PRIMARIE

Siamo stati all'Ushuaïa di Ibiza per seguire dal vivo l'ultima esibizione dello svedese
di Ale Lippi, 30 agosto 2016
Array ( [0] => WP_Post Object ( [ID] => 22705 [post_author] => 9 [post_date] => 2016-08-29 17:00:51 [post_date_gmt] => 2016-08-29 15:00:51 [post_content] =>   Mai come quest’anno il Tomorrowland ha ospitato tanti generi musicali così diversi tra loro, con alcune scelte che possono essere apparse persino eretiche, come piazzare Paul Kalkbrenner in main stage durante la giornata conclusiva. Senza dimenticare la prima volta di Nina Kraviz, il set di Solomun e soprattutto la performance back-to-back di Deadmau5 e Eric Prydz, che ha così soddisfatto il talentuoso canadese al punto da dedicare a questo set uno dei suoi rarissimi tweet al miele (‘That was religious’). Tutto questo viene descritto e raccontato con grande efficacia nel nuovo aftermovie di Tomorrowland, ‘The Power Of Music’. L’ennesima dimostrazione – se mai ce ne fosse bisogno – che il festival belga sa soddisfare ogni palato musicale. Foto Bewerkt   https://youtu.be/-reCBseOr5k [post_title] => Tomorrowland e il potere della (sua) musica [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => tomorrowland-potere-sua-musica [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2016-08-29 14:45:59 [post_modified_gmt] => 2016-08-29 12:45:59 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=22705 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [1] => WP_Post Object ( [ID] => 22698 [post_author] => 9 [post_date] => 2016-08-29 10:00:59 [post_date_gmt] => 2016-08-29 08:00:59 [post_content] =>   Calvin Harris arricchisce sempre più la sua bacheca. Nella notte tra domenica 28 e sabato 29 agosto si è infatti aggiudicato i premi per il Best Male e Best Electronic agli Mtv Video Music Awards, quest’anno svoltisi al Madison Square Garden di New York. ‘This is What You Came For’ featuring Rihanna e ‘How Deep is Your Love’ featuring Disciples le due canzoni che hanno portato Calvin Harris ad aggiudicarsi le due vittorie, ovvero i due trofei simboleggianti un’astronauta che regge la bandiera di Mtv.   https://youtu.be/EgqUJOudrcM   Ed è toccato proprio a Rihanna aprire la cerimonia, dopo la consueta sfilata di celebrities sul red carpet, con un medley dei suoi maggiori successi, prima di ricevere il premio Michael Jackson Vanguard Award. Ospite last minute Beyoncé, come sempre artefice a sua volta di una performance pazzesca. Harris ha festeggiato il duplice successo con un video, assente giustificato al Madison in quanto impegnato nel festival britannico Creamfields. Gli Mtv Vma sono stati trasmessi stanotte in diretta anche in Italia, e stasera vengono replicati lunedì 29 agosto (alle ore 23.40) e martedì 30 alle 21.10 (versione sottotitolata in italiano) da Mtv Hd, canale 133 di Sky.   [post_title] => Calvin Harris trionfa agli Mtv Vma 2016 [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => calvin-harris-trionfa-agli-mtv-vma-2016 [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2016-08-29 14:11:14 [post_modified_gmt] => 2016-08-29 12:11:14 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=22698 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [2] => WP_Post Object ( [ID] => 22682 [post_author] => 74 [post_date] => 2016-08-27 13:37:10 [post_date_gmt] => 2016-08-27 11:37:10 [post_content] =>

Quello di domenica sera (28 agosto) all'Ushuaïa di Ibiza sarà l'ultimo show live di Avicii, un artista fantastico che con il suo talento ha scritto pagine memorabili di musica dance. Ripercorriamo la sua storia attraverso 10 hit. Ecco le altre 5.

Avicii vs Nicky Romero – “I Could Be the One” (2012)

Accompagnata da un video divertentissimo questa collaborazione con Nicky Romero conferma Avicii come uno dei più grandi talenti in circolazione. Tutt’ora è una delle più cantate e ballate durante i suoi show.

