PRIMARIE

Tre delle persone uccise sarebbero turisti stranieri, più un uomo della sicurezza e un organizzatore di un festival canadese.

di Ale Lippi, 16 gennaio 2017
Array ( [0] => WP_Post Object ( [ID] => 26099 [post_author] => 3 [post_date] => 2017-01-16 14:37:31 [post_date_gmt] => 2017-01-16 13:37:31 [post_content] =>   "Con il cuore pesante vi comunico che alla fine di febbraio, Global Radio giungerà alla chiusura dopo quasi 16 anni di trasmissioni". Così Carl Cox ha annunciato la fine della programmazione del proprio broadcast, attivo dal 2000 e distribuito ovunque nel mondo. Lo show settimanale, prassi comune a moltissimi super dj e veicolo di comunicazione e promozione ormai tradizionale per nomi come Cox, cessarà la programmazione in febbraio. Carl Cox nel comunicato non aggiunge ragioni o motivazioni, affermando soltanto che le prossime settimane saranno epiche e che Global Radio "chiuderà col botto". Una stagione decisamente ricca di cambiamenti per il dj britannico, che già la scorsa estate ha deciso di concludere le serate Music Is Revolution dopo la fine del rapporto con lo Space Ibiza, che ha chiuso e cambiato gestione. Ora un altro punto fermo del mondo di Cox giunge al termine. Di sicuro ci aspettano diverse sorprese all'orizzonte in questo 2017.   [post_title] => Carl Cox annuncia la chiusura di Global Radio [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => carl-cox-annuncia-chiusura-global-radio [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-01-16 00:58:44 [post_modified_gmt] => 2017-01-15 23:58:44 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=26099 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [1] => WP_Post Object ( [ID] => 26107 [post_author] => 74 [post_date] => 2017-01-16 10:27:49 [post_date_gmt] => 2017-01-16 09:27:49 [post_content] =>

Sparatoria nella notte al BPM Festival di Playa Del Carmen, in Messico. Un uomo avrebbe aperto il fuoco al Blue Parrot durante il party di chiusura firmato elrow.

Al momento non ci sono conferme sul numero esatto di morti che purtroppo dovrebbero essere una decina. Fonti parlano di 8 vittime.

Inoltre, è stata esclusa la pista del terrorismo. Si parla piuttosto di un regolamento di conti relativo al traffico di stupefacenti.

Il festival è stato ovviamente sospeso.

[POST IN CONTINUO AGGIORNAMENTO]

[post_title] => Sparatoria al BPM Festival. Si parla di 8 morti. [post_excerpt] => Un uomo avrebbe aperto il fuoco al Blue Parrot. Si segue la pista del narcotraffico. 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Mangaboo è un duo peculiare che mette insieme elettronica, produzione, forma canzone e incursioni in territori più colti. Anche dal vivo sono notevoli. Oggi vi proponiamo una première del loro nuovo remix per i Rumours, trio nato a Londra dall'incontro di due norvegesi e un italiano: Mark, Marion e Fede. La scorsa estate hanno pubblicato l'EP 'Shapes', che ha raccolto diversi consensi, e ora il nuovo singolo 'Cold Blooded' vede il remix dei Mangaboo. Proprio a Giulietta e Pisti abbiamo fatto qualche domanda. Le trovate qui sotto il link a cui potete ascoltare il remix.     https://soundcloud.com/mangaboomusic/rumors-cold-blooded-mangaboo-remix/s-5NitA     Raccontatemi tutto di Mangaboo! Come nasce il duo e quali sono gli obiettivi del progetto? Giulietta: Ci siamo incontrati durante il Torino Jazz Festival. Pisti: Mi era stata assegnata la direzione artistica di Fringe In The Boxx, un progetto interno alla rassegna che prevedeva il campionamento di jazzisti provenienti da tutto il mondo, per poi fornire il materiale a vari produttori di musica elettronica in modo da ottenere nuovi brani. Data la formazione e la conoscenza di Giulietta nel campo del jazz, abbiamo deciso di lavorare insieme al progetto. Questo ci ha fatto scoprire una grande affinità in termini di gusti musicali, ed è stato naturale rivederci anche dopo la rassegna per provare a costruire insieme qualcosa di nuovo. G: Siamo subito entrati in sintonia. Pur avendo un passato musicale differente e ascoltando generi diversi abbiamo trovato in Mangaboo un intento musicale identico e ci siamo subito addentrati in questo nuovo mondo. E l’obiettivo quando si scopre un nuovo mondo è di esplorarlo, ascoltare e vedere la novità, mantenendo ciò che si ha intorno, entrare in sinergia con esso per capire cosa aggiungere di inedito. Oltre a fare molti concerti, è la scrittura la cosa che più amiamo! Mangaboo per noi è un mondo fatto di immagini, di suoni e di paesaggi. La musica ci ha fatti incontrare, e abbiamo scoperto di avere in comune un forte legame con il paesaggio: il paesaggio italiano dipinto dai nostri pittori dal Duecento in poi, il paesaggio sottomarino, i deserti, i paesaggi equatoriali, il paesaggio immaginario. P: Tutta l'opera grafica di Mangaboo è incentrata sul paesaggio, dalle copertine del remix e dell'album realizzate da Alessandro Gioiello, artista torinese, al nostro primo video diretto da Cy Tone a cui abbiamo chiesto di collaborare con Alessandro per fornirci un immaginario visivo che rispecchiasse e completasse la nostra musica. Mi raccontate com'è nato il remix per i Rumours e come lo avete portato a termine? P: E’ sempre bello fare un remix, si può stravolgere tutto. Reinterpretare il paesaggio dei Rumours voleva dire farli entrare nel nostro club, nello spazio di Mangaboo alle quattro di mattina, quando il ritmo viaggia per far danzare i piedi. G: La notte ha un significato importante per noi che la popoliamo... P: ...