Array ( [0] => WP_Post Object ( [ID] => 5657 [post_author] => 3 [post_date] => 2014-11-25 16:38:21 [post_date_gmt] => 2014-11-25 15:38:21 [post_content] => Diplo + Skrillex = Jack U. Il supergruppo (ma si dirà così?) composto dai due produttori superstar ha messo in giro questa traccia insieme a Kiesza (giusto per avere al microfono un altro nome che non sta spaccando in questo periodo...) dal titolo "Take U there". Il risultato è ovviamente esplosivo: giro da piano-house, produzione aggressiva tutta batterie potenti e bassoni, la voce di Kiesza che ti porta in paradiso. Ieri i due Jack U hanno finalmente pubblicato il video del pezzo, ottima ragione per andare riascoltarlo. 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Nonostante gli obiettivi raggiunti nel corso degli anni con la prima formazione, i due sentono l'esigenza di esplorare territori nuovi e l'incontro con Will concretizza questa idea. Abbiamo seguito i Circle Traps nel corso del loro live al Panorama Bar di Berlino prima di intervistarli e scoprire di più su questo progetto parallelo. Ciao ragazzi, benvenuti su Dj Mag Italia e grazie per la chance di questa intervista. La nascita di questo progetto risale al 2010, ma la prima release in realtà è arrivata un anno dopo. Ci potete parlare del primo anno della vostra carriera e dei propositi che volevate adempiere con questo progetto? Ciao Matteo, il primo anno abbiamo iniziato a fare musica a casa di Will. Abbiamo ascoltato diverso materiale new wave e musica elettronica di artisti emergenti fino al momento in cui abbiamo avuto sufficiente tempo a disposizione per sviluppare questo progetto. Ricordo che la stampa nel periodo di "Fjord" (uno dei vostri grandi successi) vi ha paragonati ad un mix tra Actress, Andy Stott, Four Tet e Mount Kimbie. Pensate sia una definizione corretta di ciò che proponete? Questa è una definizione che ci siamo dati anche noi stessi. Sono gli artisti che più abbiamo ascoltato agli albori di questo progetto e per questo motivo la stampa poi li ha utilizzati in quasi tutte le interviste. Avete rilasciato molto materiale dai dancefloor killer come "Machine City" a lavori più sperimentali come "Obelisk". Qual è il volto dei Circle Traps che sentite più vostro? Pensiamo di divertirci attraverso ogni aspetto del progetto. Certo, suonare materiale prodotto per il dancefloor è davvero divertente, ma anche i nostri lavori introspettivi fanno parte di noi, ci riportano ai giorni in cui li abbiamo prodotti. Mai come adesso comunque guardiamo all'aspetto club dei live perché per noi esibirci è un grandissimo piacere e divertimento. Avendo un background così rilevante sono curioso di sapere che set up usate in studio e durante i vostri live. In studio abbiamo tantissime macchine tra cui una Juno 60 e alcune drum machine. Il set up live lo hai visto prima ed è composto da alcuni hardware e Ableton per la quantizzazione. Cerchiamo sempre di mantenere alta la componente live ed evitare i preset che sono noiosi. Pensate che avere un passato da musicisti abbia conferito a questo progetto un valore aggiunto? Jack ha un passato da musicista tradizionale rispetto a me e Will, e sicuramente questo ci ha permesso di esplorare con maggior profondità le sonorità che volevamo proporre con i Circle Traps. Will dal canto suo aggiunge le sue capacità di sound designer per far suonare tutto alla perfezione. Diremmo che si tratta di una combinazione completa. Se poteste collaborare con un artista quale sarebbe la scelta dei Circle Traps? Crediamo che le collaborazioni funzionino quando c'è reale interesse per gli stessi generi musicali. Ci piacerebbe trovare una voce talentuosa per i nostri prossimi lavori. E' vero che molte persone definiscono il vostro live