Array ( [0] => WP_Post Object ( [ID] => 7516 [post_author] => 9 [post_date] => 2015-02-26 15:42:58 [post_date_gmt] => 2015-02-26 14:42:58 [post_content] => Sabato 18 aprile torna il Record Store Day, una giornata che vede protagonisti i negozi di dischi indipendenti di tutto il mondo, con una serie di uscite discografiche, mostre, dibattiti ed eventi correlati che non mancheranno di coinvolgere deejay e produttori di musica elettronica. Ogni anno viene scelto un ambasciatore ufficiale della manifestazione: per il 2015 la scelta è caduta su Dave Grohl, batterista dei Nirvana e front man dei Foo Fighters, che raccoglie idealmente il testimone da Chuck D, ambasciatore dello scorso anno. Tutte le iniziative italiane connesse all’RSD saranno rivelate nei prossimi giorni sul sito www.recordstoreday.it [post_title] => Sabato 18 aprile torna il Record Store Day [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => sabato-18-aprile-torna-record-store-day [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2015-02-26 15:42:58 [post_modified_gmt] => 2015-02-26 14:42:58 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=7516 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [1] => WP_Post Object ( [ID] => 7520 [post_author] => 26 [post_date] => 2015-02-26 11:33:09 [post_date_gmt] => 2015-02-26 10:33:09 [post_content] => Fermi tutti, c'è Waxlife ai comandi. 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Esce il 16 marzo su Crosstown Rebels (il 12" conterrà una versione 'House Mix' e una 'Disco Mix') 'Jealousy': https://www.youtube.com/watch?v=ozB5-9t8oqU Il brano, che non farà parte dell'album, è stato scritto e prodotto insieme a Richard Barratt, produttore di Sheffield meglio noto come DJ Parrot, che fu tra i protagonisti della dance elettronica britannica più inventiva degli anni '90, prima come parte del duo Sweet Exorcist e poi con gli All Seeing I. Nelle parole di Róisin: "Parrot capisce la musica dance e capisce me. Questo è un brano veloce e furioso: lui ha detto che questa è disco music sui pattini. La base era così frenetica che non mi restava che creare una parte vocale altrettanto forsennata." In un messaggio su Twitter, la Murphy ha spiegato l'insolita operazione così: "il mio nuovo album è piuttosto eclettico, mentre questa release è per i puristi. 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Luke Slater è un innovatore schiavo della sperimentazione, un perfezionista del suono, le sue release hanno una connotazione atemporale, intrise di old school mista a sfrontato futurismo. “The eyes themselves” è un brano di profonda risonanza, caotico, disorientante. Il messaggio va dritto al punto. Il videoclip, infatti, muove una severa critica al potere totalizzante dei mass media, celando un deciso invito a diffidare dalle forzature di pensiero imposte dai mezzi di comunicazione. https://www.youtube.com/watch?v=CVLjIM90dQ4   “Strange attractor” racchiude l'essenza Planetary Assault, sfoggiando il bell che ha contraddistinto le creature figlie del producer originario di Reading in ogni sua esternazione a firma PAS. Ha un carattere mite e melodico ma al tempo stesso dinamico, incisivo. https://www.youtube.com/watch?v=db3WWnP3miI “Arc” è tensione in note, suspence, specchio di disturbi ansiogeni il pezzo si spinge senza timore verso la distorsione sonora. “Arc” è invasione piuttosto che distensione, una poderosa manifestazione di pathos. https://www.youtube.com/watch?v=Ogy1LjRLHNI   [post_title] => “The eyes themselves”: Planetary Assault System su Mote [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => the-eyes-themselves-ep-mote-pas [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2015-02-25 12:00:37 [post_modified_gmt] => 2015-02-25 11:00:37 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=7502 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [5] => WP_Post Object ( [ID] => 7495 [post_author] => 3 [post_date] => 2015-02-24 16:33:58 [post_date_gmt] => 2015-02-24 15:33:58 [post_content] => Esce oggi "Lorenzo 20155 CC", nuovo album di Jovanotti che ritorna a pubblicare materiale inedito dopo i singoli della raccolta "Back Up" del 2013 (l'ultimo disco era invece "Ora" del 2011). Lorenzo è un artista di cui parliamo volentieri, sia perchè perennemente connesso con il mondo dance (giusto poche settimane fa è uscita una raccolta di remix del singolo "Sabato", come raccontato QUI), sia perchè è lui a segnare il passo del pop italiano, nei suoni, nel costante rinnovamento del suo immaginario e della sua comunicativa. Questa volta la sua spinta verso il futuro è metaforicamente rappresentata da una pettorina da motocross e da un motorino, presenti rispettivamente