06 [post_date_gmt] => 2014-10-23 14:55:06 [post_content] => La florida tradizione di producers elettronici francesi valica il confine naturale delle Alpi per lambire le coste del sud Italia. Antoine Husson, in arte Electric Rescue, incontra Markantonio e Analytictrail produce “Lost Sight”. La release propone tre inediti e un remix, curato dallo statunitense Developer, di “Nania”, traccia di apertura dell'uscita. Il sound profondo e tecnicamente raffinato dell'artista transalpino emerge con naturalezza in questo Ep, 61esimo nel ricco annovero di lavori prodotti dal boss di Technapoli e seconda apparizione per Electric Rescue sulla label dopo “Locomoto”. Come già anticipato, “Nania” è l'overtoure dell'Ep, synth melodico e kick deciso che si ripropongono con minore enfasi nel remix di Developer, che gioca molto sui cambi di frequenza nel fornire la sua versione del disco. “Lost Sight”, traccia che da il titolo all'intero lavoro e che ha catturato l'attenzione di artisti del calibro di Ben Klock e Marcel Dettmann (passata durante il backtoback di 10 ore al Fabric di Londra di settimana scorsa), racchiude sonorità molto Berghain ed è facilmente adattabile a diversi concept di djset. “Asap” è un brano techno di 130 bpm, berlinese anch'esso nella metrica e nei suoni utilizzati, vivace nell'incedere del basso e nell'utilizzo degli snares e dei piatti. Ecco un breve preascolto dell'uscita :   https://soundcloud.com/analytictrail-rec/sets/electric-rescue-lost-sight-incl-developer-remix-out-20102014 [post_title] => Electric Rescue per Analytictrail : “Lost Sight” Ep [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => electric-rescue-per-analytictrail-lost-sight-ep [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-10-23 16:55:06 [post_modified_gmt] => 2014-10-23 14:55:06 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=5111 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [2] => WP_Post Object ( [ID] => 5114 [post_author] => 5 [post_date] => 2014-10-23 20:32:48 [post_date_gmt] => 2014-10-23 18:32:48 [post_content] => Da sabato sappiamo i nomi dei primi cento djs al mondo, secondo quanto deciso dalle votazioni del pubblico della Dj Mag Top100. Se tra questi non avete trovato il vostro dj preferito, forse potreste trovarlo qui. Di seguito avete in fatti le cinquanta posizioni inferiori, ovvero dal 101 al 150. Tra gli highlights di questa cinquantina: gli Swedish House Mafia in 103esima posizione, nonostante il trio si sia sciolto da più di un anno ormai, i nostri Djs From Mars (l'anno scorso in Top100) scivolati in posizione 106, Paul Oakenfold, ex numero uno, adesso solo in 136esima posizione; ma anche Flume, tra i giovani più seguiti del momento insieme a Tchami e Danny Avila e inoltre Tommy Trash e Benny Benassi. Date un'occhiata!
  • 101. Gunz 4 Hire
  • 102. Ftampa
  • 103. Swedish House Mafia
  • 104. Psyko Punkz
  • 105. Ran D
  • 106. DJs From Mars
  • 107. Frequencerz
  • 108. Omnia
  • 109. Danny Avila
  • 110. D-Block & S-Te-Fan
  • 111. Adaro
  • 112. E Force
  • 113. Wasted Penguinz
  • 114. Disclosure
  • 115. Tritonal
  • 116. Atmozfears
  • 117. Yellow Claw
  • 118. Tchami
  • 119. Chuckie
  • 120. Bassjackers
  • 121. Hazem Beltagui
  • 122. Twoloud
  • 123. Bobina
  • 124. DJ Antoine 
  • 125. Skazi
  • 126. Will Sparks
  • 127. Simon Patterson
  • 128. Alok
  • 129. Miss K8
  • 130. Tom Swoon
  • 131. Mastiksoul 
  • 132. Adventure Club 
  • 133. Pegboard Nerds
  • 134. Paul Oakenfold
  • 135. Marlo
  • 136. Juicy M
  • 137. Angger Dimas
  • 138. Mat Zo
  • 139. Flume
  • 140. Digital Punk 
  • 141. Carl Nunes
  • 142. Deep Voices
  • 143. Crypsis
  • 144. Seven Lions
  • 145. Tommy Trash
  • 146. Minus Militia
  • 147. Mark with a K
  • 148. Benny Benassi
  • 149. Cupsy
  • 150. Bassnectar.
