PRIMARIE

Abbiamo parlato con il talento della Axtone del suo EP, dell’Italia, del 2017 e molto altro.

di Stefano Marano, 20 febbraio 2017
Array ( [0] => WP_Post Object ( [ID] => 26812 [post_author] => 9 [post_date] => 2017-02-20 15:34:24 [post_date_gmt] => 2017-02-20 14:34:24 [post_content] =>   Dal Giappone a Ibiza, dal Sud America alle Alpi Svizzere. Il tour mondiale di Cocoon è pronto ad iniziare, dopo la consueta pausa del suo padrino Sven Väth in Thailandia, dove si è dedicato alla sua abituale cura ayurvedica, ovvero dieta vegetariana, zero alcool e adeguato esercizio fisico. Prima tappa al Womb di Tokyo, sabato 25 febbraio; seguiranno Spagna, Svizzera, Belgio, Argentina, Uruguay e Gran Bretagna, giusto in tempo per l’esordio estivo a Ibiza, lunedì 29 maggio all’Amnesia. Nel frattempo tanta Italia per Sven Väth (senza Cocoon): 25 marzo a Firenze, 23 aprile a Napoli, 1 maggio a Catania, 6 maggio a Rimini, e 9 luglio al Kappa FuturFestival di Torino. La sua presenza non mancherà naturalmente in alcuni festival assoluti quali Timewarp, Awakenings, We Are FSTVL, senza ovviamente dimenticare l'appuntamento annuale con Coocon In the Park,  sabato 8 luglio a Leeds, midlands britanniche. Sven Väth è sulla scena da oltre trent’anni, Cocoon è entrato nella sua ventunesima stagione: due storie infinite ben lontane dallo scrivere la parola fine.   [post_title] => Il giro del mondo di Cocoon e Sven Väth [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => giro-mondo-cocoon-sven-vath [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-02-20 12:38:35 [post_modified_gmt] => 2017-02-20 11:38:35 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=26812 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [1] => WP_Post Object ( [ID] => 27178 [post_author] => 5 [post_date] => 2017-02-20 13:45:46 [post_date_gmt] => 2017-02-20 12:45:46 [post_content] =>   Poche cose rendono fedelmente l'etica e l'estetica di un'epoca come le sue locandine. La rappresentazione delle persone, i caratteri delle scritte, l'uso dei colori. Innovazioni, ritorni, culto del vintage, avanguardia. Racchiudere in un'unica opera quelli che sono stati i flyer storici delle notti anni '90 di New York, la città del tutto-e-subito, la metropoli che non dorme mai dove i muri hanno sempre qualcosa di dirti, significa far un lavoro di ispezione storica; esattamente ciò che hanno fatto Adrian Bartos e Evan Auerbach nel loro recente libro, con quest'ultimo rapper collezionista di memorie visive anni '90. La raccolta si chiama 'No Sleep: NYC Nightlife Flyers 1988-1999', e percorre le grandi notti della clubbing scene newyorkese che hanno seguito l'epoca dello Studio 54, in cui la flyer art si è velocemente affermata come un mezzo di comunicazione artistica sempre più valido. Nella raccolta da Bartos e Auerbach si nota l'ascesa di grandi star come Eminem, Moby e Mark Ronson, come anche la metamorfosi dello stile della città nel giro di quel decennio, in cui i flyer venivano prodotti per vivere non più di una settimana, tappezzando i marciapiedi in attesa di essere buttati dagli spazzini o occupando qualche spazio tra le librerie e i bar. "Tenere in vita" queste opere di creatività e arte della comunicazione è un epic win da applausi. Il libro è pubblicato da Power House ed è già disponibile all'acquisto cliccando qui. [post_title] => La storia dei flyer di New York in un libro [post_excerpt] => L'evoluzione dei flyer newyorkesi degli anni '90 è stata racchiusa in un libro. 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Nel 1999 ci volevano ancora le palle. Rispondeva quasi sempre sua mamma. Le gridava che era per lei, ma poi non riattaccava, rimanendo in linea sull’altro telefono, finché Elena non le urlava di attaccare. Così finalmente potevo sapere se sarebbe andata in discoteca domenica pomeriggio. C'era un locale sul lungomare di Viareggio, all’altezza del molo che si chiamava Evìta. Il format della domenica pomeriggio era semplice e funzionale: dalle 3 alle 5 musica commerciale, dalle 5 alle 7 musica house. Il manuale del fighetto prevedeva che noi maschietti un po’ più grandi entrassimo verso un quarto alle cinque, in modo da