Madonna – “Girl Gone Wild” (Avicii Remix) (2012)

Il disco è famoso soprattutto per il momento in cui Madonna sale sul main stage dell’Ultra Music Festival inneggiando neppure in maniera troppo subliminale all’MDMA. “How many people in this crowd have seen molly”? – dice. Dove “molly” sta per MDMA appunto. Un paio di giorni dopo sarebbe uscito il suo album dal titolo MDNA, appunto, con dentro “Girl Gone Wild” che è prodotta dal nostro Benny Benassi.

Avicii feat. Aloe Blacc – “Wake Me Up” (2013)

In un’ipotetica scala di valori dopo “Levels” ci sta “Wake me up” che inaugura il nuovo corso filo-americano-country-dance che ha fatto scuola. Il disco infrange ogni record di ascolto e di vendita anche se inizialmente non fu accolto molto bene dai fan e dagli addetti ai lavori. Invece è diventato un successo planetario.

Avicii – “The Days”/”The Nights” (2014)

È il testamento di Avicii scritto in due parti. La prima è cantata nientemeno che da Robbie Williams il cui featuring passa quasi inosservato di fronte alla grandezza del produttore. Per la seconda parte si affida alla storia Rory Kramer che di professione “vive la vita”, cioè gira il mondo girando video spettacolari in location mozzafiato. "One day you'll leave this world behind. So live a life you will remember". – dice la canzone, ispirata dal padre dello stesso Kramer che è anche autore e direttore del bellissimo videoclip.

Avicii feat. Simon Aldred – "Waiting For Love” (2015)

Una bellissima canzone. A questo ci ha abituato Avicii, un produttore capace di sfornare melodie vincenti e orecchiabili alla velocità della luce, capace di stare in studio per giorni di fila e uscire con un centinaio di demo pronte per essere vendute. True stories.