è la nostra conchiglia per ascoltare il mare. Abbiamo uno piccolo studio dove amiamo chiuderci e far cantare i synth e le drum machine. Campionare con l’akai le loro voci rimasticandole o - e questo è quello che ci piace più fare - suonare il juno dentro uno Space Echo a nastro. Insomma, ci siamo divertiti a fare suonare i nostri strumenti rifacendo Cold Blooded. G:  Il lavoro che abbiamo svolto su 'Cold Blooded' dei Rumours è stato molto creativo e stimolante, abbiamo utilizzato i campioni della canzone originale seguendo il nostro gusto. La scrittura di musica elettronica, di colonne sonore e remix è una novità per me, tutto è iniziato con Mangaboo: prima della nostra collaborazione ero solita scrivere linee vocali, testi e arrangiamenti pianistici su tracce elettroniche pre-esistenti; con Pisti ho cominciato a suonare e scrivere parti complesse con i sintetizzatori e a inserirle negli arrangiamenti del nostro live, nelle colonne sonore delle sfilate di moda, per poi arrivare ai remix. Siete l'interazione di una cantante/musicista e di un dj/producer, una combinazione di competenze che può sbocciare in forme molto originali. Come pensate di potervi distinguere da tutto ciò che sentiamo in giro? G: Io e Pisti, durante le nostre rispettive carriere musicali, festaiole e nomadi, abbiamo avuto la fortuna di girare l'Italia, l'Europa e il mondo facendo e ascoltando musica, ammirando i paesaggi, ballando e parlando con la gente; l'insieme delle nostre esperienze e delle nostre idee è un grande bagaglio, metterle a confronto e fonderle in Mangaboo è un lavoro sincero, pregno di una sorta di unicità. P: Avere competenze differenti è un vantaggio, lo scambio è sempre nuovo quando si decide di avere un gruppo. Dobbiamo lavorare molto alla scrittura e migliorare sempre di più il live. La strada l’abbiamo tracciata, ma siamo qui per renderla più scorrevole e a disposizione di tutti. Perché trovare il nostro suono è una ricerca divertente e spesso sincera, ma siamo due cavalli imbizzarriti e ogni tanto ci dobbiamo dare un po di briglia.         [post_title] => Première: Rumours 'Cold Blooded' Mangaboo remix [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => premiere-rumors-cold-blooded-mangaboo-remix [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-01-16 12:29:34 [post_modified_gmt] => 2017-01-16 11:29:34 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=26092 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [3] => WP_Post Object ( [ID] => 26096 [post_author] => 3 [post_date] => 2017-01-16 09:23:59 [post_date_gmt] => 2017-01-16 08:23:59 [post_content] =>   Il mestiere del dj, la party vibe, i muri da abbattere, le immancabili camicie hawaiiane. Fatboy Slim è uno degli artisti più interessanti che si possano incontrare: con Norman Cook si ha la sensazione di stare accanto a un uomo ancora curioso, frizzante, vulcanico. Lo capisco dai modi spicci, dalla parlata veloce, dal tono della conversazione. Consapevole ma non supponente, avvezzo al dialogo e non intento a farsi venerare su un piedistallo. Circondati dal suo management, una ciurma dove spicca un inglese dall’accento fortissimo e un cappello da cowboy da far invidia a Tex Willer, ci ha concesso una lunga e bella intervista che potrete leggere in versione integrale su DJ Mag in edicola a febbraio. Intanto ve ne regaliamo una parte in anteprima.         Stiamo per festeggiare l’arrivo dell’anno nuovo a Parma, e non è la tua unica data in Italia in tempi recenti. C’è stato il laser show a Milano la scorsa primavera e ti abbiamo visto spesso nella nostra bella Penisola negli ultimi anni. Che rapporto hai e hai avuto durante la tua carriera con il nostro Paese? Mmm… durante gli anni è stato un rapporto tutto sommato sempre buono. Con periodi migliori e altri meno, ma ho sempre percepito amore e affetto dal pubblico italiano. Negli ultimi due, tre anni sono venuto spesso a suonare qui perché ho un team che si occupa di me, mi supporta e promuove ed è attento alle situazioni interessanti in cui portarmi. Devo anche dire che ho notato una maggiore competenza e cultura nel modo di lavorare in Italia negli ultimi anni, i club e i promoter sono attenti, conoscono le dinamiche e la musica, e anche il pubblico. C’è maggiore cultura e una giusta voglia di fare party, ecco. Hai anche prodotto ‘Eat, Sleep, Rave, Repeat’, una grossa hit insieme a un produttore italiano, Riva Starr. Un italiano che vive a Londra! Grande. Una caratteristica che mi ha sempre affascinato molto nel tuo stile è quella “party vibe” che ti contraddistingue, dai tempi di The Mighty Dub Katz e Pizzaman fino all’esplosione del big beat e poi ancora oggi. Un mood davvero festaiolo e preso bene con cui hai attraversato parecchie trasformazioni stilistiche della musica da