come una "esperienza ipnotica"? Francamente non lo sappiamo, anche se abbiamo sentito pareri simili in giro. Se fosse così ne saremmo entusiasti. Speriamo sempre che il nostro live sia un'esperienza coinvolgente per le persone. Nel futuro dei Circle Traps cosa vedete? Speriamo di continuare a sviluppare il live show e produrre nuovo materiale. Ci piace la piega che ha preso la situazione in questo momento e anche se facciamo parte di altri progetti ci piace trovarci, ragionare assieme e comporre. E' stimolante, dà un senso alle nostre vite. [post_title] => Circle Traps: "Comporre dà senso alle nostre vite" [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => circle-traps-comporre-senso-alle-nostre-vite [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-11-25 15:20:07 [post_modified_gmt] => 2014-11-25 14:20:07 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=5587 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [5] => WP_Post Object ( [ID] => 5640 [post_author] => 3 [post_date] => 2014-11-25 15:18:56 [post_date_gmt] => 2014-11-25 14:18:56 [post_content] => Ricevo parecchio materiale, lo ascolto, mi piace e ne parlo con entusiasmo, non mi piace e lo cancello dalla mia memoria già satura. Oppure, come in questo caso, ci metto un po' a capire se mi piace o meno, e alla fine questa caratteristica mi affascina sempre, perchè significa che mi ha colpito e incuriosito, in qualche modo. E' il caso di questa nuova uscita di Last Drop Records, etichetta italiana sulla scena da pochi mesi. Dietro il progetto, Roberto Bosco, già remixer di Orlando Voorn e produttore di lungo corso (ha collaborato con personaggi come Francois Kevorkian, Kirk De Giorgio, Len Faki), trasferitosi a Berlino e poi rientrato in Italia, e Kiny, altro misterioso producer tricolore (secondo il comunicato stampa, "incarna il lato visionario dell'etichetta"). La seconda uscita della label è proprio ad opera di quest’ultimo: si tratta di “Damaged Memory”, un ep di quattro tracce dove oltre alla title track figurano “Unknown”, “Pain is full” e un remix di “Damaged Memory” che vede il giapponese Iori alle macchine. Remix che finisce per essere il pezzo più convincente dei quattro, sebbene sia lontano dalle atmosfere noise e rarefatte degli altri tre brani. Qui il groove è robusto, con una ritmica in quattro agile e dinamica e un mood scuro, notturno, perfetto per i dancefloor techno. "Pain is full" si fa notare per le suggestioni electro e acid da "preistoria elettronica"; "Damaged Memory" per le atmosfere umbratili. "Unknown" invece è la traccia più debole del poker. Il sound è molto sperimentale, i brani hanno alcune ottime intuizioni, anche se le strutture si evolvono davvero poco, e l'impressione è che i pezzi non siano completamente a fuoco, perdendo così del potenziale. 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Ritorna con "Part 8", ottavo ep (appunto) di una serie di nuovi lavori che hanno visto la luce negli ultimi tempi, sotto il moniker Herbert, che l'artista ha sempre utilizzato per le sue cose più orientate alla house. In uscita a metà dicembre, "Part 8" sarà pubblicato su Accidental, etichetta dello stesso Herbert. https://soundcloud.com/accidentalrecords-1/01-herbert-the-wrong-place Matthew Herbert è uno dei nomi più prolifici nella musica elettronica della seconda metà degli anni '90 e dello scorso decennio. Dj, produttore, musicista, talvolta vocalist, l'artista inglese è stato capace di dare coesione e personalità, con tratti fortemente identitari, a dischi molto diversi tra loro per stile, genere, attitudine. Pubblicando con molti pseudonimi diversi (Dr. Rockit, Radio Boy, Wishmountain, Matthew Herbert Big Band, Herbert) è riuscito a generare una fusione tutta sua di