Mercoledì 16 Agosto 2017
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Gallipoli, titolare Praja si autodenuncia: “troppa gente, così ci scappa il morto”

Dichiarazioni che fanno discutere da parte di uno dei soci del club salentino

 

“Ogni sera nel nostro locale ci sono 5-6mila persone, ma la capienza reale è di circa 2mila”. Parole di Alessandro Toffi, socio della Praja di Gallipoli, riportate ieri sulla Gazzetta del Mezzogiorno e oggi sul Fatto Quotidiano. Una rivelazione di quelle scomode, e che sicuramente su un quotidiano assicura click e shock, soprattutto da parte di quei lettori che non frequentano abitualmente club e serate. Tuttavia, leggendo le dichiarazioni di Toffi (che sarebbe comunque interessante approfondire e verificare), emerge un quadro allarmante, e che – per quanto sia un segreto di Pulcinella – non fa certo onore al sistema dell’intrattenimento italiano. Perché se è vero che molto spesso la capienza riportata sulle documentazioni ufficiali è molto più bassa non solo di quella effettiva, ma proprio di quella reale, fisica, che un locale può contenere (mettiamoci norme troppo restrittive, mettiamoci compromessi con le autorità per poter ottenere licenze e permessi adeguati), è anche vero che troppi club ancora giocano una partita non pulitissima quando si parla di questioni relative alla sicurezza.

Un segreto di Pulcinella, dicevo, non serve essere esperti per accorgersene. Nelle serate importanti, i locali fanno il pienone, il fatturato sale, far entrare “qualche spettatore in più” è la norma. Sia chiaro, non sto generalizzando, ma il fatto che uno dei soci di un club popolare come la Praja faccia coming out sulla faccenda proprio a metà agosto, nel pieno della stagione estiva, è significativo. A me personalmente è capitato diverse volte di trovarmi in situazioni non proprio serene, nonostante l’agio di trovarmi spesso in aree “protette”, come backstage, palchi o camerini. Ma vedere ragazze e ragazzi, spesso giovanissimi, pressati in modo anomalo non mette addosso una sensazione piacevole. Le cose non vanno mai storte, ma quando succede, allora è meglio non pensarci. Tornando sull’affaire Praja, Toffi dichiara alla Gazzetta del Mezzogiorno che “La Praja ha una capienza certificata di 2000 persone. Quindi uscite di sicurezza, sistema antincendio e vie di fuga autorizzati per 2000 persone. Ogni notte i miei soci ne mettono dentro 5.000-6.000. Stessa cosa fa la discoteca Cave. Ho scritto pochi giorni fa una pec a tutte le istituzioni in cui segnalavo i grossi pericoli che ogni notte corriamo nel continuare ad ammassare ragazzi uno sull’altro all’interno delle mura della Praja”. Smentisce invece il socio di maggioranza, Francesco Susca, sempre sulla Gazzetta del Mezzogiorno: “oggi si è stati costretti a leggere le sue dichiarazioni che oscillano tra il diffamatorio ed il calunniatorio, alla stregua di evidenze documentali. Fare dei commenti rispetto a dichiarazioni concernenti l’attuale linea di gestione della Praja, provenienti da chi ammette di essere stato posto fuori da essa da tre anni a questa parte, è paradossale, poiché circostanza che si commenta da sé”. (leggete le sue dichiarazioni complete QUI).

Tutto questo sicuramente porterà a muovere qualcosa – o almeno speriamo – nell’attenzione che viene rirservata a un tema delicatissimo come quello della sicurezza. In passato ci siamo occupati di problemi relativi al nostro mondo, due anni fa tutto il casino sollevato dopo la faccenda dei ragazzi morti fuori dal Cocoricò si era evoluto, tristemente, in una campagna mediatica ignorante, retrograda, prevenuta, atta solo a puntare il dito contro i locali. Invece di pensare a come prevenire il fenomeno, si è preferito strumentalizzarlo. A mio avviso, quello della sicurezza è un tema molto grave, perché riguarda proprio tutti. Seguiremo il caso con la speranza di vedere cambiare certe abitudini, sia in ambito strettamente imprenditoriale, sia da parte di chi di sicurezza si deve occupare, sia da parte dei media generalisti, che non si limitino come sempre a fare una brutta speculazione inquisitoria sul mondo dei club, ma cerchino una volta tanto di essere limpidi e costruttivi trattando un argomento complesso e serio.

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Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.