PRIMARIE

Cronaca di un sabato sera pazzesco!

di Ale Lippi, 22 gennaio 2017
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A Milano il Lego Store di Piazza San Babila è il più grande d'Italia ed è sempre pieno. Chissà se i responsabili sanno che c'è un ragazzo appassionato de mattonicini e amante della musica elettronica a tal punto da mettere su una band fatta di LEGO...

Il progetto si chiama Toa Mata Band e si tratta di un orchestra meccatronica ideata e concepita da Giuseppe Acito. E' composta da otto piccoli personaggi della serie LEGO Bionicle, programmati per suonare drum-synth, percussioni acustiche e smartphones. Ogni "membro" della band è animato attraverso un sistema di motori, pulegge ed elastici, da un MIDI sequencer e controllato dal microcontroller italiano Arduino Uno.

Il progetto ha debuttato sul web nel 2013 e in pochissimo tempo ha attirato l'attenzione di migliaia di appassionati da tutto il mondo esibendosi in molti festival in Europa tra cui: Electron (Geneva), Robot Festival (Bologna), Cafe neu Romance (Prague), Maker Faire (Rome, Jerusalem), Sziget Festival (Budapest), Music Tech Fest (Berlin), Medimex (Bari) e Audi-O-Rama, un simposio di tre giorni dove 5 icone della musica d'avanguardia (J.M. Jarre, G. Moroder, A. Fletcher, Timo Maas, L. Anderson) e 15 esponenti internazionali dell'industria discografica hanno provato a ridefinire il futuro della musica.

Tutti ci chiediamo come ha lavorato Giuseppe: "Ho scritto lo sketch partendo ovviamente dalla libreria MIDI di Arduino e modificandola secondo le mie esigenze, la ricerca dei motori (ormai fuori produzione) e la realizzazione del circuito di alimentazione di essi ha completato l'opera" dice Acito. "Il tutto è pilotato dal sequencer MIDI di Ableton Live anche per la sua praticità, ma potrebbe essere completamente analogico o generato da uno step sequencer tipo il Nord Beat per iPad che ho usato nel primo episodio.Fin ora ho usato una serie di drum synth vintage anni 80' che ho collezionato nel tempo, ma per le dimensioni ridotte dei protagonisti, è stata provvidenziale la recente moda (da parte di alcune case), di produrre strumenti musicali elettronici palmari e touchable, oltre che la possibilità di utilizzare l'iPhone o in Nintendo DS come virtual synth (rispettivamente: Moog Animoog e Korg DS10)"

Nel video concesso in anteprima esclusiva per DJ MAG ITALIA, la Toa Mata Band suona "The Robots" dei Kraftwerk utilizzando smarthphones, microcontroller, computer, drumsynth come omaggio a coloro che per primi hanno messo in musica il rapporto tra l'uomo e la macchina. L'obiettivo prossimo è di pubblicare un EP per il quale Giuseppe già lavorando.

[post_title] => La band di LEGO che suona musica elettronica [post_excerpt] => La Toa Mata Band è una band meccanica composta da pezzi di LEGO Bionicle, programmati per suonare drum-synth, percussioni acustiche e smartphones. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => band-lego-suona-musica-elettronica [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-01-21 10:25:58 [post_modified_gmt] => 2017-01-21 09:25:58 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=26215 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [1] => WP_Post Object ( [ID] => 26185 [post_author] => 72 [post_date] => 2017-01-20 17:36:35 [post_date_gmt] => 2017-01-20 16:36:35 [post_content] =>

Il nuovo anno è cominciato da qualche settimana e riparte Dj Mag Mixtape. La nostra avventura nasce per esplorare il mondo in piena evoluzione della migliore musica elettronica. Not For Us è uno dei giovani talenti italiani più interessanti in circolazione e con il suo mixtape vi sarà chiaro il perchè. Dopo essere comparso sul radar di molti nei mesi  scorsi, il milanese classe '95 si è decisamente messo a fare sul serio.

Le sue produzioni e la sua selezione musicale, fanno assaporare un sound maturo, costruito su una visione molto attenta e personale che coinvolge verso orizzonti disegnati da emozioni contrastanti. Una dote da non sottovalutare che lascia intravedere un brillante futuro per Not For Us e che rende questo mixtape un'occasione di incontro grandiosa per ascoltare di che stoffa è fatto.

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Cari amici, abbiamo appreso con profonda tristezza della scomparsa di Frankie, e vogliamo condividere la nostra vicinanza a voi che state piangendo la sua perdita e ripensate alla sua vita. Il lavoro di Frankie ha aiutato ad aprire le menti e a unire le persone, mescolando i generi per attirare la nostra attenzione e accendere la nostra immaginazione. Era un pioniere, e la sua eredità vive ancora nella città di Chicago e nelle discoteche di tutto il mondo. Mentre lui ci mancherà sinceramente, crediamo che lo spirito di Frankie rimarrà una forza guida. In questo momento difficile, sappiate che vi abbiamo nei nostri pensieri e nelle nostre preghiere.        

Sinceramente, Barack e Michelle Obama

[post_title] => Quella volta che Obama scrisse una lettera per Frankie Knuckles [post_excerpt] => Barack Obama è un grande fan della musica house, nata nella sua Chicago. Questo fu il suo omaggio. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => quella-volta-obama-scrisse-lettera-frankie-knuckles [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-01-20 12:55:40 [post_modified_gmt] => 2017-01-20 11:55:40 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=26201 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [4] => WP_Post Object ( [ID] => 26180 [post_author] => 74 [post_date] => 2017-01-20 09:30:12 [post_date_gmt] => 2017-01-20 08:30:12 [post_content] =>

Tutto pronto per la tredicesima edizione di Tomorrowland. Vediamo tutte le novità. 