[post_title] => La storia di Avicii in 10 canzoni (seconda parte) [post_excerpt] => In attesa del suo ultimo dj set, ripercorriamo la storia dello svedese attraverso 10 grandi hit. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => storia-avicii-in-10-canzoni-seconda-parte [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2016-08-27 17:04:34 [post_modified_gmt] => 2016-08-27 15:04:34 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=22682 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [3] => WP_Post Object ( [ID] => 22674 [post_author] => 74 [post_date] => 2016-08-26 19:15:43 [post_date_gmt] => 2016-08-26 17:15:43 [post_content] =>   Quello di domenica sera (28 agosto) all'Ushuaïa di Ibiza sarà l'ultimo show live di Avicii, un artista fantastico che con il suo talento ha scritto pagine memorabili di musica dance. Ripercorriamo la sua storia attraverso 10 hit. Iniziamo con le prime 5.   Avicii feat. Sebastien Drums – “My Feelings for You” (2010) Il primo vero grande successo internazionale di Avicii, rivalutato solo in un secondo momento. Il disco campiona la mega hit dei Cassius che a sua volta campiona "All This Love That I'm Giving" di Gwen McCrae.   Tim Berg feat. Amanda Wilson – “Seek Bromance” (2010) Probabilmente è il suo primo vero esempio di “sound identity” pubblicato però con il suo nome di battesimo abbreviato. “Bromance” esce prima strumentale su Ministry of Sound nell’Ottobre 2010 diventando immediatamente un fenomeno web a tal punto che la versione vocale, che prende in prestito la voce di Amanda Wilson che canta "Love U Seek" dell’italianissimo Samuele Sartini, entra in classifica in UK.   Avicii feat. Andreas Moe – “Fade into Darkness” (2011) Anche questo pezzo contiene un campionamento, quello di “Perpetuum Mobile” della Penguin Cafe Orchestra, scritta da Simon Jeffes. Prima della sua pubblicazione ufficiale, la canzone, in versione solo strumentale, era conosciuta appunto come “Penguin”.   Avicii – “Levels” (2011) La bomba atomica che cambia le carte in tavola. Inno, colonna sonora di una generazione e di un’era. È uno dei dischi che celebra e sancisce la nascita del fenomeno EDM. “Levels”, prodotta in cameretta con il solo aiuto di Fruity Loops diventa una mega hit mondiale usata in tutti i modi possibili. Dai matrimoni alla festa per i trent’anni di Radio Deejay della quale diventa sigla ufficiale. Un disco epico entrato nella storia della musica dance e del quale sentiremo parlare negli anni.   Avicii feat. Salem Al Fakir – “Silhouettes” (2012) “Press play, fast forward. Non stop, we have the beaten path before us”. E cioè “premi play, vai avanti veloce. Non fermarti, abbiamo battuto il percorso davanti a noi”. E ancora “we will never get back to the old school", “non torneremo mai indietro al vecchio stile”. Il testo non esprime concetti casuali ma mira alla costruzione di un mondo dove milioni di giovani possano riconoscersi e condividere esperienze nei grandi eventi che lo celebrano. È lo stesso Avicii ha raccontarlo a DJ MAG UK nell’autunno 2012: “Silhouette è assolutamente un disco con un grande significato che racconta il mio incredibile percorso sia come persona sia come artista. Credo di essere al posto giusto nel momento giusto. Il pubblico mi trasmette questa magica sensazione”. [post_title] => La storia di Avicii in 10 canzoni (prima parte) [post_excerpt] => In attesa del suo ultimo dj set, ripercorriamo la storia dello svedese attraverso 10 grandi hit. 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L'ultima di queste collaborazioni in ordine di tempo è quella tra Emporio Armani e Music On, il party di Marco Carola che da alcuni anni sta facendo letteralmente impazzire tutto il mondo. Music On ha annunciato attraverso il suo profilo ufficiale Facebook che la sneaker EA7forMusicOn è in vendita nei negozi Music On di Ibiza.   [post_title] => Le scarpe di Armani per Music On [post_excerpt] => Scopri la collaborazione di prestigio tra il noto brand italiano e il gigante della techno [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => scarpe-armani-per-music-on [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2016-08-27 12:08:39 [post_modified_gmt] => 2016-08-27 10:08:39 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=22687 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [5] => WP_Post Object ( [ID] => 22675 [post_author] => 5 [post_date] => 2016-08-26 13:37:03 [post_date_gmt] => 2016-08-26 11:37:03 [post_content] => È un brutto momento per il Fabric, storico club londinese casa di innumerevoli leggende della musica elettronica per più di quindici anni. Il club infatti, in seguito alla sospensione volontaria di metà agosto, per favorire le indagini relative alla morte di due diciottenni per overdose, adesso rischia la chiusura definitiva. Un duro colpo non solo per la scena notturna londinese ma per tutto il clubbing europeo, che nel Fabric di Londra vede uno dei pilastri storici a partire dal 1999. Per questo motivo il locale ha lanciato la campagna #SaveFabric, a cui hanno aderito grandi nomi della