ballare. E non è scontato, perché molti dj sono invece scuri, umbratili, quasi che il dancefloor sia il luogo dove fare un viaggio interiore. Guarda, è una cosa che proprio non capisco. A volte mi viene detta questa cosa della “musica da party” come se fosse strano… mentre il nostro lavoro, quello del dj, è di provvedere alla colonna sonora di una festa. Siamo qui per far ballare le persone, farle divertire. Non capisco il senso di un dj che sia così umorale, lunatico nel sound. Ma perché? Suoniamo a una festa, la gente viene per divertirsi, sorrisi, cose del genere. Certo che ho un party vibe! Essere un dj non ha a che fare con quanto sei cool o quanto è ricercata la tua musica. L’obiettivo è far ballare tutti! Perciò che sia big beat, house, acid, o quello che vuoi suonare, non importa, ciò che conta è il gusto che dai alla musica. Per me la cosa più importante è vedere le persone ballare, essere in sintonia con il loro entusiasmo e trascinare loro nel mio.     https://www.youtube.com/watch?v=wCDIYvFmgW8   Quanto è cambiato il tuo rapporto con le persone, con il pubblico? Tu eri un dj superstar prima che esistesse questo termine, lo sei rimasto nel tempo e contemporaneamente diversi tuoi colleghi sono arrivati a questo livello di popolarità: ormai i dj sono a tutti gli effetti popstar e rockstar, come hai vissuto questa trasformazione? Beh, è stato interessante osservare tutto questo. Un tempo i dj non erano considerati persone importanti, il dj era quel tizio in un angolo che trafficava con i dischi. È magnifico invece notare come oggi siamo una categoria celebrata e ammirata. Questa evoluzione chiaramente mi fa piacere perché significa cha abbiamo un ruolo in questa società, e non parlo soltanto di collocamento nel mondo del lavoro. Abbiamo un ruolo sociale perché come stavamo dicendo prima, siamo quelli che fanno ballare le persone, le fanno divertire, e oggi è necessario, a quanto pare, liberarsi dallo stress e celebrare la vita, più che mai. Per questo anche i dj sono necessari. O perlomeno, non sono superflui, no? Certo. Anzi, i dj oggi hanno un ruolo chiave sia nell’industria discografica, come tastemaker, produttori, personaggi di tendenza, sia tra il pubblico proprio per la funzione che svolgono. Sì, tutte queste cose. A volte ho l’impressione che siamo come delle prostitute, ma in definitiva il nostro è anche un lavoro “funzionale”, nel senso che dobbiamo suonare musica che faccia ballare e questo ci dà ampia libertà da un lato ma chiaramente implica uno scopo ben preciso e quindi un servizio, qualcosa del genere. È il motivo per cui i musicisti hanno sempre considerato male i dj: dei nerd senza un vero talento nel suonare uno strumento, preparati come dei maniaci sui dischi, e che all’improvviso sono diventati più celebri e celebrati di chi i dischi li fa. Strano, no? Eppure ormai anche questo luogo comune è venuto meno, il dj ha conosciuto una trasformazione fino al ruolo di superstar, appunto, la tua domanda contiene una riflessione molto sagace.   [post_title] => Fatboy Slim in anteprima da DJ Mag di febbraio [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => fatboy-slim-in-anteprima-dj-mag-febbraio [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-01-16 00:28:55 [post_modified_gmt] => 2017-01-15 23:28:55 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=26096 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [4] => WP_Post Object ( [ID] => 26088 [post_author] => 9 [post_date] => 2017-01-14 16:00:53 [post_date_gmt] => 2017-01-14 15:00:53 [post_content] =>   Si intitola ‘On My Way’ il nuovo singolo di Tiësto, la prima release 2017 del dj e del produttore olandese, uscita sulla sua label Musical Freedom e cantata dal duo inglese Bright Sparks: un brano dalle ambizioni decisamente pop, pensato soprattutto per il mercato statunitense. 'On My Way' esce nel fine settimana che vede Tiësto festeggiare il suo 48esimo compleanno: sabato 14 gennaio è infatti previsto un suo party speciale all’Hakkasan di Las Vegas, dove è resident da diversi anni; la festa sarà preceduta da una cerimonia pomeridiana che conferirà a Tiësto The Key to the Las Vegas Strip, premio che viene dato alle personalità che hanno saputo dare lustro alle location collocate nella via più celebre di Sin City, in passato assegnato ad icone assolute quali Stan Lee, il padre dell’universo Marvel, e il chitarrista Carlos Santana. La bacheca di Tijs Michiel Verwest si arricchisce così di un nuovo trofeo, prima di presentare in anteprima mondiale il suo nuovo show venerdì 24 e sabato 25 febbraio all’Hangar di Brooklyn. 