• Anteprima

  • 28 gennaio 2016

  • scritto da Alberto Scotti

Disco a sorpresa per i Massive Attack!

 

 

È uscito “Ritual Spirit”, nuovo disco dei Massive Attack. A sorpresa, o quasi, perchè le avvisaglie c’erano tutte: il tour (che arriverà in Italia, a Milano e Padova, tra un paio di settimane), la app (che conteneva proprio questi inediti, fatti a pezzi). E poi le conferme da parte dei due Massive stessi, e la tracklist annunciata. 3D e Daddy G se la prendono sempre comoda: un EP di quattro tracce a sei anni dall’ultimo album “Heligoland”. Un’eternità. Abbiamo ascoltato il lavoro, però, ed è come sempre di ottimo livello. “Dead Editors” con Roots Manuva ha un tiro inedito nella discografia Massive: bassi e beat rotti che ci portano su un dancefloor UK Bass, un po’ dalle parti di Burial – che già collaborò con i ragazzi qualche anno fa – e un po’ dalle parti dei diversivi techno che 3D ha portato avanti a nome Battle Box in questo lungo “mentre” in cui il progetto principale era in stand by.

 

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Il secondo brano è “Ritual Spirit”, con Azekel, che restituisce gli ultimi MA, quelli vicini al rock britannico nei suoni di chitarra e batteria: nell’aria una produzione in zona “Pray for rain” e “False flags”, con una spruzzatina di Manic Street Preachers, se proprio vogliamo buttarla sui rimandi.  “Voodoo in my blood” vede la collaborazione di Young Fathers e si appoggia su un basso percussivo a reggere la ritmica; un rap dal flow vivace, un riff di chitarra, e poi la traccia si accende e parte su binari electro. Chiude il poker “Take it there”, un blues elettronico ricco di malinconia e rimandi del miglior spleen trip hop dei ’90. Non leggete questa frase come un effetto nostalgia, i Massive Attack non hanno mai ricalcato se stessi e non succede nemmeno qui. Certo, il cuore vola alla gloria dei giorni in cui Bristol era il centro del mondo, perlomeno discografico, con le atmosfere rallentate e lascive di “Protection”, l’esistenzialismo onirico dei Portishead e la voce bastarda di Tricky, con e senza Massive. A proposito, “Take it there” la canta proprio lui, insieme a  3D. Qui sotto il nuovissimo video. Udite udite! Il figliol prodigo è tornato. La chiusura di un cerchio sempre magico, e mai così perfetto.

 

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L'autore: Alberto Scotti
Alberto Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico. Producer con molte release alle spalle e qualche presenza nella Top100 di Beatport.
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