house, jazz, glitch, noise, funk, tenendo sempre alta la qualità dei suoi pezzi e facendo della raffinatezza della produzione la sua bandiera. Inoltre, è un dj di rara creatività e bravura, ricordo ancora un suo set clamoroso, un giovedì sera nel lontano 2005, al Plastic di Milano (il vecchio Plastic di viale Umbria), come uno dei migliori show a cui abbia mai assistito. Un dj, un club stipato, musica imprevedibile ma sempre "giusta", perfetta per far ballare e creare atmosfera. Non lo dimenticherò mai. Altro che i set con il pilota automatico di certi cosiddetti "super dj". In un contesto come quello, anche una traccia seminale come la sua "It's only" (dall'altrettanto seminale album "Bodily Functions" del 2001) diventa una hit in grado di devastare la pista. https://www.youtube.com/watch?v=FMzXAx8IbNo "Part 8" uscirà il 15 dicembre; oltre a "The wrong place" (che tra l'altro contiene dei vocal di Ade Omotayo dei Kindness e di Rahel degli Hejira, tagliati, rielaborati, manipolati e psippolati in puro stile Herbert) in streaming su Soundcloud e linkato sopra, nell'ep saranno presenti "Remember Ken", "Ticket" e "Her face". 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Il brano, nato durante una session a Miami, si intitola 'Peep This': https://www.youtube.com/watch?v=cU8xku7tyeA Non si tratta dell'unica registrazione emersa da quest'incontro in sala di registrazione: due brani realizzati dall'insolito trio, cioè ‘First Ya Gotta Shake The Gate’ e ‘In Da Kar’, saranno inclusi nell'imminente 'First Ya Gotta Shake The Gate', disco che segna il ritorno dei Funkadelic a più di tre decenni dall'ultimo lavoro completamente inedito. 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Si chiama "Slevin", come il film di Paul Mc Guigan, ma quello fra i Beaton3 e Mark Vox è molto di più di un "Patto Criminale". La traccia che vi presentiamo oggi in anteprima è nata dalla collaborazione fra quattro artisti romani,  già supportati da molti produttori internazionali, e pronta a fare il suo ingresso nel mercato musicale su un'importante etichetta! Abbiamo quindi incontrato Mark Vox e il trio dei Beaton3, che ci hanno raccontato del loro progetto. Ciao ragazzi, benvenuti a 2Loudness! Allora, raccontateci come ha avuto inizio questa collaborazione. "Beaton3 & Mark Vox" è un rapporto che va avanti da alcuni anni, tra tira e molla, finchè con il solito "ascolta e dammi un feedback" siamo arrivati ad un perfetto punto di incontro che è diventato "Slevin". Beh, un ottimo punto di incontro! Siete entrambi artisti già presenti sul mercato da un po di tempo.. Questo ha favorito l'idea di creare qualcosa assieme? Vero, siamo sul mercato da un po di anni, ma abbiamo deciso da poco di impegnarci a pieno regime per cercare di far sentire la nostra voce a tutto il mondo. La strada sembra buona e noi abbiamo deciso di fare un passo di questo cammino insieme. Per quanto riguarda "Slevin", vi siete trovati in uno dei vostri studi o avete preferito lavorare a distanza? Dopo uno scambio di idee abbiamo deciso di raggrupparle faccia a faccia con lunghe sessioni di studio alternando il lavoro.

Quindi ci aspetteranno progetti futur firmati "Beaton3 e Mark Vox"?
 Abbiamo ricevuto importanti supporti come quello di John Dahblack, Tom Ferro e Simon De Jano, quindi ci aspettiamo buoni risultati da "Slevin" e saremo felici di sfornare altre collaborazioni del genere in futuro, sperando che vengano apprezzati almeno quanto questa traccia!
Vi lasciamo quindi ascoltare l'estratto del "Mutants Radioshow", nel quale John Dahlback presenta in anteprima "Slevin".Enjoy it!
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Non avete voglia di frugare nell'armadio di Tiga e adottare un po’ del suo impeccabile look?