  • Doppio weekend: 21-22-23 / 28-29-30 luglio 2017.
  • Il tema sarà Amicorum Spectaculum
  • Prima volta per i brand spagnoli Elrow e Ants che avranno un proprio stage in entrambi i weekend. I primi di venerdì, i secondi la domenica.
  • Spinnin’ Records avrà il suo palco.
  • Lee Burridge porterà in Belgio lo spirito del Burning Man con il concept "All Day I Dream".
  • Richie Hawtin presenterà il PLAYDifferently stage.
  • Claptone presenterà The Masquerade stage. 
  • Netsky avrà il suo palco così come la label canadese Monstercat (quelli di Jauz, Marshmello, Slushii, San Holo etc etc). 
Tomorrowland 2017
  • Dopo anni di assenza torneranno quelli di I Love Techno e Trance Energy.
  • Armin van Buuren avrà anche un suo stage A State Of Trance.
  • Martin Garrix avrà anche un suo stage: lo STMPD RCRDS stage. 
  • Così come: Afrojack, Axwell, Mark KnightLost Frequencies, Oliver HeldensSebastian Ingrosso Robin Schulz.
  • Eric Prydz presenta Pryda: presente!
  • Maceo Plex porterà il Mosaic concept.
  • Confermatissimi: Adam Beyer e lo stage Drumcode, Jamie Jones con Paradise e Solomun con Diynamic, Steve Aoki con Dim Mak, Dave Clarke, Laidback Luke con Super You & Me, Barong Family by Yellow Claw.
  [post_title] => Ecco i palchi di Tomorrowland 2017 [post_excerpt] => Elrow, Ants e I Love Techno tra i brand confermati per il doppio weekend del Tomorrowland belga di fine luglio. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => palchi-tomorrowland-2017 [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-01-20 10:30:47 [post_modified_gmt] => 2017-01-20 09:30:47 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=26180 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [5] => WP_Post Object ( [ID] => 26170 [post_author] => 9 [post_date] => 2017-01-19 17:00:11 [post_date_gmt] => 2017-01-19 16:00:11 [post_content] =>   Atlanta, la nuova serie tv che racconta l’hip hop, approda finalmente anche in Italia, dal 19 gennaio tutti i giovedì alle 23 su FOX, canale 112 del bouquet di Sky. Dieci episodi da venticinque minuti l’uno, trasmessi due alla volta, che raccontano le vicende di due aspiranti artisti, disperati e cialtroni il giusto, interpretati dal creatore della serie Donald Glover e da Brian Tyree Henry. Non mancano gli stereotipi del mondo hip hop: figure che cercano di affrancarsi dal ghetto, spacciando droga e cercando nel frattempo di sfondare nel mondo della musica, sia come performer che come manager, così come spuntano le rivalità che possono degenerare sino alle estreme conseguenze - altro che il dissing a colpi di tristi tweet - sempre con una sceneggiatura che mantiene il giusto equilibrio tra commedia e dramma. Donald Glover sa affrontare l’argomento da ogni punto di vista: come rapper è noto con lo pseudonimo di Childish Gambino; con tre album all’attivo. L’ultimo è uscito nel 2016 e si intitola ‘Awaken My Love’, un lavoro molto più funk che rap ma sempre in grado di lasciare il segno.   https://youtu.be/Kp7eSUU9oy8   Atlanta è più vicina ai film anni novanta di Spike Lee che non alle atmosfere patinate di Empire, altra serie in onda Sky, così come la stessa Get Down (in Italia su Netflix) punta invece più sulle radici e sulle origini dell’hip hop. Restano soltanto due considerazioni da fare: innanzitutto la qualità hollywodiana di queste produzioni, alle quali molti attori da Oscar chiedono regolarmente di poter partecipare – l’ultimo in ordine di tempo Ryan Gosling – e soprattutto la presa di coscienza che l’hip hop è davvero un mondo che merita di essere raccontato come un genere letterario e cinematografico, capace di fare incetta di premi, mettendo d’accordo sia critica che pubblico, impresa sempre assai complicata. Atlanta si è infatti appena aggiudicato il Critic’s Choice Award e 2 Golden Globe come miglior comedy e per il miglior attore protagonista. Già annunciata la seconda serie, che sarà in onda nel 2018, visti gli impegni di Glover, che reciterà in Spider-man: Homecoming e nel nuovo capito di Star Wars. 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Dopo il sorprendente esordio sul Main Stage dell’ Ultra Music Festival nel marzo 2014, un singolo pazzesco con Justin Bieber, un album certificato oro nel 2015, e un paio di giri del mondo, il duo aveva annunciato una pausa. Era stato lo stesso Skrillex a twittare la notizia, preoccupando i fan con un impietoso “no more Jack Ü shows for a long long time”.     Quella che sembrava essere solo una pausa artistica sembra però essersi trasformata in qualcosa di personale. Lo scorso 15 gennaio, Skrillex ha compiuto 29 anni. Diplo, non solo non ha fatto pubblicamente gli auguri al collega, come usa tra “bros”, ma il 16 gennaio, lo ha addirittura defollowato su Twitter. Mentre Diplo è concentrato sui Major Lazer (nuovo singolo e album a breve), Skrillex è uscito con un nuovo singolo per il quale ha eccezionalmente riunito la band del suo esordio: i From First To Last. Il titolo? Un fin troppo simbolico ‘Make War’, sul quale è fin troppo facile speculare...   [post_title] => Diplo e Skrillex hanno litigato? [post_excerpt] => I tempi di Jack Ü sembrano lontanissimi. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => diplo-skrillex-litigato [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-01-19 16:53:08 [post_modified_gmt] => 2017-01-19 15:53:08 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=26176 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [7] => WP_Post Object ( [ID] => 26167 [post_author] => 74 [post_date] => 2017-01-19 10:23:08 [post_date_gmt] => 2017-01-19 09:23:08 [post_content] =>   Qualche giorno fa, Diplo ha postato su Facebook l'elenco dei suoi album preferiti ai tempi del liceo.In poche ore il post ha totalizzato oltre 3 mila like, 60 condivisioni e 100 commenti. Vediamo allora quali sono questi dischi e soprattutto vediamo se corrispondono con i nostri...   Weezer - Blue Album Pharcyde - Bizarre Ride. Dj Shadow - Entroducing Radiohead - Kid A Bad Brains - Self Titled New Order - Substance Portishead - Dummy Massive attack - Protection Beastie Boys - III Communication Lee "Scratch" Perry - Return of the super ape Old Dirty Bastard - Return to the 36 chambers   Nel post ufficiale, Diplo in persona vi spiega il perché. [post_title] => Gli album preferiti da Diplo [post_excerpt] => Diplo ha postato su Facebook l'elenco dei suoi album preferiti ai tempi del liceo. 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Non prima, tuttavia, di averci raccontato alcuni dettagli sul loro ultimo lavoro.   