essere schierati per l’inizio del programma house che solitamente il dj iniziava con “Disco Down” di House Of Glass. Era un disco del 2000, ma siccome i produttori del brano Gianni Bini e Giorgio Giordano sono di Viareggio (Paolo Martini è del Nord ma lavora in studio con Bini), avevamo il lusso di ascoltarlo già da mesi, senza ovviamente riuscire ad ottenerne una copia. Oltre a mancare WhatsApp e Facebook, non c’erano neppure Shazam, Youtube, Soundcloud, Mixcloud, Spotify e neppure tutti i programmi di download legale o illegale. Capitava che il più sgamato della scuola avesse una cassettina e che durante la ricreazione lo suonasse a ripetizione con noi piccioni tutti intorno a beccare il mangime. Spesso l’ultimo disco del segmento commerciale era “La Passion” di Gigi D’Agostino. Io, ancora con il cappotto addosso perché mi sembrava bellissimo anche se a pensarci adesso era imbarazzante (così come del resto tutto l’outfit), prendevo posizione insieme ai miei amici nel solito punto e cioè sul lato destro del locale, vicino alla porta di sicurezza, dove Elena e la sua amica del cuore appoggiavano la giacca. Gigi D’Agostino era una certezza. La certezza di trovare Elena lì, al solito posto, ogni domenica pomeriggio. La certezza che non mi avrebbe mai degnato di nessun tipo di attenzione, come effettivamente è stato. Sono passati 18 anni. Elena vive in Pittsburgh, negli Stati Uniti, dove lavora in campo medico ed è sposata con il suo fidanzato storico. Sicuramente le manderò questo articolo perché la nostalgia è un sentimento al quale noi italiani non sappiamo resistere.   Assistere ad un dj set di Gigi d’Agostino è come guardare in TV una puntata di “Techetechete'”, solo un po’ più colorata. Ma talmente brutta in alcuni momenti da sembrare meravigliosa, così sfacciatamente kitsch da diventare irresistibile. Gigidag prende possesso della consolle alle 11 di sera per andare avanti fino alle 3 e 30 del mattino. Fa tutto da solo, come si faceva quando non c’erano WhatsApp e Facebook. L’impianto del Fabrique è stato potenziato in modo esponenziale per l’occasione, con 24 subwoofer in più del normale. Una volta mi interessavano le ragazze, adesso i watt. Come cambiano tempi (colpa di WhatsApp e Facebook ovviamente). Per me Gigi ha già vinto qui. Il suono è potentissimo, i bassi spettinano e fanno vibrare cute e petto. Dovrebbe essere sempre così, a tutte le feste. E invece, per sentire la musica come si deve dopo anni in Italia mi è toccato andare ad un party di Gigidag. Guarda che siete strani voi promoter eh… Vabbè dai, nessuna polemica. Siamo nella dimensione della nostalgia, dove non c’era Facebook e le puttanate rimanevano confinate tra le quattro mura di un bar. Magari quello di Pavia dove Max Pezzali si annoiava a morte. Gigi se lo ricorda eccome l’effetto che faceva, quindi ci mette sotto una cassa terzinata e il pubblico impazzisce. Il Fabrique è pienissimo. Ci sono gli affezionati che indossano le sue magliette, coppie nostalgiche, gruppetti di curiosi e giovani che lo hanno scoperto grazie a Tïesto. Un po’ di tutto insomma. Non ci sono modelle e calciatori, ecco, e questo rende il clima nobile e credibile. Gigidag sembra aver fermato il tempo. All’impianto da festival si contrappone una scelta luci e video che già nel 1999 sarebbe stata vecchia. Il suo nome appare alle sue spalle in Copperplate Gothic Bold, con una grafica che sembra preparata con WordArt. Di fronte a lui, per terra terra, ci sono sette teste mobili, ognuna della quali contiene una lettera del suo nickname: G-I-G-I-D-A-G.   Suona quattro ore e mezzo. “Doveva farne cinque, ma Gigi è così, un grande”, mi dicono i suoi fan accaniti. “Quando non ha più voglia, se ne va”, aggiungono. Gli perdonano tutto. È un idolo, un eroe proletario. Per quasi due ore propone un lento violento che supera a fatica i 110 bpm. È il suo marchio di fabbrica, unico nel suo genere, senza dubbio ipnotico. Poco dopo la mezzanotte la pista è al completo. Vengono distribuite luci e palloncini bianchi. La festa come se fossimo nel 1999 può cominciare. Arrivano le hit. Ovviamente “L’Amour Toujours” scatena l’adrenalina a tal punto che viene proposta due volte. Sono convinto che potrebbe fare un’ora solo con questa canzone. Il resto è una leggenda fatta di bla bla bla e altre storie, tipo i remix di Martin Garrix, The Chainsmokers, Joan Osborne (“One Of Us”!), Coldplay, talmente improbabili, da diventare istant classic. Se Gigidag dipingesse quadri sarebbe specializzato in “cori da stadio su tastiera”. E funziona ragazzi, eccome se funziona!   