scena come Kevin Suanderson, Modeselektor e Carl Craig ma anche importanti media come Resident Advisor, Pitchfork, FACT e tanti altri. Qualora foste interessati a dare il vostro supporto per questa causa, vi invitiamo a firmare la petizione ufficiale lanciata da Change.org. Per tutti i dettagli clicca qui. Questo il comunicato ufficiale del locale: "Come ormai saprete stiamo affrontando la reale minaccia di chiusura definitiva fissata per il 6 settembre. Se la licenza di operare ci dovesse essere revocata, le onerose condizioni ci renderebbero impossibile andare avanti e Londra perderebbe un'altra venue. I nuovi severi criteri stabiliti non permettono di affrontare a modo i problemi ed evitare l'inevitabile. Ciò che chiediamo è che la Polizia continui a collaborare con noi come abbiamo fatto in passato, superando insieme tanti ostacoli. Prendetevi un momento per firmare la petizione e condividetela con amici, familiari e chiunque interessato, nella speranza che la Polizia di Londra e il Sindaco prendino nota."   [post_title] => Salviamo il Fabric di Londra! 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Ciao Andrea, ti vedo in splendida forma, a parte quel problema alle orecchie… Ciao! Sì, ho dovuto curare un’infezione da stress causata dalla pressione. Ho avuto una schedule molto fitta nell’ultimo periodo, ho dovuto prendere molti aerei e suonare parecchio. Poi una domenica mattina, dopo aver suonato prima all’Ushuaia per Ants poi sette ore allo Space, sono andato direttamente in ospedale a farmi curare. Non ce la facevo più. Mi hanno dato delle medicine e ho dovuto cancellare una data. Adesso è tutto apposto. Hai citato Ants, il party del quale sei protagonista. Qual è il segreto del suo successo? Ants è una festa con un’identità ben precisa. Quando ti dico Ants riesci a visualizzarla subito. È come se ti citassi Richie Hawtin, penseresti alla tecnologia, al futurismo, oppure se ti dicessi Sven Väth sono sicuro che ti verrebbero subito in mente i vinili e la sua techno. Così accade con Ants, è un brand con un gran lavoro artistico e di marketing dietro. Non abbiamo scelto volutamente grandi nomi proprio per far risaltare il concetto di brand. Noto che parli in prima persona.. Sono dentro Ants dal primo giorno, molte idee sono anche mie. Ho cambiato agenzia proprio con lo scopo di creare una festa nella quale mi potessi rispecchiare in pieno e con Ants è accaduto questo.   Oliva Ushuaia   E con i vecchi amici come Luciano come sei rimasto? Anche se non ci sentiamo più tanto, quando ci incrociamo e ci guardiamo negli occhi si percepisce che tra di noi c’è qualcosa di speciale che va oltre l’amicizia e questo durerà per sempre. In compenso ho visto che ti sei fatto nuovi amici come Ronaldo, il fenomeno… Sono appassionatissimo di calcio e tifo Milan, lui è un grande appassionato di musica elettronica quindi abbiamo legato subito. Tra l’altro suo figlio Ronald fa il deejay, ha 17 anni ed è pure bravo, inizialmente suonava più EDM ma quando è venuto sull’isola l’ho portato a qualche party giusto e mi sa che ha cambiato idea (ride). E Ronaldo è ancora bravo a giocare a calcio? Sì ma ha fatto un tiro e si è stirato meglio quando andiamo insieme al Dc10 o a Ants (ride).   Andrea Oliva e Ronaldo   Ants: musicalmente come gestisci la situazione? Il sabato all’Ushuaia mi trovo di fronte anche otto/novemila persone in una situazione che assomiglia di più ad un festival che ad un party in un club. Quindi il dj set è per forza di cose più energetico, anche perché dura solo un’ora e mezzo nella quale bisogna dare tutto. Allo Space per ElRow invece suono da solo per sei/sette ore in terrazza quindi posso sperimentare e fare i miei viaggi musicali. A proposito di viaggi, la tua famiglia se ne intende… Bhè in un certo senso sì. I miei genitori sono emigrati in Svizzera quarant’anni fa fermandosi prima a Monza. Io sono nato nell’ultima tappa del loro viaggio, vicino a Basilea. Il pubblico da questo punto di vista come ti percepisce? Mi sa che il pubblico non ci capisce più niente (ride). In Italia accade che mi parlino in Inglese mentre in America vengono alle mie serate trattandomi come un orgoglio italiano.   Oliva live Ushuaia   Qualcosa di cui essere orgogliosi effettivamente c’è. Pete Tong ad esempio si è molto affezionato a te. Per noi artisti Pete è una figura chiave nella musica elettronica. Magari dal clubber e dal consumatore classico non è vissuto come un deejay di riferimento come può essere per esempio Carl Cox, ma per noi artisti il suo modo di “spargere la voce” sulle nostre tracce è importantissimo. Pete ha fatto la storia della radio in Inghilterra e sta aprendo un sacco di porte negli Stati Uniti educando la gente a qualcosa di diverso rispetto alla musica EDM. Le etichette fanno la guerra per mettere i dischi nel suo programma. Rimango sorpreso anch’io quando accade. Adesso a settembre esce la sua nuova compilation “All Gone Pete Tong Ibiza 2016” che ho mixato insieme a lui. È ancora così importante essere a Ibiza per deejay? Ibiza non è il centro del mondo, nel senso che se non hai dieci date qui non significa che sei un deejay affermato, anzi, ma rimane comunque importante per la carriera di un artista. I vinili ti mancano? Sì perchè li usavo parecchio ma comunque non mi dispiace non portarli in tour soprattutto quando devo prendere tanti voli con il rischio di perdere il bagaglio. Considero il vinile come un francobollo, ormai ha un valore storico da collezione.   