https://youtu.be/yKriO0ciArM   Un album, per un artista, è un passo importante: con quali propositi nasce 'Materia'? Possiamo semplicemente dire che era tempo per mettere un nuovo sigillo alla nostra discografia e produrre un nuovo lavoro. Quando sei impegnato a suonare in giro per il mondo ti rendi conto che il tuo cervello è pronto a scrivere e comporre nuova musica. Abbiamo iniziato a produrre dei primi demo per cantanti e cantautori, sviluppato collaborazioni; dopo tutto questo è stato naturale fare una cosa tutta nostra. E siamo così partiti dal titolo, inizialmente provvisorio e in latino: 'Materia'. Un album, questo, con una sostanza fisica, pronto a riunire tutto ciò che rappresentiamo. Siete partiti dal presupposto di fare qualcosa di puramente trance o in generale di elettronica, priva di schemi? È un po' difficile da spiegare il nostro processo produttivo, che a volte nasce da pura composizione musicale, a volte da beat ascoltati in giro. Sicuro è l'imprinting trance. Per noi la trance è molto più di un genere, a volte è un mezzo e non un fine, intendiamo la trance come una sensazione musicale ma anche un stile di vita, e notiamo spesso che essa mette dei limiti al pensiero delle persone. Partiamo sempre dalla melodia e poi i avviciniamo al concetto di club, anche in fase di produzione. 'Materia' in questo caso è trance progressive che dialoga con il concetto di musica elettronica. La sua classificazione è secondaria. L'attuale singolo, 'Fall Into You', è la vostra terza collaborazione con JES. Cosa trovate di così tanto speciale nelle sue canzoni e nella sua voce? JES per noi è semplicemente una delle cantanti di maggior talento in circolazione da molti anni, il suo stile è unico, la sua voce, il suo timbro speciali. Non solo: il suo modo di scrivere è così riconoscibile, personale, che restiamo sempre impressionati quando ascoltiamo le sue idee. JES capisce perfettamente ciò che noi avvertiamo e cerchiamo in fase di produzione e così, naturalmente, aggiunge la sua parte, il suo intervento, con estrema naturalezza. È un piacere e un onore per noi lavorare con lei.   https://youtu.be/f1x16SkHizQ   Dopo 'Event Horizon', e appositamente per il nuovo album, avete prodotto un nuovo brano con Ferry Corsten: 'Dynamic'. Perché avete aspettato tanti anni per riaccendere questa collaborazione? A volte non è facile organizzare le produzioni a più mani: occorrono tante email, tante chat e il pezzo giusto per il team giusto. Con Ferry abbiamo iniziato il lavoro abbastanza velocemente. Dopo aver pubblicato 'Event Horizon' sull'etichetta di Ferry, la Flashover, gli abbiamo chiesto se non fosse il caso di fare qualcosa per 'Materia' e per la nostra, di label, la WYM Records. Ferry ha così accettato. Non vediamo l'ora per uscire anche con questo singolo congiunto, perché è uno dei nostri brani preferiti contenuti nell'album e le reazioni nei club, quando lo suoniamo, sono incredibili.   https://youtu.be/Wa42E292nsU   Come avete selezionato i restanti collaboratori di 'Materia'? Per Ilan Bluestone è stato semplice, siamo stati in tour con lui spesso ed è nata una vera amicizia. Ma c'è anche gente con cui vorremmo semplicemente fare qualcosa di più, come Alastor, dj e produttore di Los Angeles, semplicemente un musicista dotato di immenso talento, ed è per questo che siamo molto contenti di una traccia come 'Fight The Feeling'. Inoltre, abbiamo avuto il piacere lavorare per la prima volta con Julie Thompson e Tim White. Ma è possibile che viviate di soli pane e trance? Non avete un genere musicale a cui siete interessati, oltre alla trance? Sicuramente la techno e la deep house: sono generi che ascoltiamo con attenzione o che balliamo quando stiamo con gli amici, se c'è tempo. Quindi, alla fine, non vi scollate dalla progressive trance? Questo è un termine che la maggior parte delle persone, che non sono realmente conoscitrici della scena, molto probabilmente non capiscono. Per questo motivo chiediamo solo alle persone di ascoltare le nostre produzioni senza preconcetti. Alla fine, lo sappiamo, ci chiedono: 'Forte, ma questa è trance?'. Per noi, amanti del mondo trance, è un pugno allo stomaco. Ma in fondo noi siamo i Cosmic Gate e pensiamo che il nostro stile possa andare oltre a un genere: ci distinguiamo da tanti altri proprio per la nostra visione sonora.   [gallery columns="9" ids="26138,26139,26140,26141,26142,26144,26145,26147"]   Perché avete diviso l'album in due uscite separate? Avevamo messo insieme troppo materiale: metterlo tutto su un solo album sarebbe stato impossibile. Non volevamo escludere alcune tracce e così è nata l'idea di suddividerlo in due capitoli. Il mercato musicale si muove così velocemente, che uscire con due capitoli ci darà più tempo per pubblicare svariati singoli: 18 nuovi brani significano molto, vuol dire che se non li curi con attenzione rischi di bruciarli. Dove vivete ora e perché? Viviamo a Las Vegas e New York. Sono due città diverse e complementari, come noi del resto: grandi hub per il nostro lavoro e i nostri spettacoli. Sono luoghi di puro divertimento e stimolanti. Siete tornati in Back Hole Recordings con questo album. Cosa vi ha portato a lasciare Armada? Black Hole è una famiglia e Cosmic Gate anche: insieme, siamo un'immensa famiglia, che ha le stesse idee quando si tratta di creare e diffondere musica. Abbiamo il pieno sostegno in tutto ciò che facciamo, da parte di Black Hole, e questo è molto importante noi. La totale libertà artistica e il supporto per le nostre idee sono ingredienti fondamentali per la buona riuscita di un progetto musicale.   https://youtu.be/kyojfP3AM8c   Chi o cosa vi influenza di più oggi nel mondo del clubbing? Come detto, ascoltiamo molta techno. Non solo: seguiamo Eric Prydz e la sua Pryda, poi Stefan Bodzin, Maceo Plex. Quindi, niente EDM big room per voi? Per essere onesti, non produciamo big room o suoni da main stage perché riteniamo che il mondo EDM, inteso come quello dei festival, dei grandi appuntamenti, sia più una trappola che altro, almeno per noi. Quel suono non ci tocca personalmente, lo troviamo poco entusiasmante. A un sacco di gente piace. A noi no. Intanto la trance fatica a conquistare spazi proprio nel mondo dei festival. Non è abbastanza crossover, secondo voi? La musica si ripete perché spesso è ciclica: un giorno, siamo sicuri, la trance diventerà ancora più popolare, come durante la fine degli anni '90. Non ci vorrà troppo tempo. Qual è il prossimo Paese che salirà alla ribalta grazie alla dance? La musica elettronica è già, ovunque, un fenomeno mondiale. In alcuni territori si fa maggiormente sentire. Asia e Cina in particolare sono mercati che hanno ancora un notevole potenziale di crescita. La Cina è così grande ed estesa, col suo miliardo di persone, che sarà divertente da vivere quando si tufferà totalmente e definitivamente a piene mani sul settore della musica elettronica.     [post_title] => Per Cosmic Gate un tour, un album e la trappola dell'EDM [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => per-i-cosmic-gate-tour-album-trappola-delledm [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-01-18 19:48:57 [post_modified_gmt] => 2017-01-18 18:48:57 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=26134 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [9] => WP_Post Object ( [ID] => 26153 [post_author] => 3 [post_date] => 2017-01-18 09:10:43 [post_date_gmt] => 2017-01-18 08:10:43 [post_content] =>   Ieri era il 17 gennaio, una data importantissima per gli appassionati di musica. Non soltanto da club, non soltanto da ballare, non soltanto elettronica. Perché il 17 gennaio è il compleanno dell'uscita ufficiale di 'Homework', album di debutto dei Daft Punk e ideale spartiacque che ha segnato un nuovo punto zero nella musica dance.     daft punk1     Esagero? No. 