[post_title] => Dj Mag Top 100: ecco chi ci è andato vicino [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => dj-mag-top-100-ci-andato-vicino [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-10-23 20:38:27 [post_modified_gmt] => 2014-10-23 18:38:27 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=5114 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [3] => WP_Post Object ( [ID] => 5129 [post_author] => 8 [post_date] => 2014-10-24 10:30:07 [post_date_gmt] => 2014-10-24 08:30:07 [post_content] => E' stato ufficializzato qualche giorno fa lo scioglimento degli Orbital, il duo che è stato fra le migliori e più innovative realtà del suono techno-acid-rave britannico, soprattutto negli anni '90. I fratelli Phil e Paul Hartnoll si erano già presi una pausa di qualche anno dall'incessante serie di album e tour, che li ha visti conquistare un grande seguito live e raggiungere i Top 10 britannici con singoli come 'Satan' e 'The Saint', ma stavolta, dopo l'album del 2012 'Wonky' e la performance alla cerimonia d'apertura dei Giochi Paralimpici estivi a Londra nello stesso anno, la decisione pare definitiva. Paul Hartnoll ha colto l'occasione per annunciare il suo nuovo album solista, che si intitolerà '8:58' e uscirà il 16 febbraio 2015. Potete scaricare il brano dal sito del progetto Eight Fifty Eight o ascoltarlo in streaming qui: https://soundcloud.com/eightfiftyeight/858a/s-GGryr Ecco invece alcuni dei brani più significativi nella venticinquennale carriera musicale degli Orbital: https://www.youtube.com/watch?v=SISBVIDLPrY https://www.youtube.com/watch?v=xNPZ_XFst0c https://www.youtube.com/watch?v=LCVuIsw78yA [post_title] => Orbital: lo scioglimento e l'inizio di una nuova storia [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => orbital-scioglimento-linizio-nuova-storia [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-10-24 10:30:07 [post_modified_gmt] => 2014-10-24 08:30:07 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=5129 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [4] => WP_Post Object ( [ID] => 5070 [post_author] => 7 [post_date] => 2014-10-22 15:18:26 [post_date_gmt] => 2014-10-22 13:18:26 [post_content] => Ecco finalmente tutti i numeri dell'ADE 2014, conclusosi una manciata di giorni fa. Il bilancio della settimana olandese della musica quest'anno fa davvero impressione. I visitatori totali dell'intera kermesse sono stati 350mila. Alla conference hanno partecipato 5200 professionisti del settore. I visitatori di ADE Playground sono stati 15mila. Durante questa cinque giorni si sono tenuti ben 400 eventi in oltre 125 location. E ancora: gli artisti che hanno partecipato all'ADE, sia attivamente (dj set, live e altro) che passivamente (promozione varia) sono stati 2224. I rappresentanti della stampa, tra tv, radio, nuovi media e giornali sono stati 475. I relatori 342, in rappresentanza di 85 paesi. Tutto il resto lo trovate sul sito ufficiale www.amsterdam-dance-event.nl. 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Ecco il clip diretto da Espen Friberg, che aveva già curato 'Leisure Suit Preben' https://www.youtube.com/watch?v=U9H5WTTOUfg Il bello è che l'auto usata è in vendita per 279.000 corone norvegesi, cioè poco più di 33mila euro. Se vi interessa, potete scrivere a Frank, il venditore amico di Terje, a questo indirizzo: delorean_dynamite@hotmail.com  Non è uno scherzo... [post_title] => Todd Terje: un video-spot per una DeLorean [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => todd-terje-video-spot-per-delorean [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-10-22 13:00:09 [post_modified_gmt] => 2014-10-22 11:00:09 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=5095 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [6] => WP_Post Object ( [ID] => 5085 [post_author] => 3 [post_date] => 2014-10-22 11:29:30 [post_date_gmt] => 2014-10-22 09:29:30 [post_content] => The Hunger Games è una saga cinematografica (e prima ancora letteraria) amatissima dal pubblico di tutto il mondo. Si tratta di una storia di formazione di ambientazione fantasy, e condita da tematiche distopiche, una giusta dose di romanticismo, effetti speciali e fotografia di altissimo livello. Per la colonna sonora del nuovo episodio della serie, Mockingjay pt.1, sono stati chiamati dei miti della musica elettronica: The Chemical Brothers, che insieme a Lorde e a Miguel firmano "This is not a game". Ecco il pezzo https://www.youtube.com/watch?v=QaxWGrSCBFM#t=144 i Chems non sono esattamente in un periodo di forma eccezionale, gli ultimi album non sono stati all'altezza dei loro lavoro migliori, seppure l'ultimo "Further" (2010) aveva una personalità molto più marcata del precedente "We are the night" (il più bel titolo del mondo, purtroppo non si può dire altrettanto del disco, che a buoni brani alterna alcune delle tracce meno ispirate del duo britannico). Tom e Ed non sono inoltre nuovi alle collaborazioni cinemtografiche: hanno composto tutta la soundtrack di "Hannah" (molto bella) e in passato i loro brani sono spesso stati prestati al cinema (The Matrix è l'esempio più famoso). "This is not a game" è un bel pezzo, non una bomba atomica ma speriamo sia un seme che possa germogliare in un nuovo grande album dei Chemical. Ché ne sentiamo la mancanza. The Hunger Games - Mockingjay pt.1 sarà invece nelle sale italiane il 20 novembre (il titolo italiano è Il canto della rivolta - parte 1). 