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[post_title] => Dress like... TIGA (part IV) [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => dress-like-tiga-part-iv [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-11-12 16:30:05 [post_modified_gmt] => 2014-11-12 15:30:05 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=5409 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [11] => WP_Post Object ( [ID] => 5282 [post_author] => 8 [post_date] => 2014-11-04 16:41:16 [post_date_gmt] => 2014-11-04 15:41:16 [post_content] => Nella compilation 'Hyperdub 10.4', che esce questa settimana ed è l'ultima della serie celebrativa del decimo anniversario per la Hyperdub, l'etichetta fondata da Kode9, trova posto anche un brano inedito di Burial. 'Lambeth', che era rimasto nel cassetto da qualche anno, ripresenta il refrattario quanto popolare produttore inglese alle prese con il suono che è divenuto la sua caratteristica, fra ritmi 2-step stilizzati, melodie fortemente emotive e "rumori" elettronici di sottofondo. https://www.youtube.com/watch?v=gI8Gft90-wc Questa è la tracklist completa di 'Hyperdub 10.4': CD 1: 01 Burial: "Lambeth" 02 Cooly G: "Him Da Biz" 03 Ossie + Phrh: "Ugly Observation" 04 Funkystepz: "Vice Versa" 05 Walton: "Laser War" 06 Kode9: "Oh" 07 Ikonika: "Position VIP" 08 Funkystepz: "Fuller Rev VIP" 09 Martyn: "Mega Drive Generation" (Dorian Concept Rmx) 10 Fhloston Paradigm: "The Phoenix" 11 DVA: "Monophonic Nightmare" 12 Jessy Lanza: "Fuck Diamond" (Bambounou Rmx) 13 Cooly G: "Love Again" 14 Kyle Hall: "Kaychunk" CD 2: 01 Burial: "Street Halo" 02 Kode9 & the Spaceape: "Love Is the Drug" 03 Cooly G: "Love Dub Refix" 04 Walton: "Need to Feel" 05 Darkstar: "Gold" (John Roberts remix) 06 DVA: "Step 2 Funk" 07 LV: "Boomslang" [ft. Okmalumkoolkat] 08 Ill Blu: "Bellion" 09 DVA: "Walk it Out" 10 Cooly G: "Narst" 11 Walton: "808 Vybzin" 12 Laurel Halo: "Noyfb" 13 DVA: "Polyphonic Dreams" 14 Laurel Halo: "Chance of Rain" [post_title] => Burial: 'Lambeth' è il nuovo inedito [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => burial-lambeth-inedito [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-11-04 16:41:16 [post_modified_gmt] => 2014-11-04 15:41:16 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=5282 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) )

SECONDARIE

TERZIARIE

Array ( [0] => WP_Post Object ( [ID] => 5600 [post_author] => 8 [post_date] => 2014-11-21 16:15:12 [post_date_gmt] => 2014-11-21 15:15:12 [post_content] => Si chiama 'Invisions' il nuovo singolo di Luca C & Brigante, che vede il duo italiano ma formatosi a Londra collaborare nuovamente con Roisin Murphy. Ecco in streaming la 'Club Version': https://soundcloud.com/factmag/luca-c-brigante-feat-roisin-murphy-invisions-club-version Il singolo esce su Hot Creations l'8 dicembre 2014, e segue la collaborazione fra i tre nel 2012 in 'Flash Of Light' e il recente remix di Luca C & Brigante per 'Alternate State' degli Hot Natured, che vedeva proprio la cantante irlandese alla voce. https://www.youtube.com/watch?v=weFoY75_7ik [post_title] => Luca C & Brigante con Roisin Murphy per 'Invisions' [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => luca-c-brigante-roisin-murphy-per-invisions [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-11-21 16:15:12 [post_modified_gmt] => 2014-11-21 15:15:12 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=5600 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [1] => WP_Post Object ( [ID] => 5178 [post_author] => 19 [post_date] => 2014-11-03 15:00:14 [post_date_gmt] => 2014-11-03 14:00:14 [post_content] => Ogni settimana passiamo molto tempo ad ascoltare le produzioni che ci inviate e ricevere così tante mail ci fa assolutamente piacere. La soddisfazione aumenta poi quando riceviamo