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  • 27 ottobre 2015

  • scritto da Matteo Roma

Da Berlino soffia il vento di Impress

Berlino nel corso dei decenni ha esportato in giro per il mondo musica, artisti, trend ed ispirazioni di varia natura ed allo stesso modo è divenuta un polo d’attrazione per una comunità artistica sempre più ricca e numerosa. Se tante persone hanno erroneamente creduto che insediarsi nella capitale tedesca potesse dare una svolta alla loro carriera altre hanno affrontato con maggior serietà questo percorso e tra queste non sono mancati italiani capaci di costruirsi una reputazione internazionale solida. Il progetto Impress nasce da due di queste menti, quella di Marco Effe e di Luca Albano a.k.a Weg. All’inizio del 2014 i due hanno discusso la possibilità di poter dare vita ad un evento proprio a Berlino dove entrambi risiedono da diversi anni, cercando di uscire dalle logiche del “guest ad ogni costo” concentrandosi maggiormente sull’identità del party. Marco aveva già avuto occasione di collaborare con Francesco Carone, pianista con cui hanno realizzato per Connaiseur Recordings “Canto D’Amore”, e portare questa inedita commistione artistica all’interno di Impress è sembrata sin da subito un’idea stimolante. Nello stesso periodo i due erano entrati in contatto con Sjulle, artista danese che ha realizzato molti artwork proprio per Connaiseur, integrare quindi la sua performance di live painting nell’evento è stata una naturale conseguenza. Sono state le rive dello Sprea e la cornice del Watergate ad accogliere il party Impress a giochi fatti includendo altri artisti italiani di stanza a Berlino come Ilario Alicante e James Mile.

La scorsa settimana siamo stati a Berlino per assistere al primo compleanno del party, un anno trascorso rapidamente per entrare nella lista degli eventi più interessanti della capitale tedesca. Il Watergate ci accoglie a mezzanotte mentre proprio Francesco Carone inizia la sua piano session che ci accompagnerà per tutta l’ora a seguire. Il colpo d’occhio è invidiabile poiché il club si affaccia sulla suggestiva cornice del Warschauer Brucke completamente illuminato, mentre le rive dello Sprea riflettono le luci del club. Il pubblico berlinese abituato a giungere con più calma nei locali affolla molto presto il dancefloor (con nostra grande sorpresa) ed in religioso silenzio ascolta ed osserva la performance in atto. Alle spalle di Carone la danese Sjulle traccia su tela le sue emozioni e lo stile inconfodibile (che richiama tutti gli artwork Impress n.d.r) si dimostra delicato o incisivo in base all’andamento della melodia. Nella parte finale della piano session Marco Effe guadagna la consolle ed unisce i suoi beat ai suoni del musicista italiano, che i due abbiano già lavorato assieme in passato lo si percepisce dall’alchimia che smuove immediatamente il dancefloor.

DJ1

Quando Carone termina gli applausi sono inevitabili e Marco Effe aumenta in un costante crescendo il regime per un set convincente e solido. Sono circa le tre di notte quando Ilario Alicante guadagna la consolle di fronte ad un Watergate gremito per due ore di set intense all’insegna della techno che ha caratterizzato la sua svolta come producer in questi ultimi anni. Il dancefloor gradisce, la temperatura sale vertiginosamente e quando l’alba inizia a fare capolino è Weg a riportarci in un mood appropriato per l’orario indagando nei meandri della minimal e della micro house che tecnicamente ammaestra in modo indiscutibile. Il sole sorge e tra ritmiche sbilenche e bassline profonde a Weg si unisce James Mile in back to back. La pista attua la propria selezione naturale lasciando che solo i fedelissimi alla fine possano ballare sotto le note di Moby con “Go” in un momento davvero suggestivo. La lancetta segna le dieci di un giovedì mattina qualunque per chi si appresta ad andare a lavoro. Per noi si tratta invece del momento di un po’ di meritato riposo dopo undici ore che a pensarci bene ci hanno davvero “impressionato”.

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L'autore: Matteo Roma
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