PRIMARIE

Array ( [0] => WP_Post Object ( [ID] => 4391 [post_author] => 8 [post_date] => 2014-09-23 12:47:29 [post_date_gmt] => 2014-09-23 10:47:29 [post_content] => Esce il 16 novembre 'The Key', nuovo singolo di Breach   http://breachmusic.co.uk/  -il produttore dance di Bristol noto anche come Ben Westbeech- in collaborazione con Kelis. https://soundcloud.com/breach-uk/breach-the-key-ft-kelis Breach non è nuovo a collaborazioni vocali, dopo il successo registrato in Gran Bretagna di 'Everything You Never Had (We Had It All)' con Andreya Triana. 'The Key' era inizialmente nato come un remix dello stesso Breach per 'Rumble', brano incluso nell'ultimo album della cantante americana 'Food'. Qui di seguito la versione originale di 'Rumble': https://www.youtube.com/watch?v=1yzucesoYtI Il remix di Breach è poi stata ulteriormente rifinito e trasformato fino a diventare una vera e propria collaborazione fra i due, dopo che Kelis (inizialmente campionata dall'inglese) ha accettato di ricantare la sua parte in studio. Ad assicurarsene la pubblicazione stavolta è una major come la Warner: scommettiamo che lo ritroveremo nelle zone alte delle classifiche fra un paio di mesi? [post_title] => Breach: una nuova collaborazione con Kelis [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => breach-nuova-collaborazione-kelis [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-09-23 16:09:57 [post_modified_gmt] => 2014-09-23 14:09:57 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=4391 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [1] => WP_Post Object ( [ID] => 4316 [post_author] => 9 [post_date] => 2014-09-19 17:30:29 [post_date_gmt] => 2014-09-19 15:30:29 [post_content] => Lunedì 22 settembre il Pacha di Ibiza ospita l’edizione 2014 dei Dj Awards, la diciassettesima in assoluto. Undici le categorie in gara: deep house, tech house, electro house, techno, trance, drum & bass/dubstep, newcomer, electronic live performance, international dj, breakthrough e electronica. Tra i recordmen della manifestazione, Carl Cox, l'unico dj sempre nominato in tutte le edizione dei Dj Awards, e Armin Van Buuren, capace di aggiudicarsi ben dieci trofei, dalla caratteristica forma in kriptonite. Dj Mag Italia presenzia all’avvenimento in quanto media partner, per riferirne in tempo reale sul nostro sito, così come il numero cartaceo di ottobre della nostra rivista ne racconterà ogni dettaglio. E per chi non ha la possibilità di presenziare alla cerimonia, è prevista la diretta streaming sul canale web www.be-at.tv, così come tre emittenti radiofoniche saranno collegate sia per il pre-serata dalle 20 alle 22 e e per la cerimonia, che inizia a mezzanotte. Al termine delle premiazione, in consolle 2 Many Djs e Fritz Kalkbrenner. 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Attualmente nel team dei DJ del Cocoricò, porta avanti la passione per la composizione che, dopo l'esordio con la Hot Waves di Jamie Jones e Lee Foss, sta per trovare prosecuzione attraverso un EP destinato alla capitolina Wound Music. Come è iniziato il tuo percorso musicale? Frequentando lo studio del mio vicino di casa. Era una biblioteca di musica e dischi. Amavo l'armonia, studiavo pianoforte e scoprivo sempre cose nuove. Più passavo il tempo in quello studio, più mi innamoravo della scena Disco e Cosmic. In Italia spopolava l'italodance ed io, nello stesso momento, ascoltavo l'italo disco. Divenne normale frequentare quel posto ed avere a che fare col "vicino", che in seguito scoprii essere Claudio Tosi Brandi, il mitico TBC del Cosmic di Lazise. Da lì in poi passai dalla disco all'afro, dal rock alla new wave, dalla house alla techno alla trance, una continua ricerca ed evoluzione insomma. Nel tuo curriculum figura lo studio del pianoforte: ritieni che la teoria della formazione classica ti abbia aiutato nell'ambito della musica prodotta con strumenti elettronici? Ho dedicato molti anni allo studio del