tracce come quella di Samuel, in arte Shiver, un giovane produttore di Sassari. L'abbiamo conosciuto meglio e vi raccontiamo cosa ci siamo detti. Ciao Samuel, innanzitutto complimenti per "Horus", ce ne siamo innamorati e ormai è una traccia obbligatoria nei nostri Dj set. Una curiosità, da dove ha origine il tuo nome d'artista "Shiver"? Ciao ragazzi! Ho scelto il nome Shiver per la sua traduzione nella lingua inglese, perché rispecchiava il mio obbiettivo,vorrei che le persone ascoltando le mie produzioni provino diverse emozioni, ed è per questo che ho voluto scegliere questo nome. Bene, adesso che sappiamo chi sei, raccontaci di Horus. Come nasce questa idea? Anche se è stata rilasciata da poco in realtà 'Horus' è nata parecchi mesi fa, quando ancora non si faceva altro che sentire tracce Big room, allora ho pensato di produrre qualcosa di diverso dal solito, con un sound abbastanza attuale ma che avesse un po di groove. Da quel momento ho passato diverse ore in studio alla ricerca di un sound differente ma particolare. E siamo sicuri che tu sia riuscito a centrare questo obbiettivo! Parliamo un po' di attualità.. E' appena uscita la classifica annuale di Dj Mag. Cosa ne pensi? Diciamo che la classifica di quest'anno ha creato molte polemiche e nemmeno io sono molto d'accordo con i risultati. Penso che diversi artisti avrebbero dovuto occupare altre posizioni, come ad esempio il primo posto, occupato da Hardwell, che considero un grande dj e un grande produttore, ma non il numero uno al mondo. Avrei preferito vedere nomi come Axwell o Steve Angello occupare una posizione più importante di quelle attuali. Sono contento invece per molte nuove entrate, fra le quali quella di Merk & Kremont alla novantaquattresima; mi fa piacere sapere che ci siano anche dei veri talenti in questa classifica e sopratutto che siano italiani! E tra questi nomi c'è qualcuno in particolare alla quale ti stai ispirando in questo momento? Ci sono molti artisti da cui prendo ispirazione, non c'è un artista in particolare, ma comunque tra i miei preferiti ci sono;  Eric Prydz, Arno Cost , Dimitri Vangelis & Weyman, i Vicetone, Nicky Romero, DubVision e Merk & Kremont. Diciamo che mi piace variare, penso che un artista non debba avere solo un punto di riferimento, ma trarre ispirazione un po da tutto per poi creare il proprio sound. Progetti per il futuro? Qualche traccia in cantiere? Anticipaci qualcosa. Be si, subito dopo aver lavorato ad 'Horus' ho iniziato a lavorare a diverse tracce, per ora sto lavorando a 3 tracce, ma comunque oltre ai singoli lavorerò anche a diversi free download che rilascerò nell'arco di questo inverno. Non vi resta che ascoltare "Horus" e continuare a seguire il talento di questo ragazzo! Vuoi partecipare a 2Loudness? Puoi inviarci i tuoi remix, i tuoi bootleg e le tue produzioni all’indirizzo: hello@2loud.it [post_title] => 2Loudness: Shiver - Horus [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => 2loudness-shiver-horus [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-11-03 15:31:21 [post_modified_gmt] => 2014-11-03 14:31:21 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=5178 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [2] => WP_Post Object ( [ID] => 5278 [post_author] => 3 [post_date] => 2014-11-04 12:30:41 [post_date_gmt] => 2014-11-04 11:30:41 [post_content] => I Pelussje mi avevano confidato di stare lavorando a un progetto importante, e mi hanno tenuto aggiornato sulle loro mosse. Ora il mistero è svelato: si tratta di un ep, "AH-ITE", pubblicato su etichetta The Nest/OWSLA, realtà creata nientemeno che da Skrillex. L'ep è composto di tre tracce: "Maculay 23", "MacGyver 90210" e "Oujia" (con Ontronik). Un'altra buona notizia è che l'ep è in free download dal 3 novembre sul sito di The Nest (cliccate QUI). Pare che i ragazzi stiano andando forte in America: dopo i remix per Ultra, ora anche Skrillex si è accorto del loro potenziale. Ovviamente siamo campanilisti e facciamo il tifo per i Pelussje, con l'augurio che possano diventare un altro esempio di produttori italiani esportati con successo nel mondo e spaccare in ogni continente. https://soundcloud.com/nesthq/sets/pelussje-ah-ite-ep-nest041 [post_title] => Pelussje in the Nest! 