'Homework' non solo rivelò al mondo lo straordinario talento di Guy-Manuel de Homen Christo e Thomas Bangalter. Sancì un passaggio fondamentale tra la prima generazione di produttori house e techno e una nuova scuola di menti molto più aperte, capaci di guardare in maniera trasversale ai generi, non solo quelli appartenenti alla dance ma anche al di fuori di essa. La generazione dei Chemical Brothers, dei Prodigy, dei Massive Attack e dei Leftfield, di Moby. Artisti che hanno saputo forzare la gabbia della produzione e riversare il rock, il funk, la psichedelia in una musica che fino a quel momento era per lo più intesa come antitesi del "suonato": i campionatori e i sequencer contro la sala prove, i dj contro i chitarristi, i loop contro le canzoni. I Daft Punk con 'Homework' non hanno sposato la canzone (quello lo avrebbero fatto più tardi e con risultati stellari). Hanno segnato un momento di reset totale. Come la nascita di Cristo ha diviso la storia dell'umanità in "prima" e "dopo", lo stesso 'Homework' ha segnato una svolta: ha tratto le migliori suggestioni di ciò che era stato fatto, della grammatica esistente, e ha creato una nuova sintassi. Il seme funk di 'Da Funk', di 'Burnin'', di 'Indo Silver Club'; la techno dura e spigolosa di 'Rock'n Roll' e 'Rollin' & Scratchin''; la house di 'Phoenix', 'Revolution 909'. 'Homework' è arrivato dal cielo in un momento in cui la musica aveva bisogno di un album così. I dj più preparati lo svisceravano in ogni set, da chi suonava house a chi pestava veloce; i più "facilotti" si accontentavano (si fa per dire) di un singolo come 'Around The World', un tool con una voce in loop capace di diventare tormentone estivo del 1997, un inno della club culture e uno dei punti di svolta nella messa in scena di un videoclip (il regista era il leggendario Michel Gondry). Moltissimo è stato scritto di 'Homework', molte altre cose potrebbero essere scritte ma in occasioni come queste è giusto concedersi ai ricordi. All'inizio pensavo di chiedere a qualche dj "storico" degli aneddoti sull'album. Poi ho pensato che siamo noi della redazione quelli bravi a raccontare la musica, un dj è più bravo a suonarla, no? Perciò ecco i racconti di alcuni redattori di DJ Mag, a cominciare, naturalmente, da me.     https://www.youtube.com/watch?v=mmi60Bd4jSs       Albi Scotti "Negli ultimi mesi del 1996 avevo iniziato a leggere Discoid, fanzine gratuita che trovavo da Skipper, mio dj shop di fiducia a Novara. Dopo la scuola bazzicavo quel posto mitico pieno di vinili e di dj che la sapevano lunga. Io avevo 15 anni e non possedevo ancora i piatti. Ma iniziavano a circolare i primi promo di questi Daft Punk, e tutti ne parlavano al negozio e su Discoid. Qualche mese dopo, appena il CD fu stampato corsi a comprarlo. Me l'ero fatto mettere da parte da Scivolo, il proprietario. Ricordo ancora tutto: era un sabato mattina, dopo mezzogiorno. Entusiasta, corsi fuori da scuola per passare a ritirarlo. Il mio amico Paolo, ai tempi cultore del punk, sperava mi fossi convertito, ma restò deluso qundo gli spiegai che si trattava di roba dance. Molti miei colleghi, leggerete, hanno metabolizzato nel tempo 'Homework'. Io no. Io resti folgorato immediatamente. Non lo dico per fare il figo, è semplicemente successo così. Quel disco mi stregò subito. Era come aver trovato finalmente qualcosa che sapevo di volere ma non avevo mai sentito. Ogni traccia mi raccontava qualcosa, ogni atmosfera mi era familiare. Ho portato la mia copia di 'Homework' con me in viaggi, vacanze, praticamente in ogni dj set che ho fatto, anche oggi che suono con le USB mi porto la copia in CD. È uno dei dieci album che considero più importanti nella mia vita e tra i più significativi della storia della musica del Novecento. E in quel magico 1997 dei miei sedici anni, contribuì a cambiarmi notevolmente la vita".   Riccardo Sada “Del "punk sciocco" me ne sono accorto in ritardo, dopo che la Soma li scoprì come fa un procuratore con un giovane talento del calcio: Midem di Cannes, Francia, 1997, dalla Virgin mi arriva una telefonata prima e una cartella stampa di plastica trasparente poi, con una biografia incomprensibile, due diapo (le ho ancora) e un CD promo. Con un'accortezza: 'Occhio Sada perché questi due spaccano'. Sorrido. Poi rido. Carico di preconcetti su questi due eroi misteriosi (e non ancora mascherati), ascolto: mi rendo conto che la musica da discoteca non sarà più come prima”.     https://www.youtube.com/watch?v=DBHipNYuAZk     Ale Lippi "Nel 1997 ero troppo piccolo per apprezzare fino in fondo il disco. Me lo portò mio padre da uno dei suoi tanti viaggi. Per lavoro si assentava da casa anche molti mesi di seguito e "per farsi perdonare" tornava con una vagonata di magliette da calcio (volevo ancora fare il calciatore) e di Compact Disc. Mi ha spiegato successivamente la sua tattica. Entrava in un negozio e si faceva dare i 10 CD più forti del momento dal negoziante, ignaro di avere tra le mani il destino di un futuro maniaco di musica dance. Ho ancora tutti quei CD, raramente ha sbagliato. Anche quando si trattava di pop, era sempre quello giusto. In un carico del 1997 c'era pure 'Homework'. Non lo capii subito. Ci sono voluti dieci anni anni di studio approfondito, culminato nel live di Torino del 2007. Lo aspettavo da almeno cinque anni".   Matteo Roma "Il mio primo incontro con 'Homework' è stato a cavallo del '98/'99. In quel periodo i canali musicali trasmettevano una quantità di materiale nuovo e interessante senza troppa paura dell'audience. E' stato così che, sotto effetto zapping, ho visto la prima volta il video di 'Revolution 909'. Non avevo ancora la maturità per capire che da quel momento in poi i Daft Punk avrebbero giocato in un campionato a parte per manifesta superiorità. Ci sono arrivato qualche anno dopo e non sono stupito che ancora oggi la loro influenza sia fondamentale per il successo di tanti altri protagonisti del mondo della musica elettronica".   Daniele Spadaro "Scrivevo e mi occupavo di musica elettronica a tempo pieno da un anno, ma non ero ancora stato completamente catturato. Poi arrivò il 1997, e con esso Prodigy, Chemical Brothers e Daft Punk. La prima volta che ho sentito 'Homework' credo sia stato con un'audiocassetta in auto, in uno dei tanti viaggi che si facevano con gli amici (uno sarebbe diventato un art director di un certo peso) per andare a scoprire nuovi club, nuovi dj, nuove serate. Dopo i primi due brani ci fermammo all’autogrill e si stette in macchina ad ascoltare il disco fermi, concentrati, quasi come si stesse assistendo ad una messa laica. Da allora non ho mai smesso di seguirli: i concerti a Milano con Dj Sneak, i set al Divino di Ibiza e quello al Cocoricò di Riccione, quest’ultimo uno delle pagine più tristi nella storia del clubbing italiano, a Miami durante il Winter Music Conference. E infine a Torino, Parco del Valentino, estate 2007. Quando salimmo tutti idealmente sulla loro astronave che sembrava una consolle. O forse il contrario. Siamo ancora tutti a bordo, in attesa di scoprire insieme nuovi pianeti".     