PRIMARIE

  Quante volte ci siamo mangiati le mani davanti ad aftermovie di celebri boat festival come l’Holy Ship o il Pukka Up? Immagini di nomi importantissimi che si esibiscono in b2b come fossero a casa loro, gente impazzita che...
di Federico Piccinini, 25 agosto 2016
Array ( [0] => WP_Post Object ( [ID] => 22641 [post_author] => 9 [post_date] => 2016-08-25 12:00:58 [post_date_gmt] => 2016-08-25 10:00:58 [post_content] =>   Movement Torino svela la line-up della sua undicesima edizione. Il cugino europeo del festival di Detroit torna nella capitale piemontese da sabato 22 a lunedì 31 ottobre con serate, workshop e il party di chiusura del 31 ottobre con ben quattro stage: Kappa, Jager, Detroit e Yellow. Si comincia sabato 22 con Martin Buttrich all’Audiodrome, si finisce il 31 con il main show al Lingotto Fiere con Pan Pot, Sven Väth, Adam Beyer b2b Ida Engberg, Derrick May, Jeff Mills e Apollonia. L’elenco degli special guest dell’undicesima edizione non è ancora terminato, nelle prossime settimane saranno annunciati ulteriori nomi. [post_title] => Movement Torino svela la sua line-up 2016 [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => movement-torino-svela-la-sua-line-up-2016 [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2016-08-23 21:51:13 [post_modified_gmt] => 2016-08-23 19:51:13 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=22641 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [1] => WP_Post Object ( [ID] => 22636 [post_author] => 9 [post_date] => 2016-08-24 17:00:20 [post_date_gmt] => 2016-08-24 15:00:20 [post_content] =>   Anthony MiddletonLuca Saporito, meglio noti come Audiofly (nella foto), festeggiano i primi dieci anni del loro party Flying Circus con un regalo speciale per tutti i loro fan: la possibilità di scaricare gratuitamente un loro mixato live dalla propria pagina Soundcloud: novanta minuti registrati lo scorso maggio al Globe Theather di Los Angeles. Sul fronte discografico, da segnalare l’uscita venerdì 26 agosto del loro nuovo singolo "In The (Last) Moment" su Crosstown Rebels. Lo scorso 5 agosto è uscito invece “She Gave Me Love”, la prima release della loro neonata label Flying Circus Recordings.   https://soundcloud.com/xlr8r/download-audiofly-10-years-of-flying-circus-anniversary-mix   [post_title] => Audiofly e dieci anni di Flying Circus [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => audiofly-dieci-anni-flying-circus [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2016-08-24 12:03:05 [post_modified_gmt] => 2016-08-24 10:03:05 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=22636 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [2] => WP_Post Object ( [ID] => 22575 [post_author] => 74 [post_date] => 2016-08-24 15:00:25 [post_date_gmt] => 2016-08-24 13:00:25 [post_content] =>   Afterlife è il nuovo giovedì sera dello Space di Ibiza a cura dei Tale Of Us, un party ambizioso che mira a portare sull’isola un concetto nuovo, con un’attenzione quasi spasmodica alla direzione artistica. Da quello che abbiamo visto giovedì scorso, 18 agosto, Afterlife sta ottenendo ottimi risultati e non è per niente scontato perché Ibiza è diventata un'isola molto difficile da capire e gestire anche dal punto di vista della cultura musicale. Non è per niente scontato infatti raccogliere l’eredità di Richie Hawtin, che con ENTER ha fatto rivivere il giovedì notte di Playa D’En Bossa con un paio di stagioni mastodontiche. Non è per niente scontato ascoltare i Bob Moses dal vivo alle 23 sulla Terraza Sunset (ribattezzata per l’occasione Sunset Live). E non è per niente scontato che il biglietto d'ingresso costi la metà entro le 1, proprio per permettere al cliente di conoscere nuove sonorità. Non è per niente scontato organizzare un'area privé ben frequentata in una serata con un'impostazione nettamente berlinese, dove i tavoli in un club techno oriented sarebbero quasi una bestemmia ma che in questo caso non stonano. Non è per niente scontato che splendide modelle ballino e ascoltino un deejay set di Rødhäd, che di "rosa" ha poco o niente... (merito del punto precedente). Non è per niente scontato vedere un pubblico internazionale impazzire per due ragazzi italiani. E siccome niente di tutto questo è scontato, complimenti ai Tale Of Us e a tutta la loro crew per quello che stanno facendo. Non è per niente scontato. Foto: Afterlife official Facebook page   [post_title] => Afterlife allo Space non è per niente scontato [post_excerpt] => Il party dei Tale Of Us ci ha offerto degli spunti molto interessanti. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => afterlife-space-non-per-niente-scontato [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2016-08-24 13:10:28 [post_modified_gmt] => 2016-08-24 11:10:28 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=22575 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [3] => WP_Post Object ( [ID] => 22619 [post_author] => 9 [post_date] => 2016-08-24 14:00:56 [post_date_gmt] => 2016-08-24 12:00:56 [post_content] =>   Si chiamano Bank Holidays, e nei paesi anglosassoni rappresentano la denominazione che viene data ad alcune festività nazionali. La prossima è in programma lunedì 29 agosto: in pratica l’ultimo fine settimana del mese dura un giorno e soprattutto una notte in più; il periodo ideale per proporre due festival di livello assoluto: Creamfields e SW4. Creamfields si svolge da giovedì 25 a domenica 28 agosto a Daresbury, a metà strada tra Liverpool e Manchester: sold out per l’ottavo anno consecutivo, ogni giorno propone 14 ore di musica spalmata su dieci stage, dedicati di volta in volta ad Armada, Paradise, Smash The House. In cartellone Avicii (alla sua ultima esibizione in Gran Bretagna), Calvin Harris, chiunque altro possa venire in mente.   https://youtu.be/SRPGgjk7lKk   South West Four, SW4 per amici e fans, è in programma a Clapham Common, Londra, sabato 27 e domenica 28 agosto: Rudimental e Chemical Brothers live, Knife Party, Above&Beyond, Carl Cox e Paul Kalkbrenner tra i tantissimi nomi in cartellone. E come se non bastasse, anche in Olanda e in Germania si festeggia l’ultimo fine settimana di agosto come si deve: in Olanda grazie a Mysteryland (27 e 28 agosto), il cui mainstage è stato concepito da Kate Raudenbush; le sue opere, a metà tra l’arte e il design, spadroneggiano a Burning Man: Q-Dance, Spinnin’ Sessions, Elrow e Dave Clarke presents alcuni dei palchi presenti in Olanda.   