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Sunburn, promoter dell'evento ha fatto sapere che le autorità hanno consigliato di annullare lo show per l'alto rischio che i casi di molestia di massa, avvenuti durante i festeggiamenti di Capodanno, potessero verificarsi di nuovo. La polizia però ha negato questa versione, dichiarando a BBC India che semplicemente non sono arrivate in tempo tutte le autorizzazioni necessarie per lo svolgimento in sicurezza del deejay set di Guetta. Sunburn avrebbe consegnato la documentazione solo il 10 gennaio, due giorni prima dello show. Troppo poco per mettere in piedi la macchina. Nelle ultimissime ore è stata trovata però una soluzione. Domani, domenica 14 gennaio il francese si esibirà, nella stessa giornata, sia a Mumbai che a Delhi. Ricordiamo che il mini tour indiano di David Guetta fa parte di un progetto benefico. Il ricavato del concerto di Bangalore sarebbe dovuto andare in beneficienza a "Magic Bus", un' organizzazione non-profit che aiuta i bambini che vivono in condizioni di povertà, fornendo esperienze di educazione e di vita. David Guetta e la musica EDM in India sono così popolari che che il principale canale televisivo all news del paese dedicata alla notizia servizi da un quarto d'ora.   [post_title] => I concerti di Guetta in India non sono stati annullati [post_excerpt] => Nelle ultime ore è stata trovata una soluzione. 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Luca ed Elia sono reduci da un 2016 perfetto, di cui segnaliamo l'ultimo EP, 'Venus', che vale assolutamente la pena ascoltare, il loro approdo al Circoloco di Ibiza e l'After Hours Mix per BBC Radio 1, un traguardo decisamente notevole che ci rende fieri di leggere nuovi nomi italiani ai piani alti delle radio internazionali. Il 2017 è alle porte e ci sentiamo in diritto e dovere di aspettarci grandi cose. Ecco che ci siamo detti a riguardo.   https://soundcloud.com/diynamic-music/sets/undercatt-venus-ep   So che avete gusti molto simili, quindi lo chiedo a tutti e due. Quali sono gli artisti che hanno maggiormente influenzato la vostra crescita musicale? Pur provenendo da una diversa formazione ed esperienza musicale, è vero, i nostri gusti sono molto simili. Dovendo fare dei nomi specifici di artisti che sicuramente hanno influenzato la nostra crescita durante gli anni e la nostra ispirazione in studio, sicuramente The Chemical Brothers, Daft Punk, Royksopp, Trentemoller, Booka Shade.. sono tra questi! Artisti di un valore immenso, che a suo modo hanno saputo combinare perfettamente melodia, groove e stile innovativo. Nel nostro piccolo, creare quel tipo di alchimia, è l’obiettivo che ci siamo prefissati.   Il vostro approdo su Diynamic è avvenuto nella maniera più naturale possibile, semplicemente con una mail di demo. Descrivetemi il momento in cui vi hanno risposto. Siete entrati subito in contatto con Solomun o è avvenuto successivamente? E’ stato come un fulmine a ciel sereno! Il progetto Undercatt era appena nato. Dopo varie e numerose esperienze fatte come singoli, decidemmo che era arrivato il momento di provare a combinarci. Di trovare l’equilibrio, e la marcia in più. Ci siamo rinchiusi in studio per alcuni mesi, e dopo aver concluso le prime 6-7 demo abbiamo intrapreso la missione più ardua: farci ascoltare. Di Undercatt non esisteva ancora niente, solo un indirizzo e-mail ed un account Soundcloud privato per far ascoltare la nostra musica. Il fatto di essere “nuovi”, a lungo termine, ci ha premiato. Inviamo i nostri lavori a Diynamic, senza grosse aspettative ma con molte speranze. Dopo circa un paio di settimane Solomun in persona ci risponde definendo la nostra musica molto interessante, nuova e fresca, e di tenerla in caldo solo per lui. Si sarebbe confrontato con il team e gli altri artisti, per capire il da farsi. Eravamo euforici ma allo stesso tempo in ansia, poichè da lì è iniziato il periodo della “grande attesa”, concluso con il boss che ci comunica l'immimente pubblicazione su Diynamic.   Il vostro rapporto con il boss Solomon: so che andate molto d’accordo. Sin dalla prima occasione in cui abbiamo avuto modo di incontrarci di persona, si è creata un’empatia speciale. Pur essendo uno dei top dj al mondo, Mladen ha un umiltà e un farti sentire a tuo agio fuori dal comune. E soprattutto ha il dono raro della “preveggenza” in ambito musicale. Riesce come pochi ad intuire ciò che funzionerà con largo anticipo. Ed avendo un confronto periodico con lui, è anche grazie ai suoi consigli che abbiamo trovato la nostra identità e la modelliamo giorno per giorno.   https://soundcloud.com/undercatt/diynamic-radio-show-march-2016-by-undercatt   Dyinamic è una label di primo piano, che quest’anno spegne dieci candeline. Avete seguito la sua evoluzione musicale? Come la giudicate? Seguiamo Diynamic fin dalle prime release, si è sempre contraddistinta per la sua innovazione e la sua unicità in ambito musicale. Una label mai scontata, che ha saputo far crescere in maniera esponenziale la sua identità pur stando al passo con gli ovvi mutamenti di generi e stili che inevitabilmente accadono nell’arco di una decade. Diynamic è mutazione continua e qualità costante allo stesso tempo.   