https://www.youtube.com/watch?v=uURB-vo9rZ4   [post_title] => 'Homework' dei Daft Punk ha vent'anni e un giorno [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => homework-dei-daft-punk-ventanni-giorno [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-01-18 15:45:56 [post_modified_gmt] => 2017-01-18 14:45:56 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=26153 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [10] => WP_Post Object ( [ID] => 26130 [post_author] => 3 [post_date] => 2017-01-17 16:45:09 [post_date_gmt] => 2017-01-17 15:45:09 [post_content] =>   I fatti accaduti ieri al BPM Festival sono noti a tutti, purtroppo li abbiamo visti rimbalzare sui media internazionali e, come saprete, li abbiamo seguiti con apprensione, sia per la gravità intrinseca a ogni fatto di cronaca nera, sia perché è sempre motivo di amarezza vedere delitti del genere associati (in questo caso inevitabilmente) al nostro mondo. Un regolamento di conti tra narcotrafficanti ha provocato una sparatoria che ha portato alla morte di cinque persone (e quindici feriti) al Blue Parrot, dove si stava svolgendo la festa di chiusura del BPM. L'italiano Daniel Pessina, una donna messicana, e tre persone della sicurezza (un colombiano e due canadesi). Dopo ore di consigli e riunioni, la figura istituzionale Cristina Torres Gomez (Presidente municipale del Consiglio che coordina gli affari della Riviera Maya) ha dichiarato in un annuncio pubblico che il BPM Festival non avrà più luogo nell'area di Playa Del Carmen, cancellando così dieci anni di storia di una manifestazione che è diventata  tra le meggiori attrazioni nel mondo del clubbing, ed escludendo l'eventualità che il festival possa svolgersi a Playa Del Carmen nel 2018. Non sappiamo ancora cosa succederà, probabilmente l'evento verrà organizzato altrove. Il Messico è un Paese a due velocità: da un lato un crescente sviluppo economico e un flusso turistico in costante incremento, che porta milioni di persone da tutto il mondo e una mentalità internazionale. Dall'altro, i problemi con lo strapotere dei cartelli della droga, che hanno portato il Messico ad essere considerato dalle autorità internazionali come la nuova Colombia per quanto riguarda il narcotraffico e l'economia (e le impicazioni sociali) ad esso correlata. Ci dispiace ancora una volta dover constatare come la club culture debba subire le conseguenze di fatti che di fatto non possono essere imputabili all'organizzazione di un evento, di una serata, di un festival o dei suoi partecipanti. D'altro canto, è chiaramente difficile biasimare le autorità per una decisione del genere. Naturlamente BPM resterà sotto i riflettori a causa di questa sciagurata vicenda, com'è ovvio - è pur sempre avvenuta durante il festival - ma una sparatoria tra bande poteva avvenire ovunque. Ancora più amaro è il comunciato di Crisina Torres Gomez, che ha detto "mai più", come a sottolineare che un festival di questa portata è al di fuori del controllo che le autorità possono esercitare per mantenere l'ordine. Ancora sconvolti e addolorati per i fatti accaduti, speriamo comunque di vedere presto chiarite le dinamiche e di poter annunciare una nuova edizione del BPM, magari altrove, magari ancora a Playa Del Carmen, e dove a lasciare il segno non saranno i colpi di pistola ma la musica.   [post_title] => Il BPM Festival è cancellato (per sempre?) 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Li abbiamo incontrati sabato al K-Klass di Como per fare un po' il punto della situazione.   Come si porta avanti, nel 2017, un genere non più alla moda come la progressive? Come si fa a farsi notare pur senza essere risucchiati dai trend del momento? Potremmo stare qui a parlarne tutta la notte. Ovviamente non bisogna fare musica seguendo le mode, questo sembrerebbe scontato. Eppure conosciamo tanti produttori, anche amici, che di anno in anno cambiano completamente per adattarsi alla situazione. Ma così non sei più riconoscibile. Come fai a distinguerti se il tuo unico pensiero è quello di uniformarti alla massa? Le persone si accorgono subito quali sono quei personaggi che non fanno altro che saltare da una moda all'altra. Significa perdere di credibilità. Personalmente, non ci interessa essere passati in radio e cose del genere. Non ci interessano i numeri sui social, sappiamo benissimo quanto siano facilmente falsificabili. L'unica cosa che conta, per noi, è che ai nostri show partecipino persone che sono lì apposta per noi, che sanno chi siamo, sanno quello che facciamo, e ci amano per questo. Siamo fedeli a noi stessi perché è l'unico percorso musicale che ha senso, per noi. Siate fedeli a voi stessi.   Negli ultimi anni siete stati molto al lavoro dietro le quinte per arrivare a questo 2017. Cos'è successo? Sono successe veramente tante cose, ci sono stati grossi cambiamenti. Nell'ultimo anno e mezzo abbiamo potuto fare le cose come piace a noi. Grazie all'aiuto di Alfie e Charlie (i loro collaboratori, ndr) ci siamo spostati dalla Size, e abbiamo creato la Release, la nostra label. Ci siamo dedicati all'album e, più avanti, anche alla creazione del nostro show. C'è stato un grande lavoro da fare.     https://www.youtube.com/watch?v=Mfbdn0xs-N4     A febbraio uscirà il vostro primo album, 'Hope'. Parlatecene. Cosa significa per voi? C'è stata un'analisi durata anni prima di arrivare a capire come doveva essere il nostro album. Nel corso del tempo ci siamo resi conto di tutte le varie sfaccettature che volevamo far arrivare al pubblico. C'è tutto il nostro spettro musicale all'interno di 'Hope', vogliamo rivelare completamente noi stessi. Rappresenta il nostro specchio, puoi amarlo od odiarlo, ma quello che senti siamo esattamente noi a trecentosessanta gradi.   Quali difficoltà avete incontrato nel gestire una label? Beh, la difficoltà principale è facile da dire: c'è davvero tanta musica brutta in giro al giorno d'oggi. È molto difficile farsi spazio in mezzo a tutto questo con il materiale che secondo noi è valido e merita di essere ascoltato. Stiamo facendo un grande lavoro di talent scouting, abbiamo trovato un ragazzo portoghese al quale ci dedicheremo sotto ogni aspetto. Ne sentirete parlare. Ci stiamo spostando verso due diverse direzioni. Da una parte proporremo la classica progressive da festival, dall'altra staremo più attenti anche al materiale da club.   Da inglesi, come descrivereste la situazione della nightlife britannica dopo il caso fabric? È un argomento molto sentito in Inghilterra. Non volendo entrare in un discorso politico, possiamo dire che nonostante tutto, il nostro Paese sia comunque in un'ottima posizione musicalmente. Insieme al resto del mondo, anche qui c'è stata una grossa esplosione dell'EDM, e chiunque conosca un po' la scena dall'interno sa quanti aspetti negativi questa bolla abbia portato con sé. Nel tempo però ci siamo accorti come pian piano in Inghilterra questi aspetti negativi siano sfumati e anche spariti, cancellati da quello che invece c'è di buono in questo ambiente. È una cosa che non è capitata in molte zone del mondo. Senza dubbio la scena del Regno Unito funziona alla grande, molto sopra la media, e ne siamo molto felici. 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SECONDARIE