sulla copertina dell'album e del singolo. E indovinate un po'? Il suo ingresso in scena alla conferenza stampa è proprio a bordo del motorino, lo stesso della cover di "Sabato". Una presentazione in due fasi: prima una serie di slide, che iniziano con delle infografiche ricche di emoticon a illustrare le varie fasi della lavorazione dell'album e i relativi stati d'animo, dall'euforia onnipotente della fine di un tour al buio cosmico ai down della polmonite e del senso di inadeguatezza rispetto al proprio lavoro. Poi arrivnao le domande, i giornalisti in sala sono davvero tanti e si spazia dalla musica alla politica all'attualità. A me rimane l'ultima domanda, e visto che Paolo Giordano de Il Giornale e Paola Gallo di Radio Italia avevano messo l'accento sui testi e sulla musica, chiudo il cerchio chiedendo a Lorenzo come è passato da un album tutto elettronico come "Ora" al giro del mondo in musica che è "Lorenzo 2015 CC". IMG_6865 "La direzione non la decido io, piuttosto sono io. Spesso inizio a scrivere un disco con delle intenzioni precise e strada facendo mi accorgo che devo andare da un'altra parte. Anche in questo caso è andata così. All'inizio avrei voluto fare un disco EDM, poi man mano che facevo ascoltare i primi pezzi a mia moglie Francesca, ai miei collaboratori e amici di riferimento, mi sono reso conto che non era la via giusta, era come voler camminare sui tacchi non essendone capace. Dovevo trovare una scrittura nuova, buttando via molte sovrastrutture e rielaborando molto del materiale prodotto per portarlo in una dimensione nuova, diversa, inedita rispetto al mio passato. Un passaggio cruciale, come sempre, è quando dallo studio di casa sono passato a quello serio, vero di Michele Canova, il mio produttore. Con lui il confronto è serrato; abbiamo deciso di ripartire quasi da capo". "Lorenzo 2015 CC" è un album che nell'istante in cui scrivo faccio fatica a descrivere. Io amo dare un giudizio sui dischi solo dopo qualche ascolto, perchè credo sia difficile assimilare bene le canzoni in pochi passaggi, si rischia sempre di parlarne con superficialità. Ci sono album che possiedo da dieci, quindici anni, ascoltati innumerevoli volte e che ancora mi trasmettono sensazioni nuove quando li riprendo in mano. Il disco di Jovanotti ha trenta pezzi, e ancora non l'ho ascoltato per intero. E' fatto di tantissimi elementi diversi, c'è l'elettronica e c'è la dance, mischiate con un suono più crudo, grezzo, rock'n'roll, e ancora le suggestioni del cantautorato nel suo concetto più "italiano" ma portato altrove. La prima impressione che mi ha dato è di essere il disco di un cantante-autore molto mediterraneo, anzi latino (ci sento echi di artisti sudamericani come Jorge Drexler, Andres Calamaro); canzoni scritte con la chitarra e arrangiate in tutti i modi possibili, filtrate attraverso un processore che si chiama New York (dove Lorenzo vive e dove ha registrato l'album) e riprodotte da un device che si chiama Jovanotti. 54e600694a220 E il tour? Nei mesi di giugno e luglio un nuovo tour negli stadi attende l'artista toscano, i biglietti venduti sono già tantissimi, con date raddoppiate e triplicate (San Siro). In apertura, dice Lorenzo, ci saranno ancora i dj, ma dopo i grandi nomi del 2013, si pensa a passare il testimone ai giovani, e anche ai talent: pare che il vincitore di Top DJ, talent di Sky dedicato proprio ai dj, avrò la possibilità di suonare in una data della tournée. 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Uno di quei festival a cui non mancare, un appuntamento ormai fisso sulla mappa di ogni clubber e amante della musica. http://www.caprices.ch/fr/ https://www.facebook.com/capricesfest [post_title] => Caprices Festival Crans-Montana [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => caprices-festival-crans-montana [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2015-02-24 10:35:23 [post_modified_gmt] => 2015-02-24 09:35:23 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=7480 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [7] => WP_Post Object ( [ID] => 7477 [post_author] => 6 [post_date] => 2015-02-24 09:52:32 [post_date_gmt] => 2015-02-24 08:52:32 [post_content] => "Onto This" di Bambonou è la #trackoftheday che ho scelto oggi per Dj Mag Italia. 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Dopo le hit "Hammer" e "Kamikaze", sono tornati con "Gun". Stiamo parlando dei Dirty Ducks, Federico e Alex, già supportati da grandi nomi della scena EDM come Ummet Ozcan, Sick Individuals, e Daddy's Groove.
L'uscita è prevista per domani, su Brooklin Fire e per questa grande occasione li abbiamo incontrati, e ci hanno parlato dei loro progetti.