Approdare su una label così non è cosa da poco. Qual è la formula vincente per far colpo? Secondo me l’asso nella manica di qualsiasi brano è il saper stare al passo con le sonorità attuali dando però un tocco personale che “rivoluzioni gli schemi”. È un misto tra lo “stare al passo” e allo stesso tempo disegnare una nuova strada. Siamo orgogliosi e fieri di farne parte ovviamente, ed è anche un continuo stimolo per fare sempre meglio. A livello di produzioni, la formula magica purtroppo (o per fortuna) non esiste, ma sicuramente ciò che conta di più in assoluto per creare un progetto solido è essere il più “unici” possibile. Come hai ben definito, è esattamente questo, stare al passo con ciò che è tendenza, ma allo stesso tempo avere il coraggio, la voglia e lo spirito di rischiare nuove strade. Definire il proprio stile per cui il pubblico ti riconosca, è la cosa più difficile ma anche più gratificante se un’artista riesce a farlo.   In un’intervista dell’anno scorso avete definito Diynamic una “famiglia". In che senso? Per il rapporto che si crea. Tra gli artisti e tra i ragazzi che lavorano dietro le quinte. C’è rispetto, confronto e voglia di condivisione. Il dare ognuno il proprio contributo per la stessa causa. E soprattutto, la possibilità di mantenere la propria identità, gusto e stile musicale, senza ordini dall’alto.. come in una famiglia sana, appunto!   https://soundcloud.com/when-we-dip/premiere-undercatt-coral-last-night-on-earth?in=undercatt/sets/releases   Spostiamoci dall’argomento Diynamic. Cosa vi ascoltate nel tempo libero? Ci sono altri campi della musica elettronica che vi piace esplorare ogni tanto? Ascoltiamo di tutto, non solo musica elettronica. Ascoltare musica di ogni genere è terapeutico e stimolante per quando poi musica dobbiamo farla noi. Dall’indie-pop, al rock, alla classica, all’elettronica più ricercata.. alla cara vecchia musica italiana di altri tempi!   Cosa mi dite dell’attuale scena techno italiana? Siamo ancora una forte realtà o abbiamo bisogno di una ventata di innovazione? Secondo me non abbiamo da lamentarci assolutamente, e vale per i grandi nomi come per le nuove “giovani leve”. La scena techno italiana sta secondo noi vivendo uno dei maggiori momenti di crescita ed esposizione nei periodi recenti. Aldilà dei top names che portano in alto la nostra bandiera nel mondo, negli ultimi cinque anni sono usciti fuori grandi artisti e dj che hanno ognuno a suo modo portato qualcosa che mancava nella scena. Non abbiamo nulla da invidiare ai ben più noti colleghi tedeschi, ci manca magari solo un pò di organizzazione!   Molti dei nostri migliori rappresentanti hanno trovato la fortuna all’estero per poi affermarsi in Italia. Un processo “al contrario” che forse vale più per l’ambito mainstream. Voi che ne pensate? Un processo al contrario che salvo rare eccezioni vale sia nell’ambito mainstream sia nell’underground. Che non è detto che sia necessariamente un male. L’italia è un paese che ti da grosse soddisfazioni da artista, ma che per certi versi arriva “in ritardo” rispetto agli altri. Vuoi per la maggior cultura musicale che c’è in alcuni paesi stranieri, vuoi per il fatto di essere poco organizzati per scoprire prima e supportare poi i nuovi talenti, per poi accorgersene magari quando all’estero sono già più che riconosciuti. In forme diverse è un meccanismo che va avanti da anni, difficile da mutare.. ma non si sa mai!   Parliamo di progetti vostri. Personalmente adoro il vostro remix di ‘Sweet Disposition’ dei Temper Trap. Come è nata l’idea? E’ nato per caso, inizialmente come un bootleg, fatto per divertimento e per magari suonarlo durante i nostri set. Sweet Disposition era e rimane uno dei nostri brani preferiti di tutti i tempi, e tra un progetto e l’altro in studio, abbiamo buttato giù quello che è diventato poi il remix ufficiale. Abbiamo cercato di dare un tocco ancora più malinconico al vocal pazzesco del brano, con la nostra impronta. Mandammo la traccia a Solomun che se ne innamorò e iniziò a suonarla per una stagione intera, e nel frattempo mise in moto la macchina Diynamic per riuscire ad avere il via libera per le licenze dai Temper Trap e dal loro management per farla uscire in via ufficiale. Così fu, e ad ora a distanza di un anno dalla sua uscita, continua ad essere la traccia perfetta per la chiusura dei nostri set.   https://soundcloud.com/deep-house-amsterdam/premiere-the-temper-trap-sweet-disposition-undercatt-remix-master-v1-16bit?in=undercatt/sets/releases   Cosa vi aspettate dal 2017?  A settembre 2016 è uscito il nostro ultimo EP 'Venus', stiamo lavorando al prossimo adesso e siamo già a un buon punto. Non siamo soliti prefissarci “grandi” obiettivi, ma tanti piccoli passi che vanno a comporre il quadro più grande. Abbiamo già alcune tappe fissate in club e festival di alto livello, vedremo che succede!   Siete stati invitati da Pete Tong per l'After Hours Mix, un privilegio non da poco.  Una soddisfazione unica. BBC Radio 1 è ancora il massimo punto di riferimento come radio per la musica elettronica in generale, e nei 40 minuti a disposizione abbiamo provato a raccontare la nostra storia fatta di tracce nostre prodotte nel recente passato, presente e futuro.   Per chiudere: consigliateci qualcosa da ascoltare! Tornando al corposo catalogo Diynamic degli ultimi 10 anni, c’è un brano in particolare che più che una traccia è un’opera d’arte: Stimming - 'November Morning'. Ascoltatela che non ve ne pentirete! 