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Le parole dell'artista tedesco per DjMag Italia: Cosa si prova ad essere un ambasciatore della tech-house a Berlino? Cosa c'è dietro la scelta di non oltrepassare mai il confine ed amalgamarti all'universo techno da cui sei circondato? Dieci anni fa la tech-house non era popolare così come sarebbe poi diventata, come è adesso insomma. Oggi si fa comprensibilmente un abuso del termine tech-house, ma a Berlino è sempre stato il classico tipo di musica da club. Il mio sound è sempre stato qualcosa a metà, mai troppo spinto, mai appieno identificabile con l'house music. Ho sempre rifiutato qualsiasi tipo di etichetta. Anche all'inizio della mia carriera, ho sempre suonato un po' dappertutto, siano stati essi piccoli bar o grandi locali, ed era sempre necessario presentare un' ampia angolazione del mio modo di intendere la musica. Questo è uno degli aspetti che contraddistingue i miei dj set ancora oggi. Detroit ha sempre un grosso ascendente su quasi tutte le forme di musica elettronica e sembra aver fatto un ottimo lavoro plasmando la tua personalità musicale. Aggiungendo a questo le tue influenze Chicago, in che misura Berlino è presente nel tuo sound? Non hai come l'impressione di essere un “tedesco americano”? Credo che musicalmente non sia azzardato affermare che io sia influenzato dall'America, e il collegamento tra Berlino e Detroit era davvero forte negli anni '90. Molti dei grandi artisti di Detroit hanno suonato per la prima volta fuori i confini americani a Berlino, al Tresor. Io ho suonato al Tresor per anni e, naturalmente, la musica lì ha avuto un forte ascendente su di me. Quel tipo di contaminazione vive ancora nel mio sound, nello specifico in un progetto, “False Image”, che porto avanti da un po' con l'artista canadese Noah Pred. Il nostro amore condiviso per il sound di Detroit fuoriesce in maniera lampante nelle tracce che componiamo. Archi, corde, melodie ed effetti. Amo il modo in cui lasci trasparire la tua vena hip-hop nei dj set. Cosa significa per te questo genere musicale? L'hip-hop ha avuto una forte influenza su di me negli anni '80. Fondamentalmente è stato il tipo di musica che mi ha spinto verso il djing. Film come “Wild Style” e “Beat Street” sono in gran parte responsabili del mio voler suonare tracce e della mia susseguente decisione di comprare dei giradischi. Artisti come Kurtis Blow, Grandmaster Flash, i Jungle Brothers, De la Soul, Run DMC e Public Enemy erano l'emblema dei miei gusti musicali negli anni '80. I miei dj set non sono comunque influenzati in maniera determinante ed esclusiva dall'hip-hop. Sono aperto a diversi stili e, se coerenti con l'insieme, sono pronto a suonare un intero repertorio di generi in un set techno. Tom-Clark1 Esiste un artista che ha ispirato la tua carriera più di altri? Non necessariamente techno o concernente la musica elettronica... Se volessi nominarne uno non saprei davvero da dove cominciare. Suono e ascolto di tutto, tutto ciò che è artisticamente valido mi ispira. Panorama Bar e Tresor non hanno davvero segreti per te. Sono questi i luoghi dove preferisci maggiormente esprimere te stesso ? Ci sono altri posti in cui ami esibirti ? In questi anni ho suonato in molti Paesi, in ogni parte del mondo e, naturalmente, ci sono posti eccezionali, club e party di rilievo ovunque. Spero che ciò non