Andrea Oliva mixing   Finiamo con un gioco dedicato al luogo dove ci troviamo. Se ti dico “festa” come mi rispondi? Facile, Ants! Spiaggia? Experimental Beach a Salinas. Ristorante? Sisili, ristorante siciliano. Giornata alternativa? Una bella colazione con gli amici a base di caffè e chiacchere sul calcio poi al mare.   Andrea Oliva Iuter Store 2 [post_title] => The Sound Of Ibiza: Andrea Oliva [post_excerpt] => Andrea Oliva è uno dei nomi caldi dell'estate ibizenca. Merito dell'enorme successo del party Ants. 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Va bene, non ci sarà l'oceano, ma dal 14 al 18 giugno 2017 anche l'Europa avrà il suo super boat party, e il cuore del mediterraneo è una cornice che ha ben poco da invidiare al resto del mondo.   https://www.youtube.com/watch?v=qDLHAzwilOQ   Stiamo parlando di Shipsomnia, il party che nella sua nuova edizione globale prevede una crociera che tocca Barcellona, Ibiza e Sète. C'è chi lo ha definito "il Tomorrowland su mare" e chi "la madre di tutti i festival galleggianti", fatto sta che le premesse per l'edizione 2017 - il cui tema è 'Tale Of The Kraken' - sono eccellenti. Il CEO del progetto, Alessandra Maderni, ha annunciato l'hashtag ufficiale della festa - #LiveTheJourney - sottolineando l'intento finale del concept: ispirare le nuove generazioni, promuovendo l'esplorazione e il sogno attraverso l'arte del viaggio. Shipsomnia si preannuncia come un festival all'insegna di musica e arte, dove "i più grandi nomi della scena underground" daranno il meglio di sé stessi in un viaggio di cinque giorni e quattro notti. 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Da quello che abbiamo visto giovedì scorso, 18 agosto, Afterlife sta ottenendo ottimi risultati e non è per niente scontato perché Ibiza è diventata un'isola molto difficile da capire e gestire anche dal punto di vista della cultura musicale. Non è per niente scontato infatti raccogliere l’eredità di Richie Hawtin, che con ENTER ha fatto rivivere il giovedì notte di Playa D’En Bossa con un paio di stagioni mastodontiche. Non è per niente scontato ascoltare i Bob Moses dal vivo alle 23 sulla Terraza Sunset (ribattezzata per l’occasione Sunset Live). E non è per niente scontato che il biglietto d'ingresso costi la metà entro le 1, proprio per permettere al cliente di conoscere nuove sonorità. Non è per niente scontato organizzare un'area privé ben frequentata in una serata con un'impostazione nettamente berlinese, dove i tavoli in un club techno oriented sarebbero quasi una bestemmia ma che in questo caso non stonano. Non è per niente scontato che splendide modelle ballino e ascoltino un deejay set di Rødhäd, che di "rosa" ha poco o niente... (merito del punto precedente). Non è per niente scontato vedere un pubblico internazionale impazzire per due ragazzi italiani. E siccome niente di tutto questo è scontato, complimenti ai Tale Of Us e a tutta la loro crew per quello che stanno facendo. Non è per niente scontato. Foto: Afterlife official Facebook page   [post_title] => Afterlife allo Space non è per niente scontato [post_excerpt] => Il party dei Tale Of Us ci ha offerto degli spunti molto interessanti. 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Creamfields si svolge da giovedì 25 a domenica 28 agosto a Daresbury, a metà strada tra Liverpool e Manchester: sold out per l’ottavo anno consecutivo, ogni giorno propone 14 ore di musica spalmata su dieci stage, dedicati di volta in volta ad Armada, Paradise, Smash The House. In cartellone Avicii (alla sua ultima esibizione in Gran Bretagna), Calvin Harris, chiunque altro possa venire in mente.   https://youtu.be/SRPGgjk7lKk   South West Four, SW4 per amici e fans, è in programma a Clapham Common, Londra, sabato 27 e domenica 28 agosto: Rudimental e Chemical Brothers live, Knife Party, Above&Beyond, Carl Cox e Paul Kalkbrenner tra i tantissimi nomi in cartellone. E come se non bastasse, anche in Olanda e in Germania si festeggia l’ultimo fine settimana di agosto come si deve: in Olanda grazie a Mysteryland (27 e 28 agosto), il cui mainstage è stato concepito da Kate Raudenbush; le sue opere, a metà tra l’arte e il design, spadroneggiano a Burning Man: Q-Dance, Spinnin’ Sessions, Elrow e Dave Clarke presents alcuni dei palchi presenti in Olanda.   https://youtu.be/Ldeec04GJXw   In Germania, infine, sabato 27 Hardwell propone il capitolo finale del suo show “I Am Hardwell, United We Are”. Appuntamento al circuito automobilistico di Hockenheim. Resta soltanto da ricordare che in Gran Bretagna le festività più che comandate, sono programmate. 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TERZIARIE