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Insieme aprono oggetti e indagano sul loro contenuto. Ovviamente è un pretesto per giocare con il figlio e raccontare l'oggetto (o il soggetto) in questione attraverso particolari e riprese molto interessanti. Nell'ultimo episodio della loro serie "What's Inside", Dan e Lincoln decidono di scoprire cosa c'è dentro il casco di scena di uno dei personaggi elettronici del momento: Marshmello. Dan incontra l'artista nel backstage di un concerto di Los Angeles dove può finalmente prendere in consegna il casco da aprire e analizzare. Ecco com'è andata.     [post_title] => Cosa c'è dentro il casco di Marshmello? [post_excerpt] => Una coppia di famosi YouTuber ha voluto indagare sul personaggio del momento. 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Oppure fatelo, ma non prendetevela se vi do degli ignoranti, prevenuti, impreparati. Perché una cosa che noto spesso è questa generalizzazione stupida verso ogni artista o traccia dance che sia mainstream, da Martin Garrix a Major Lazer a Daid Guetta (tre cose molto diverse tra loro, notate). Vero, l'acronimo EDM significa Electronic Dance Music, quindi tecnicamente tutto. Ma ovviamente il termine è andato a indicare uno stile ben preciso nel tempo, proprio quello stile tanto denigrato dalla presunzione di una certa intellighenzia e dai commenti facilmente critici di una parte di pubblico a cui non va mai bene niente: se parliamo di Guetta è EDM commerciale, se parliamo di Populous siamo troppo di nicchia. Ma qui stiamo parlando di altro. The Chainsmokers si muovono dentro questo mondo ma i loro pezzi sono, direi, pop, e aggiungo un buon pop, semplice, diretto, sicuramente non ricercato e rarefatto come The XX né ispirato al futuro come le produzioni di Flume, ma buon pop, scritto bene, prodotto bene (ci sono pochi elementi ma sono incastrati alla perfezione) e soprattutto perfetto per essere l'anello che congiunge la dance mainstream al pop radiofonico. Perciò bollare tutto ciò che si sta muovendo in questa direzione (e The Chainsmokers sicuramente sono una punta ben visibile e brillante dell'iceberg) significa peccare di presunzione e di miopia. Un peccato mortale. Poi, certo, de gustibus non disputandum est, possono piacervi o meno, ci mancherebbe. Ma non siate miopi. 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Da allora molte cose sono successe, Soundreef sta trovando il proprio spazio e ha conquistato endorsement importanti come Fedez, Rovazzi e Gigi D'Alessio. Più che endorsement, clienti, visto che il fatturato e la rendicontazione non si fanno con le pose. Un interessante approfondimento pubblicato su Linkiesta ha messo in luce diversi aspetti nell'evoluzione di quello che sta diventando un cambiamento epocale da quando il monopolio SIAE nella gestione del diritto d'autore in Italia è stato messo in discussione.     SRHNUDID4080-kwVF-U108024172266FaF-428x240@LaStampa.it     In particolare, si parla della direttiva Barnier, norma europea del 2014 che permette al titolare di un'opera di poter scegliere liberamente il "gestore" a cui affidare i propri diritti. Normativa che secondo D'Atri di Soundreef “non solo sancisce il libero mercato, ma addirittura lo dà per scontato, stabilendo regole di trasparenza e correttezza supponendo già un contesto di concorrenza”. Il vero nodo è l'interpretazione giuridica che verrà data in sede italiana, perché la legge, si sa, è soggetta alla giurisprudenza e SIAE ha prontamente visto nella normativa una scarsa chiarezza, diciamo così, nel modo in cui viene regolamentato il monopolio interno di un Paese. Come dire: ok, il monopolio internazionale in Europa non è previsto, ma nei singoli Paesi possiamo mantenerlo, e quindi soltanto concorrenti esterni possono proporsi in Italia come competitor di SIAE. Versione discutibile (non siamo noi le persone idonee per farlo), e che comunque non intacca più di tanto Soundreef, al momento vero grande antagonista di SIAE, che ha sede a Londra e dunque può appoggiarsi a questo fattore. La  battaglia viene condotta sul piano dell'informazione attraverso dichiarazioni SIAE in cui si sostengono idee come il "monopolio favorevole" secondo cui anche a livello internazionale, per ogni Paese è molto più comodo avere un solo gestore che si occupi di raccogliere e rendcontare i diritti, lasciando sottinteso che SIAE è l'ideale interlocutore in quanto ormai inserita il sistema da molto tempo. Dal canto suo, ovviamente Soundreef la pensa in modo diverso, ed è pur vero che se operiamo in un regime di libero mercato suona assurda la concezione di un monopolio di fatto. Di sicuro, questo è un fatto, moltissimi artisti, da sempre, si lamentano per i costi di SIAE in relazione alla scarsa trasprenza e alle lungaggini dei pagamenti, accusando squilibri tra i "grandi" e i piccoli. D'altro canto, parecchi big nei mesi scorsi si sono mobilitati in difesa di SIAE. Naturalmente ognuno vede le cose dalla propria prospettiva e tira acqua al proprio mulino.     