" Dirty Ducks, da dove nasce il vostro nome? "

Il nome è nato dalla prima volta che ci siamo trovati per fare qualcosa insieme (avevamo due progetti separati), e volevamo trovare qualcosa che stesse bene con "Dirty" senza cadere sul banale. Allora dopo mezz'ora di tentativi a vuoto è venuto fuori il nome di una vecchia canzone di Afrojack (Bangduck) che ci ha ispirato!

 

" La vostra formazione iniziale era un trio. Cos'è cambiato da allora? "

Il terzo ragazzo ha deciso di intraprendere una strada diversa dalla nostra, siamo rimasti comunque in contatto!

 

" Dal 2011 ad oggi avete realizzato molte produzioni interessanti: di quale siete più orgogliosi? "

 

Sicuramente Hammer, perchè è stato il primo pezzo con cui abbiamo ottenuto parecchi feedback positivi da un sacco di dj e producer famosi; oltre ad essere il primo pezzo con cui siamo entrati in classifica su Beatport.

 

" Quale consiglio dareste ai giovani producer? "

 

- Di non mollare mai! Perchè è un lavoro che richiede tanti sacrifici e tanto tempo prima di ottenere qualcosa di buono.

 

" Parliamo ora di Gun. Com'è nata l'idea? "

 

Gun era uno dei tanti progetti Bounce che avevamo in sospeso ma sentivamo che mancava qualcosa per renderlo particolare. Era da una vita che io (Federico) volevo fare un pezzo con i vocal presi da Metal Slug, allora dopo tanti tentativi sono riuscito a convincere Alex ad utilizzarli, e da li è nato il resto!

 

" Cosa ne pensate di quello che è recentemente successo al Sensation Italia? "

 

- Pensiamo che sia comunque un peccato che un evento di quella portata non approdi ancora una volta in Italia, qualunque sia la vera motivazione che ci sia dietro.

 

" Progetti Futuri? "

 

Il 9 Marzo uscirà "Around", la nostra collaborazione con Thony Vera, un ragazzo spagnolo molto molto bravo! Poi in lavorazione ci sono una traccia con gli Execute e tre con altri artisti..ma non possiamo dire altro!

 

Vi lasciamo con Gun

Buon ascolto!

 