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I nostri gusti possono rispecchiarsi in questa lista oppure no, possiamo essere d'accordo oppure no, ma la sostanza non cambia. Tutti ne parlano, tutti hanno qualcosa da dire, e soprattutto, è una cartina tornasole piuttosto fedele delle tendenze che governano il mondo della dance e il suo mercato. In questa mia analisi cercherò di mantenere un punto di vista oggettivo, anche se non potrò fare a meno di esporre considerazioni personali e basate, per forza di cose, sulla prospettiva da cui vedo la situazione, quello di un italiano che vive in Italia (seppure ho la fortuna e l'opportunità di viaggiare spesso per il mondo e di imbattermi in festival, club, dj e addetti ai lavori di diversi Paesi). 10366115_10152485117431694_4008591795163002747_n Gli anni dell'EDM Negli ultimi anni i dj che occupano le posizioni alte della classifica sono quasi tutti protagonisti dei grandi festival planetari, e perlopiù riconducibili all'area EDM/electro-house che, da circa cinque anni a questa parte, rappresenta il mainstream nella dance, debordando addirittura nelle radio e nella sfera pop: David Guetta, Avicii, Skrillex, Martin Garrix, Calvin Harris, Alesso, Deadmau5, artisti che qualsiasi discografico definirebbe tranquillamente pop, sono tutti tra i primi 20. Quelli che non si sono contraddistinti per i successi radiofonici devono, in modo ancora più evidente, la loro posizione alla presenza fissa nelle grandi manifestazioni: Dimitri Vegas & Like Mike ne sono l'esempio più fulgido, sono i "resident dj" del Tomorowland e questo li ha portati addirittura al secondo posto, risultato che non avrebbero raggiunto in nessun altro modo. dimitri_vegas_like_mike I tempi cambiano Il clubbing è cambiato moltissimo in un tempo relativamente breve, ne va preso atto. Da quando, nel 2007-2008, il fenomeno electro-house ha rivoluzionato il modo di suonare, da parte di molti dj, e il modo di approcciare il dancefloor, da parte di chi va a ballare, il tavolo è stato rovesciato. Si arrivava dagli anni della minimal, tracce scure e monotone di dieci minuti, e gente come Justice, Diplo, Crookers, A-Trak, Steve Aoki ha portato in pista suoni che flirtavano con l'hip hop, con il rock, con l'indie, trasformando il dj in un performer e la fruizione in qualcosa di simile ad un concerto. Poi è arrivata la Bomba H: Guetta nel 2009 produce "I gotta feeling" dei Black Eyed Peas, e gli USA si accorgono di amare questo nuovo concetto di dance, si appropriano del mercato e mettono in piedi i vari Electric Daisy Carnival, Ultra Music Festival, il fenomeno Las Vegas. I dj sono rockstar, e chi sa produrre hit mondiali regna. Da sottolineare come, tra i nomi che hanno dato il via alla rivoluzione, solo Steve Aoki è riuscito a imporsi nel tempo, nonostante non sia certo il più talentuoso, tecnicamente parlando. Ma il suo concetto di show risponde benissimo alle esigenze di un'ampia fascia di pubblico. Diplo, probabilmente il producer più importante del pianeta in questo momento (insieme a Calvin Harris), non ha quel tipo di visibilità, e resta confinato in zone più basse della Top100. Blasterjaxx_Press_DJMag_2013 Olanda e nord Europa Altri protagonisti della parte alta della classifica sono i veterani Tiesto, Armin Van Buuren, e c'è un'altissima concentrazione di artisti olandesi e nordeuropei in tutta la lista (Hardwell, Nicky Romero, Blasterjaxx, Showtek, W & W, Dyro, Dannic, Re3hab). Perché? Nei suoi primi sei/sette anni, questa classifica era dominata dagli inglesi, i vari Sasha, Digweed, Oakenfold. I fattori determinanti erano una percentuale di votanti in larga parte britannici, dato che DJ Mag è nato in UK, e all'epoca non c'erano tante edizioni nazionali come oggi; inoltre, internet non giocava un ruolo determinante, molto era dato dall'esperienza vissuta nei locali e dal passaparola; infine, il club-business inglese era di fatto il più importante, sviluppato e potente del mondo. Olandesi e svedesi, però, sono riusciti a costruire un business florido, il mercato discografico e i management di quei Paesi sono senza dubbio i più influenti, oggi, e i più abili nel mettere in campo campagne mediatiche e pubblicitarie senza paragoni. Oltre dieci anni fa, Tiesto e Armin Van Buuren sono stati i primi dj al mondo ad avere l'intuizione di portare i loro show nei palazzetti, nelle arene e a creare format come "A State Of Trance", broadcasting distribuito in tutto il mondo. Mosse astute, che hanno fatto la differenza sul lungo termine. Tiesto, Van Buuren e Paul Van Dyk erano la trinità trance dei primi anni 2000, ma il terzo è in forte ribasso, proprio perché non ha saputo imporre questo tipo di self-branding. Tiesto è invece riuscito in innumerevoli salti mortali, svestendo le proprie