Mercoledì 16 Agosto 2017
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Le interviste degli Mtv Digital Days: The C.I.P

Agli Mtv Digital Days, lo scorso 12 e 13 settembre, ho incontrato gli artisti selezionati per il premio New Generation Electro, artisti che si sono poi esibiti in apertura delle Electro Night alla Venaria Reale. Iniziamo queste interviste proprio dai vincitori del premio.
The C.I.P sono un duo livornese, formato da Simone e Michele. Il loro sound risente dell’electro-pop degli anni ’80 e di influenze di diverse band contemporanee. Mi sono fatto raccontare i loro progetti, il loro mondo sonoro e le loro prospettive artistiche.

Inizio quest’intervista confessandovi una cosa: non so molto di voi, devo ammettere di non avere studiato la lezione per bene, questa volta. Ma onestamente trovo ancora più interessante farmi raccontare tutto il vostro mondo da questo punto di vista poco preparato. Come nasce il vostro nome e il vostro progetto?
Michele: Il nostro nome è nato praticamente in studio, stavamo pensando a qualcosa di efficace, corto e d’impatto. All’inizio ci venne in mente Cheap, come a sottolineare un aspetto auto-ironico nel chiamarci con un termine che indica una cosa di scarso valore (cheap in inglese significa economico, poco costoso, spesso è utilizzato in senso quasi dispregiativo, NdA). In seconda battuta, abbiamo deciso di cambiarlo in The C.I.P, aggiungendo il “the” e trasformandolo in un acronimo, pur mentendo la stessa pronuncia fonetica, perché ci piaceva visivamente e dava un senso di curiosità.

Parlatemi del progetto The C.I.P, ora che mi avete catturato con l’acronimo.
M: Il progetto è italianissimo, noi siamo di Livorno, ci siamo formati un anno fa, veniamo da due background diversi e alle spalle abbiamo già qualche esperienza in ambito musicale. Volevamo tentare un approccio più vicino al pop, senza tradire le nostre radici nella musica elettronica. Così ci siamo rinchiusi in studio a Roma per quattro mesi con il nostro producer/manager Antonio Filippelli di Volcan Records, per produrre l’album “Daydream”, ne è risultato un compromesso tra sonorità anni ’80/’90 e un tiro contemporaneo.

Quali sono i vostri riferimenti, visto che parlavi di due background diversi?
M: Da un lato ci sono le mie influenze anni ’80, come Depeche Mode, The Cure; dall’altra il sound dei ’90 di cui è innamorato Simone. Poi abbiamo dei riferimenti contemporanei, soprattutto in tre band che possiamo citare come nostra influenza: i Chvrches, i Capitol Cities e gli Empire Of The Sun. Si tratta di gruppi piuttosto noti anche in Italia.

Dal vivo come vi muovete?
M: Abbiamo un’impostazione da live set, anche se abbiamo ridotto il set up. Io ho lasciato i sintetizzatori, mi sono messo al microfono, per cui durante lo show canto e faccio il pazzo.
Simone: Io sono invece dietro le macchine: drum machine, launchpad, mixer. Quando abbiamo pensato di portare dal vivo i nostri brani abbiamo cercato di semplificare il set up per ragioni di praticità, senza rinunciare però a quanto ci è utile per sviluppare al meglio il nostro spettacolo.

Quali sono le vostre prossime uscite discografiche?
M: L’album “Daydream” è uscito a giugno e stiamo per pubblicare “The pretender”, il secondo singolo. Vogliamo promuoverlo con un video dall’appeal internazionale e probabilmente lo gireremo in Australia.

Non ci resta che augurare buona fortuna ai The C.I.P, che si sono aggiudicati il premio di Mtv, come dicevamo in apertura, e che hanno aperto il sabato sera del festival torinese con il loro live show “macchine e voce”.

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Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.