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  • 21 settembre 2016

  • scritto da Dan Mc Sword

I vent’anni della Global Underground

 

Era il 1996 quando la Global Underground uscì con la sua prima compilation, la prima di una lunga serie firmata ogni volta da un dj diverso e dedicata sempre una nuova città ed ai suoi suoni. Una collana iniziata con Tony De Vit e Tel Aviv, e che è arrivata lo scorso anno al numero 41 con James Lavelle e Napoli: le altre 39 sono state selezionate tra gli altri da Paul Oakenfold, Sasha, Digweed, Carl Cox, Solomun. Lo scorso anno la G.U. è tornata nelle mani del suo fondatore originario Andy Horsfield, pronto a restituire al brand il giusto smalto.

 

 

L’imminente ottobre lo dimostra: giovedì 20 esce infatti ‘Twenty’, un triplo cd e triplo vinile con il meglio di questi vent’anni, accompagnato un libro fotografico di 112 pagine, selezionate da un database di oltre 100mila immagini. In tracking list Moby, Sasha, Dixon, Dubfire e tantissimi altri ancora. Due i party in programma per presentare Twenty: giovedì 20 ottobre al Q Factory di Amsterdam e venerdì 28 al Ministry of Sound di Londra. Sempre giovedì 20 Global Underground festeggerà la sua 100esima release, il suo grande classico ‘Mexico Can Wait’ di Roland Klinkenberg feat DJ Remy, con i nuovi remix di Gabriel Ananda, Matthew Jonson ed altri ancora.

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L'autore: Dan Mc Sword
Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.
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