Gigidag ha creato un immaginario preciso che custodisce gelosamente. Non ho mai avuto modo di incontrarlo e intervistarlo personalmente quindi non sono in grado di capire il livello di consapevolezza, quale sia il limite tra razionalità e istinto, dove inizia e finisce il gusto. Sarei molto curioso a riguardo. Nel frattempo appoggio il bomber del 1999 su una ringhiera, come facevo nel 1999. Mi volto indietro verso destra. Elena non c’è. Continuo a ballare. Tanto ci sono WhatsApp e Facebook per farglielo sapere. [post_title] => Si stava meglio quando si stava peggio [post_excerpt] => Sabato sera Gigi D'Agostino ha suonato al Fabrique di Milano. Questo è il nostro racconto della serata. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => gigidagostino-milano-fabrique [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-02-20 10:13:08 [post_modified_gmt] => 2017-02-20 09:13:08 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=27166 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [3] => WP_Post Object ( [ID] => 27161 [post_author] => 112 [post_date] => 2017-02-19 11:00:23 [post_date_gmt] => 2017-02-19 10:00:23 [post_content] =>     L'olandesino non si ferma più. Martin Garrix, è proprio il caso di dirlo, prende casa ad Ibiza. Non letteralmente questa volta, ma potrà comunque vantare ben due residenze come dj in due locali diversi, ma collegati. La prima, di cui abbiamo già parlato, sarà il lunedì all'Hï Ibiza, il club che andrà a sostituire lo Space, con il suo party Multiply, che aveva già proposto l'anno scorso sulla Isla. Evidentemente però ai gestori dell'Hï non bastava avere il giovane dei Paesi Bassi solamente una volta a settimana, ed ecco arrivare la sua seconda residency, il giovedì all'Ushüaia, club di stessa proprietà del primo, come ben sappiamo.     Insomma, Martin si preannuncia uno dei protagonisti assoluti delle notti ibizenche del 2017 con due residenze in due dei club più grossi, frequentati e chiacchierati dell'isola, che hanno evidentemente deciso di puntare moltissimo su di lui. Dopo Multiply, il format che come abbiamo già detto si trasferirà dall'Ushüaia all'Hï, l'olandese ci sorprenderà con un nuovo show?   https://www.youtube.com/watch?v=95D6zmJreQU [post_title] => Martin Garrix, dopo l'Hï arriva la seconda residenza ad Ibiza [post_excerpt] => Nel 2017 Martin Garrix avrà ben due residency a settimana in altrettanti club di Ibiza. 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Un quarto d'ora meraviglioso, dove il tocco di Final Kid, campione mondiale di aftermovie (Ultra su tutti) celebra musica e calcio come se fossero una cosa sola. Le immagini del dj set ai piedi della Torre Eiffel fanno venie i brividi. Lunga vita a Re David. [post_title] => Guarda il film di David Guetta sugli Europei di Calcio [post_excerpt] => "This One's For You" - il film racconta il processo creativo ed emotivo dietro all'inno ufficiale degli Europei di Calcio di Francia della scorsa estate [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => guarda-film-guetta-sugli-europei [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-02-17 15:33:45 [post_modified_gmt] => 2017-02-17 14:33:45 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=27133 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [5] => WP_Post Object ( [ID] => 27150 [post_author] => 5 [post_date] => 2017-02-17 15:00:43 [post_date_gmt] => 2017-02-17 14:00:43 [post_content] =>   La fine della primavera significa i primi festival dell'anno, gli album più importanti, gli annunci estivi. Soprattutto significa Ibiza Music Summit, l'imperdibile appuntamento per tutti i protagonisti - o perlomeno coinvolti - nell'industria della musica elettronica, nel cuore della isla che scalda i motori per la l'ennesima stagione di follie tra i suoi superclub. L'edizione 2017 vede il decimo anniversario del summit, che prevedibilmente ha deciso di fare le cose in grande, a partire dalla line up del Dalt Vila, con la sua suggestiva serata in cima alla fortezza patrimonio dell'UNESCO che da sempre caratterizza la magica settimana dell'IMS. Quest'anno l'evento andrà in scena venerdì 26 maggio. La line up fa paura non solo per lo spessore dei nomi coinvolti, ma anche per la qualità dei back to back offerti. Eccoli qui.       [post_title] => IMS 2017, super line up a Dalt Vila [post_excerpt] => Non siete pronti a leggere la line up del Dalt Vila che segnerà la decima edizione dell'IMS. 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Trainspotting è un capolavoro perché metteva insieme un mood generazionale universale, supportato dallo stato di grazia di un regista, un cast perfetto e motivato, per una produzione comunque periferica rispetto al sistema cinematografico hollywoodiano. E tutto giungeva naturale. Quanto può deludere il racconto di ciò che è avvenuto dopo quella magia? Siamo sicuri di voler conoscere cosa fa oggi il nostro grande amore dell'università? L'amico d'infanzia che non vediamo da anni? I personaggi di un film che ci sono diventati così famigliari? T2 Trainspotting era un azzardo, tanto atteso quanto rischioso. Molti non vedevano l'ora di sapere"cos'è successo" a Renton, Sick Boy e gli altri. In tanti invece hanno messo le mani avanti, del tipo "sicuramente sarà una porcheria". E questa è già una vittoria, perché significa che la curiosità c'è in ogni caso.   https://www.youtube.com/watch?v=TzEMYHTKGDU   Ed è giusto che ci sia. Sono stato alla proiezione in anteprima del film (esce il 23 febbraio) con tutta la mia curiosità. E ve lo dico subito, non delude. È divertente, godibilissimo, ironico, molto più leggero del primo capitolo (che pure ci faceva sorridere in certe punte grottesche). Ovvio, il sequel di Trainspotting è impossibile, per una serie di concomitanze storiche, culturali, musicali e sociali. Gli anni '90 in Gran Bretagna erano un periodo estremamente vivace da tutti questi punti di vista, e la storia di quattro ragazzi tossici di Edimburgo metteva in scena il lato B di tutto questo, con una crudezza e una drammaticità di rara limpidezza. E con quella colonna sonora che non devo neanche stare a ripetere quanto sia stata importante per il film e per la cultura dell'epoca. Fotografia perfetta della Cool Britannia da un lato, trasformazione di un cult nel pop dall'altra (gli Underworld potrebbero dire qualcosa in merito, oltre che ringraziare perennemente Danny Boyle).   3C4B2DF700000578-4139448-image-a-2_1484901016862   Ma se è impossibile, allora qual è la strada giusta per non mandare tutto in vacca? Quella dell'ironia, quella della giusta distanza dalla vicenda. Quella di fare un gigantesco memorabilia, come accade esplicitamente in diverse scene, senza però cadere nella trappola dell'auto-celebrazione e della didascalia. Renton si è rifatto una vita, d'altronde era l'unico ad averne la lucidità. Ma poi tutto gli si è sbriciolato tra le dita e deve tornare a Edimburgo. Qui incontra i suoi vecchi amici e succede quel che deve succedere: ci si rimette insieme per tentare di cavare qualcosa di buono da una vita che dava poco nel 1996 e dà poco oggi. In tutto questo Begbie da quarto del grupppo diventa un grande antagonista (e qui mi fermo prima di arrivare allo spoiler). Le figure dei nostri eroi non sono cambiate per niente, sono solo più vecchie e ancora più disilluse. E la scelta di Boyle è brillante, perché basta questo per pompare i personaggi di personalità senza scadere nella caricatura in 2D. Se essere dei ventenni scoppiati caratterizzava bene i personaggi, essere dei quarantenni scoppiati e falliti oggi è sufficiente per tratteggiare i personaggi oggi. Non serve eccedere in iperboli ed eccessi da macchietta. Scelta saggia e accompagnata da un cast che ancora una volta dà un'ottima prova, come una squadra che non gioca insieme da tanto ma non ha perso lo smalto: Ewan McGregor, Robert Carlyle, Jonny Lee Miller, Ewen Bremner, Kelly McDonald, Shirley Henderson, James Cosmo, la nuova entrata Anjela Nedyalkova. E il cameo di Irvine Welsh. La colonna sonora sottende altrettanto bene la trasformazione che il tempo ha portato con sè: 'Perfect Day' non accompagna più un'overdose di eroina ma un vecchio filmato dell'infanzia di Mark Renton, in una splendida versione per pianoforte "stonata" (in tutti i sensi). 