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DJ MAG MIXTAPE è un’avventura, un’esclamazione di entusiasmo per perdersi dentro un mondo fatto di suoni, divertimento e condivisione. Ad ogni appuntamento, un mix esclusivo preparato per DJ MAG Italia dai grandi dj della scena italiana ed internazionale, per conoscere e vivere in prima persona i diversi tratti dell’elettronica. DJ MAG MIXTAPE è un cerchio disegnato con finezza per far risuonare senza confini l’eco della buona musica.

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Per dire, la backing band del programma sono The Roots, e tra gli ospiti più o meno frequenti c'è Justin Timberlake che insieme a Fallon mette insieme un mega mash up della storia del rap (riletto in chiave molto leggera ma fatto benissimo). Presentare i successi del momento nei late show della seconda serata è una consuetudine negli Stati Uniti, vale per band affermate come i Coldplay o gli U2 e per gli artisti emergenti su cui le case discografiche decidono di puntare forte. Così è per Garrix, che con questo ultimo brano sta uscendo da una dimensione prettamente dance per tentare la sua via al pop. Del brano abbiamo già parlato, è bello, è forte, ha tutte le carte in regola per essere un bel colpo.     https://www.youtube.com/watch?v=A64qCEJtt_I&feature=youtu.be&app=desktop     Nella versione proposta dal vivo da Fallon, il produttore olandese tenta anche un cambio di immagine notevole: niente consolle, niente cuffie, via l'iconografia classica del dj, ecco spuntare una chitarra elettrica. L'idea e il messaggio sono forti, il risultato francamente no: Martin non convince molto in questa veste, appare impacciato e quasi a disagio nei panni del guitar hero (forse perchè nel pezzo non ci sono chitarre?). Anche Bebe Rexha non è proprio in formissima con la voce: con qualche stecca di troppo non ci regala l'interpretazione della vita, per usare un eufemismo. Da un po' di tempo in qua ci arrovelliamo sul futuro dei live nella dance (e non solo) e mai come quest'estate le performance delle superstar della consolle sono state al centro della discussione, tra detrattori feroci e sostenitori quasi incondizionati. La soluzione proposta da Garrix in questo contesto potrebbe (dovrebbe?) essere la via: cantante live, producer che suona uno strumento e non si limita a fare presenza. Di certo, va affinata: la presenza scenica di Martin qui non è delle più forti, la chitarra è una scelta infelice vista la sua assenza nel pezzo e visto che tutto è palesemente, troppo fake. Bebe Rexha mostra troppi limiti vocali per convincere. Tutto sommato, siamo in TV, di playback e di esibizioni da dimenticare ne abbiamo viste parecchie, non grideremo certo allo scandalo; però l'idea - ripeto, molto buona sulla carta - mette in luce i limiti della nostra epoca: produzioni che suonano mostruose in studio, progetti curatissimi sotto il profilo dell'immagine, della messa in scena del video, della comunicazione, che raggiungono i milioni di click in poche ore, ma che faticano nella dimensione live. Un dualismo che probabilmente si acuirà in futuro. Lo scenario si prospetta interessante.       [post_title] => Martin Garrix con la chitarra in mano [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => martin-garrix-chitarra-in-mano [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2016-08-23 18:16:20 [post_modified_gmt] => 2016-08-23 16:16:20 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=22609 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [2] => WP_Post Object ( [ID] => 22591 [post_author] => 74 [post_date] => 2016-08-23 16:00:42 [post_date_gmt] => 2016-08-23 14:00:42 [post_content] =>   Bella e brava. Carola Pisaturo si è ritagliata una posizione di valore nel panorama tech-house non solo italiano. L’abbiamo incontrata in un momento di pausa durante un agosto frenetico che la vede protagonista in tutta Europa. Quali sono le tue origini? Da quando sono piccola, prima per il lavoro di mio padre e poi per “zingaraggio”, sono sempre in giro. Dico che sono di Napoli perché dai nove ai diciotto anni sono stata lì, però sono nata a Roma, ho vissuto a Milano, e poi sono tornata a Roma che potrei chiamare casa visto che adesso vivo li. Ma anche la Perugia di Ralf e della famiglia di Laterra è un posto carissimo per me. La cosa divertente del mio lavoro è anche questa: non sentirsi mai ospite ma parte di una famiglia in vari posti.   