https://youtu.be/Ldeec04GJXw   In Germania, infine, sabato 27 Hardwell propone il capitolo finale del suo show “I Am Hardwell, United We Are”. Appuntamento al circuito automobilistico di Hockenheim. Resta soltanto da ricordare che in Gran Bretagna le festività più che comandate, sono programmate. Ovvero vengono quasi tutte stabilite ogni anno con tanto di annuncio reale, e quasi sempre collocate di lunedì, in modo da non spezzare mai il calendario nè perdere alcun giorno di festa.     [post_title] => Il folle fine settimana delle Bank Holidays [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => folle-settimana-delle-bank-holidays [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2016-08-25 21:13:20 [post_modified_gmt] => 2016-08-25 19:13:20 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=22619 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [4] => WP_Post Object ( [ID] => 22645 [post_author] => 53 [post_date] => 2016-08-24 09:44:27 [post_date_gmt] => 2016-08-24 07:44:27 [post_content] =>     Ancora in vacanza? O già rientrati? In entrambi i casi è il momento perfetto per un nuovo appuntamento con il nostro Mixatpe. Perchè in consolle questa volta ci sono Ackeejuice Rockers. E se le loro produzioni sono ormai celebri ovunque, anche perchè suonate regolarmente da personaggi del calibro di Diplo o richieste da superstar come Kanye West e Jovanotti (i due sono al lavoro proprio sul prossimo disco di Lorenzo), i loro set sono sinonimo di sudore, culi che si muovono, un giro del mondo in musica, che parte da Bassano Del Grappa e arriva in Jamaica. O viceversa. Ascoltare per credere!

DJ MAG MIXTAPE è un’avventura, un’esclamazione di entusiasmo per perdersi dentro un mondo fatto di suoni, divertimento e condivisione. Ad ogni appuntamento, un mix esclusivo preparato per DJ MAG Italia dai grandi dj della scena italiana ed internazionale, per conoscere e vivere in prima persona i diversi tratti dell’elettronica. DJ MAG MIXTAPE è un cerchio disegnato con finezza per far risuonare senza confini l’eco della buona musica.

[post_title] => DJ MAG MIXTAPE: Ackeejuice Rockers [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => dj-mag-mixtape-ackeejuice-rockers-2 [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2016-08-24 02:16:05 [post_modified_gmt] => 2016-08-24 00:16:05 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=22645 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [5] => WP_Post Object ( [ID] => 22609 [post_author] => 3 [post_date] => 2016-08-23 18:16:20 [post_date_gmt] => 2016-08-23 16:16:20 [post_content] =>     Martin Garrix ha presentato la sua 'In the name of love' insieme a Bebe Rexha al Tonight Show di Jimmy Fallon Show, una delle più importanti vetrine della TV americana. Per dire, la backing band del programma sono The Roots, e tra gli ospiti più o meno frequenti c'è Justin Timberlake che insieme a Fallon mette insieme un mega mash up della storia del rap (riletto in chiave molto leggera ma fatto benissimo). Presentare i successi del momento nei late show della seconda serata è una consuetudine negli Stati Uniti, vale per band affermate come i Coldplay o gli U2 e per gli artisti emergenti su cui le case discografiche decidono di puntare forte. Così è per Garrix, che con questo ultimo brano sta uscendo da una dimensione prettamente dance per tentare la sua via al pop. Del brano abbiamo già parlato, è bello, è forte, ha tutte le carte in regola per essere un bel colpo.     https://www.youtube.com/watch?v=A64qCEJtt_I&feature=youtu.be&app=desktop     Nella versione proposta dal vivo da Fallon, il produttore olandese tenta anche un cambio di immagine notevole: niente consolle, niente cuffie, via l'iconografia classica del dj, ecco spuntare una chitarra elettrica. L'idea e il messaggio sono forti, il risultato francamente no: Martin non convince molto in questa veste, appare impacciato e quasi a disagio nei panni del guitar hero (forse perchè nel pezzo non ci sono chitarre?). Anche Bebe Rexha non è proprio in formissima con la voce: con qualche stecca di troppo non ci regala l'interpretazione della vita, per usare un eufemismo. Da un po' di tempo in qua ci arrovelliamo sul futuro dei live nella dance (e non solo) e mai come quest'estate le performance delle superstar della consolle sono state al centro della discussione, tra detrattori feroci e sostenitori quasi incondizionati. La soluzione proposta da Garrix in questo contesto potrebbe (dovrebbe?) essere la via: cantante live, producer che suona uno strumento e non si limita a fare presenza. Di certo, va affinata: la presenza scenica di Martin qui non è delle più forti, la chitarra è una scelta infelice vista la sua assenza nel pezzo e visto che tutto è palesemente, troppo fake. Bebe Rexha mostra troppi limiti vocali per convincere. Tutto sommato, siamo in TV, di playback e di esibizioni da dimenticare ne abbiamo viste parecchie, non grideremo certo allo scandalo; però l'idea - ripeto, molto buona sulla carta - mette in luce i limiti della nostra epoca: produzioni che suonano mostruose in studio, progetti curatissimi sotto il profilo dell'immagine, della messa in scena del video, della comunicazione, che raggiungono i milioni di click in poche ore, ma che faticano nella dimensione live. Un dualismo che probabilmente si acuirà in futuro. Lo scenario si prospetta interessante.       [post_title] => Martin Garrix con la chitarra in mano [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => martin-garrix-chitarra-in-mano [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2016-08-23 18:16:20 [post_modified_gmt] => 2016-08-23 16:16:20 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=22609 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [6] => WP_Post Object ( [ID] => 22591 [post_author] => 74 [post_date] => 2016-08-23 16:00:42 [post_date_gmt] => 2016-08-23 14:00:42 [post_content] =>   Bella e brava. Carola Pisaturo si è ritagliata una posizione di valore nel panorama tech-house non solo italiano. L’abbiamo incontrata in un momento di pausa durante un agosto frenetico che la vede protagonista in tutta Europa. Quali sono le tue origini? Da quando sono piccola, prima per il lavoro di mio padre e poi per “zingaraggio”, sono sempre in giro. Dico che sono di Napoli perché dai nove ai diciotto anni sono stata lì, però sono nata a Roma, ho vissuto a Milano, e poi sono tornata a Roma che potrei chiamare casa visto che adesso vivo li. Ma anche la Perugia di Ralf e della famiglia di Laterra è un posto carissimo per me. La cosa divertente del mio lavoro è anche questa: non sentirsi mai ospite ma parte di una famiglia in vari posti.   