'Born Slippy' è diventata 'Slow Slippy', come dire che tutta la vitalità della giovinezza rallenta e si fa miraggio, ricordo, nostalgia, eco lontana. La techno in discoteca diventa il revival dei Queen, dei Run-DMC. Antiquaritato musicale per quarantenni in debito d'ossigeno con la vita. Gustose invece le tracce della nuova generazione made in UK: Young Fathers, Rubberbandits, Fat White Family. Degna eredità della gloria che fu di Blur, Pulp e compagnia bella.   https://www.youtube.com/watch?v=iYgPznBrjiA   Quindi il film è promosso? Sì, è promosso. Per la sua intelligenza nella messa in scena, per la sua ironia, per la virata piratesca nelle vicende dei quattro scoppiati e nonostante qualche espediente narrativo un po' ingenuo in fase di sceneggiatura. Ma soprattutto perché dietro a tutto questo sposta il velo su una verità ancora più amara: se negli anni '90 tutto sembrava perso, senza una direzione, oggi tutto ci sembra proprio fottuto. Il lavoro, i rapporti umani, le occasioni e i tradimenti (tenete a mente queste due parole quando guardate il film). Però è una fregatura di design, ritoccata in Photoshop, messa in bella copia. Proprio come Edimburgo, sporca e cattiva vent'anni fa nelle immagini del primo Trainspotting; riqualificata (questa parola ricorre spesso nel film), tirata a lucido, ripresa con una fotografia nitida e pulita oggi. Ma non meno feroce, anzi ancora più fredda e disumana. E occhio perché questo è il vero punto di vista del regista sulla nostra epoca. O perlomeno quello che ci vedo io. Tutto bello, tutto smart, tutto aggiornato, proprio come il monologo di Mark Renton sulla vita. Ma senza anima. E senza futuro. Choose your future.   [post_title] => Abbiamo visto T2 Trainspotting in anteprima [post_excerpt] => T2 Trainspotting arriva nei cinema il 23 febbraio. Abbiamo visto il film in anteprima e ve lo raccontiamo [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => abbiamo-visto-t2-trainspotting-in-anteprima [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-02-17 15:12:53 [post_modified_gmt] => 2017-02-17 14:12:53 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=27144 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [8] => WP_Post Object ( [ID] => 27125 [post_author] => 3 [post_date] => 2017-02-16 15:18:04 [post_date_gmt] => 2017-02-16 14:18:04 [post_content] =>   Suggestivo, vero? Ovviamente non sono stati fisicamente sulla Luna, ma il titolone ad effetto rende bene l'idea delle miglia percorse dai due super dj nella loro vita. Una ricerca di Travel Bird pubblicata ieri su DJ Mag UK ci ha mostrato i numeri dei musicisti che hanno viaggiato di più nella storia dell'umanità. E proprio Tiësto e Paul van Dyk sono in cima a questa particolarissima classifica. Il dj olandese ha percorso in totale (a tutto il 2016) 1.557.131 miglia (209mila solo negli ultimi dodici mesi), mentre van Dyk 1.442.993. Per darvi un metro di paragone, si tratta di oltre 62 volte il giro del mondo per Tiësto e più di 57 per il berlinese.   dj-travel-stats   Tiësto ha percorso sei volte e mezza la distnza dalla terra alla Luna, mentre Paul van Dyk "è stato" sul nostro satellite per sei volte giuste giuste. I due dj sono stati le prime vere superstar globali della consolle, fin dalla fine degli anni '90, e hanno rappresentato questo immaginario fatto di aeroporti, VIP loung e voli intercontinentali prima e meglio di chiunque altro. Anche perché scorrendo il restto della statistica, troviamo soltanto musicisti di estrazione rock e pop: Bob Dylan, Metallica, U2, Rolling Stones e il rapper Snoop Dogg. Ecco qui sotto i risultati del curioso studio.     [post_title] => Tiësto e Paul van Dyk sono stati sulla Luna. Sei volte. 