Venerdì 24 Novembre 2017
Tech

DENON x1800 PRIME: il cambio della guardia

Indaghiamo sulle qualità del nuovo mixer X 1800 Prime

Se abbiamo già studiato il nuovo media player Denon SC 5000 Prime, ora tocca al mixer X1800 della stessa linea. Sebbene sia utilizzabile autonomamente, il set up ideale lo vede utilizzato con l’SC5000 ed il resto del catalogo Prime. Nonostante questo, abbiamo deciso di testarlo con diversi player e giradischi dato che per un club mixer professionale è importante sapere tenere testa, anche da solo, alla concorrenza. L’X 1800 segue i passi dell’SC 5000. A prima impressione non ci sono sorprese, tutto è dove dovrebbe essere, dove un dj si aspetterebbe di trovare ogni funzione. Microfono e filtri sono sulla sinistra, main fader al centro, sezione FX sulla destra, con tanto di pulsante on/off.

Duro come una roccia

La qualità costruttiva dell’X 1800 è eccezionale. Uno chassis di metallo il cui peso non può che confermarne la solidità e la sensazione iniziale, ma d’altro canto non avevamo dubbi visto anche lo standard di qualità con cui sono stati costruiti anche l’SC 5000 e i controller MC 7000 e MCX 8000. Tasti, pad, potenziometri e fader trasmettono sicurezza e precisione. Il Flex Fader (il cross-fader targato Denon DJ) è estremamente affidabile e può essere calibrato in base alle preferenze di ognuno. Collegare l’X1800 all’SC5000 è tanto facile a dirsi quanto a farsi. Il divertimento comincia quando si comincia a sfruttare l’uscita dual layer dell’SC5000 che offre al dj una configurazione a quattro deck. È proprio qui che gli impianti Prime si distinguono dagli altri set up, presentando quattro deck e tutti i mixer, FX e funzioni a disposizione del dj. L’X 1800 presenta inoltre un ethernet hub integrato che Denon chiama Link in cui sono presenti quattro connessioni per deck e una per computer. Ogni player viene connesso al mixer tramite delle porte, che oltre a trasmettere i segnali presentano alcune caratteristiche piuttosto interessanti: i BPM sono condivisi tra tutti i player collegati, come anche alcuni segnali visivi colorati che hanno attirato la nostra attenzione. Il colore dei pulsanti di cue sul mixer è infatti sincronizzato con dei led ring che corrono sul perimetro dei jog-wheel, un suggerimento visivo segno di estrema attenzione ai dettagli da parte di Denon DJ nella linea Prime. Il vantaggio maggiore di questa rete di segnali è la sincronizzazione assoluta degli elementi ritmici sui BPM dell’X 1800. Tutto è rigorosamente organizzato e se i BPM vengono modificati sul player tutto il sistema muta di conseguenza. Ovviamente, se i deck non sono connessi tramite il network, c’è la possibilità di aggiustare manualmente i BPM sul mixer, cliccando semplicemente sul tasto dedicato o tenendolo premuto per alcuni secondi. Il mixer, se la funzione non è disattivata, regolerà automaticamente i propri bpm in base alle tracce.

L’effetto completo

L’X 1800 vanta una solidissima sezione di colori sonori. Ogni canale presenta un filtro passa-basso e passa-alto, ed un potenziometro dedicato. C’è anche un pulsante che permette di escludere o attivare tutti i filtri all’unisono, una funzione assai interessante per coloro che vogliono giocare con filter drop e breakdown. La parte successiva di questa sezione è dedicata allo sweep FX, una funzione simile al Colour FX di Pioneer. E ancora, ogni canale di fader ha un potenziometro dedicato. Ci sono quattro FX tra cui scegliere: dub echo, noise, washout e gate, ognuno di essi, naturalmente, permette ai dj di modificarli attraverso i fader. Washout è particolarmente utile per chop mixing o mix di generi dai bpm assai differenti, in quanto aggiunge un delay fade effect all’intero canale. Un effetto tanto semplice quanto utile.

Oltre a tutto questo, l’X 1800 ha ancora molto da offrire nel reparto FX, specialmente per quanto riguarda la sezione BPM FX. Attualmente ci sono 12 effetti tra cui i dj potranno scegliere e che possono essere applicati su un massimo di quattro fader channel o attraverso Flex Fader (crossfader), mic o canale master. Tutto ciò è visivamente indicato all’utente dal BPM FX LED che mostra al dj su quale canale sta lavorando. A differenza del DJM 900 NXS 2 è presente un controllo di FX frequency che può essere variato dalle alte alle basse frequenze, offrendo un controllo sulla gamma interessata dagli effetti. C’è una touch strip verticale che Denon DJ chiama Time Division, che permette ai dj di cambiare manualmente il timing degli FX, aggiungendo così un ulteriore elemento per migliorare le performance. I dj possono inoltre usare send e return (SND/RTN), che permettono modulazioni da parte di unità FX esterne. Per i dj più “smanettoni”, sarà possibile elaborare l’architettura software dell’X 1800 tramite il pulsante utility, alterandone le regolazioni standard. Dall’output delle cuffie, alla risonanza dei filtri, setting di sistema e di EQ, tutti possono essere modulati e modificati. Denon DJ ha programmato il tutto per essere il più intuitivo possibile, anche per questa particolare utenza, sempre alla ricerca della massima personalizzazione. Per quanto riguarda il suono, è magnifico, sensazionale, strepitoso. Lo abbiamo provato testa a testa con i principali player e persino con alcuni prodotti di nicchia, e dobbiamo ammettere che l’X 1800 suona molto meglio di molti di questi. Denon DJ ha fatto il possibile per superare, o almeno raggiungere, la qualità dei migliori prodotti della concorrenza. Questa macchina alza, e non di poco, gli standard di mercato ed, insieme all’SC 5000, trasmette la sensazione di avere il meglio dei controller ed il meglio dell’hardware in un solo oggetto.

Tutte le info sul DENON X1800 PRIME su djpoint.

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