Venerdì 27 Aprile 2018
Clubbing

Get Lost, Dirtybird e il party come esperienza

I party di Damian Lazarus e Claude Vonstroke sono tra i migliori in circolazione. Siamo andati a scoprire perché.

Damian Lazarus e Claude Vonstroke sono due degli artisti che stanno interpretando meglio il concetto contemporaneo di underground. Un concetto che siccome non sembra (o non vuole) – suo malgrado – poter evitare dinamiche di comunicazione tradizionali, viene dunque sfruttato nel modo migliore e più coerente possibile per creare mondi di riferimento in cui una community di clubbers possa ritrovarsi. Get Lost e Dirtybird (nelle varie declinazioni Campout o Players nel caso della Winter Music Conference 2018) lavorano bene in questa direzione e propongono party chiacchieratissimi, partecipatissimi e amatissimi. Com’è successo anche durante durante l’ultima Miami Music Week.

Get Lost
Lemon City Studios is a creative co-working space and hub for events, music, showcases, arts, and conscious experiences” si legge nella presentazione della location scelta per la tredicesima edizione di Get Lost, appuntamento annuale voluto e organizzato dal dj e produttore inglese Damian Lazarus, giunto quest’anno alla sua tredicesima edizione. Get Lost non è un party tradizionale ma un’esperienza lunga 24 ore, dalle 5 dal sabato mattina alle 5 della domenica mattina. I biglietti vanno sempre a ruba anche se le release successive agli Early Bird sono piuttosto care. Si arriva a toccare anche i 200 dollari per il biglietto che permette di fare quello che vuoi in termini di entrate, uscite e accessi ad aree riservate dove bere e rilassarsi come si deve. Gli studi di Lemon City sono in una zona di downtown che nessuna guida to consiglierebbe. Get Lost ne colonizza una piccola parte creando una safety place decisamente affascinante. L’ambientazione è quella tipica del modo di essere di Damian Lazarus, ovvero onirica, trascendentale e naturalistica. Il palco in legno del main stage ricorda un piccolo tempio maya che con i fasci lazer notturni assume una dimensione altera. Lo stage si chiama MU. Insieme a Theia, Lemuria e Garden Of Eden compone un mondo inesplorato secondo alcune leggende che raccontano di una civiltà pre-continentale, alternativa all’unica forma fantastica universalmente riconosciuta e cioè Atlantide. Scrivere a questo punto “parata di stelle in console” non è mai stato più adatto. Sono più di 50 i dj nel firmamento di Get Lost. Troppo spesso eventi e festival prendono in prestito il termine “esperienza” per descrivere la giornata tipo del cliente ma questo è uno dei casi in cui ciò avviene davvero. La festa si sviluppa su 24 ore dove la notte lascia il posto al giorno e viceversa per tre cicli, regolari da dj set di indubbia qualità da gustare senza fretta in base ai propri gusti. Get Lost è un party da provare assolutamente una volta nella vita. Dal tramonto al tramonto, quando ti ricapita?

© Photography by Khris Cowley for Here & Now (fb.com/wearehereandnow)

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© Photography by Khris Cowley for Here & Now (fb.com/wearehereandnow)


Dirtybird

Dal tramonto all’alba e oltre è invece il concept del party della label di Claude Vonstroke all’anagrafe Barclay Crenshaw, che ha scelto il Club Space Miami per mettere in scena uno dei sui attesissimi gathering americani. Partiamo dalla fine. Il dj set di Justin Martin al tramonto (8:00/09:30) è stata una delle cose più eleganti e sublimi che le mie orecchie abbiamo sentito nell’ultimo periodo. Un dj set perfetto, intimo, capace di toccare le corde di chi si trovava in pista da molte ore e di chi, come me, aveva deciso di presentarsi fresco alla prime ore del mattino sperando proprio di incappare in un momento come questo. Bassi profondi e sincopati, vocal disco e perfino groove drim and bass in una mattinata perfetta sulla terrazza del Club Space, che tanto ricorda quella del defunto Space di Ibiza. Tra i due locali non c’è connessione aziendale ma Louis Puig costruì il club di Miami proprio dopo un viaggio a Ibiza. Puig nel 2013 ha venduto il club che comunque continua ad essere l’alternativa più credibile allo strapotere EDM che la Winter Music Conference ha in qualche modo subito negli ultimi anni, cambiando la sua missione ma non la sua energia. Anche grazie al Club Space che durante la settimana della musica propone una programmazione di grandissimo livello con feste infinite. Dal tramonto all’alba e oltre, appunto. Una di queste è il Dirtybird Players, showcase dell’etichetta di Claude Vonstroke che con i concept party Campout e BBQ ha conquistato un’importante fetta del mercato tech house. La label nata a San Francisco è stata più volte nominata come “Underground Label of the Year” e ha saputo costruire un rapporto fortissimo con vecchi e nuovi fan grazie ai BBQ party in tutti gli Stati Uniti. Sostanzialmente Claude Vonstroke e la sua band organizzano campeggi per adulti dove ascoltare musica, grigliare buon cibo e sollazzarsi con varie attività ludiche. Quando i barbecue non sono bastati più si è passati alla formula del minifestival Campout. Lo Showcase di Miami ha messo insieme tutti questi elementi. La musica è stata curata da Ardalan, Billy Kenny, Bruno Furlan, Christian Martin, Claude VonStroke, Kill Frenzy, J.Phlip, Justin Jay, Justin Martin, Maximono, Tiga, Walker & Royce, Will Clarke, Worthy e gli special guest Eats Everything e Green Velvet. L’atmosfera è stata ricreata da un pubblico eterogeneo, colorato e carichissimo che ha saputo ricreare l’atmosfera di campeggi estivi by Dirtybird. Anche se non ci sono mai stato. Però mi è venuta voglia, quindi la festa è più che riuscita.

Photo by - Adinayev.com

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Ale Lippi
Scrivo e parlo di Electronic Dance Music per Dj Mag Italia e Radio Deejay (Albertino Everyday, Deejay Parade, Dance Revolution, Discoball). Mi occupo di club culture a 360°, dal costume alla ricerca musicale.
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