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Come di consueto, il norvegese naviga nelle acque del bpm piuttosto basso, rallentato rispetto ai canoni della musica da club - d'altronde è uno di quelli che hanno imposto questa tendenza - e la canzone è esplicitamente pop. Nella struttura, nei suoni, in tutte le sue caratteristiche. Kygo, a dire il vero, non si è mai troppo esposto nella direzione della dance. E se chiami Selena Gomez a fare un pezzo conte, beh, è chiaro che il tuo obiettivo sono le classifiche americane. Kygo si dimostra sempre un personaggio interessante, con le sue perfomance al piano, le canzoni scritte in modo impeccabile e l'attitudine smaccatamente mainstream che non perde tuttavia eleganza. Non è uno che si lascia andare a certe tamarrate per vincere facile. Mantiene un certo stile. Un punto in più per lui. 'It Ain't Me' non asrà la canzone che segnerà il 21esimo secolo, ma si fa ascoltare con piacere.   https://www.youtube.com/watch?v=D5drYkLiLI8 [post_title] => Kygo e Selena Gomez la buttano sul pop [post_excerpt] => 'It Ain't Me' è il nuovo singolo di Kygo insieme alla popstar americana Selena Gomez [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => kygo-selena-gomez-buttano-pop [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-02-16 11:46:23 [post_modified_gmt] => 2017-02-16 10:46:23 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=27140 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [10] => WP_Post Object ( [ID] => 27102 [post_author] => 74 [post_date] => 2017-02-16 11:00:41 [post_date_gmt] => 2017-02-16 10:00:41 [post_content] =>   Ieri HÏ Ibiza ha ufficializzato la prima residenza. Per 18 settimane, dal 3 giugno, il sabato sera sarà di Black Coffee, nome d’arte di Nkosinathi Maphumulo, dj e produttore nato in Sudafrica nel 1976. Black Coffee è una persona speciale, con una storia particolare. Una persona che fa un mestiere che sulla carta non potrebbe fare così bene. Ma solo sulla carta. E poi solo uno stolto lo penserebbe. L’11 febbraio 1990 Nkosinathi Maphumulo non è ancora Black Coffee, ma un semplice ragazzino sudafricano che sta esultando per le vie di Ngangelizwe la liberazione di Nelson Mandela dopo 27 anni di carcere. Durante i festeggiamenti rimane coinvolto in un incidente d’auto. È vivo, ma il suo braccio sinistro rimane paralizzato. Tutto questo però non ferma i suoi sogni.   Studia Jazz, suona e canta in un afro-pop trio chiamato SHANA (Simply Hot and Naturally African) ma poi la sua vita cambia di nuovo nel 2003 quando la Red Bull Music Academy lo sceglie per rappresentare la musica elettronica del suo paese. Oggi, 27 anni dopo il tragico incidente dell'11 febbraio 1990, Black Coffee ha deciso di ricordare e festeggiare questo giorno speciale, che ha trasformato una persona speciale in un fantastico dj. Ci vediamo a Ibiza. Black Coffee [post_title] => Breve storia di Black Coffee [post_excerpt] => Il primo dj resident ufficiale dell'HÏ Ibiza è il sudafricano Black Coffee. La sua è una storia molto particolare... 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E non è finita qui: anche Nina Kraviz ritorna al Kappa dopo la performance dello scorso anno. Fatboy Slim sarà tra i protagonisti del festival così come Seth Troxler e The Martinez Brothers, con il loro clamoroso e ormai consolidato back 2 back. [post_title] => Paul Kalkbrenner, Nina Kraviz e gli altri nomi aggiunti al Kappa [post_excerpt] => 8 e 9 luglio, Kappa FuturFestival a Torino con il meglio della techno mondiale. Anche Nina Kraviz e Paul Kalkbrenner aggiunti al cartellone [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => paul-kalkbrenner-nina-kraviz-gli-nomi-aggiunti-kappa [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-02-17 15:01:03 [post_modified_gmt] => 2017-02-17 14:01:03 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=27137 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) )