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Si esibiranno, per l'occasione, Ctrls live, Inigo Kennedy, Kr!z, Ø[Phase], Lucy, Rodhad, Surgeon, Ben Klock e Ben Sims. token Recentemente Resident Advisor ha collocato Token nell'elenco delle prime 20 etichette discografiche del 2014. E' impossibile non collegare il tuo nome alla label, vorrei che facessi un passo indietro e cominciassi a parlarci di quando tutto ha avuto inizio. Dal 2007 al 2014, da “Identify yourself” di Inigo Kennedy a “Aphelion”, i primi approcci, i cambiamenti, tutti i protagonisti di quest'avventura pregna di estrema passione. Quanto sei fiero di questo conclamato successo? Quanto lo senti tuo? Abbiamo percorso un cammino lungo e tortuoso, e sono davvero orgoglioso dei risultati raggiunti. Più di 50 release, 2 album e 2 compilation, è folle guardare indietro, ripercorrere tutto ciò, adesso. A volte mi sento come se non guardassi mai abbastanza indietro, proiettato come sono sul futuro. Come ho detto già in molte interviste: la prima release è stata una manna dal cielo. Inigo ha prodotto un Ep straordinario, credo non solo per Token, ma anche per se stesso. Ha subito regalato un'impronta alla label, cosa che all'epoca persino noi stessi stentammo a riconoscere. Inigo ha puntato i riflettori su Token e, all'improvviso, tutti erano lì ad osservarci, tutti parlavano di noi. Devo molto a lui. Da quella prima release tutto pian piano è cresciuto. La nostra audience migliorata in maniera esponenziale, molti artisti si sono uniti a noi e sono cresciuti con noi. E siamo ancora in forte crescita, al momento. https://www.youtube.com/watch?v=LeW6LMq7WQ8 Quanto è delicato il tuo ruolo in Token? Sei l'A&R (Artists & Repertoire) della label, il tuo lavoro è quello di scoprire nuovi artisti, fare da tramite tra gli artisti e la label stessa, sei un selezionatore di contenuti e di compositori. Regalaci qualche dettaglio su una giornata tipo di Kr!z a lavoro. Non lo vivo come un lavoro. Il momento in cui comincerò a vederlo sotto questa luce, mi farò da parte. Voglio semplicemente sentirmi ispirato e aiutare gli altri a sentirsi ispirati da techno di qualità. Il fattore divertimento è molto importante. Provo a sviluppare un buon rapporto con gli artisti e a non mettere sotto contratto degli stronzi che vogliono solo salire sul carro dei vincitori. Credo, alla lunga, di aver fatto un buon lavoro su entrambi i fronti. Non c'è una giornata tipo a lavoro per me. Lavoro quando voglio e quando posso. Sto rispondendo a quest'intervista su un volo per Verona mentre ascolto demo. Ascolto musica sempre e suono ogni weekend così che la musica sia sempre a me vicina. Dicci di più riguardo le tue radici. Sei un dj belga, hai mosso i tuoi primi passi sui grandi palcoscenici al “Kozzmozz” e ora sei a capo di una delle più importanti techno label del mondo. Descrivici il tuo percorso, le tue scelte, musicali e di vita. Potrei riempire un libro con la risposta a questa domanda! Sono stato scelto da “Kozzmozz” per i miei primi passi ufficiali, è vero, ma sono stato un dj per molto tempo prima di quel momento, cercando la strada giusta scoprendo me stesso, i miei gusti personali e il mio stile. “Kozzmozz” mi ha aiutato a crescere in Belgio ed è stato il mio propulsore per la carriera di dj. Sarò sempre grato allo staff di questo. Avevo già avuto qualche richiesta dall'estero ma tutto è cambiato radicalmente quando abbiamo dato il via alla label e la gente ha cominciato a notarmi anche a livello internazionale. Da lì in poi, sono cresciuto con Token, ed è stata un'appassionante cavalcata. Come motiveresti la tua scelta di essere esclusivamente un dj e non un compositore? Beh, ad essere onesti non è propriamente una scelta. Ho così poco tempo per focalizzare le mie idee musicali o sperimentare. Sono costantemente impegnato ad ascoltare musica fatta da altri, selezionando tracce per la label o per i miei dj set. E' davvero complicato trovare un po' di spazio nella mia testa in cui creare idee musicali mie. Credo, però, che arriverà il giorno in cui sentirete parlare di una release di Kr!z. !cid_CC707F22-2177-4488-9C24-E3B4B695303D@Speedport_W_723V_1_32_000   Concentriamoci di più su “Aphelion”, l'album e il tour. Credi si possa collocare al primo posto nella lista di progetti di successo da te curati? Com'è nata l'idea di realizzare un vero e proprio tour con tutti gli artisti Token coinvolti? C'è stata una serata in particolare che ricordi con più piacere, che ha trasmesso di più a te e agli altri dj coinvolti? Non so dirti con certezza se “Aphelion” detenga il primato, è impossibile scegliere tra tutti i progetti che ho portato avanti e che abbiamo realizzato. Di certo non è passato inosservato. Il concept è venuto fuori abbastanza organicamente. Sono stato in contatto con gli artisti coinvolti per molto tempo e ho sviluppato queste relazioni cementandole col tempo. 