sugar_filippo_ufs-kgGF--1280x960@Web     La vera novità da constatare è come la presenza di un concorrente agguerrito e che sa il fatto suo, come Soundreef, abbia comunque costretto SIAE a cambiare passo: iscrizione gratuita per gli under 30, borderò online, ammodernamento nei sistemi e un rapporto più aperto con i media (in questo D'Atri è sicuramente molto abile, mentre SIAE ha per lungo tempo mantenuto posizioni arroccate nel confronto con buona parte dei media) sono alcune delle misure adottate. Soprattutto, il cambio ai vertici: dalle dirigenze burocratiche degli anni scorsi (con la disastrosa nomina di Gino Paoli e i conseguenti scandali) si è giunti alla nomina di Filippo Sugar come Presidente del Consiglio di Gestione, che è sì "uno del giro" (figlio di Caterina Caselli e di Piero, nientemeno che l'erede dell'impero Sugar) ma che pare uomo dilungimiranza e di visione, a lui sono infatti dovute molte delle innovazioni elencate poco fa. La partita è sempre aperta, nuovi player entrano in gioco, come Patamu, e questo è un panorma dove nei prossimi anni vedremo notevoli cambiamenti.   [post_title] => La partita tra SIAE e Soundreef si accende [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => partita-siae-soundreef-si-accende [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-01-12 15:46:19 [post_modified_gmt] => 2017-01-12 14:46:19 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=26041 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [10] => WP_Post Object ( [ID] => 26035 [post_author] => 7 [post_date] => 2017-01-11 15:40:41 [post_date_gmt] => 2017-01-11 14:40:41 [post_content] =>   Amsterdam Dance Event si espande e conquista l'India. Da giovedì 23 a sabato 25 febbraio prende il via l'ADE Global Session Mumbai, che, con l'iniziativa MusicTalks, coinvolgerà artisti e addetti ai lavori organizzando meeting con professionisti del settore: sessioni di speed dating, incontri strategici e master class in fasce orarie diurne per diffondere anche in Asia la cultura della musica dance elettronica e creare nuovi collegamenti tra adepti. ADE sarà presente anche durante la notte con tanti appuntamenti presso le discoteche della città di Mumbai grazie alla collaborazione con marchi come Bull N Bar, TixDo e VH1 India. Proprio come accade nella settimana di Amsterdam.   https://youtu.be/CTnOCcs9oYI   Amsterdam Dance Event tuttavia non si ferma qui e pensa già al prossimo appuntamento nella terra d'origine, l'Olanda, quando dal 18 al 22 ottobre si terrà la 22esima edizione. Gli organizzatori si aspettano circa 375mila visitatori. 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Era dal 2014 con 'Stay' e 'Venus Requiem' che la Madonna Nera non si affacciava sul mercato con produzioni originali, sebbene ci siano stati nel frattempo diversi remix di tutto rispetto (in particolare il magnifico take su 'Relate' di Nick Hoppner per Ostgut Ton). 'He Is The Voice I Hear' è un brano importante visto il periodo di successo dell'artista, e inaugura inoltre la label We Still Believe gestita proprio da The Black Madonna.  Un brano in buona parte anche italiano, grazie al contributo agli archi di Davide Rossi, musicista nato a Torino ma da anni residente in Scandinavia, già collaboratore fisso di Coldplay, Goldfrapp e Duran Duran, iniziato alle sette note da Robert Fripp, polistumentista fondatore dei King Crimson, uno dei personaggi più importanti in assoluto nella storia della musica dell'ultimo secolo. 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Oggi le cose non stanno più così, ma la colonna sonora del nuovo capitolo promette comunque bene: Young Fathers, Wolf Alice, High Contrast, Fat White Family, The Rubberbandits a rappresentare la musica made in UK contemporanea, e una manciata di classici come Frankie Goes To Hollywood, The Clash, Queen, Blondie, Run DMC (lo spettacolare e mitico remix di Jason Nevins di 'It's Like That'). Non potevano mancare gli Underworld, che hanno segnato il Trainspotting originale con la leggendaria 'Born Slippy' e che tornano, quasi fossero inevtiabilmente parte del cast a loro volta, con la misteriosa 'Slow Slippy' e con un brano dal titolo 'Eventually But (Spud's Letter to Gail)'. 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Con Feelx scompare un altro personaggio della Riccione ruggente, la stessa di Marco Trani (anche se entrambi arrivavano dalle "notti romane" degli anni Ottanta), che rivaleggiava con Ibiza - spesso prevalendo - e dove si sono formate tante personalità e tante figure professionali che poi sarebbero diventate comuni in ogni discoteca, italiana e non.   https://youtu.be/lGwp_s8BKlA   Dr. Feelx è stato uno dei primi veri e propri vocalist, capace di imporsi per la sua fisicità, la sua esuberanza, le sue tonalità stile Barry White che gli hanno permesso di lavorare in network radiofonici quali RDS e R101, così come dal 2009 è stato voce ufficiale dello show televisivo Chiambretti Night. Suo il cantato di tante hit da club, una su tutte “Love, Sex, American Express” di Cristian Marchi. Di origini nigeriane, figlio di un diplomatico, in Italia da sempre, vantava una laurea in Economia e Commercio ed un ottima padronanza delle lingue: sempre pronto a dire la sua quando lo riteneva opportuno, magari senza l’aplomb paterno, salutava sempre tutti immancabilmente con il suo “Yo!”, e se non lo faceva significa che qualcosa era andato storto. Non si faceva problemi a prendere il microfono in serata e dirne quattro a chi secondo lui se lo meritava, ma soprattutto se c’era da dare una mano in un party un po’ scarico, era sempre il primo a proporsi senza chiedere niente in cambio. Un personaggio genuino, al quale tutti stanno formulando le proprie condoglianze sui social network, un tam tam che è appena cominciato e che andrà avanti per parecchio tempo. 