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Resta da capire se con "ultimo party ad Amsterdam" l'organizzazione intenda l'ultimo nella capitale olandese oppure l'ultimo in senso generale (più probabile la prima ipotesi). Sicuramente ne sapremo di più molto presto. Intanto confermata la line up: Mr. White, Sunnery James & Ryan Marciano, Fedde Le Grand, Hardwell, MC Gee, e special guest Axwell Λ Ingrosso. [post_title] => Il prossimo Sensation ad Amsterdam sarà l'ultimo [post_excerpt] => Sensation ha annunciato la fine dei propri eventi ad Amsterdam con una data la prossima estate [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => prossimo-sensation-ad-amsterdam-lultimo [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-02-16 01:38:56 [post_modified_gmt] => 2017-02-16 00:38:56 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=27122 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [1] => WP_Post Object ( [ID] => 27093 [post_author] => 3 [post_date] => 2017-02-15 18:02:58 [post_date_gmt] => 2017-02-15 17:02:58 [post_content] =>   Nameless Festival quest'anno ha deciso di alzare decisamente il tiro, edopo gli annunci di star di altissimo livello come Axwell ^ Ingrosso, Jauz, Shapov, e degli italiani Not for Us, Marble, Kharfi, cala ora un asso nella manica di proporzioni epiche: The Chemical Brothers, il 1 giugno con il loro dj set. Un nome pesantissimo per il festival, sia per il prestigio del duo, sia perché di fatto apre a direzioni e scene musicali diverse da quella prettamente EDM e dintorni (fatto salvo il palco hip hop, ovviamente) e questa mossa lascia presupporre altre novità in arrivo (sui cui vi terremo naturalmente aggiornati). Da sottolineare anche il fatto che i Chemical suoneranno il 1 giugno, quindi si tratta di un extra day, una data al di fuori dei giorni del festival (2-3-4 giugno), con un biglietto a parte e la possibilità di ingresso anche per chi non parteciperà alle giornate di Nameless. Un'idea nata per festeggiare i cinque anni del festival lecchese. 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L'Ex Dogana di San Lorenzo farà infatti da teatro per il il launch party italiano del secondo capitolo di Trainspotting, grazie all'unione di forze tra Any Given Monday, storica organizzazione romana del lunedì sera (ma non solo), VEGA, Ultra Cinema, Warner Bros Italy e Sony Pictures. Tra ospiti speciali, allestimento a tema, proiezioni inedite del nuovo capitolo e quella intera del primo (a partire dalle 21) la serata è assolutamente da non perdere, specie per i fan della pellicola. Si andrà avanti fino alle 4 di mattina, con uno speciale mainstage offerto da Mokai & Discount di AGM a fianco di Daniel Ginger di Borghetta Style. 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I primi annunci in line up sono Marshmello, Oliver Heldens, Dannic, Billy Kenny, Darius Syrossian, Franky Rizardo, Lauren Lane, Sam Divine e Solardo. Già queste prime conferme sono sufficienti a rendere imperdibile il party, ma siamo solo all'inizio e tanti altri nomi verranno presto svelati. La data del party è il 22 marzo e la locationè il The Raleigh. Se avete la fortuna di essere a Miami, vi consigliamo di acquistare i biglietti per la festa sul sito raleigh.wantickets.com, disponibili dalle 19 di oggi (ora italiana). Occhio perchè vanno a ruba. [post_title] => DJ Mag annuncia il pool party a Miami [post_excerpt] => Il pool party di DJ Mag a Miami è un grande classico. Ecco quando, dove sarà e chi suonerà quest'anno [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => dj-mag-annuncia-pool-party-miami [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-02-15 16:23:39 [post_modified_gmt] => 2017-02-15 15:23:39 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=27095 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [4] => WP_Post Object ( [ID] => 27064 [post_author] => 53 [post_date] => 2017-02-15 13:50:13 [post_date_gmt] => 2017-02-15 12:50:13 [post_content] =>
Marble è una delle promesse della musica elettronica italiana. Nonostante la giovane età, questo ragazzo brianzolo si sta già distinguendo per le sue produzioni e per un sound incredibilmente maturo e a fuoco. La sua nuova traccia 'Fade' è in uscita sulla label di Metatron e Bob Rifo, Coffin Records, e ci piace molto. Un brano che è difficile incasellare in un genere specifico, viste le sue molte sfaccettature. Quello che possiamo dire è che il sound è comptetitivo a livello internazionale. Così ve la presentiamo in anteprima, e Marble in persona ce l'ha raccontata nella breve intervista che leggete sotto il link.