3 degli artisti presenti su Aphelion (Surgeon, Luke Slater e James Ruskin) hanno avuto (e ancora hanno) un'influenza inimmaginabile su di me e lo erano, ovviamente, anche quando diedi inizio al progetto Token nel 2007. Poi ci sono Inigo, Ø[Phase], Ctrls e Rodhad, scelte scontate in quanto miei produttori preferiti del momento. In aggiunta abbiamo Karenn (Blawan e Pariah) e Lucy. Ho parlato con loro per anni prima di lavorare insieme e questa mi è sembrata un'opportunità perfetta: riunire tutti in un unico, intenso, lavoro. Le serata dell'Aphelion sono state tutte magnifiche, è fantastico essere sempre on the road con gli amici. Divertente e di profonda ispirazione. Il weekend scorso è stato uno dei miei preferiti: Concrete, a Parigi. Un piccolo sguardo al futuro: progetti in cantiere, artisti in arrivo su Token. C'è la possibilità che questa grande famiglia si allarghi? Se si, hai già un'idea riguardo chi possa essere la prossima recluta? C'è qualche release Token in attesa di pubblicazione di cui vorresti parlarci? Come hai detto: la famiglia è già abbastanza grande. Sono sempre eccitato all'idea di produrre musica nuova e di mettere sotto contratto nuovi artisti, ma c'è un limite alla capacità del programma di release. A volte a malincuore sono costretto a declinare offerte da artisti che rispetto, soltanto perchè c'è un limite al numero complessivo di tracce che puoi inserire nel mercato in un anno. Rilasciamo già moltissime tracce così e ho sempre paura di saturare il mercato più di quanto potrei. In più preferisco avere un programma un tantino flessibile, piuttosto che dire ad un artista che deve aspettare un anno prima che il suo pezzo possa essere in commercio, cosa che accade in molte altre label. Detto questo, sto ancora provando a reclutare nuovi artisti per Token. Ci sono artisti così interessanti in giro. Uno di questi è di sicuro Tadeo, l'autore della prossima release. Sono molto eccitato riguardo l'idea di averlo nella squadra. Il suo pezzo ha un non so che di mai sentito prima. Non vedo l'ora di condividerlo con tutti voi. [post_title] => Intervista a Kr!z [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => intervista-krz [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2015-02-24 14:45:59 [post_modified_gmt] => 2015-02-24 13:45:59 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=7469 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [10] => WP_Post Object ( [ID] => 7457 [post_author] => 5 [post_date] => 2015-02-23 12:46:49 [post_date_gmt] => 2015-02-23 11:46:49 [post_content] => E' di appena tre giorni fa la notizia dello scioglimento ufficiale di uno degli act australiani più importanti degli ultimi anni. La notizia non ha destato troppo scalpore nel panorama europeo, anche se in quello australiano è stata un fulmine a ciel sereno, per questo motivo urge evidentemente fare un po' di chiarezza sullo storico del duo, sui suoi - ormai ex - componenti e sulle ragioni dello scioglimento. "C'è un suono che proviene dall'Australia che sta influenzando la musica elettronica di tutto il mondo, e non si da sufficiente importanza a questo". Sono le parole di Skrillex, al termine della sua esibizione presso l'australiano Stereosonic Music festival (oggi una delle migliori manifestazioni musicali al mondo). Il messia della dubstep statunitense si riferisce in questo caso al duo What So Not, formato da due produttori di Sydney: Emoh Instead, tra i re della trap australiana (vedi Why Can't You) e Flume, astro luminosissimo dell'electronica-wonky mondiale e della trip hop music. Probabilmente il secondo nome non vi è nuovo. Ventitrè anni, scoperto e lanciato qualche anno fa dalla label australiana Future Classic, Flume ha letteralmente sconvolto il mondo dell'electronica con il suo omonimo album pluripremiato