radici trance in favore della nuova ondata EDM. Avicii e Swedish House Mafia sono altri esempi di come un manager abile e intelligente sia uno strumento prezioso per il decollo di una luminosa carriera. CCraig_Detroit_5 Scollamento Con le premesse fatte qui sopra, possiamo affrontare in modo consapevole la critica che viene mossa più spesso alla classifica: "non rispecchia la realtà". Bene, metto per iscritto una cosa: è vero. Almeno, è vero che la Top100 non rispecchia la realtà del clubbing nella sua totalità; rispecchia invece "una" realtà, ed è quella degli appassionati che decidono di votare, perché fan, perché curiosi, perché amanti di questo tipo di iniziative. Lamentarsi perché molti dj importantissimi sono fuori dalla classifica significa non tener conto del fatto che non esiste una "giuria di qualità" (termine infame) a mediare i voti del pubblico. Questa è una classifica popolare, dettata dai gusti delle persone, non esistono voti comprati. Esistono i voti in qualche modo pilotati, certamente, perché come detto prima ci sono artisti che tengono in grande considerazione la Top100 e scatenano campagne pubblicitarie di dodici mesi; altri non ce l'hanno a cuore e non investono nei voti. Ovviamente, dipende dal circuito di riferimento. Se dico "Tomorrowland" - e potrei fare il nome di qualsiasi altro festival -, vi vengono in mente i dj deephouse o quelli EDM? La trance o la techno? Nei grandi festival ci sono diversi stage, e house, techno, bass sono presenti e hanno migliaia di spettatori. Però l'immagine dei festival è sempre e solo associata al circuito EDM. Lo stesso avviene con la Top100, dove ci sono artisti e settori che nel tempo hanno goduto di maggior attenzione da parte di chi vota. Un tempo c'era la house; poi è arrivata la trance; poi un breve momento di gloria minimal; oggi l'EDM e affini. Sappiamo benissimo che ci sono molti super dj, da Seth Troxler a Luciano, da Carl Craig ai Disclosure, da Marco Carola a Marcel Dettmann, che non hanno, o non hanno più, un posto nella classifica. Ma queste assenze sono proprio il frutto dell'atteggiamento di alcuni dj, dei loro manager e del loro pubblico (lo dico senza polemica, naturalmente, è un fatto). Lo scollamento tra la realtà globale del clubbing e i nomi in classifica è dovuto appunto a tanti fattori e dinamiche. Di primaria importanza anche il fatto che, degli oltre 900mila voti giunti alla redazione di DJ Mag, la percentuale più alta arriva dal pubblico americano, e che il Sudamerica sia un'area in grande crescita. Due zone in cui l'EDM gode di enorme popolarità. 10420759_10152417954114135_2856621527174115229_n E l'Italia? Come ogni anno, l'Italia se la cava piuttosto male. Le statistiche dicono che il miglior piazzamento di sempre, per un italiano, è una posizione #8 di Mauro Picotto nei primi anni 2000. Quest'anno il dj italiano più in alto è Gabry Ponte, al #61. Poi ci sono Vinai (#62), Zatox (#71) e Merk & Kremont (#94). Onestamente, non credo siano nemmeno i dj italiani più popolari nel mondo: Benny Benassi, The Bloody Beetroots (ok, un po' live act un po' dj), Marco Carola sono probabilmente più noti. Ma anche qui si tratta di un discorso di voti e di capacità di stare nel gioco. Vinai si stanno dando un profilo internazionale; Zatox appartiene a un circuito che spesso notiamo poco, quello hardcore e ditorni, ma la cui fan-base è molto agguerrita e fedele (infatti è in classifica da quattro anni di fila); Ponte ha giocato bene le proprie carte, facendo una grossa campagna di promozione nel proprio circuito di appartenenza (molto più esteso di quanto spesso si possa pensare); Merk & Kremont sono i veri fenomeni dell'EDM italiana, bravi dj, produttori e capaci di gestire in modo serio comunicazione e immagine. Il problema della stragrande maggioranza dei dj italiani è la mancanza di volontà nel voler creare una squadra capace di puntare al top e sbaragliare il campo, come succede invece in Paesi come l'Olanda. A molti di sicuro non interessa stare in questa classifica, ma esserci significa più contratti, più visibilità, più soldi, possibilità di allargare il proprio giro. Considerando quanto è importante e sviluppata la scena dance italiana, mi fa sempre uno strano effetto vedere pochi connazionali nella chart. DJ-snake-1024x682 In conclusione L'EDM domina, la trance ha ancora una forte presenza in classifica (Aly & Filo, Armin, Andrew Rayel, Above & Beyond, Cosmic Gate, Markus Schulz). Dubstep e derivati non godono di grandissima considerazione, salvo Skrillex, Borgore e pochissimi altri; al contrario esiste un bel pacchetto di artisti legati ai suoni hardstyle (Angerfist, Noisecontrollers, Zatox). Suoni come la trap, che sta dominando il mondo, non hanno pressoché alcun peso, tolta la presenza di DJ Snake nelle parti basse. Pochissimi i dj che propongono suoni più sperimentali e meno canonici, tendenza che si accentua di anno in anno. Leggo una classifica con diverse contraddizioni: tanti artisti giovani e molte ascese o discese rapide, ma poca considerazione per chi sperimenta; un certo conservatorismo verso generi già affermati e verso