risulti arrogante, ma per me i club e i party migliori sono attualmente e sono sempre stati a Berlino. Mi sento al massimo a Berlino. Musicalmente, la platea è molto preparata, e c'è una libertà nei club di Berlino che permette alla gente di vivere davvero appieno la propria individualità. https://soundcloud.com/tomclark/tom_clark_dj_set_panorama_ba   Da “Gold Plate Music” a “Highgrade records”: come è cambiato Tom Clark dal lontano 1997, come è cambiata l'intera industria musicale a tuo modo di vedere? C'è un Ep sul trampolino di lancio per la tua etichetta ? Credo di aver collezionato un grande bagaglio d'esperienza prendendomi cura di due label in 15 anni. Questo ha comportato una lunga lista di releases e alcuni degli artisti che hanno lavorato con me sono diventati celebrità nel campo della musica elettronica. Naturalmente l'industria è cambiata molto. Al giorno d'oggi non basta essere un buon dj. Devi anche saper produrre e avere la tua label. Tutto gira a ritmi frenetici, la musica stessa è vissuta in maniera meno intensa, prodotta su vasta scala e su un mercato sempre in crescita. Un'ottima release può perdersi in maniera molto semplice tra le centinaia di altre releases. La situazione può essere frustrante. Sei mesi fa ho dovuto fare un passo indietro con Highgrade, che adesso è guidata dal mio collega Todd Bodine. Io mi occupo di bar e club e sono concentrato musicalmente sul mio progetto “False Image” per Get Physical Music. Colpisce l'intesa e il numero di collaborazioni con Dierk Draeger, alias Todd Bodine. Todd è il più prolifico produttore della vostra etichetta. Cosa c'è dietro questo duo e cosa vi tiene ancora legati durante tutti questi anni ? Io e Todd siamo amici da molti anni. All'inizio lui era un semplice artista di “Highgrade”, poi è diventato il mio partner nella gestione della label. Naturalmente ci sono stati diversi progetti co-prodotti come l' “Highgrade Disharmonic Orchestra”, con 5 Ep e uno studio album. Al momento produco regolarmente con Noah Pred. tom-clark Swing, con DK Berlin, è la mia traccia preferita tra le tue produzioni. A quale composizione ti senti emotivamente più legato? C'è una traccia, anche non tua, che non può mancare nei dj set di Tom Clark? Ho da poco riscoperto un paio di vecchie tracce che ho composto su Morris/Audio. Un paio di anni fa ho rilasciato molte release per questa label. Ci sono sempre un paio delle mie tracce che adoro suonare ancora, ma di solito non passo molta della mia musica nei dj set. Che tipo di sensazioni provi quando suoni in Italia ? Escludendo le vibrazioni positive, ritieni quello italiano un pubblico preparato per te? O sei solito cambiare qualcosa nei tuoi dj set quando sei fuori dalla Germania? Generalmente tendo a suonare un po' più duro quando sono in Italia. L'atmosfera è sempre ottima, ma a volte la gente sembra impaziente e vuole subito che le cose vadano in un certo modo! Durante gli anni comunque ho capito il modo che hanno gli italiani di intendere il party e sono pronto! Tom Clark sarà ospite di Bauhaus @ Under Music Club, Bergamo. Tutte le info sulla pagina Facebook della serata https://www.facebook.com/bauhaus.party.  [post_title] => Tom Clark: ambasciatore della tech-house a Berlino [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => intervista-tom-clark-ambasciatore-tech-house-berlino [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-11-21 14:29:42 [post_modified_gmt] => 2014-11-21 13:29:42 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=5591 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [4] => WP_Post Object ( [ID] => 5215 [post_author] => 7 [post_date] => 2014-10-31 18:17:03 [post_date_gmt] => 2014-10-31 17:17:03 [post_content] => Fritz Kalkbrenner ha un background musicale invidiabile. Spazia dal soul alla house passando