Flume (2012). Tracce come Paper Thin, Holdin On, Insane, Sleepless, ma anche la collaborazioni con Emoh Instead Jaguar e Tell Me (ft. RL Grime), hanno fatto decollare l'artista fino all'apice raggiunto con il remix per i Disclosure You&Me, tranquillamente tra le migliori tracce dell'intero 2012 (forse ora avete capito perché il nome non vi era nuovo). Negli ultimi due anni sono seguiti successi mostruosi come la hit Drop The Game con Chet Faker, il remix di Tennis Court di Lorde o di Afterlife degli Arcade Fire, oltre a live performance in tutto il mondo a fianco di artisti come Skrillex, Diplo, RL Grime e ovviamente Emoh Instead. Il giovane si è reso celebre anche per alcune pungenti dichiarazioni riguardo il mondo EDM e le sue tipiche folle, da lui definite come agglomerati di "stupidi ragazzini urlanti" (segno di una positiva poca propensione al vendersi al mainstream in futuro). Un suono futuristico quello dei What So Not, quasi indefinibile, in bilico tra il glitch, il breakbeats, il trip-hop e il wonky. Oltre alle già citate Jaguar e Tell Me, più conosciute in ambito internazionale (soprattutto nel Nord America), portano la firma degli What So Not anche Touched, Love Theme, High You Are (celebre l'edit di Branchez), ID, Playpacks e la recentissima Goh, nientepopodimeno che la loro ultima collaborazione con Skrillex. https://www.youtube.com/watch?v=Ss2EOQB4C5o&spfreload=10 Poi la rottura, che facilmente si deduce sia idea di Flume. I due, che insieme si sono esibiti spesso ma prevalentemente in Australia e in qualche rara occasione americana (ad esempio l'Ultra Music Festival di Miami), chiuderanno il progetto What So Not con il tanto atteso EP in cantiere da più di un anno. Il motivo, come ci dice lo stesso Flume, è dovuto a sopravvenute divergenze musicali che inevitabilmente hanno comportato la chiusura del progetto. La notizia ci lascia con l'amaro in bocca perché il duo, oltre a consistere in uno dei massimi highlight dell'industria musicale australiana, aveva in sospeso nuove e interessantissime collaborazioni tra cui quelle con Skrillex e Dillon Francis (le quali speriamo di trovare nel nuovo EP). https://www.youtube.com/watch?v=X5uHH0G92Gc&spfreload=10 Di seguito le parole di Flume, pubblicate dalla pagina Facebook del duo: I’m writing today with news regarding What So Not. For those that didn’t know, what so not has always been a collaborative project that I’ve doing with my friend Chris, aka Emoh Instead. Over the last while, Emoh and I have been moving in different directions creatively, we haven’t made any music together in quite a while. Our final joint project is a soon-to-be-released EP that we completed last year. That will be the last what so not project I’ll be creatively involved with. Emoh’s been the sole touring member of What So Not for over a year now and hats off to him, he’s done an amazing job playing to crowds around the world and here at home. I know he’ll continue to slay it, as far as the live shows go nothing has changed, go see him play. I want to thank Emoh for the time, effort and friendship that he always put into What So Not. While I will no longer be creatively involved I wish him the best of luck moving forward as he takes the reigns and steers the project into the future. I also want to thank you, the fans, for making all of this What So Not stuff possible in the first place. We started this project from my bedroom studio at my parents house, to see it grow like this has been an amazing experience. I’m always so humbled by the support you’ve shown us, for all my musical projects. While there are a lot of great memories with WSN, i feel its time for me to let this go. Signing off - Harley x [post_title] => What So Not sciolti, ma quanto sapevate di loro? 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Questa è "The most beautiful divorce ever", alzate il volume che la settimana inizia qui! https://www.youtube.com/watch?v=OcIq-tNnfGs [post_title] => #Trackoftheday 23.02.2015: Session Victim [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => trackoftheday-23-02-2015-session-victim [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2015-02-23 10:58:54 [post_modified_gmt] => 2015-02-23 09:58:54 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=7461 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) )