pianoforte. E' un amore nato in modo involontario, sinceramente non so se la formazione classica mi abbia aiutato o meno nella comprensione e produzione di musica elettronica. Ascoltando e studiando tanto ho capito che tutto ruota intorno a dodici note, è questione di armonizzazioni e melodie. Tutto può non avere regole e, come ogni gioco senza regole, tutto è libero. Non ci sono limiti o ricette, almeno credo. In che modo riesci a bilanciare classicismo e modernità? Nella musica non credo esista distinzione tra classicismo e modernità. Tutto è attualissimo, basti pensare ad una qualsiasi opera di Bach. E' un virtuosismo continuo, oggi si chiama arpeggio. Ascoltandolo si sentono molte cose in comune con la musica elettronica moderna, dalla ritmicità alla modulazione dei suoni e polifonie. Mi piace molto mischiare ciò che ho imparato dallo studio del classico con quello che caratterizza l'elettronica. Come definiresti la tua musica? Me lo chiedo tutti i giorni. Nel 2012 la tua "Jean Is Not Death" finì nel terzo volume di "Hot Waves", sulla Hot Waves di Jamie Jones e Lee Foss: in che modo attirasti l'attenzione dell'etichetta inglese? Conobbi Jamie a Londra, grazie ad amici comuni. Non era ancora il Jamie Jones di adesso, ma comunque già molto forte. Divenimmo amici in modo del tutto casuale e non pensando affatto ad una collaborazione, sino al giorno in cui facevamo festa in un noto locale italiano. Tornai a casa totalmente impressionato dal suo set, era il periodo in cui stava scoppiando la nuova Deep House, e alle otto del mattino composi "Jean Is Not Death". Qualche mese dopo metto il CD nel flight case di Jamie, sei mesi più tardi mi richiama facendomi sentire la mia traccia al telefono. Era fatta. 10273092_10204894664510069_2641900211073612652_o Quanto tempo dedichi alla produzione musicale? Da quando ho imparato ad usare le macchine non ho più una vita normale. Mi sveglio di notte perché sogno un giro e devo assolutamente trascriverlo musicandolo. Non ho un particolare set up, mi piace usare macchine reali e virtuali, l'importante è creare roba interessante. A breve uscirà "Bear In Black EP", il tuo primo 12" sulla romana Wound Music: cosa conterrà? Desideravo trovare una linea che unisse i due mondi, il loro House e il mio più dark. Ho lavorato molto su tale connubio e alla fine ho composto qualcosa che possa arrivare a tutti. L'EP, disponibile solo su vinile dal prossimo 6 ottobre, contiene due original, di cui una realizzata in una sola notte insieme all'amico Not Found. Ad arricchire il pacchetto sono i remix di Julien Sandre ed Alex Kennon, a mio parere entrambi di qualità altissima. Il tutto è accompagnato graficamente da un orso vestito di nero che va in bicicletta. L'orso sono io! Come sei riuscito a diventare uno dei DJ del Cocoricò di Riccione? Paradossalmente ho fatto un percorso diverso rispetto a quello che è richiesto al giorno d'oggi. Ho lavorato per quasi tutti i locali della Riviera facendo il modestissimo DJ resident. Poi, una sera di Settembre, è arrivata la proposta dall'unico locale in cui non avevo ancora messo i dischi, il Cocoricò, da parte di Fabrizio De Meis e Mauro Bianchi. Un traguardo enorme per me. Quali sono le parole chiave di un DJ nel 2014? Credo di non essere all'altezza di rispondere a questa domanda. Chi sono i DJ/producer italiani che, attualmente, ritieni abbiano artisticamente qualcosa da dire? Seguo molto la scena italiana, penso che l'artista nostrano abbia qualcosa in più da offrire rispetto ad altri. Basti guardare le line up dei festival in tutto il mondo per vedere, finalmente, diverse bandierine italiane. Senza prendere in esame il mainstream, sono tantissimi gli artisti di cui sono follemente innamorato, i Margot su tutti. All'estero invece? Ad eccezione dei mostri sacri, che a distanza di tempo riescono sempre a fare qualcosa di particolare (come Ricardo Villalobos e Mr. G, i miei preferiti da sempre), ci sono molti artisti da tenere d'occhio. Forse all'estero si osa e si sperimenta di più rispetto all'Italia. 