Carola Pisaturo Iuter   Hai immediatamente citato Ralf, deve essere stato veramente importante per te. Assolutamente, lo dico sempre e non smetterò mai di dirlo. Devo dirgli grazie non solo professionalmente per avermi accolto e dato una possibilità, ma anche per avermi mostrato questo lavoro da un ottica diversa, l’ottica di una persona che ha una vita semplice e tranquilla, fatta di rapporti veri e non di presenzialismi. Quello che Ralf ha fatto con te, ciò di prenderti sotto braccio e aiutarti a crescere e diventare un nome, non dovrebbe succedere più spesso in Italia? E perché non accade quasi mai secondo te? Prima di tutto chi sono questi “vecchi”, perdona la brutta parola, che possono trascinare in questo senso? Non sono molti quelli che hanno una longevità come quella di Ralf e già questo è un problema. Quello che dici è giusto, bisognerebbe essere più crew in Italia e lavorare in un’ottica di gruppo che non c’è. Basta vedere le agenzie per deejay: ce ne sono un paio valide, anche tre, ma è nulla rispetto a quello che accade all’estero. Siamo stati esterofili per parecchio tempo e un pochettino stiamo pagando questo atteggiamento.   6DF5819E-F404-4B1D-8203-6DE4E64C4A36@station   Il tuo essere femmina è stato un problema per la tua carriera? È stato un problema sia per farmi accettare dagli altri, sia per accettare io stessa la mia femminilità, cosa che ho fatto da pochissimo tempo perché all’inizio, quando non ero ancora un nome, pensavo che presentarmi in tuta, spettinata e senza trucco potesse aiutarmi in questo senso. Negli ultimi anni mi diverto e gioco molto con la mia femminilità. E musicalmente come ti sei evoluta? Sono nata con la techno napoletana molto aggressiva ma adesso mi sono ammorbida. L’incontro con Ralf, che ha un’impostazione più house mi ha influenzato, così come l’incontro con gli artisti tedeschi. Mi sento maturata e cambiata, soprattutto più preparata ad affrontare varie tipologie di feste. Come affronti un party ibizenco che sappiamo avere sempre un sapore speciale? A Ibiza ho suonato in situazioni molto diverse tra loro, dal chiringuito in spiaggia, all’Amnesia, all’after, quindi ho dovuto per forza si cosa adattarmi. Tra queste situazioni quali preferisci? Club da 800 persone, scuro, senza luci, no telefoni, no foto, con un impianto pazzesco e tanta felicità in pista! Suoni in vinile o USB? Entrambi. Uso il vinile come chicca, come valore aggiunto che suonato nel mezzo alle tracce digitali, possa sentirsi e fare la differenza. Il vinile bisogna saperlo mettere.   6C26838A-881A-4BD4-8B70-7CEDD73D0826@station   Ibiza è ancora così influente per un deejay? Che ti piaccia o no, Ibiza rimane una tappa obbligata, soprattutto se vuoi che quello dei deejay sia un lavoro vero. Ci sono situazioni delle quali è necessario far parte. Quali sono i tuoi deejay preferiti? Domanda difficile. Ti dico Sven Väth e ti racconto un aneddoto. La settimana scorsa, dopo aver suonato con lui all’Amnesia al party Cocoon, ha suonato per quindici ore in vinile ad un after senza sbagliare un passaggio. Poi ti cito anche Laurent Garnier e Ricardo Villalobos che rientrano nella categoria dei grandi deejay. Progetti in corso? Ho lavorato molto in studio prima dell’estate e continuerò dopo questo agosto frenetico per uscire con un nuovo EP. Ho iniziato anche un progetto con Donato Dozzy che a settembre conto di portare avanti. Ultimo disco? Un classico qualsiasi di Laurent Garnier! Carola Pisaturo Pics at Iuter Store Ibiza: Mario Pinta   [post_title] => The Sound Of Ibiza: Carola Pisaturo [post_excerpt] => L'artista napoletana (ma nata a Roma) ci racconta la sua estate, tra Ralf e gli after con Sven Väth. 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Ma qualche segnale potevamo captarlo anche dalla foto che The Weeknd ha postato su Facebook, quella con le due sagomine action figure dei Daft Punk sulla cassa (l'avete vista in apertura). Pare che i Daft Punk abbiano registrato delle sessioni in studio con The Weeknd. Da parte loro, Thomas e Guy-Man hanno mantenuto come sempre un profilo invisibile, senza far trapelare nulla. Dopo il successo stellare di 'Get Lucky' con Pharrell e Nile Rodgers, pare quindi - ma attendiamo conferme - che i Daft siano intenzionati a proseguire su traiettorie black. D'altra parte, The Weeknd è sicuramente uno degli interpreti più interessanti e talentuosi dell'r'n'b contemporaneo, e il suo cambio di marcia vero il pop più mainstream lo scorso anno non ha scalfito la qualità dei suoi lavori. In effetti 'Can't feel my face', con quel basso irresistibile e il tiro funk elettronico, ha molto in comune con certo suono daft, sia di epoca 'Discovery' sia di RAM. La febbre sta già salendo altissima, proprio come le aspettative per un combo simile.       [post_title] => I Daft Punk e The Weeknd insieme [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => i-daft-punk-the-weeknd-insieme [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2016-08-23 13:58:03 [post_modified_gmt] => 2016-08-23 11:58:03 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=22585 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [4] => WP_Post Object ( [ID] => 22570 [post_author] => 109 [post_date] => 2016-08-22 17:15:15 [post_date_gmt] => 2016-08-22 15:15:15 [post_content] =>