Raccontaci di 'Fade': genesi, sviluppo, riferimenti che hanno portato al brano che sentiamo.
Ricordo molto bene il periodo in cui ho prodotto 'Fade': è stata una traccia dalla composizione molto istintiva, tutto quello che ho fatto è stato "buttare" nel sequencer ciò che avevo dentro, che sentivo. Non ho pensato al genere da seguire per farla, anche perché tutta questa mania di dividere ogni cosa in mille diversi generi proprio non la capisco.
C'è una bella scena che sta crescendo in Italia, una generazione di ragazzi molto in linea con ciò che succede nel mondo, su vari fronti musicali. Sei in relazione con altri artisti che senti vicini a te per comunione di intenti o semplicemente per feeling personale e musicale?
Assolutamente sì e sono convinto che alla base di un progetto di successo ci sia un buon gruppo! Da questo punto di vista mi sento molto fortunato perché ho fatto tutto il mio percorso affiancato da un gruppo di amici prima ancora che produttori, con i quali ci si confronta tutti i giorni e ci si supporta a vicenda. Nonostante ognuno faccia generi molto diversi e abbia intrapreso la propria strada, è sempre importantissimo supportarsi a vicenda tra ragazzi che hanno lo stesso obiettivo, perché sicuramente diventa tutto più raggiungibile se si cerca di arrivarci insieme. I produttori con cui ho più affinità musicale - e non solo - e con i quali mi trovo meglio a lavorare sono Not For Us e SLVR. Infatti penso che molto presto ne sentirete delle belle!
Sei piuttosto giovane ma già denoti una certa maturità nel tuo sound e nel modo di intendere le produzioni, è una caratteristica che riscontro sempre più spesso negli artisti giovani, un tempo quasi sempre acerbi e oggi invece "nati navigati", o perlomeno già sgamati su tanti aspetti, dall'engineering del suono fino al modo di porsi rispetto al pubblico. Ammesso che in quanto ho detto ti ci ritrovi, come spieghi questa maturità?
Innanzitutto ti ringrazio perché per me è un grosso complimento,  allo stesso tempo però per quanto riguarda me non saprei neanche risponderti nel senso che, come ti ho scritto prima, sono davvero poche le volte in cui mi siedo con già in mente la traccia finita,  nella maggior parte dei casi le tracce nascono un po' a caso a seconda di come mi sento in un determinato periodo, mi metto al computer e butto giù tutto quello che ho dentro cercando di creare sonorità che io non abbia già sentito. Alla fine il mio obiettivo quando mi metto a produrre una traccia è quello di fare qualcosa che stupisca!
Ci racconti che cos'è il Tisanino con Marble?
Ogni giovedi faccio un livestream su Facebook chiamato "TIisanino con Marble" con un ospite che può essere un produttore, un giornalista, un cantante o un organizzatore di eventi, insomma ogni possibile figura che in qualche modo è in contatto con il mondo della musica. La diretta inizia con una breve intervista in cui gli spettatori possono anche interagire e porre domande agli ospiti e poi, dopo aver bevuto una bella tisana calda, si passa alla parte in cui ascoltiamo insieme le demo che ogni settimana vengono inviate nella mia casella di posta e sono molto felice di poter dire che per ora sono stati tutti prodotti molto validi. L'obiettivo è quello di riuscire ad interagire e scambiare opinioni con gli esperti e di creare una comunità, sfruttando l'opportunità di comunicare facilmente con le persone che ci dà un social network come Facebook.
[post_title] => Marble presenta il suo nuovo brano in anteprima su DJ Mag [post_excerpt] => DJ Mag Italia presenta l'anteprima della nuova traccia di Marble [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => marble-presenta-suo-brano-in-anteprima-dj-mag [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-02-15 11:26:33 [post_modified_gmt] => 2017-02-15 10:26:33 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=27064 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) )

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