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Il nuovo anno è cominciato da qualche settimana e riparte Dj Mag Mixtape. La nostra avventura nasce per esplorare il mondo in piena evoluzione della migliore musica elettronica. Not For

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Afrojack è stato citato in giudizio dalla sua ex-fidanzata per 25 milioni di dollari per comportamento aggressivo e manie di controllo.

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di Dan Mc Sword, 19 gennaio 2017

I tempi di Jack Ü sembrano lontanissimi.

di Ale Lippi, 19 gennaio 2017

Diplo ha postato su Facebook l’elenco dei suoi album preferiti ai tempi del liceo.

di Ale Lippi, 19 gennaio 2017

  Il settimo album dei Cosmic Gate uscirà venerdì 20 gennaio e si intitola ‘Materia’. I fan del duo tedesco sono in visibilio, così come tutta la comunità legata al

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di Stefano Marano, 17 gennaio 2017

TERZIARIE

In tracklist: Maceo Plex, Pan-Pot, Jon Hopkins, gli italiani Undercatt e una world premiere di Pig & Dan.

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Si continua a seguire la pista del narcotraffico.   [post_title] => Sparatoria al BPM: un italiano tra le vittime [post_excerpt] => Tre delle persone uccise sarebbero turisti stranieri, più un uomo della sicurezza e un organizzatore di un festival canadese. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => sparatoria-bpm-italiano-vittime [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-01-17 10:16:16 [post_modified_gmt] => 2017-01-17 09:16:16 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=26118 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [1] => WP_Post Object ( [ID] => 26099 [post_author] => 3 [post_date] => 2017-01-16 14:37:31 [post_date_gmt] => 2017-01-16 13:37:31 [post_content] =>   "Con il cuore pesante vi comunico che alla fine di febbraio, Global Radio giungerà alla chiusura dopo quasi 16 anni di trasmissioni". Così Carl Cox ha annunciato la fine della programmazione del proprio broadcast, attivo dal 2000 e distribuito ovunque nel mondo. Lo show settimanale, prassi comune a moltissimi super dj e veicolo di comunicazione e promozione ormai tradizionale per nomi come Cox, cessarà la programmazione in febbraio. Carl Cox nel comunicato non aggiunge ragioni o motivazioni, affermando soltanto che le prossime settimane saranno epiche e che Global Radio "chiuderà col botto". Una stagione decisamente ricca di cambiamenti per il dj britannico, che già la scorsa estate ha deciso di concludere le serate Music Is Revolution dopo la fine del rapporto con lo Space Ibiza, che ha chiuso e cambiato gestione. Ora un altro punto fermo del mondo di Cox giunge al termine. Di sicuro ci aspettano diverse sorprese all'orizzonte in questo 2017.   [post_title] => Carl Cox annuncia la chiusura di Global Radio [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => carl-cox-annuncia-chiusura-global-radio [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-01-16 00:58:44 [post_modified_gmt] => 2017-01-15 23:58:44 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=26099 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [2] => WP_Post Object ( [ID] => 26095 [post_author] => 5 [post_date] => 2017-01-16 13:30:50 [post_date_gmt] => 2017-01-16 12:30:50 [post_content] =>   L'exploit di Alex Crossan, britannico meglio conosciuto come Mura Masa, rappresenta il tipico boom di chi non è destinato ad essere una cometa. Niente umorismo intelligente, niente Twitter, niente caschi elettronici. All'età di diciassette anni è semplicemente è entrato negli speaker di tutti quasi in punta di piedi, passando dal rappresentare il meglio dell'underground di Soundcloud al meglio delle hit radiofoniche in appena un paio d'anni. Adesso, poco più che un adolescente, Alex è reduce di un folle 2016 e la news di un debut album agli ultimi ritocchi, sta mandando i fans in estasi. Non è un azzardo ipotizzare l'imminente LP di Mura Masa come uno dei possibili dischi dell'anno. Me ne prendo la responsabilità. Ma procediamo per ordine.     Le origini È il 2014 quando questo ragazzino delle Channel Islands pubblica una certa 'Lotus Eater' su Soundcloud, un esperimento dalle sonorità orientali in uscita su Jakarta Records e poco dopo supportato da Annie Mac su BBC Radio 1, dando al diciassettenne una certa visibilità. Questo Mura Masa, con un passato polistrumentista hardcore, tira fuori dal cilindro un sound delicato e sensibile, che spazia tranquillamente tra r'n'b, trap ed hip hop, con un leggero tocco soul che scalda l'anima. La raccolta che segue 'Lotus Eater', Soundcloud To a Deathcomprende quattordici brani uno più originale e convincente dell'altro.   