ADE AMSTERDAM!
Che dire dell’esperienza all’ADE di Amsterdam? E’ stato un weekend eccezionale, iniziato con un viaggio in ottima compagnia (come testimonia il filmato qui sotto) e proseguito in un ambiente professionale incredibile. Le forze messe in campo dall’organizzazione sono pazzesche, ogni evento della conferenza e del festival è pianificato al meglio e per i professionisti del settore (etichette, artisti, promoter, imprenditori, giornalisti etc.) tutto è reso agevole attraverso ogni sorta di comfort e facility. Non è difficile capire le ragioni per cui questa manifestazione ha assunto una così grande importanza negli anni.
In due giorni e mezzo ho partecipato -e vi assicuro che a malincuore ho tralasciato molti altri party e panel- a una conferenza di Patrick Walker, capo di YouTube Music per l’Europa, l’Africa e il Medio Oriente, sui prossimi sviluppi del Tubo in campo musicale; a un Q&A con Nicky Romero; a una lezione di mastering con Gregor Zemlijc (se siete producer cercatevi i suoi tutorial in Rete!), e altro ancora.
Tutto questo senza contare i party: la mia serata è iniziata con un aperitivo alla festa della EMI, dove si esibivano le vincitrici europee del concorso She Can Dj (e dove non mancava l’italiana Miss Apple); poi, ovviamente, la grande festa di premiazione per la Top100 dj, che senza essere partigiani è stata davvero un esempio lampante di come questo settore sia considerato e seguito in terra olandese. Agli annunci delle prime posizioni, in diretta durante la serata, c’erano i tifosi di ogni dj ad applaudire o a fischiare l’artista nominato. Grandissima scenografia, location molto curata (un ex-spazio industriale rimesso a uovo, come piace a me, forse un po’ troppo ’90) e organizzazione impeccabile. Dopo la premiazione di Armin, mi sono spostato allo Studio K, dove ho trovato tanti miei amici ad animare una splendida serata nelle due sale del club: Drop The Lime, NT89, Stefano Ritteri, Bart B More e TWR72.
Durante la giornata di sabato, oltre agli impegni lavorativi nelle stanze del Felix Meritis, struttura che ospitava i panel, ho avuto anche il tempo di godermi un po’ la città, sia in compagnia di Mike Mago (dj, promoter e propietario della label electro-house Boemklatsch), che mi ha portato in giro nel pomeriggio, sia insieme al collega Riccardo Sada, con cui ho condiviso una serata a base di cibo orientale e party di Mauro Picotto all’Home, piccolo club stile basement, essenziale, senza fronzoli, con un impianto decisamente potente (i bassi!!) e una selecta super groovy.
Tirando le somme, la sensazione che lascia un grande e importante meeting come l’ADE, è che in Olanda la club culture sia percepita come una vera “culture”, non solo di nome ma anche di fatto. Non è un caso che i musicisti olandesi più famosi nel mondo siano dj. Si ha poi la cognizione di come, da quelle parti, la concezione artistica e culturale dello showbiz vada a braccetto con il business, con il fatto che delle maestranze e delle competenze lavorative possano generare denaro; e questo aiuta la serietà, la professionalità, lo sviluppo di un settore che nei nostri tempi può davvero creare posti di lavoro. Spero che questo modo di pensare possa contagiare altre parti d’Europa.
Quello che posso dire per concludere è un grande Yeah! per Amsterdam e per l’ADE!