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Un beat che parte r'n'b, ci culla nel velluto della voce di Alicia per poi svelare la sua natura house dopo una quarantina di secondi. Come il time-lapse di un fiore che sboccia. Senza perdere la dolcezza r'n'b durante tutto il brano, che si trasforma di nuovo nel break in cui la velocità dimezza prima di ripartire verso la cavalcata finale. Non chiedevamo di meglio per iniziare l'anno. Vogliamo altri pezzi così!   https://soundcloud.com/therealswizzz-215730457/sweet-fin-love [post_title] => Kaytranada ha prodotto un brano per Alicia Keys [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => kaytranada-prodotto-brano-per-alicia-keys [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-01-10 16:52:19 [post_modified_gmt] => 2017-01-10 15:52:19 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=26018 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [3] => WP_Post Object ( [ID] => 26015 [post_author] => 74 [post_date] => 2017-01-10 16:15:29 [post_date_gmt] => 2017-01-10 15:15:29 [post_content] =>   [Foto: Rukes] I "private-edit" di Eric Prydz, i remix privati che forse mai vedranno la luce, sono tra i più ambiti dalla comunità pazza di ID come quella elettronica. Il disco della mezzanotte di Capodanno, poi, è croce e delizia per ogni deejay nel mondo. Figuriamoci per un headliner come lo svedese "costretto" a dover festeggiare l'arrivo del nuovo anno di fronte a migliaia di persone, si fa per dire. Allora cosa c'è di meglio di un "private-edit", avrà pensato. Durante la sua esibizione di Capodanno al Decadence festival in Colorado, Prydz ha tirato fuori dal cilindro una bomba della sue: un remix inedito di "New Year’s Day” degli U2. Guarda il video.   [post_title] => Eric Prydz remixa gli U2 ed è una bomba [post_excerpt] => Durante la notte di Capodanno Prydz ha tirato fuori dal cilindro un remix inedito di "New Year’s Day” [Foto: Rukes]. 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Così come nel 2016, fino alla fatidica 'Shelter', uscita in estate, che è stata un po' per tutti una liberazione. Un brano, a fianco dell'altrettanto giovane quanto talentuoso Madeon, che sicuramente si è inserito tra le migliori dance tunes dell'anno ma da cui sarebbe stato lecito aspettarsi qualcosa in più. Stiamo parlando di due nomi che in giovanissima età hanno ridettato le tendenze dell'electro house con un capolavoro dopo l'altro nel magico periodo 2011-2013.   https://www.youtube.com/watch?v=HQnC1UHBvWA   Quindi, in seguito all'uscita di 'Shelter' con conseguente live tour, un gran successo che nei prossimi mesi arriva in Europa, l'interrogativo sul futuro di Porter Robinson rimane. Ma ci sono delle novità. La prima riguarda un presunto mini-album 'Shelter' in collaborazione tra Porter e Madeon, contenente diverse versioni del brano (tra cui una piano version e qualche remix) unitamente ad alcuni dei migliori singoli scritti dai due. In allegato con la limitatissima edizione ci sarebbe anche una bandiera ufficiale e la versione bluray del cortometraggio anime. Un pezzo da veri super fan che potete pre-ordinare qui in attesa della release del 15 febbraio. Una bella novità che però non porta nessun vento di cambiamento, dopo tutto si parla di un album cucito intorno ad un bel pezzo uscito ormai l'anno scorso. Ci sono altri assi nella manica da estrarre?     La domanda sorge spontanea alla luce della depressione che lo stesso Porter Robinson ha ammesso di aver sofferto per tutto il 2015. Un lungo periodo di confusione ed insicurezza, che lo ha portato a chiudersi in sé stesso e a non credere più nei suoi mezzi. Con risultato l'abbandono dei lavori a cui si stava dedicando. Tuttavia, il 2017 sarà un anno molto importante per riprendersi quanto aveva iniziato e riuscire finalmente a rialzarsi. La notizia l'ha data lui stesso con una serie di tweet, in cui lo statunitense annuncia di volersi allontanare dalla tour life nell'anno a venire per "concludere i suoi lavori". Possiamo aspettarci dunque un album intorno a settembre? O forse una serie di EP autunnali? Tutto molto probabile. L'unica cosa certa sembra essere l'assenza dalla scena discografica almeno fino all'estate, dal momento che lo 'Shelter Tour' si concluderà al Coachella. Forza Porter, facci vedere chi sei.   [post_title] => Come sarà il 2017 di Porter Robinson? [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => come-2017-porter-robinson [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-01-10 11:01:12 [post_modified_gmt] => 2017-01-10 10:01:12 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=26012 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) )

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