suoni piuttosto duri e potenti, e scarsa presenza dei classici come house e o techno (qui rappresentata al meglio dall'eterno Carl Cox, una leggenda vivente); da notare i Daft Punk, che non suonano in giro da secoli (specie come dj) ma sono sempre in classifica (anche per loro la parola è "leggenda"). Questo è quanto, ora possiamo continuare a discutere sulla bontà e sull'attendibilità della Top100. E dire che non rispecchia la realtà. Eppure, per quanto poco credibile, resta la classifica popolare più attendibile al mondo. Altrimenti, ci sono tante alternative, più rassicuranti, meno controverse e, permettetemi, altrettanto discutibili e più pretenziose. Personalmente, molti dei dj di questa lista non mi piacciono, non rispecchiano i miei gusti (a partire proprio dai primi cinque!). Ma mi piace vedere le preferenze di molti fan, anche perché parecchi tra i dj più famosi al mondo non lo sono molto nel nostro Paese, e questo ci fa capire quante differenze ancora esistono in un pianeta che troppo spesso consideriamo globalizzato a tutti gli effetti, e dove invece abitudini e tradizioni hanno sempre un enorme peso nella costruzione di gusti e costumi. [post_title] => Una radiografia della Top 100 Djs 2014 [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => radiografia-top-100-djs-2014 [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-10-22 13:11:27 [post_modified_gmt] => 2014-10-22 11:11:27 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=5012 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [8] => WP_Post Object ( [ID] => 5078 [post_author] => 48 [post_date] => 2014-10-21 23:19:18 [post_date_gmt] => 2014-10-21 21:19:18 [post_content] => Hans Bouffmhyre e Kyle Geiger su Unrilis. Il duo Sleaze records piomba a Napoli, nel cuore di un progetto i cui filamenti sono curati dall'intramontabile esperienza e dall'incomparabile amore per la techno di Rino Cerrone. “Heavy Handed” è un Ep di pura energia che sposa il focus della label incastonandosi in un corollario di releases di forte impatto. Su Unrilis non c'è spazio per palleggi di sorta, la techno, quella seria, richiede competenza nell'ascolto e predisposizione verso la dark side della musica elettronica. “Heavy Handed”, traccia d'apertura, è un brano riflessivo dal cupo incedere. L'utilizzo del delay sugli snares d'accompagnamento scandisce il pezzo, la ricchezza di suoni profusa relega il basso al ruolo di sommessa presenza. Il percorso uditivo si compie nella scelta di un synth incalzante, di identità difficilmente catalogabile. “Dispatch” è un elogio al controtempo: l'inatteso prorompere del basso a stoppare in maniera irregolare il naturale fluire di cassa e tastiere regala uno stacco sorprendente e deciso. “Emote” è una traccia vulcanica dal kick intenso e dalla progressione avvolgente, infarcita di claps e piatti : 129 bpm di armonico inferno riprodotti in versione Beat Tool nell'ultimo brano della release che si differenzia dall'omonima antecedente per l'assenza delle tastiere. 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Giovedì 23 (dall’1 alle 3 di notte) torna la diretta di Supalova con Joe T Vannelli dall’Amnesia di Milano. Sabato 25, infine, davvero festa grande allo Spazio 900 di Roma, con tutti i djs della radio in consolle. Sempre sabato 25, infine, sarà online la nuova versione del sito di m2o, forte di un restyling grafico e fotografico, e in grado di interagire al meglio con gli ascoltatori grazie ad una nuova sezione viral, dedicata agli utenti dei social network. 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Il suo sound è difficilmente collocabile, e già questo lo rende interessante; sta da qualche parte tra la canzone, i glitch, territori vicini al jazz, e l'elettronica rarefatta e post-tutto degli ultimi anni. Tom si esibirà il prossimo novembre al Club TO Club di Torino, festival che anche quest'anno conferma la sua ormai consolidata fama di eccellenza riconosciuta a livello mondiale. Prima della sua venuta in Italia, l'ho raggiunto al telefono (Tom, non il festival) per parlare del suo ultimo album, delle sue ispirazioni, dei suoi live e di altro ancora. Ho trovato un personaggio riservato, per certi versi schivo, ma allo stesso tempo coinvolgente e coinvolto sugli argomenti di cui abbiamo parlato. https://www.youtube.com/watch?v=sbOCLEIKZOo Inizio, come mi piace spesso fare, dalla fine: il tuo ultimo album "What is this heart?" uscito quest'anno su Domino. Rispetto al precedente "Total loss" quali sono le differenze maggiori? Qual è stato il tuo percorso tra i due album? Non so dirti di preciso quali grandi differenze ci sono tra i due dischi, non avevo l'esigenza di cambiare rotta a tutti i costi o di dover sperimentare suoni o idee radicalmente diverse. "Percorso" è forse il termine più azzeccato, perché ho continuato il discorso iniziato con "Total loss" e l'ho evoluto nei nuovi brani, cercando i giusti ingredienti perché le cose funzionassero. La tua musica suona molto personale, poco definibile, non è semplice capire quali riferimenti hai. Quali sono le tue principali ispirazioni? Io ascolto tanti artisti