Martedì 25 Luglio 2017
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Intervista a Cico, direttore artistico del Size Festival

Ci siamo. Si assottiglia la distanza che ci condurrà al weekend del Size Festival allo Spazio Eventi di Vicenza, rassegna a tinte fortemente techno che porterà una ventata di pura energia per clubbers veneti e non solo. Start previsto per sabato 13 giugno alle ore 18.00, a caratterizzare l’evento quattro stage, aree bar e relax, undici ore di musica ed oltre venticinque artisti pronti ad esibirsi, tra star di livello internazionale e giovani disk jockey emergenti. Abbiamo incontrato Cico, direttore artistico dell’evento, per una chiacchierata sui temi del festival, dai producer annunciati in line up alle realtà impegnate nella realizzazione della rassegna che da anni ormai promuovono serate di spessore sul territorio veneto.

Size Festival: Spazio Eventi a Vicenza ospiterà questa kermesse fortemente orientata su toni techno. Mathias Kaden, Danny Daze, Truncate, Tommy Four Seven e Alex Bau gli artisti di spicco, hai attinto molto da States e Germania. Sei il direttore artistico dell’evento, raccontaci del momento delle scelte con relative motivazioni.

Sicuramente la scelta degli artisti segue l’identità musicale delle due realtà promotrici dell’evento. Hyper è una serie di eventi dedicati alla techno. La location invernale, la discoteca Nordest Spazio Eventi, la stessa che ospiterà il “Size”, può ospitare tremila unità. Si suddividerà, per l’occasione, in due “Main stage” da festival dedicate ai grandi artisti techno internazionali, in una sala “Club” che proporrà la musica ricercata dei resident dei club techno del territorio e, per finire, ci sarà una sala “Micro” dedicata ai talenti locali. Per la prima “Main stage” la scelta è caduta sui nomi di Truncate, Tommy Four Seven per i toni spinti e duri che ben si sposano con l’area adibita alla loro esibizione. Hyper ha già ospitato guest del calibro di Dave Clarke, Speedy J, Gary Beck, Drumcell, Monoloc e Raffaele Attanasio. Wake Music è un progetto composto da Digital Label, One Night e Artist Booking che vanta produzioni suonate dagli headliner internazionali, date estere e showcase in importanti locali italiani quali il Muretto, l’Alterego e il Tag per citare i più famosi. La location invernale, il Totem, è un club composto da un unica sala, capace di ospitare 1200/1300 persone. L’offerta musicale proposta è varia, negli ultimi anni abbiamo ospitato artisti come Nic Fanciulli, Dj Sneak, Josh Wink, Visionquest, Hobo, Nastia, Radioslave, Marco Faraone, Shlomi Aber. Si spazia tra house, tech e techno e anche i nostri resident sono a loro agio ad esprimersi coinvolgendo i generi musicali citati. Di certo anche Wake Music tende verso la techno piuttosto che verso l’house, ma le sonorità sono più morbide rispetto al progetto Hyper che va dritto sulla techno, senza compromessi. Ecco perchè nella seconda “Main stage” si esibiranno Danny Daze e Mathias Kaden. Ad Alex Bau il compito di incendiare la sala “Club”.

Il Size Festival nasce dall’unione dei due gruppi cardine in quanto a musica elettronica nel nord est Italia: Hyper e Wake. Come si è sviluppata quest’idea?

La dimensione “Size” è essenzialmente, il numero di gradi di libertà disponibili per il movimento in uno spazio. Da qui l’idea di sviluppare un festival composto da più aree e spazi che consentano alle persone di passare da una dimensione all’altra godendo di diversi tipi di suoni, emozioni e ambientazioni. E’ un idea piuttosto lontana dalla politica italiana del momento dove spesso e volentieri l’idea di “festival” è spesso intesa come unica main stage con una guest o più headliner. La nostra idea è quella di creare un festival che diventi un “mega club”, dove artisti e pubblico possano esprimersi e risultino prioritari il confronto e la varietà della proposta. Da qui l’idea del logo con quattro frecce colorate, stanti ad indicare le quattro aree in cui si esibiranno i vari artisti.

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La techno in Italia non è mai stata così fortemente seguita, vissuta. Che realtà techno vive il Veneto e quanto vi sentite fautori dello sviluppo del movimento della vostra regione?

Storicamente il nostro è uno dei migliori momenti per questo genere musicale in Italia. Le mode vanno e vengono, questo è senza alcun dubbio il momento della techno. L’evoluzione tecnologica, i notevoli investimenti stanziati per la realizzazione degli eventi, il boom di topics sull’argomento sui social network o tramite i mezzi di comunicazione di massa, sono tra i fattori che mi permettono di affermare con decisione che la techno conta, che la techno è viva e catalizza l’attenzione di molti. Da quello che vedo, in Italia come in Europa, questo filone è comunque portato avanti da due tipi di realtà: le realtà che continuano a credere e portare alta la bandiera della club culture con un’attenta ricerca musicale/artistica e le organizzazioni che col tempo sono cresciute in modo vertiginoso e che quindi sono obbligate a seguire le mode del momento proponendo artisti che permettano il record di incassi ai botteghini. Son due modi di lavorare completamente diversi e comunque difficili. Seguire la moda induce il pubblico a scegliere gli eventi di massa, che però hanno costi e rischi organizzativi altissimi. Il lavoro del promoter di club è molto più ricercato, spigoloso, attento alla musica, talvolta anche di nicchia. I più bravi a mio giudizio riescono a portare avanti entrambi i filoni creando format di eventi diversi e che raccolgano gli interessi di entrambe le tipologie di clienti. Per quanto riguarda la situazione in Veneto di proposte ne abbiamo davvero parecchie. Negli ultimi anni la scena può essere annoverata tra le più importanti, abbiamo avuto una notevole stagione invernale. Quest’anno abbiamo avuto week end in cui si poteva scegliere di ascoltare oltre 10/15 artisti in club diversi. La regione vanta promoter e realtà piene di voglia di fare e di crescere. Fautori? Direi di si, ormai son dieci anni che in Veneto, e in particolare a Vicenza, facciamo il massimo per portare avanti questa passione/lavoro e condividerla coi nostri clubbers cercando di offrire loro un ottimo prodotto. Una scena così ricca come quella del Veneto aiuta un po’ tutti e abbiamo la fortuna di avere avuto le linee guida de “il Muretto” (tra le più importanti in Europa) e di “Alter Ego”, e di confrontarci quotidianamente con realtà minori ma non meno importanti come Refresh, Tag, The Room, Shame con le quali siamo in ottimi rapporti e che a nostro avviso completano la proposta musicale della regione.

Progetti futuri all’orizzonte? Hyper e Wake potranno tornare a collaborare per un altro big event come quello ormai alle porte? Che artisti avete nel mirino?

Progetti per il futuro son sicuramente quelli di portare a termine la stagione estiva, non trascurando i preparativi per quella invernale. Ci concentreremo, con Hyper così come con Wake, sulle collaborazioni e gli showcase che vedranno protagonisti i nostri artisti. Sicuramente il progetto “Size” avrà un ritorno, con un incremento di proposta. L’idea è quella di presentarne due edizioni annuali, una invernale ed una estiva. Artisti nel mirino? Continueremo a proporre artisti che hanno fatto la storia in combinazione con i validi producer emergenti che il mercato sarà in grado di offrirci.

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