Mercoledì 25 Aprile 2018
Festival

Coachella 2018 abbandona l’EDM

Una radiografia della line up di Coachella 2018 ci porta ad un'inevitabile conclusione

È uscita la line up di Coachella 2018. Come ogni anno, quando il festival statunitense cala i suoi assi, va inevitabilmente a descrivere la scena attuale della musica globale: non è un segreto che Coachella sia uno dei raduni più ambiti e sognati dai musicisti dal rock all’hip hop, dalla dance all’indie. Arrivare al Coachella, in quel di Indio, in California, significa avercela fatta. Significa che sei grande, che hai convinto, ma non tutte le star dal lungo seguito finiscono necessariamente qui: come per tutti i festival, ci sono logiche da seguire che si adattano di anno in anno, e la fotografia della line up 2018 ci dice molte cose.

Primo appunto fondamentale: è la line up meno EDM degli ultimi cinque anni del festival. Nel 2017 protagonisti qui sono stati il duo Porter Robinson & Madeon, ma anche Steve Angello, Martin Garrix, Marshmello. Una perfetta istantanea di quel che è stato l’ultimo anno dance: il dominio del giovane olandese, il ritorno di Steve, Marshmello che gira il mondo a suon di hit, il duo Porter-Madeon che a sorpresa inizia un tour stellare in seguito ad un’importante collaborazione. Il 2016 ha visto il trionfo dei Jack Ü, ma anche Calvin Harris, The Chainsmokers, KSHMR, Flume e Major Lazer. Il duo Skrillex-Diplo è stato l’act dell’anno, KSHMR sembrava il nuovo messia dell’EDM, The Chainsmokers hanno spaccato tutte le classifiche pop e Calvin Harris era semplicemente il re della dance firmata Coachella, essendosi esibito davanti alla “seconda folla più grande” della storia della manifestazione, un paio di anni prima. 

Oggi, gli headliner dance si chiamano ODESZA e Kygo. Il terzo studio album del duo di Seattle, ‘A Moment Apart’, è stato nominato ai Grammy come “best dance album”, mentre il singolo ‘Line Of Sight’ è in corsa per “best dance recording”: non c’è dubbio che il 2017 del duo, tra l’altro popolarissimo negli USA, doveva inevitabilmente portare alle prime righe della line up di Coachella 2018. Il secondo headliner lo conosciamo tutti: Kygo è il pioniere della tropical house che negli ultimi anni lo ha reso uno degli artisti elettronici dal suono più riconoscibile e apprezzato. L’anno appena concluso lo ha visto collaborare con Selena Gomez ed Ellie Goulding, confermando la sua presenza sui piani alti della scena. Segnalazione doverosa e significativa: in nessuno nei due casi si parla di dj set, in quanto entrambi si esibiscono live

La future bass di ODESZA, la tropical di Kygo. Non c’è altro da offrire tra le righe degli headliner e questo è un messaggio chiaro di Coachella: l’EDM da queste parti non è più così popolare. O meglio, non lo è più la schiera dei rappresentati europei. Nel cuore della line up compaiono nomi molto interessanti, che si avvicinano a gran velocità alla scena dance mainstream e che potrebbero vedere nel 2018 il loro anno d’oro. Parliamo di Illenium, reduce da una stagione straordinaria e di grandi remix, il duo Louis The Child, che con gli ultimi singoli sta convincendo sempre di più, Deorro, gli Snakehips, la giovane REZZ, Alan Walker. Gli unici europei sono quest’ultimo e gli Snakehips, ma se Walker può essere ancora ricondotto al grande calderone EDM, i secondi ammiccano molto più a certe sonorità future bass. Se vi chiedete perché Deorro sia lì è perchè in America è ancora un nome molto seguito, grazie anche alla tendenza reggaeton degli ultimi pezzi, che inevitabilmente sono andati forte da quelle parti. 

Ancora molto popolari sono la trap e la techno. Gente come Troyboi, San Holo, Giraffage, Ekali e Party Favor sono i validissimi rappresentanti delle sonorità più conosciute del vivaio Soundcloud (nel quale Louis The Child e Illenium hanno fatto fortuna), dopodiché c’è la grande, invincibile, schiera underground: Joseph Capriati, Chris Liebing, The Black Madonna, Maceo Plex, Jackmaster, Black Coffee, Detroit Love e via dicendo. Anche qui un quadro perfetto di quello che è stato il 2017 della techno e dell’house mondiale. A tal proposito mi viene in mente il discorso delle nuove residency di Las Vegas. Mentre si piega l’offerta rock, recupera tantissimo l’indie e va fortissimo l’hip hop: Tyler The Creator, blackbear, Vince Staples, Cardi B, Migos, French Montana e Post Malone saranno sicuramente i protagonisti di quest’edizione, per non parlare del ritorno di Eminem

Se dovessimo delineare un prossimo futuro dell’EDM a partire da questi nomi, gli interrogativi sarebbero tanti, e nella maggior parte dei casi parlerei di scommesse. Le attuali sonorità radio friendly, a cui ci abituano Axwell ^ Ingrosso, The Chainsmokers, Calvin Harris e compagnia si fonderanno alla – già in parte presente – influenza bass di gente come ODESZA, Lous The Child e Illenium? Assisteremo all’exploit definitivo di Alan Walker come astro più luminoso della scena EDM nel 2018? Oppure raduni come Ultra e Tomorrowland si confermeranno come i più rappresentativi di ciò che continuerà ad avere la maggiore attenzione nel 2018 in ambito dance? Saranno i prossimi mesi a dircelo. Un primo bilancio potrà essere fatto a fine aprile, a conclusione dell’Ultra Music Festival di Miami e del Coachella. Naturalmente affermare che l’EDM sia in via di estinzione è prematuro e sbagliato, proprio perché le sue trasformazioni sono ancora saldamente al comando del timone del pop mondiale; inoltre se l’anno scorso artisti come Garrix e Angello erano headliner e quest’anno non sono in line up, cause ed effetti vanno cercati anche nelle strategie manageriali e nel naturale ricambio dei nomi presenti in un festival di questa importanza. Non stiamo qui a perderci in facili speculazioni o dichiarazioni ad effetto ma poco realistiche. Cerchiamo invece di configurare gli scenari che potranno evolvere in un momento storico di inevitabili trasformazioni.

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Un ventiquattrenne romano letteralmente cresciuto nel club, ama inseguire la musica in giro per l'Europa ed avere a che fare con le menti più curiose del settore. Se non lo trovi probabilmente sta aggiornando la playlist di Spotify.
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