Carola Pisaturo Iuter   Hai immediatamente citato Ralf, deve essere stato veramente importante per te. Assolutamente, lo dico sempre e non smetterò mai di dirlo. Devo dirgli grazie non solo professionalmente per avermi accolto e dato una possibilità, ma anche per avermi mostrato questo lavoro da un ottica diversa, l’ottica di una persona che ha una vita semplice e tranquilla, fatta di rapporti veri e non di presenzialismi. Quello che Ralf ha fatto con te, ciò di prenderti sotto braccio e aiutarti a crescere e diventare un nome, non dovrebbe succedere più spesso in Italia? E perché non accade quasi mai secondo te? Prima di tutto chi sono questi “vecchi”, perdona la brutta parola, che possono trascinare in questo senso? Non sono molti quelli che hanno una longevità come quella di Ralf e già questo è un problema. Quello che dici è giusto, bisognerebbe essere più crew in Italia e lavorare in un’ottica di gruppo che non c’è. Basta vedere le agenzie per deejay: ce ne sono un paio valide, anche tre, ma è nulla rispetto a quello che accade all’estero. Siamo stati esterofili per parecchio tempo e un pochettino stiamo pagando questo atteggiamento.   6DF5819E-F404-4B1D-8203-6DE4E64C4A36@station   Il tuo essere femmina è stato un problema per la tua carriera? È stato un problema sia per farmi accettare dagli altri, sia per accettare io stessa la mia femminilità, cosa che ho fatto da pochissimo tempo perché all’inizio, quando non ero ancora un nome, pensavo che presentarmi in tuta, spettinata e senza trucco potesse aiutarmi in questo senso. Negli ultimi anni mi diverto e gioco molto con la mia femminilità. E musicalmente come ti sei evoluta? Sono nata con la techno napoletana molto aggressiva ma adesso mi sono ammorbida. L’incontro con Ralf, che ha un’impostazione più house mi ha influenzato, così come l’incontro con gli artisti tedeschi. Mi sento maturata e cambiata, soprattutto più preparata ad affrontare varie tipologie di feste. Come affronti un party ibizenco che sappiamo avere sempre un sapore speciale? A Ibiza ho suonato in situazioni molto diverse tra loro, dal chiringuito in spiaggia, all’Amnesia, all’after, quindi ho dovuto per forza si cosa adattarmi. Tra queste situazioni quali preferisci? Club da 800 persone, scuro, senza luci, no telefoni, no foto, con un impianto pazzesco e tanta felicità in pista! Suoni in vinile o USB? Entrambi. Uso il vinile come chicca, come valore aggiunto che suonato nel mezzo alle tracce digitali, possa sentirsi e fare la differenza. Il vinile bisogna saperlo mettere.   6C26838A-881A-4BD4-8B70-7CEDD73D0826@station   Ibiza è ancora così influente per un deejay? Che ti piaccia o no, Ibiza rimane una tappa obbligata, soprattutto se vuoi che quello dei deejay sia un lavoro vero. Ci sono situazioni delle quali è necessario far parte. Quali sono i tuoi deejay preferiti? Domanda difficile. Ti dico Sven Väth e ti racconto un aneddoto. La settimana scorsa, dopo aver suonato con lui all’Amnesia al party Cocoon, ha suonato per quindici ore in vinile ad un after senza sbagliare un passaggio. Poi ti cito anche Laurent Garnier e Ricardo Villalobos che rientrano nella categoria dei grandi deejay. Progetti in corso? Ho lavorato molto in studio prima dell’estate e continuerò dopo questo agosto frenetico per uscire con un nuovo EP. Ho iniziato anche un progetto con Donato Dozzy che a settembre conto di portare avanti. Ultimo disco? Un classico qualsiasi di Laurent Garnier! Carola Pisaturo Pics at Iuter Store Ibiza: Mario Pinta   [post_title] => The Sound Of Ibiza: Carola Pisaturo [post_excerpt] => L'artista napoletana (ma nata a Roma) ci racconta la sua estate, tra Ralf e gli after con Sven Väth. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => the-sound-of-ibiza-carola-pisaturo [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2016-08-24 12:31:10 [post_modified_gmt] => 2016-08-24 10:31:10 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=22591 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [7] => WP_Post Object ( [ID] => 22585 [post_author] => 3 [post_date] => 2016-08-23 13:58:03 [post_date_gmt] => 2016-08-23 11:58:03 [post_content] =>     La notizia sta rimblazando su tutti i siti e i giornali del mondo. D'altronde è una di quelle collaborazioni epocali. Daft Punk e The Weeknd insieme. A dare l'annuncio è stata Wendy Goldstein (la vicepresidente di Republic Records, etichetta di The Weeknd) al settimanale americano Billboard. Ma qualche segnale potevamo captarlo anche dalla foto che The Weeknd ha postato su Facebook, quella con le due sagomine action figure dei Daft Punk sulla cassa (l'avete vista in apertura). Pare che i Daft Punk abbiano registrato delle sessioni in studio con The Weeknd. Da parte loro, Thomas e Guy-Man hanno mantenuto come sempre un profilo invisibile, senza far trapelare nulla. Dopo il successo stellare di 'Get Lucky' con Pharrell e Nile Rodgers, pare quindi - ma attendiamo conferme - che i Daft siano intenzionati a proseguire su traiettorie black. D'altra parte, The Weeknd è sicuramente uno degli interpreti più interessanti e talentuosi dell'r'n'b contemporaneo, e il suo cambio di marcia vero il pop più mainstream lo scorso anno non ha scalfito la qualità dei suoi lavori. In effetti 'Can't feel my face', con quel basso irresistibile e il tiro funk elettronico, ha molto in comune con certo suono daft, sia di epoca 'Discovery' sia di RAM. La febbre sta già salendo altissima, proprio come le aspettative per un combo simile.       [post_title] => I Daft Punk e The Weeknd insieme [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => i-daft-punk-the-weeknd-insieme [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2016-08-23 13:58:03 [post_modified_gmt] => 2016-08-23 11:58:03 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=22585 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [8] => WP_Post Object ( [ID] => 22570 [post_author] => 109 [post_date] => 2016-08-22 17:15:15 [post_date_gmt] => 2016-08-22 15:15:15 [post_content] =>

Hack Records, giovane realtà discografica nata nell'ottobre dello scorso anno, riesce in maniera mirabile a esprimere un'identità sonora compatta e una sensibilità artistica degna di nota. Con un roster  formato da giovani talenti up-and-coming, l'etichetta con base a Lugano svela ora le sue carte con "Hack Vol. 1", una compilation di dieci tracce con cui imprime a fuoco il proprio marchio sul panorama della bass music e dintorni.