https://soundcloud.com/muramasamusic/are-u-that-somebody     La sensibilità pop  In seguito alle prime release in free download, questo piccolo act indie dimostra di saperci fare e di possedere uno shining particolare che qualche anno dopo ha lui stesso definito come una "sensibilità pop". Un saper spaziare in dimensioni completamente differenti, adattandosi al sound del nome con cui si collabora, mettendo insieme generi musicali discordanti senza perdere quel che inconfondibile che, ascoltandolo, non ti fa star fermo. "Non sempre mi piace. In ciò che offro cerco sempre di essere ricercato ed elegante, ma il risultato è semplicemente catchy", un risultato per cui sono sicuro che buona parte della scena metterebbe la firma col sangue. In un'intervista del 2016 parla della scoperta di James Blake, e del suo nuovo modo di concepire la musica elettronica subito dopo averlo ascoltato. "Ascoltando Blake ho realizzato che musica elettronica non significa solo house e bass. Ho capito che si trattava di qualcosa ben superiore al semplice club", così ha detto. Una visione che può sembrare close minded, ma abbastanza comprensibile per chi si è approcciato al mondo del djing in una scena come quella inglese, dove la club culture è una vera e propria istituzione. La scoperta di Blake, e di quell'emisfero indie dance che Alex non aveva mai considerato, gli permette di scoprire un aspetto sensibile dell'elettronica che gli darà carta bianca per la sua pura creatività, che perfettamente si fonderà con la sua capacità di approcciarsi a qualsiasi tipo di macchina, merito del passato polistrumentista.   https://soundcloud.com/muramasamusic/lotus-eater-1   Un anno per conquistare tutti  Il 2015 inizia con il mix per Diplo&Friends, con Thomas Pentz che ancora una volta si vede precursore di un astro nascente del pop. Quindi escono 'Love For That' con Shura e 'Firefly' con NAO, con quest'ultima che tocca la diciassettesima posizione nella Top100 mondiale di Billboard, unendosi a 'Love For That' e ad un'altra manciata di pezzi interessantissimi per l'EP Someday Somewhere. Poi la conquista delle chart mondiali con 'What If I Go?', vera e propria hit pubblicata sulla sua Anchor Point. Il brano entra nelle case di tutti, viene inserito nella playlist di FIFA, viene candidata agli UK Music Video Awards e improvvisamente il mondo scopre Mura Masa. 'What If I Go?' è il fascino della giovinezza, spensieratezza senza brillantini, leggerezza assoluta. E nel 2015 il nome di Alex Crossan, appena maggiorenne, è citato in tutti i maggiori portali musicali tra le migliori rivelazioni dell'anno. La sensibilità pop colpisce infallibile.   https://soundcloud.com/muramasamusic/what-if-i-go-1   Il 2016 di 'Love$ick' Passa qualche mese dal boom di 'What If I Go?' e alcuni tra i maggiori rapper della scena USA vogliono avere a che fare con questo ragazzino che con facilità spiazzante trasforma l'r'n'b in dance anthem spacca-classifica, che oltre ad essere un asso nella produzione si dimostra abile anche nel songwriting, firmando 'Seven Months' di Låpsley. Si fa avanti A$AP Rocky, che prende la sua 'Lovesick Fuck' di Someday Somewhere e ci butta su qualche rima. Il pezzo esce, si ribattezza 'Love$ick' ed è subito hit. Nel 2016, appena ventenne, Mura Masa è primo nella chart mondiale di Billboard e 'Love$ick' è di nuovo su tutte le maggiori radio mondiali. Esce il remix di Four Tet ed un video ufficiale dal sapore vintage, e BBC Music inserisce il brano tra le migliori hit del 2016.   https://www.youtube.com/watch?v=ZJM4AQSbZDk   Il fascino del debutto  In due anni di dance anthem, sperimentazioni e collaborazioni, Alex ci ha fatto capire di che pasta sia fatto. Per questo il debut album - come mi piace ribadire sempre per i grandi exploit - sarà il passo decisivo della sua carriera. Perchè il grande debutto discografico, per chi a vent'anni è così in alto e viene distribuito da Polydor ed Interscope, è semplicemente il momento della verità: cometa o stella? Mi sento sicuro di scommettere sulla seconda. Dell'album in arrivo si sa poco, a parte il titolo - To Fall Out Of Love To - e che fosse previsto per la fine del 2016 per poi slittare al 2017. Possiamo aspettarci qualche altra interessante collaborazione, ma senza troppo altruismo. Alex lo ha più volte ribadito, non è la conquista dei palchi mainstream il suo obiettivo primario. La sua musica deve restare libera, trovare la sua strada ogni giorno provando percorsi differenti. Perciò non mi stupirebbe ascoltare un album che spacchi qualche schema, anche all'interno dell'universo Mura Masa. Va benissimo anche così. Nel 2017 comanda Alex.        [post_title] => Il 2017 è l'anno di Mura Masa [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => 2017-lanno-mura-masa [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-01-17 10:19:51 [post_modified_gmt] => 2017-01-17 09:19:51 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=26095 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [3] => WP_Post Object ( [ID] => 26107 [post_author] => 74 [post_date] => 2017-01-16 10:27:49 [post_date_gmt] => 2017-01-16 09:27:49 [post_content] =>

Sparatoria nella notte al BPM Festival di Playa Del Carmen, in Messico. Un uomo avrebbe aperto il fuoco al Blue Parrot durante il party di chiusura firmato elrow.

Al momento non ci sono conferme sul numero esatto di morti che purtroppo dovrebbero essere una decina. Fonti parlano di 8 vittime.

Inoltre, è stata esclusa la pista del terrorismo. Si parla piuttosto di un regolamento di conti relativo al traffico di stupefacenti.

Il festival è stato ovviamente sospeso.