SECONDARIE

TERZIARIE

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Noi l'abbiamo incontrato per parlare di cosa sta accadendo nella scena berlinese e di come vede la disco music dei prossimi anni, mentre strizza l'occhio all'underground italiano che da sempre segue e supporta. Se volete sentirlo sulle note di Down in L.A., basta andare sabato 21 febbraio al Tunnel Club con Le Cannibale. Ciao Mathias, come stai? Da quanto tempo mancavi in Italia? Ciao! In Italia non manco da tantissimo, da circa 3 o 4 mesi, se non ricordo male. Partiamo da qualche curiosità. Nel roster della Gomma Records ci sono (o ci sono stati) molti nomi italiani: Baldelli, Esperanza, The Barking Dogs, Robotnick. Cosa pensi del bistrattato panorama italiano cosiddetto underground? L’Italia ha sempre avuto un alto numero di musicisti interessanti, a prescindere dallo stile o dalla moda del momento. Non c’è da meravigliarsi che anche nella musica elettronica degli ultimi anni ci sia tanta gente che fa cose belle. A me interessano gli artisti che provano ad andare fuori dal "normale”, a distaccarsi dal sound generalista, e gli artisti italiani che ho scelto sono ragazzi si distinguono per uno stilo assolutamente unico. Gli Esperanza, che hanno cominciato da noi e adesso sono finiti su Life & Death col nuovo nome (Death Heat) o i Barking Dogs, col loro singolo in collaborazione con Marcelo Burlon al microfono, hanno sicuramente creato pezzi non classificabili in un genere solo. Adesso abbiamo anche i Black Loops e gli Army of Me - toscani - le cui release vengono pubblicate sulla nostra sub label Toy Tonics. Vanno fortissimo soprattutto in UK e adoro questa cosa, essendo mezzo italiano. Rimanendo nell’ambito dell’underground, sei sicuramente stato uno dei protagonisti della scena indie tra il 2009 e il 2010: le tue tracce sono state remixate da Siriusmo ai Cut Copy, passando per gli artisti della mitica Ed Banger Records. Che fine pensi abbia fatto quella scena e che evoluzione pensi potrà avere? Come sempre nella musica le cose vanno, vengono e poi ritornano… Il sound Ed Banger in Europa è un po’ finito ma in USA è ancora un fenomeno da stadio. Da noi, ad esempio, è diventata una moda mainstream la deep house o la new romantic house (che a Berlino chiamiamo anche yoga house perché molte di quelle tracce vanno bene anche come sottofondo al supermercato o alle lezioni di yoga :D). Pensa che quel sound deep è talmente commerciale che tutti i produttori giovani si stanno orientando di nuovo verso sonorità funky e disco, quantomeno a Berlino. Max Graef, tutta la scena Oye Records, etichette hype come Public Possesion o Fasaan Recordings ora fanno tutte disco e no wave electronica. E poiché quello che succede nell’underground tedesco spesso si diffonde anche in altri paesi, potremmo dire che siamo davanti a uno nuova ondata di musica elettronica più funky, stile Gomma. Vorrei chiarire che col termine “underground” non mi riferisco certo al Berghain o al Watergate, queste scene rappresentano praticamente il mainstream della musica elettronica, non certo l’underground. Lo scorso ottobre sei stato all’Ade insieme a Moullinex per un’esibizione live. Com’è andata? E soprattutto, se avessi partecipato come fan, chi saresti andato ad ascoltare? È andata davvero benissimo, non ci aspettavamo il sold out. Sono venute circa 800 persone. Purtroppo avevo due set, uno la sera prima e uno quella dopo, e non sono riuscito a vedere nessun altro artista. Parliamo della Toy Tonics, nuovo progetto intrapreso nel 2013: è una label che pubblica solo EP e di tanto in tanto qualche compilation. Il suono che proponi qui è molto diverso da quello per cui ti conosciamo: la disco colorata diventa techno berlinese, l’electro-funk passa la palla all’house spinta di Ricardo Baez. Hai preferito mantenere ben distinte le tue due anime? Hai colto il punto: Gomma è un terreno di gioco dove possiamo sperimentare di più, esplorare tanti generi diversi. Su Toy Tonics facciamo uscire solo EP destinati ai DJ, pezzi strettamente correlati al dancefloor e ai club, pur senza fossilizzarci su un genere solo. Ci piaceva l’idea di far uscire tutte tracce di nomi emergenti da suonare nei club, anche se adesso si stanno aggiungendo tanti artisti che hanno già un certo nome e vogliono fare uscire i loro pezzi con noi. L’ultimo, ad esempio, è stato Alixander III degli Azari & III che ha appena firmato un contratto per il suo progetto da solista. Poi arriveranno gli EP di Jad & The Ladyboy degli Exploited Records, Pbr Streetgang dalla Hot Creation, Ardalan di Dirtybird che ha lavorato coi Black Loops ed esce ad aprile. TOYT010labels-1 Conosco e condivido la tua storica passione per la musica Jazz, da Herbie Hancock a Mark Longo, e hai inaugurato da poco una serie di tribute mixtape dedicati al genere. Dove e come nasce questo interesse? E quanto credi che il jazz stia influenzando l’elettronica contemporanea? Io vengo dal jazz, ho studiato pianoforte e batteria seriamente e prima di ritrovarmi nel mondo della musica elettronica volevo diventare musicista jazz. La nuova serie di mixtape jazz nasce dal fatto che a casa mi piace sentire quel genere di canzoni, ma anche perché - come detto prima - penso che stiamo andando incontro a un grande ritorno della musica funky, handmade. Tanta gente, specialmente produttori giovani, che hanno suonato techno e house negli ultimi anni, stanno riscoprendo l’old style attraverso i samples e scommetto che arriverà una nuova ondata di interesse verso i suoni più organici, analogici. A novembre Gomma Records ha pubblicato una rivista celebrativa in cui raccontava per immagini i suoi primi 15 anni di storia, Amore Magazine. È vero che hai realizzato tu gran parte delle illustrazioni presenti? In questo caso potremmo parlare per ore di quest’altra passione che abbiamo in comune. Sì, la rivista si può anche comprare su www.gomma.de e nei negozi specializzati. La maggior parte delle immagini di Gomma le fa il mio amico Mirko Borsche, che è anche il nuovo designer della rivista di arte milanese Kaleidoskope. Altre cose le facciamo insieme, alcune idee vengono solo da me, ci confrontiamo tanto. A breve pubblicherai anche il lavoro di un artista che conosciamo benissimo qui a Milano, resident della serata Le Cannibale da ormai 4 anni: vuoi anticiparci qualcosa su cosa dobbiamo aspettarci da Uabos? Si tratta di un singolo, 3 pezzi e un remix di Legowelt. Spacca il culo, una traccia house bella spinta. Uscirà su Toy Tonics per quest’estate. 