"Il nostro obbiettivo è valorizzare artisti che hanno qualità ma che, troppo spesso, non trovano le possibilità per far sentire la propria voce". 

La scelta degli A&R si dimostra vincente: dalla future bass alla trap passando per progressive house, chill e accenni di moonbathon, quasi tutti gli artisti coinvolti riescono a farcire le rispettive creazioni con contenuti di rilievo, sostenuti da buone doti di stesura, mixing e mastering. Su tutti spiccano "Entropy", la strisciante e rigurgitante collaborazione di Davide Pretelli & Ale G,  la languida e sensuale "Soul Mate" di 2Choice e la frizzante "Leaving" confezionata da Neihardt.

In un panorama musicale così saturo, in cui le Major sono impegnate in un'affannosa rincorsa al trend del momento e l'80% dei produttori si rivela essere un copy-paste umano, sono le etichette indipendenti medio-piccole che possono davvero fare la differenza andando a pescare in quel piccolo ma persistente vivaio di giovani promesse che non hanno paura di trasmettere sè stessi in musica, indipendentemente da tutto e tutti. Complimenti ad Hack Records che si sta muovendo in questa direzione!

"Hack Vol. 1" è disponibile su Soundcloud, Spotify e in edizione limitata in vinile. Be brave!

[post_title] => 'Hack Vol. 1' rilegge la bass music con MirFak, Pretelli & more [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => hack-vol-1 [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2016-08-22 17:15:15 [post_modified_gmt] => 2016-08-22 15:15:15 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=22570 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [9] => WP_Post Object ( [ID] => 22210 [post_author] => 12 [post_date] => 2016-08-22 11:00:18 [post_date_gmt] => 2016-08-22 09:00:18 [post_content] => Avicii: un addio o un arrivederci? Facciamo un salto all’Ushuaia di Ibiza, dove è resident per quest’ultima stagione e scopriamo l’outfit perfetto! [gallery columns="1" ids="22213,22214,22215,22216,22217,22218,22219,22220,22221,22222,22223,22224,22225,22226,22227,22228,22229,22230,22231,22232,22233,22234,22235,22236,22237,22238"] [post_title] => Dress like… Avicii (part IV) [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => dress-like-avicii-part-4 [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2016-07-30 13:25:44 [post_modified_gmt] => 2016-07-30 11:25:44 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=22210 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [10] => WP_Post Object ( [ID] => 22563 [post_author] => 3 [post_date] => 2016-08-22 09:53:05 [post_date_gmt] => 2016-08-22 07:53:05 [post_content] =>     Un nome che è leggenda. Una band che ha portato la rave culture in classifica, ha inventato il live nella dance (o perlomeno lo ha portato su un altro livello), ha trasformato le arene e i festival rock in un grande dancefloor, e i club in posti da pogo. Un gruppo che ha shockato con video e estremi. E che - soprattutto - non ha mai perso l'illuminazione e l'ispirazione. Una storia che dura da 25 anni. The Prodigy.  Insieme dal 1991, Liam Howlett, Keith Flint e Maxim Reality (un tempo c'era anche Leeroy Thornill, poi uscito dal gruppo) hanno scritto pagine importantissime nella storia della musica. Da 'Charly' a 'Firestarter', fino alle ultime hit come 'Nasty'. Se il potenziale trasgressivo della band è nel tempo un po' sbiadito (è anche fisoilogico che sia così), i tre continuano comunque a incendiare le platee con i loro live estremamente aggressivi, specchio di album che ricalcano ormai una formula ampiamente collaudata - ma sempre aggiornata - ad alta energia. Dopo un tour di quasi due anni, tante date estive, The Prodigy tornano in Italia il 2 settembre, a Treviso, headliner di Home Festival, dopo la tappa estiva di Gallipoli. Ho raggiunto Liam via mail per un'intervista dove abbiamo spaziato tra la storia dei Prodigy, il loro modo di fare live, gli album, e l'evoluzione della dance culture dal movimento rave in poi. Le sue risposte non tradiscono le aspettative: dirette, schiette, mai paracule. Mi piacerebbe confrontarmi più spesso in questo modo con gli artisti. Forse ci sarebbe un confronto critico più costruttivo e meno, come dire, meramente promozionale.     https://www.youtube.com/watch?v=Dr2lwwJJzR4     I Prodigy sono una delle più leggendarie live band in circolazione, e durante una lunga carriera il vostro show si è evoluto ed è cambiato. Come lo descriveresti oggi? Non penso che sia cambiato così tanto, non stiamo cercando di cambiare ciò che facciamo e abbiamo sempre fatto. Certo, ci sono nuove luci ed effetti ma più che altro vogliamo tenere tutto semplice, diretto e grezzo come è stato per anni, senza ricorrere a particolari effetti speciali. Oggi credo che il nostro live sia come se un gruppo pop o un act EDM avesse messo in piedi un grande spettacolo teatrale, anche se ovviamente ci teniamo alla larga da quelle cazzate.   