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[post_title] => Sparatoria al BPM Festival. Si parla di 8 morti. [post_excerpt] => Un uomo avrebbe aperto il fuoco al Blue Parrot. Si segue la pista del narcotraffico. 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Mangaboo è un duo peculiare che mette insieme elettronica, produzione, forma canzone e incursioni in territori più colti. Anche dal vivo sono notevoli. Oggi vi proponiamo una première del loro nuovo remix per i Rumours, trio nato a Londra dall'incontro di due norvegesi e un italiano: Mark, Marion e Fede. La scorsa estate hanno pubblicato l'EP 'Shapes', che ha raccolto diversi consensi, e ora il nuovo singolo 'Cold Blooded' vede il remix dei Mangaboo. Proprio a Giulietta e Pisti abbiamo fatto qualche domanda. Le trovate qui sotto il link a cui potete ascoltare il remix.     https://soundcloud.com/mangaboomusic/rumors-cold-blooded-mangaboo-remix/s-5NitA     Raccontatemi tutto di Mangaboo! Come nasce il duo e quali sono gli obiettivi del progetto? Giulietta: Ci siamo incontrati durante il Torino Jazz Festival. Pisti: Mi era stata assegnata la direzione artistica di Fringe In The Boxx, un progetto interno alla rassegna che prevedeva il campionamento di jazzisti provenienti da tutto il mondo, per poi fornire il materiale a vari produttori di musica elettronica in modo da ottenere nuovi brani. Data la formazione e la conoscenza di Giulietta nel campo del jazz, abbiamo deciso di lavorare insieme al progetto. Questo ci ha fatto scoprire una grande affinità in termini di gusti musicali, ed è stato naturale rivederci anche dopo la rassegna per provare a costruire insieme qualcosa di nuovo. G: Siamo subito entrati in sintonia. Pur avendo un passato musicale differente e ascoltando generi diversi abbiamo trovato in Mangaboo un intento musicale identico e ci siamo subito addentrati in questo nuovo mondo. E l’obiettivo quando si scopre un nuovo mondo è di esplorarlo, ascoltare e vedere la novità, mantenendo ciò che si ha intorno, entrare in sinergia con esso per capire cosa aggiungere di inedito. Oltre a fare molti concerti, è la scrittura la cosa che più amiamo! Mangaboo per noi è un mondo fatto di immagini, di suoni e di paesaggi. La musica ci ha fatti incontrare, e abbiamo scoperto di avere in comune un forte legame con il paesaggio: il paesaggio italiano dipinto dai nostri pittori dal Duecento in poi, il paesaggio sottomarino, i deserti, i paesaggi equatoriali, il paesaggio immaginario. P: Tutta l'opera grafica di Mangaboo è incentrata sul paesaggio, dalle copertine del remix e dell'album realizzate da Alessandro Gioiello, artista torinese, al nostro primo video diretto da Cy Tone a cui abbiamo chiesto di collaborare con Alessandro per fornirci un immaginario visivo che rispecchiasse e completasse la nostra musica. Mi raccontate com'è nato il remix per i Rumours e come lo avete portato a termine? P: E’ sempre bello fare un remix, si può stravolgere tutto. Reinterpretare il paesaggio dei Rumours voleva dire farli entrare nel nostro club, nello spazio di Mangaboo alle quattro di mattina, quando il ritmo viaggia per far danzare i piedi. G: La notte ha un significato importante per noi che la popoliamo... P: ...è la nostra conchiglia per ascoltare il mare. Abbiamo uno piccolo studio dove amiamo chiuderci e far cantare i synth e le drum machine. Campionare con l’akai le loro voci rimasticandole o - e questo è quello che ci piace più fare - suonare il juno dentro uno Space Echo a nastro. Insomma, ci siamo divertiti a fare suonare i nostri strumenti rifacendo Cold Blooded. G:  Il lavoro che abbiamo svolto su 'Cold Blooded' dei Rumours è stato molto creativo e stimolante, abbiamo utilizzato i campioni della canzone originale seguendo il nostro gusto. La scrittura di musica elettronica, di colonne sonore e remix è una novità per me, tutto è iniziato con Mangaboo: prima della nostra collaborazione ero solita scrivere linee vocali, testi e arrangiamenti pianistici su tracce elettroniche pre-esistenti; con Pisti ho cominciato a suonare e scrivere parti complesse con i sintetizzatori e a inserirle negli arrangiamenti del nostro live, nelle colonne sonore delle sfilate di moda, per poi arrivare ai remix. Siete l'interazione di una cantante/musicista e di un dj/producer, una combinazione di competenze che può sbocciare in forme molto originali. Come pensate di potervi distinguere da tutto ciò che sentiamo in giro? G: Io e Pisti, durante le nostre rispettive carriere musicali, festaiole e nomadi, abbiamo avuto la fortuna di girare l'Italia, l'Europa e il mondo facendo e ascoltando musica, ammirando i paesaggi, ballando e parlando con la gente; l'insieme delle nostre esperienze e delle nostre idee è un grande bagaglio, metterle a confronto e fonderle in Mangaboo è un lavoro sincero, pregno di una sorta di unicità. P: Avere competenze differenti è un vantaggio, lo scambio è sempre nuovo quando si decide di avere un gruppo. Dobbiamo lavorare molto alla scrittura e migliorare sempre di più il live. La strada l’abbiamo tracciata, ma siamo qui per renderla più scorrevole e a disposizione di tutti. Perché trovare il nostro suono è una ricerca divertente e spesso sincera, ma siamo due cavalli imbizzarriti e ogni tanto ci dobbiamo dare un po di briglia.         [post_title] => Première: Rumours 'Cold Blooded' Mangaboo remix [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => premiere-rumors-cold-blooded-mangaboo-remix [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-01-16 12:29:34 [post_modified_gmt] => 2017-01-16 11:29:34 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.djmagitalia.com/?p=26092 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) )

Tre delle persone uccise sarebbero turisti stranieri, più un uomo della sicurezza e un organizzatore di un festival canadese.

di Ale Lippi, 16 gennaio 2017

  “Con il cuore pesante vi comunico che alla fine di febbraio, Global Radio giungerà alla chiusura dopo quasi 16 anni di trasmissioni”. Così Carl Cox ha annunciato la fine

di Alberto Scotti, 16 gennaio 2017

  L’exploit di Alex Crossan, britannico meglio conosciuto come Mura Masa, rappresenta il tipico boom di chi non è destinato ad essere una cometa. Niente umorismo intelligente, niente Twitter, niente

di Federico Piccinini, 16 gennaio 2017

Un uomo avrebbe aperto il fuoco al Blue Parrot. Si segue la pista del narcotraffico.

di Ale Lippi, 16 gennaio 2017

  Mangaboo è il nuovo progetto discografico di Dj Pisti, personaggio che non ha bisogno di presentazioni vista la sua lunga permanenza nei Motel Connection e la sua fondamentale importanza

di Redazione, 16 gennaio 2017