diversi, non mi piace catalogare per generi e non so dirti come definire la mia musica né quella di altri. Mentre scrivevo "What is this heart?" ho ascoltato tanto Sun Kil Moon, Fuck Buttons, The Dream, come vedi artisti con suoni abbastanza eterogenei. How-to-Dress-Well Uno dei pochi aggettivi che mi sento di associare alla tua musica, con certezza di non sbagliare, è "soffice". In un momento in cui nel tuo Paese - e non solo - buona parte delle cose che sembrano funzionare di più, soprattuto in ambito elettronico, sono invece potenti e aggressive, come ti rapporti al mercato? Cerco di trovare il mio spazio. Io scrivo la musica che mi sento di fare e la propongo al pubblico, non mi rivolgo in modo specifico ad un mercato, spero possa piacere. In effetti in America non sono così conosciuto, sicuramente in Europa ho più seguito. Credo che la mentalità europea rispetto alla musica, alle avanguardie, sia più aperta, anzi più educata, nel senso che il pubblico è più preparato. Penso che ciò sia il frutto di una tradizione musicale molto più lunga rispetto a quella americana. Negli USA un artista sperimentale fatica ad affermarsi e ad avere credito nel circuito discografico e anche tra il pubblico. E' buffo perché spesso gli artisti americani mi dicono così, mentre gli europei dicono esattamente il contrario. Beh, probabilmente è vero anche questo, sia perché ogni pubblico vede un motivo di curiosità in più nell'artista "esotico", sia perché gli artisti stessi vedono l'opportunità di suonare in un altro continente come uno stimolo in più, c'è la curiosità, il rapportarsi con abitudini differenti nel pubblico e nelle modalità di esibirsi. Sono fattori sicuramente rilevanti. Negli ultimi anni sono stato diverse volte negli Stati Uniti, e trovo che il pubblico sia mediamente molto curioso e ricettivo, però allo stesso tempo, un po' meno preparato rispetto a quello europeo; forse, come dicevi, "educato" è la parola corretta. E' così, te lo posso dire perché ho vissuto per un periodo in Europa, a Berlino, ed è stato fondamentale per me, ha cambiato il mio approccio alla musica. Anche se mi sento sempre molto americano nella mentalità e nel mio essere musicista. https://www.youtube.com/watch?v=U1y3gJGZxKk Prossimamente sarai in Italia con il tuo tour: come porti in giro i tuoi pezzi dal vivo? Quale è il tuo set up sul palco? Siamo in quattro, io e altri tre musicisti: un batterista, un tastierista che si occupa anche della parte elettronica, quindi sintetizzatori, campionamenti e macchine varie, e un polistrumentista bravissimo; riesce ad arricchire gli arrangiamenti delle canzoni in modo straordinario. Quindi arrangiamenti diversi dall'album? Sì, certo. Le canzoni non vanno snaturate, però sono dell'idea che un album e un concerto siano due situazioni diverse, e così dev'essere l'interpretazione dei pezzi. Certe soluzioni che sul disco sono perfette, dal vivo sono deboli o inadeguate, perciò vanno rimesse a punto. E' un equilibrio delicato, si deve tener conto dei musicisti, di come si suona, di come è possibile rendere i brani live, dell'impatto che devono aver sulla gente che viene a sentirci. Sono d'accordissimo, arrangiare un brano in un modo o in un altro cambia completamente le carte in tavola. 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Poco più di tre anni fa ha esordito con il suo primo EP Pardon My French per la Cr2 Records, con la quale è ancora legato, per poi sfondare con Who Wants Spaghetti?, probabilmente la sua breakthrough track. Si muove tra la progressive e l'electro house, spostandosi spesso anche sul downtempo, come nel caso del suo singolo West Egg, nel 2012. Artista piuttosto malleabile, Fulton è stato scoperto ai tempi del college dagli Above&Beyond, che lo hanno seguito per gran parte del suo percorso, per poi attirare l'attenzione anche di Tiesto, Hardwell, Tommy Trash e notevoli altri ancora. Il 2012 è stato l'anno della consacrazione, con releases importanti e dj set nei più rinomati festival americani, fino alla pubblicazione, nel Settembre di quest'anno, della sua KuagaAbbiamo parlato di Kuaga nell'ultimo numero cartaceo di Dj Mag Italia, aggiundicandole il titolo di "money shot" nella sezione electro. Sicuramente tra le migliori produzioni del genere negli ultimi tre mesi, Kuaga è una dolce onda d'urto elettronica, ricca di adrenalina e break catartici. A poche settimane dalla pubblicazione del suo ultimo singolo, ho fatto due chiacchiere veloci con Pierce. Partiamo dalle origini. Sei originario del Vermont, una parte degli Stati Uniti che da quel che so è un posto molto tranquillo. Come hai scoperto la musica elettronica? Devo gran parte di ciò che sono adesso al Vermont. Il mio primo approccio con la musica elettronica risale ai primi anni di liceo, quando ebbi l'occasione di incontrare un amico venezuelano di un mio amico, che faceva il dj. Mi ha mostrato qualcosa della sua strumentazione e sono rimasto incantato. Non so dirti se avendo vissuto in un altro posto l'avrei scoperta più precocemente, in ogni caso ho un gran bel ricordo dei primi suoni electro che mi sono balenati in mente; si trattava di poco più che hip-hop e downtempo, niente a che vedere con ciò che faccio ora. Mettici anche che i rigidissimi inverni del Vermont ti tengono a casa che tu lo voglia o no e così il tempo libero non è difficile da trovare. Chi è stato il primo "big" a scoprirti? Gli Above&Beyond mi hanno supportato in maniera incredibile per gran parte del mio percorso musicale. Mi trovavo al college tanti anni fa, e una mattina mi sono svegliato e mi sono sintonizzato sul loro vecchio radio show, Trance Around the World. Immagina come sono rimasto nel sentire che avevano inserito nel programma la mia For Me. Sarò sempre grato a ciò che hanno fatto per me.  