dall’hip-hop. A forgiarlo saranno state forse le amicizie di suo fratello Paul negli anni Novanta o gli innamoramenti continui per il movimento popolato da gente come Eric B. & Rakim, KRS One e Wu-Tang Clan. Resta il fatto che quando iniziò a suonare in alcuni locali Berlino, come il WMF, Tresor e Suicide Circus, Fritz ha pensato bene anche di mettere a frutto tanto amore per la musica da iniziare a produrre brani propri. Da metà settembre Fritz è in piena promozione con il singolo “Back Home” e l'album “Ways Over Water”, su Suol, uscito a metà ottobre. Mentre la sua pagina Facebook conta su 350 mila like, di cui oltre 30mila italiani, il dj e produttore tedesco si racconta. Fritz, come è nato “Ways Over Water”? A tavolino? Da un progetto? O da una raccolta di singoli, passo dopo passo? Considero “Ways Over Water” una vera e propria collezione di lavori, che sfocia appunto in un album. Il tempo passa e questo è il mio risultato.   http://youtu.be/hpzegQ4ijXM   Quando si dice Kalkbrenner si pensa subito a tuo fratello Paul e al film che lo ha reso noto, “Berlin Calling”. Come scrollarsi di dosso questa etichetta? Il nome di mio fratello non mi è mai pesato, né prima e né dopo il suo film. La gente in fondo sa quello che faccio. Molti tuttavia sognerebbero di vederti al suo fianco in qualche iniziativa. Suonare con Paul? Siamo impegnati entrambi su più fronti ed è difficile lavorare insieme. Ma non escludo niente nella vita. Sarebbe curioso, anche se abbiamo fatto comunque "Sky and Sand". Ami molto il suono che contamina, non è così? Sì, soprattutto quello Motown ma anche indie dance e jungle. E mentre si analizza lo stato dell'EDM, spopola la deep house. La deep di oggi è piacevole ma non so se sia buona per i festival e per un certo tipo di target giovanile. Guarderei a Ibiza, allora, e prenderei spunto dall'isola, che insegna spesso che ci si può divertire con differenti ritmi. Se si hanno dubbi, si pensi a Ibiza.   http://youtu.be/5g7j0TrYKMk     Cosa fai durante la giornata? Ho uno studio di registrazione a Berlino e un paio di giorni intensi a settimana mi bastano per lavorare in esso. Per il resto sono sempre in giro a suonare. C'è una canzone electro pop italiana anni Ottanta di Garbo che si intitola “A Berlino Va Bene”. È vero che nella Capitale tedesca tutto fila sempre liscio? Io a Berlino sto bene. Non ho mai pensato di fare le valigie. È il luogo dove sono nato e dove ho intenzione di rimanere. C'è sempre un bel fermento nella mia città. Se dovessi spiegare che genere fai, cosa diresti? Il mio suono ha delle radici techno e house, arricchito da strumentazione elettronica e reale, tradizionale. Ecco, mi piacerebbe lavorare con una band, proprio per creare commistioni. Mi piace pensare poi che la tecnica odierna permetta ai dj producer di dedicarsi ancor più alla creatività, ai trick, sia live che in studio. Grazie alla tecnologia si possono fare cose incredibili. Intanto l'underground non muore mai. Solo che negli ultimi anni si parla molto di festival e l'interesse è tutto lì. O i festival o i piccoli club: le vie di mezzo stanno scomparendo. Segui anche il corso delle produzioni musicali italiane? Posso dire che mi piace molto Ralf. Non so se stia producendo, ora, ma in quello che fa ci trovo sempre buon gusto. Stesso dicasi per i Tale Of Us. Comunque, mi piace il vostro movimento. Un newcomer da segnalare? Meggy, sicuramente.   http://youtu.be/yTTEamyoGWI [post_title] => Fritz Kalkbrenner, a Berlino (tutto) va bene [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => fritz-kalkbrenner-berlino-tutto-bene [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-11-03 11:52:06 [post_modified_gmt] => 2014-11-03 10:52:06 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=5215 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) )