Riavvolgiamo il nastro: una ventina di anni fa siete stati uno dei primi act usciti dalla scena rave ad essere proiettati direttamente sui mainstage dei grandi festival internazionali. Come vi sentivate? Abbiamo suonato ai rave fin dall'inizio, dal 1991. Mi ricordo che suonavamo di fronte a 20mila persone in ogni festa dove eravamo headliner, perciò avevamo già una buona conoscenza del palco e del pubblico quando siamo arrivati ai festival. Non era una grande novità per noi, avevamo tutta l'esperienza dei rave, eravamo già pronti per quel genere di live.     the-prodigy-2014-1417626337-view-0     Parlando di festival, sarete all'Home il 2 settembre, probabilmente il più grande festival in Italia in termini di pubblico. Quali aspettative avete per quella data? Non ne ho, perchè non ci sono mai stato prima. Però ho delle aspettative sul pubblico, spero siano pronti per ciò che li aspetta.   Che rapporto avete con il pubblico italiano? Abbiamo sempre avuto un legame molto forte con la gente in Italia, è il primo posto dove abbiamo suonato al di fuori dell'Inghilterra. Era il 1991, un rave appena fuori Roma, una festa selvaggia.   Da sempre fate parecchi festival durante la stagione estiva: vi sentite più a vostro agio a suonare all'aperto, ai festival, oppure nei vostri tour, magari nelle arene, con una produzione esclusivamente vostra? Non ci interessa. Suoniamo ovunque ci sia del buio.     https://www.youtube.com/watch?v=a4eav7dFvc8     Immagino sia passato molto tempo da quando facevate tour o date nei club, in spazi piccoli. Non avete mai la tentazione di tornarci? Magari inserendo una parte di dj set nello show o addirittura con un dj set tour? In realtà, a volte prima di affrontare i tour negli spazi grandi, come arene o festival, facciamo dei tour in posti più piccoli, e sono sempre serate pazzesche. Quindi nei club e nei locali più contenuti ci suoniamo, non abbiamo smesso del tutto di confrontarci con questa dimensione. Per quanto riguarda il dj set, non ho ben capito cosa tu intenda a riguardo, ma mi suona come un'idea terribile.   I vostri album hanno esplorato direzioni diverse negli anni, dalla definizione del suono rave a un breakbeat orientato verso il rock e ancora oltre. In 'The Day Is My Enemy' ho avvertito la sensazione di un album che deve fissare dei punti tra il passato e il presente per poter iniziare un'ulteriore evoluzione. Mi sbaglio? Sì, ti sbagli. Non ci evolviamo attraverso un viaggio con delle coordinate prestabilite; la musica viene scritta in tempo reale in relazione a come ci sentiamo, a cosa ci succede intorno e acome tutto ciò influenza il nostor umore e i sentimenti che ci attraversano. Perciò non possiamo pianificare un processo del genere. E' sempre una reazione a qualcosa, e non possiamo sapere come suonerà. Di recente ho pensato che le nostre prossime tracce - ho un paio di idee a cui sto lavorando - dovranno suonare old school. Ma chi lo sa? finché non entriamo in studio non lo sappiamo neppure noi.   I Prodigy sono sempre stati outsiders, nonostante il panorama della dance sia cambiato moltissimo durante questi anni. Come vi vedete adesso? Personalmente amiamo molto essere degli outsiders, è un'etichetta che ci piace. Arriviamo dalla scena UK rave e questo sound non ci abbandonerà mai, anche se abbiamo sempre preso diversi stili mettendoli nella nostra musica. Io penso che in questo momento alla musica eletronica serva un cambiamento che porti nuova freschezza, come quando era apparso il dubstep qualche anno fa. Era grande, era una figata, perchè era vero, credibile, e arrivava dall'underground con una propria scena. Mi interessa molto vedere dove si andrà, ma serve gente che scriva e produca tracce nuove, diverse, gente coraggiosa che si prenda dei rischi senza copiare tutto quello che già si sente in giro.     https://www.youtube.com/watch?v=XHo8_P_H7y0     Il periodo rave e tutta quella scena avevano un risvolto molto politico. Non politicizzato, ma proprio politico, sia tra il pubblico che tra gli artisti: era una vera e propria pulsione generazionale che attraversava l'Europa, e in Inghilterra fu davvero fortissima. Alcuni vostri brani, come 'Their Law', contenevano un manifesto molto forte. Vedi muoversi qualcosa del genere, in questo momento? Stiamo attraversando un periodo storico molto delicato, cosa provi? Quali sono le tue sensazioni?  Eravamo coinvolti in modo diretto nell'era 'fight for your right to party', come artisti e anche come semplici persone che andavano fuori a divertirsi e vedevano un clima di repressione, molto teso. Non abbiamo mai visto 'Their Law' come un brano così "politico", certo aveva un significato in quel momento. Oggi le cose sono diverse, i tempi sono fottuti, sono duri, ma credo che la musica sia una delle poche cose di cui quasi tutte le persone possono godere e con cui sentirsi unite.   Qual è il messaggio che daresti oggi alle persone? Cercate di non perdetevi o di non restate uccisi prima del concerto!         [post_title] => "Servono artisti coraggiosi", parola dei Prodigy [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => servono-artisti-coraggiosi-parola-dei-prodigy [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2016-08-23 14:05:16 [post_modified_gmt] => 2016-08-23 12:05:16 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=22563 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [11] => WP_Post Object ( [ID] => 22556 [post_author] => 3 [post_date] => 2016-08-21 17:26:36 [post_date_gmt] => 2016-08-21 15:26:36 [post_content] =>     Prendi un produttore che è andato fortissimo nell'ultimo anno. Prendi una band leggendaria che cerca costantemente un modo per tornare a essere cool, regalando album o tentando il rinnovamento musicale in diverse maniere. Gli U2 hanno regalato dischi e intuizioni meravigliose nei loro anni migliori, rivoluzionando il concetto di tour e di live show portando sul palco una "spattacolo totale" in cui la parte visiva ha la stessa importanza di quella sonora e interagisce con quest'ultima, dagli anni '90 in poi. Kygo è invece passato da produttore emergente a star conclamata negli ultimi mesi, grazie a una serie di hit azzeccatissime e a un sound che non segue le mode ma le sta imponendo: la battuta lenta, la forma canzone, un mood molto personale.     https://www.youtube.com/watch?v=RGWWIMe8BbI     La collaborazione con gli U2 viene vista in quest'ottica come una consacrazione per il produttore norvegese, e come una bella rinfescata nel suono degli irlandesi, che finalmente sembrano azzeccare una possibile hit lontana dai classici riff di The Edge e dalla consueta comfort zone a cui ci hanno abituati. La voce di Bono sembra a proprio agio sul beat di Kygo, e anche il resto dell'arrangiamento pare quasi un upgrade elettronico di una tipica produzione U2. 'The best thing about me' sembra essere il titolo del brano (attendiamo conferme, si tratta di un'anteprima), suonato ieri sera da Kygo al Cloud Nine Festival di Bergen, sua città natale in Norvegia. Una bella sorpresa per il pubblico di casa, una bella sorpresa per tutti noi. Al momento non sappiamo se si tratta di una release ufficiale insieme, o di un remix di quello che pare essere il primo singolo del futuro album degli U2. Staremo a vedere.       [post_title] => Kygo è la cosa migliore successa agli U2 [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => kygo-migliore-successa-agli-u2 [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2016-08-21 17:34:41 [post_modified_gmt] => 2016-08-21 15:34:41 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=22556 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) )

SECONDARIE

  Movement Torino svela la line-up della sua undicesima edizione. Il cugino europeo del festival di Detroit torna nella...
di Dan Mc Sword, 25 agosto 2016
  Anthony Middleton e Luca Saporito, meglio noti come Audiofly (nella foto), festeggiano i primi dieci anni del loro party Flying...
di Dan Mc Sword, 24 agosto 2016
Il party dei Tale Of Us ci ha offerto degli spunti molto interessanti.
di Ale Lippi, 24 agosto 2016
  Si chiamano Bank Holidays, e nei paesi anglosassoni rappresentano la denominazione che viene data ad alcune festività nazionali....
di Dan Mc Sword, 24 agosto 2016
    Ancora in vacanza? O già rientrati? In entrambi i casi è il momento perfetto per un nuovo...
di Redazione, 24 agosto 2016
    Martin Garrix ha presentato la sua ‘In the name of love’ insieme a Bebe Rexha al Tonight...
di Alberto Scotti, 23 agosto 2016
L'artista napoletana (ma nata a Roma) ci racconta la sua estate, tra Ralf e gli after con Sven Väth.
di Ale Lippi, 23 agosto 2016
    La notizia sta rimblazando su tutti i siti e i giornali del mondo. D’altronde è una di...
di Alberto Scotti, 23 agosto 2016
Hack Records, giovane realtà discografica nata nell’ottobre dello scorso anno, riesce in maniera mirabile a esprimere un’identità sonora compatta e...
di Michele Anesi, 22 agosto 2016
Avicii: un addio o un arrivederci? Facciamo un salto all’Ushuaia di Ibiza, dove è resident per quest’ultima stagione e...
di Ghya, 22 agosto 2016
    Un nome che è leggenda. Una band che ha portato la rave culture in classifica, ha inventato...
di Alberto Scotti, 22 agosto 2016
    Prendi un produttore che è andato fortissimo nell’ultimo anno. Prendi una band leggendaria che cerca costantemente un...
di Alberto Scotti, 21 agosto 2016

TERZIARIE

  Se qualche fortunato lettore di Dj Mag Italia...
di Dan Mc Sword, 14 agosto 2016
    Mancano solo otto giorni all’inizio di Sonus...
di Mirko Avanzi, 14 agosto 2016
  Il team Made In Italy è presente a...
di Dan Mc Sword, 13 agosto 2016
  Calvin Harris (nella foto) insieme a Gordon Ramsay, Celine...
di Dan Mc Sword, 13 agosto 2016
Con una costante proliferazione di nuovi generi e sottogeneri...
di Michele Anesi, 13 agosto 2016
La scorsa primavera venti Dj e produttori si sono ritrovati...
di Michele Anesi, 13 agosto 2016
    Dimitri Vegas & Like Mike sono i...
di Alberto Scotti, 13 agosto 2016
    “For the past 2 years Fabric has...
di Alberto Scotti, 12 agosto 2016
  Il Ministry of Sound di Londra non è...
di Dan Mc Sword, 12 agosto 2016
  Ultra Music Festival non si ferma mai: l’edizione...
di Dan Mc Sword, 12 agosto 2016
Con il loro live set stanno vivendo un’estate intensa...
di Matteo Roma, 11 agosto 2016
  Armin Van Buuren sarà il primo dj ad...
di Dan Mc Sword, 11 agosto 2016
Array ( [0] => WP_Post Object ( [ID] => 22546 [post_author] => 74 [post_date] => 2016-08-21 12:00:36 [post_date_gmt] => 2016-08-21 10:00:36 [post_content] =>
In un'intervista rilasciata al blog Ticketmaster in occasione del South West Four, Carl Cox ha fatto intendere che nel giro di un paio d'anni lo Space potrebbe rinascere da qualche altra parte. Al momento non ci sono altri dettagli ma ovviamente i lavori in corso per il post Ibiza sono già in corso e ben avviati.