Hack Records, giovane realtà discografica nata nell'ottobre dello scorso anno, riesce in maniera mirabile a esprimere un'identità sonora compatta e una sensibilità artistica degna di nota. Con un roster  formato da giovani talenti up-and-coming, l'etichetta con base a Lugano svela ora le sue carte con "Hack Vol. 1", una compilation di dieci tracce con cui imprime a fuoco il proprio marchio sul panorama della bass music e dintorni.

"Il nostro obbiettivo è valorizzare artisti che hanno qualità ma che, troppo spesso, non trovano le possibilità per far sentire la propria voce". 

La scelta degli A&R si dimostra vincente: dalla future bass alla trap passando per progressive house, chill e accenni di moonbathon, quasi tutti gli artisti coinvolti riescono a farcire le rispettive creazioni con contenuti di rilievo, sostenuti da buone doti di stesura, mixing e mastering. Su tutti spiccano "Entropy", la strisciante e rigurgitante collaborazione di Davide Pretelli & Ale G,  la languida e sensuale "Soul Mate" di 2Choice e la frizzante "Leaving" confezionata da Neihardt.

In un panorama musicale così saturo, in cui le Major sono impegnate in un'affannosa rincorsa al trend del momento e l'80% dei produttori si rivela essere un copy-paste umano, sono le etichette indipendenti medio-piccole che possono davvero fare la differenza andando a pescare in quel piccolo ma persistente vivaio di giovani promesse che non hanno paura di trasmettere sè stessi in musica, indipendentemente da tutto e tutti. Complimenti ad Hack Records che si sta muovendo in questa direzione!

"Hack Vol. 1" è disponibile su Soundcloud, Spotify e in edizione limitata in vinile. Be brave!

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