Sabato 23 Settembre 2017
Costume e Società

Gianluca vi sta sfuggendo di mano

 

Ieri sera parlavo di Gianluca Vacchi insieme al mio carissimo amico Filippo. Pippo non è un grandissimo frequentatore di club, né un esperto di musica dance e dintorni. Ma in maniera molto candida e limpida mi ha detto: “ma sì, Vacchi è un ricco annoiato che non sa come tirar sera. L’anno scorso ha scoperto Instagram, e ha deciso di diventare amico dei calciatori. Quest’anno il nuovo giocattolino è fare il dj. Tra qualche mese si stuferà e si inventerà qualcos’altro. Beato lui che non hai il mutuo da pagare e se lo può permettere”. Ecco, il mio amico ha centrato la questione in maniera molto più lucida di molti soloni del Web.

Gianluca Vacchi è diventato l’argomento di conversazione e di scontro principale di chi parla di musica dance in Italia e questo è sinceramente ridicolo. Non si può trattare con la medesima serietà chi fa musica nella vita, chi con professionalità e grande dedizione mette la musica al centro della propria esistenza e un personaggio che invece si è incapricciato di questo mestiere perché lo diverte in un momento della sua vita come tanti, al punto da volerlo mettere in mostra e ricavarne della visibilità.
L’errore che molti stanno commettendo, dai dj affermati agli opinionisti della musica che devono sempre dire lal loro su tutto, è doppio: innanzitutto prendersi troppo sul serio, perché se è vero che la musica è cultura, ostentare snobismo fa diventare i dj parte di quel carrozzone che questo lavoro e la sua attitudine hanno sempre voluto combattere, essendo per definizione l’alternativa all’establishment. In secondo luogo, questa mancanza di ironia, questa seriosità, sembrano celare un complesso di inferiorità. Se si è sicuri dei propri mezzi, della propria statura, non si ha bisogno di certe prese di distanze. Quando si ha un curriculum che parla da sè, non serve cancellare una serata con Vacchi per confermare una credibilità costruita in quasi 40 anni di impeccabile carriera.
A me sembra che i dj e una certa critica musicale italiana si stiano perdendo dietro un fenomeno che stanno costruendo loro stessi, con questo terrore che rovini la scena. Ma è la stesso ambiente che non ha mai rifiutato le lusinghe dei salotti TV, delle modelle in consolle, delle amicizie VIP, delle improbabili candidature politiche. Ora, tutt’a un tratto, fa figo vestire la giacca della purezza? A me Gianluca Vacchi sta simpatico già solo per aver scombussolato tutta questa ipocrisia. Poi, se mi chiedete un parere su di lui come dj, non l’ho ancora sentito, non posso giudicarlo. Ma come mille altri improvvisati prima di lui, ha due strade: farsi un gran culo e diventare davvero un dj, o finire nell’oblio dopo una breve stagione sotto i riflettori. Quanti ne abbiamo visti?
Chiudo con una riflessione: perché non abbiamo mai sentito Carlo Cracco lamentarsi dei VIP che si improvvisano chef, o Renzo Rosso dei calciatori che si improvvisano imprenditori della moda? Del Piero si indignava forse perché il figlio di Gheddafi scendeva in campo al suo fianco con la Juve? Pensateci, e datevi una risposta. È tutto qui.
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Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.