C'è molta curiosità intorno al futuro di Carl e dell'isola. Manca un mese alla fine della storia d'amore tra il deejay e lo Space di Ibiza che si concluderà martedì 20 settembre con una maratona di dodici ore a cura dello stesso titano inglese. Poi vedremo cosa accadrà. Tipo che Carlone suonerà anche alla chiusura dello Space, il 2 ottobre, l'ultima serata della storia del club.  
[post_title] => Carl Cox: lo Space aprirà da un'altra parte [post_excerpt] => Il club potrebbe spostarsi definitivamente da Ibiza nel giro di due anni. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => carl-cox-space-aprira-unaltra-parte [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2016-08-21 17:28:26 [post_modified_gmt] => 2016-08-21 15:28:26 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=22546 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [1] => WP_Post Object ( [ID] => 22498 [post_author] => 107 [post_date] => 2016-08-20 13:30:04 [post_date_gmt] => 2016-08-20 11:30:04 [post_content] =>     Venerdì 12 agosto si sono riaperte le porte di DGTL festival, evento olandese che per il secondo anno consecutivo è sbarcato a Barcellona per la sua versione estiva. Anche questa volta c'eravamo: abbiamo ascoltato moltissima buona musica e osservato la crescita di un festival che si è imposto con successo grazie ai tantissimi nomi presenti nella line up, in una città che per tradizione è un punto di riferimento del clubbing internazionale. Ecco com'è andata:     s3   DGTL festival day 1. Arriviamo al Parc del Forum verso le 20.00, consapevoli che in questa edizione il tempo non avrebbe rotto le uova nel paniere, permettendoci di godere appieno della musica e della stupenda cornice scelta per l'evento. Il primo artista che vediamo è Gui Boratto, che con il suo live ormai collaudato ci ha accompagnato verso il tramonto. La prima mezz'ora scorre senza intoppi, la collinetta dello stage Audio si riempie di persone che reagiscono positivamente allo stile del brasiliano, specie sulle note di “Beautiful Life”. Dopo di lui è il turno di KiNK: il suo live è pazzesco, le sonorità oscillano tra quelle tipiche della house più classica e altre decisamente più techno. Il risultato è una simbiosi perfetta, che ha fatto saltare i presenti per tutta la durata del live. Uno spettacolo incredibile. Tocca poi a due degli artisti più attesi della prima giornata di DGTL, Joseph Capriati e Jamie Jones. Già dalle primissime tracce i due fanno sul serio, alternando tech-house e deep-house a dischi più vicini alla tradizionale scuola partenopea. Un back-to-back che funziona. Decidiamo di lasciare per qualche tempo Jones e Capriati per ascoltare la chiusura di Dixon. Spostandoci, passiamo di fronte allo scenario che ospitava Oscar Mulero: lo spagnolo spadroneggia con una techno autentica e viscerale. Arriviamo al DGTL stage dove incontriamo un Dixon in pienissima forma. Anche lui sceglie la linea dura, alternando una bomba dopo l'altra, cosa che difficilmente ci saremmo aspettati essendo abituati a sentirlo più sofisticato e melodico. La chiusura di Jamie Jones e Capriati invece è tutta all'insegna della tech-house, con ripartenze veloci e ritmi incalzanti che rispecchiano pienamente il mood che i due propongono alle serate Paradise di Jones al DC10 di Ibiza.   [gallery ids="22499,22500,22501,22502,22503,22504"]     DGTL festival day 2. Il secondo giorno di festival inizia per noi con il set di Tama Sumo. La regina del Panorama Bar spazia tra suoni funky e house, proponendo dei dischi perfetti per iniziare al meglio la giornata. Il palco con visuale sul mare e il sole catalano fanno il resto. Dopo di lei, ci spostiamo ad ascoltare un Robert Hood che non ha deluso: due ore di techno fine, unita a dei passaggi vocali che richiamavano al periodo d'oro dell'house americana. Il suo è stato un grande set, senza pause, dove i vecchi e i nuovi successi si sono alternati in un continuum di applausi. La ciliegina sulla torta è stata (ovviamente) 'Never Grow Old', che ha fatto letteralmente impazzire i presenti. La vera sorpresa del festival però sono stati Rødhåd ed Âme: i due hanno realizzato una performance incredibile, per noi la migliore del DGTL. Non ci saremmo mai aspettati una techno così: cupa, energica, aggressiva. Pensavamo piuttosto di sentire un back-to-back che si muovesse tra le atmosfere scure di Rødhåd ed il sound più equilibrato di Âme. Ma ci sbagliavamo e siamo rimasti senza senza parole. Due ore e mezza di techno tedesca nuda e cruda, di suoni potenti, complessi, decisi e pieni di carattere. Dopo di loro, ci affidiamo a Ben Klock per la chiusura del sabato. Una garanzia. Ben legge perfettamente la situazione, riprendendo nelle prime tracce la linea del suo predecessore, Marcel Dettmann, più grezzo e minimale, per virare poi verso una techno dai suoni più ampi e coinvolgenti, che hanno accompagnato i presenti fino alla fine del festival.     [gallery ids="22505,22506,22507,22508,22509,22510"]   Il DGTL quest'anno ci ha dato conferme in positivo. Un festival maturo, che arriva da anni di miglioramenti in terra olandese. Un festival che oltre alla musica ha offerto una coreografia industriale in grado di valorizzare al meglio la zona del Parc del Forum. Inoltre le installazioni artistiche, il riciclaggio ed il cibo vegetariano uniti ad una line up costruita per proporre il meglio della scena underground internazionale, hanno fatto del festival un appuntamento imperdibile per gli appassionati accorsi da tutta Europa. Un successo sorprendente, difficile da immaginare già alla seconda edizione, soprattutto in una città dove Sónar e Primavera Sound la fanno da padroni per blasone, risorse economiche, varietà del cartellone e soprattutto nell'immaginario collettivo del pubblico.   [post_title] => DGTL 2016, un successo sorprendente [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => dgtl-2016-successo-annunciato [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2016-08-19 18:54:17 [post_modified_gmt] => 2016-08-19 16:54:17 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=22498 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [2] => WP_Post Object ( [ID] => 22524 [post_author] => 53 [post_date] => 2016-08-20 09:26:02 [post_date_gmt] => 2016-08-20 07:26:02 [post_content] =>     Steve Aoki, Gesaffelstein, Merk & Kremont, Erol Alkan, Waxlife, Kharfi, Becko, Rills. I nomi dei dj che suoneranno alla Venaria reale per MTV Digital Days li conosciamo bene. Ma se le serate del 9 e 10 settembre saranno dedicate di dj, le giornate saranno invece ricche di appuntamenti con panel e ospiti di grande interesse. Fin dalle 15 si potrà partecipare a conferenze dove si parlerà di comunicazione web, di nuovi mercati musicali, di streaming, di creatività e iniziative sociali, con personaggi come Rocco Hunt, Benji & Fede, Fabio Rovazzi, la scuola SAE. E Steve Aoki, ospite venerdì alle 19 prima di essere sul palco alle 23.30. E dalle 9 alle 19, Mega Game Jam, un grande gioco interattivo. Tutti i dettagli sono sul sito di MTV Digital Days. [post_title] => Tutti i panel degli MTV Digital Days [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => tutti-i-panel-degli-mtv-digital-days [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2016-08-18 18:07:08 [post_modified_gmt] => 2016-08-18 16:07:08 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=22524 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [3] => WP_Post Object ( [ID] => 22541 [post_author] => 3 [post_date] => 2016-08-19 17:41:59 [post_date_gmt] => 2016-08-19 15:41:59 [post_content] =>     Letteralmente. Si intitola infatti 'End Of The World' la nuova traccia che Quentin Dupieux e Sonny Moore hanno prodotto insieme. La fine del mondo. Ma in senso positivo o negativo? Il brano è uscito poche ore fa e sta già dividendo i fan tra chi lo ama al primo ascolto e chi è scettico sul risultato di questa collaborazione. In effetti non è proprio una hit stellare: tra echi breaks e hardcore primi anni '90 triti e ritriti, suoni e distorsioni tipicamente Oizo, 'End Of The World' non regala nulla che non abbiamo già sentito. Era lecito aspettarsi molto di più dal combo tra due nomi che sanno come stupire, quando sono in forma: Oizo è un vero fuoriclasse quando si tratta di calcare la mano su produzioni fuori dall'ordinario, ed è ciò che ci piace di lui, pur nell'incostanza che da sempre caratterizza i suoi lavori. Dal canto suo, Skrillex è l'uomo capace di passare dalle morbide produzioni pop per Justin Bieber alle spigolosità che l'hanno reso famoso, fino ai remix più sorprendenti. Invece la montagna, stavolta, ha partorito il topolino. Grazioso, caruccio, ma pur sempre topolino. Potete ascoltarlo nel link qui sotto.     https://www.youtube.com/watch?v=0q-ThgIMckE [post_title] => Mr. Oizo e Skrillex insieme: è la fine del mondo [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => mr-ozio-skrillex-insieme-mondo [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2016-08-22 12:32:13 [post_modified_gmt] => 2016-08-22 10:32:13 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=22541 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [4] => WP_Post Object ( [ID] => 22536 [post_author] => 9 [post_date] => 2016-08-19 16:00:48 [post_date_gmt] => 2016-08-19 14:00:48 [post_content] =>   Venerdì 19 agosto Paul Kalkbrenner completa la sua trilogia ‘Back To The Future’, con il suo terzo ed ultimo mixato, terzo ed ultimo capitolo di un’ardua selezione che ha coinvolto 5mila (!) brani techno dal 1987 al 1993. Un lavoro di ricerca cominciato nel 2014 mentre stava lavorando al suo album ‘7’: in cerca di ispirazione, il dj e producer tedesco ha iniziato ad ascoltare brani techno d’annata e ad indagare sul web alla ricerca dei titoli di molti brani che altrimenti sarebbero rimasti nel limbo della rete o patrimonio di pochi, irriducibili appassionati. Shazam, del resto, non era stato ancora inventato.   https://soundcloud.com/paulkalkbrenner/paul-kalkbrenner-back-to-the-future-part-3   Kalkbrenner ha deciso di fermarsi al 1993 perché ritiene che quello sia stato l’ultimo anno in cui la techno fosse davvero techno, prima di cedere ad inevitabili pulsioni commerciali. Senza nessuna nostaglia da parte del diretto interessato, sia chiaro, ma soltanto con la consapevolezza di aver vissuto in prima persona un’epoca comunque irripetibile, senza giudicare se il peggio o il meglio dovessero ancora venire. ‘Back To The Future’ è un autentico regalo per tutti gli appassionati della musica elettronica, dal momento che tutti e tre i mixati sono disponibili in rete in free download.     [post_title] => Kalkbrenner riscrive la storia della techno [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => kalkbrenner-riscrive-storia-techno [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2016-08-19 16:15:12 [post_modified_gmt] => 2016-08-19 14:15:12 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=22536 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) )
Il club potrebbe spostarsi definitivamente da Ibiza nel giro di due anni.
di Ale Lippi, 21 agosto 2016
    Venerdì 12 agosto si sono riaperte le porte di DGTL festival, evento olandese che per il secondo...
di Alessandro Carniel, 20 agosto 2016
    Steve Aoki, Gesaffelstein, Merk & Kremont, Erol Alkan, Waxlife, Kharfi, Becko, Rills. I nomi dei dj che...
di Redazione, 20 agosto 2016
    Letteralmente. Si intitola infatti ‘End Of The World’ la nuova traccia che Quentin Dupieux e Sonny Moore...
di Alberto Scotti, 19 agosto 2016
  Venerdì 19 agosto Paul Kalkbrenner completa la sua trilogia ‘Back To The Future’, con il suo terzo ed...
di Dan Mc Sword, 19 agosto 2016