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Ma nonostante la varietà di stili, il numero incredibili di super dj e il livello altissimo espressi dal clubbing teutonico (Sven Vath, il Cocoon, l'Omen, la Love Parade, Paul van Dyk, Ame, Tiefschwarz, potrei continuare per due giorni...), qualche stereotipo si è formato anche qui. La house è sempre il macrogenere più snobbato nell'immaginario collettivo, quando ci si riferisce a quei territori, dove in un'ideale dance-geografia dominano techno e trance (quest'ultima retaggio degli anni '90, soprattutto). Sidney Charles, da Amburgo (la stessa città degli Scooter!), sembra smentire tutto questo. Il suo è uno stile senza compromessi, quella house classica che si rifà agli stilemi jack delle origini, con suoni e groove aggiornati al nostro tempo. Abbiamo colto al volo l'occasione della sua data italiana, questa sera al Bauhaus di Bergamo, per scambiare due chiacchiere con lui. https://soundcloud.com/hurricane-kid/sets/sidney-charles-house-lessons-lp-avotre Il tuo è uno dei nomi più promettenti in quella scena house che possiamo definire "classica", anche se naturalmente suona molto moderna nel sound. Come ti sei innamorato di questo stile? Fin da quando iniziai ad appassionarmi alla musica, al djing, a sedici anni, ero incuriosito dai grandi classici dell'hip hop, del funk e della disco. Da lì il passo verso la house fu breve. Credo che molta della musica contemporanea sia troppo orientata a creare hype e questo porta inevitabilmente verso una direzione più commerciale. Naturalmente non è un discorso generale, non vale per tutta la musica, ma in molti casi è così. Perciò trovo che la house, quella più classica e "pura", mi permetta di esprimere meglio una certa sincerità, e di sicuro descrive meglio il mio modo di approcciare la musica. Una delle caratteristiche vincenti delle tue produzioni è il groove irresistibile che si crea attraverso il gioco di basso e ritmica, che poi è l'"arma letale" dei grandi pezzi dance. Se un pezzo dance non fa ballare, ha fallito il suo obiettivo. Qual è il segreto dietro le tue tracce? Ci sono dei momenti in cui avverti che succede "qualcosa", in cui dici "eccolo!", o si tratta anche di mestiere? Ci sono dei momenti in cui sento che tutto suona al posto giusto, non è un segreto ma una ricerca. Batteria e basso non si disturbano e lavorano assieme in modo armonico, si tratta di questo. Sono le fondamenta di tutte le mie tracce, senza eccezione. Inoltre, deve arrivare il momento in cui sento che cassa, hats, rullante, basso si sposano bene, sono "pumping, driving and jacking". Qual è il tuo stile come dj? Preferisci set lunghi in cui puoi creare un viaggio, o slot brevi dove suonare i tuoi pezzi forti? Non sono un grande amante dei set brevi, mi sembra che non diano il tempo di esprimere pienamente ciò che ho in testa e di non poter offrire il meglio al mio pubblico. Mi piace suonare come minimo per due ore. Amo iniziare con un intro melodico, o con una parte vocale, che faccia capire alla pista cos'è cambiato in consolle. Inoltre dà il tempo di rendere omaggio a chi ha suonato prima di me. Dopodiché mi piace costruire il set, partendo più lentamente e salendo con l'energia. Non direi che è un viaggio, è più un piccolo racconto che narro con i dischi. Un pensiero che mi piace è questo: il set è il mio modo di descrivere ciò che provo in quel determinato momento, il mio modo di parlare attraverso la danza. sid Tu arrivi dalla Germania, luogo dalla lunga e blasonata tradizione in fatto di dance. Ma sembra che a farla da padrone, dalle tue parti, siano sempre state techno e trance, o suoni anche più duri. E' uno stereotipo o sei d'accordo con me? Penso che in parte hai ragione, in passato la techno o altri generi come la goa o la psy-trance sono stati molto popolari. Io sono nato nel 1988, perciò ti parlo per le testimonianze di chi c'era e me l'ha raccontato, e da quello che ho letto e guardato in documentari e retrospettive varie. Ma nell'ultimo decennio molto è cambiato, oggi c'è più varietà e scelta. La dance in Germania, oggi, non è solo una questione di 4/4, ci sono diversi sottogeneri e ce n'è per tutti i gusti. Al di fuori della house, cosa ti piace ascoltare? Ci sono dei generi di musica elettronica (e non solo) che ti affascinano e ti piacerebbe un giorno tentare di affrontare come produttore? Amo davvero tanto il jazz, mio nonno ne era fanatico, l'ho visto piangere davanti a certi assoli di Bobby Hutcherson. Credo di averne ereditato qualcosa nei miei geni. 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Sidney Charles BAUHAUS PARTY c/o Under Music Club, Seriate (BG) Venerdì 20 febbraio [post_title] => Sidney Charles, Hamburg house [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => sidney-charles-hamburg-house [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2015-02-20 15:26:54 [post_modified_gmt] => 2015-02-20 14:26:54 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=7326 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) )