10661794_10204894665070083_3633564787557273382_o Cosa pensi del fenomeno festival? E', come alcuni dicono, l'apoteosi della mercificazione della musica e della cultura ad essa correlata? I festival sono eventi da non confrontare con quella che è la vera club culture, rappresentano un mondo indipendente. E' come andare ad un concertino Jazz in un bar o il super concerto della Rock band del momento. Puoi sentire cose interessanti e divertirti in entrambi i casi, ma con atmosfere diverse. Ho avuto la possibilità di suonare a qualche evento col format di festival, ed ovviamente suonare davanti a 10/15 mila persone ha un impatto emotivo decisamente diverso ma il piccolo club, scuro, caldo e con un buon soundsystem, resta impareggiabile. Quali sono i dischi con cui, al momento, riesci ad ottenere i migliori risultati in pista? Dipende dal club e dal pubblico. Ci sono brani di Josh Wink, Levon Vincent, Trentemøller e Luciano che suono praticamente sempre. Mi piace ascoltare dischi nuovi e cambiare i set in continuazione, mischiando "vecchio" e "nuovo" (metto le virgolette perché, a mio parere, in musica non esiste vecchio e nuovo). Come e dove ti vedi tra cinque anni? Sono molto contento del percorso che sto facendo, sto togliendomi delle belle soddisfazioni. E' ciò che ho sempre voluto fare, ho lottato per realizzare questo mio sogno, e lo faccio tuttora. Tra cinque anni? 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Il dj tedesco, rivelazione dell'anno, è davvero l’uomo del momento, forse una delle menti più brillanti della scena musicale elettronica internazionale. “Waves”, singolo ideato con Mr. Probs, ha raggiunto il vertice di tutte le chart mentre la recente “Prayer in C”, che vede la collaborazione con Lilly Wood e The Prick, domina ancora oggi la scena musicale (al top in 17 paesi) ed è già Disco di Platino. L'album è un ibrido, fra una compilation e un album vero e proprio, e contiene remix esclusivi realizzati per Clean Bandit, Lykke Li, Coldplay e Faul & Wad vs Pnau, oltre che i suoi nuovi inediti, inclusi "Willst Du" e "Sun Goes Down". Il suono di Schulz è la risposta più evidente e globale al fenomeno dell’EDM, una deep house che parte dalla Germania e che sta conquistando il mondo.   http://youtu.be/Ir1vEjiDm7g   [post_title] => Robin Schulz, è il momento dell'album d'esordio [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => robin-schulz-momento-dellalbum-desordio [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-09-22 15:44:11 [post_modified_gmt] => 2014-09-22 13:44:11 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=4321 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [4] => WP_Post Object ( [ID] => 4362 [post_author] => 5 [post_date] => 2014-09-22 15:33:54 [post_date_gmt] => 2014-09-22 13:33:54 [post_content] => Il 25 Settembre 2014 il videogioco calcistico numero uno al mondo sarà ufficialmente disponibile in Europa e negli Stati Uniti. 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Il clubbing flirta spesso con produttori senza volto, senza macchia ma con tanta paura (di esporsi). Sono amanti dell'anonimato, certi orsi da studio e fantasmi da consolle. Uno di questi è Zhu, che fa impazzire la Rete da giorni. Erano in molti a pensare che dietro a queste tre lettere ci fossero i Disclosure. Qualcuno ha addirittura fatto un video con le facce dei Disclosure sovrapposte a quelle dei ballerini. Invece il singolo “Moves Like Ms Jackson” è di Zhu. https://vimeo.com/87467710 Cancellata la pagina su last.fm, il profilo Twitter e la presenza su Facebook, Zhu sembra provenire dall’Australia. Nella terra dei canguri si è portato a cassa un d>oppio Disco di Platino scalando sino al vertice la classifica generale di iTunes e di Shazam. 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SECONDARIE

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