Avere un supporto iniziale come quello degli Above&Beyond non ti ha spinto a spaziare nella trance?  Sono un produttore di progressive house, ma sono apertissimo a sfaccettature di ogni tipo. Mi piace trovare nuove influenze, scoprire suoni mai sentiti prima, e spesso mi impegno anche in esperimenti di house a bassi BPM in stile trance. Allo stesso tempo non posso abbandonare il culto delle folli e contorte melodie electro, che restano il centro del mio stile. I socials ti hanno aiutato? Certo, fin dall'inizio. Ti permettono di studiare la reazione del pubblico iniziale alle tue prime produzioni e imparare cose nuove da chi commenta. Si può anche conoscere il parere delle persone davanti a cui ti sei esibito come dj la sera prima, e questo è un grande vantaggio perché inizi a capire come entrare nella mente di chi ti ascolta. Kuaga è stato un successo. Kuaga sta ricevendo un supporto folle! Non me lo sarei mai aspettato e ancor meno sentirla nel repertorio di gente come Hardwell, Martin Garrix e Afrojack. Non ricordavo nemmeno amassero questo genere! Ciò mi rende molto ottimista sulla strada che sto percorrendo. Quanto è cambiata la tua vita negli ultimi anni? Decisamente molto, proprio ieri ripensavo al tempo trascorso dall'ultima volta che ho visto i miei amici nel Vermont. Amo tutto ciò che faccio, perché essere un dj a livello professionale è sempre stato il mio sogno fin da bambino ma non mi sarei mai aspettato un cambiamento di vita così veloce. Al momento sto trascorrendo una fase ottima e spero che in futuro si vada sempre migliorando. Dove ti trovi al momento? Vivo a Brooklyn e al momento mi trovo qui ma ti confesso che non riesco a stare più di cinque giorni a casa al mese (ride).  Si sta diffondendo l'idea che i produttori di electro house si stiano limitando ad adattarsi ai gusti dell'audience, e invece dovrebbero essere gli artisti a tracciare la linea. Quanto è importante avere un'ottima cultura musicale alle spalle, prima di iniziare a produrre? Secondo me è un elemento centrale, ma mi rendo conto che per molti è un aspetto trascurato ma questo non sembra influire sul successo. Conosco numerosi famosi produttori che creano musica da dieci e lode ma hanno una conoscenza musicale che rasenta il tre. Oggigiorno le tecnologie ci aiutano così tanto che molti riescono ad andare avanti senza aver dato neanche un'occhiata a chi c'era dietro di loro. Chi avresti messo sul podio della Dj Mag Top100 quest'anno? Gli Above&Beyond escono da un anno ottimo, così come Dyro. Quest'ultimo lo metterei in seconda posizione, anche se è reduce da lavori meravigliosi, oltre ad essere un dj estremamente tecnico. Al terzo posto metterei a pari merito Tom Starr e Kryder, che quest'anno hanno ricevuto supporto dalla maggior parte dei grandi del settore e tuttora sono sulla cresta dell'onda. Ci sono artisti italiani che stai seguendo? E' divertente, proprio ieri notte ho suonato al fianco di Congorock a Toronto e Rocco è uno dei più simpatici che ho conosciuto nel settore. E' stato un piacere suonare al fianco di chi con la musica è un vero e proprio killer! Mi piacciono molto anche i Merk&Kremont, escono da una stagione perfetta. Per chiudere, consigliaci tre tracce. 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SECONDARIE

TERZIARIE

Array ( [0] => WP_Post Object ( [ID] => 5042 [post_author] => 7 [post_date] => 2014-10-20 23:55:12 [post_date_gmt] => 2014-10-20 21:55:12 [post_content] => La stagione di m2o è iniziata da qualche settimana, e ieri è stata presentata ufficialmente presso il 65mq di Milano. Il network si affida a un palinsesto molto vicino agli ascoltatori. La ricetta è sempre la stessa e vincente: dirette, argomenti, eventi e proposte del mondo digitale, con ispirazione dal web, dai social network e dalla TV. Pronta a festeggiare in questi giorni i dodici anni, m2o con i suoi 1,730 milioni di ascoltatori quotidiani risulta essere l'unica emittente nazionale in crescita rispetto al dato dell'anno scorso, insieme a Radio Capital. Restano i dj a fare la parte del leone, sostenendo la musica dance in tutte le sue sfaccettature. Dal lunedì al venerdì l’apertura alle 7 è con il sound (definito "happy") di DJ Osso. Dalle 12 alle 13 musica e moda con "Boulevard Robiony" condotto da Chiara Robiony. 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Hardwell si è riconfermato sul tetto del mondo per il secondo anno consecutivo, seguito da Dimitri Vegas & Like Mike e da Armin Van Buuren. Qui sotto il video integrale della premiazione, due ore in cui potete vedere l'annuncio delle prime dieci posizioni, del vincitore, e il set di Hardwell. In chiusura, anche un'intervista con il dj olandese. https://www.youtube.com/watch?v=BmzuCN_88PU Ecco invece la classifica completa, la mitica Top100 Djs 2014 di DJ Mag. 1. Hardwell (=) 2. Dimitri Vegas & Like Mike (+ 4) - HIGHEST DUO 3. Armin Van Buuren (-1) 4. Garrix (+36) 5. Tiësto (-1) 6. Avicii (-3) 7. David Guetta (-2) 8. Nicky Romero (-1) 9. Skrillex (+2) 10. Steve Aoki (-2) 11. 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Quella di sabato sera nella città olandese, presso l'impianto calcistico dell'Ajax, risulta essere a oggi in assoluto la più grande pista da ballo che l'ADE abbia mai visto nei suoi 19 anni di storia. Una folla di oltre 35.000 persone ha assistito infatti a una nottata realizzata grazie a una scaletta ricca di nomi che appartengono alla categoria dei pesi massimi nel mondo dei dj internazionali. Dietro al conto alla rovescia della Top 100 e all'incoronazione di Hardwell c'è una fondamentale sequenza di marchi, tra cui Alda Events, DJ Mag e ID&T, che ha portato il festival a un livello davvero superiore. Così, sulla scia del successo, viene annunciato ora il Mexico Music Festival, evento figlio dell'Amsterdam Music Festival. L'appuntamento si terrà sabato 16 maggio 2015 a Città del Messico. Di seguito le nostre "rough clip" girate live durante l'Amsterdam Music Festival.   http://youtu.be/5W32ROw2Zpk?list=UUEPJBXdJ7LGa19Qm5YUcCqg   http://youtu.be/1JAANqJsJyI?list=UUEPJBXdJ7LGa19Qm5YUcCqg [post_title] => ADE 2014, bilancio per l'Amsterdam Music Festival all'ArenA [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => ade-2014-bilancio-per-lamsterdam-music-festival-allarena [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-10-22 13:24:31 [post_modified_gmt] => 2014-10-22 11:24:31 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=4991 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [4] => WP_Post Object ( [ID] => 4988 [post_author] => 7 [post_date] => 2014-10-19 20:24:05 [post_date_gmt] => 2014-10-19 18:24:05 [post_content] => La diciannovesima edizione dell’Amsterdam Dance Event (ADE) si è conclusa in modo trionfale, ovvero con una serie di soldout sia in relazione agli ingressi presso le strutture del Felix Meritis e del Dylan Hotel che delle kermesse notturne. Negli ultimi tre anni, il principale evento mondiale dedicato alla musica elettronica ha raddoppiato le sue dimensioni e l’edizione appena lasciataci alle spalle ha registrato oltre 350.000 visitatori provenienti da tutto il mondo. A giorni l'ufficio stampa dell'appuntamento olandese comunicherà tutti i numeri ufficiali a riguardo. “Il successo dell’ADE e di questa edizione in modo particolare mostra la buona salute del settore della musica elettronica”, ha spiegato in esclusiva a DJ Mag Italia il direttore dell’ADE Richard Zijlma. “La musica dance sta attualmente conquistando il mondo intero, con un numero sempre maggiore di paesi e discografici che si interessano a questo ambito. Per questo l’ADE ha acquisito popolarità, diventando un’importante piattaforma dalla quale il mondo e l’Olanda in particolar modo traggono beneficio. Non per nulla la musica dance è oggi parte importante della politica culturale del governo olandese”. Ma dove sta andando l'ADE col suo marchio? Può conquistare il mondo? Zijlma spiega la natura glocal del proprio brand: "Siamo un music symbol e ormai anche la connessione giusta per tutte le realtà che orbitano attorno alla musica elettronica, al clubbing e alla discografia. Ma siamo anche una realtà locale in piena espansione. Siamo una realtà a tutto tondo e quindi siamo presenti durante tutto l'anno con la nostra piattaforma digitale. L'intento è far vivere l'ADE costantemente e non solo nel mese di ottobre. Samsung ci dà una grossa mano e i rapporti con la città e il suo sindaco sono buoni. Sino all'edizione del 2012, ad esempio, c'erano partner minori. Ora tutto sta cambiano, anzi: evolvendo". Sonar a Barcellona, IMS a Ibiza, WMC a Miami: ogni luogo ha bisogno di una sua realtà, oggi? "Vanno create collaborazioni. Noi siamo qui e qui resteremo. Per ora non ci interessano altri mercati". Come dire: se la montagna non va da Maometto... Sull'acronimo ADE "Amsterdam Democratic Event" molti sono d'accordo: in questa cinque-giorni sembra che il classismo sparisca. Si vede l'aspirante dj dialogare con la superstar con estrema disinvoltura e senza barriere. "Qui sono tutti uguali, non c'è la sparizione della classe media, c'è gente che fa business e c'è sempre un tavolo per chi lo richiede". [post_title] => ADE 2014: parla il boss Richard Zijlma e si tirano già le somme [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => ade-2014-parla-boss-richard-zijlma-si-tirano-gia-somme [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-10-22 13:34:42 [post_modified_gmt] => 2014-10-22 11:34:42 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=4988 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) )