Domenica 22 Ottobre 2017
News

Kygo fa un flop da record!

I dati relativi a 'Stargazing EP' diffusi da Chart Data mettono Kygo di fronte a un flop da record.

Esattamente una settimana fa Kygo ha pubblicato il tanto atteso ‘Stargazing EP’, una raccolta di cinque tracce all’interno della quale spiccano collaborazioni con superstar del calibro di Selena Gomez, Ellie Goulding e U2. L’extended play, forte di due singoli come ‘It Ain’t Me’ e ‘First Time’ che assieme raggiungono quasi 800 milioni di plays solo su Spotify, sembrava avere la strada spianata per battere nuovi record di vendite. Ma non è stato così.

Secondo i dati diffusi dalle società di rilevamento dati Chart Data e Nielsen, infatti, sono solo 37 le copie dell’EP vendute negli Stati Uniti nella prima settimana dopo la pubblicazione. Il numero è sconcertante, ridicolo. Se non fosse stato confermato da Nielsen potrebbe benissimo pensare a un errore. Il contrasto con le centinaia di milioni di plays che Kygo può sfoggiare praticamente su tutte le piattaforme di streaming è stordente. Il mercato USA non è l’unico al mondo, chiaro, e in altri paesi speriamo possa aver collezionato performance molto migliori, tuttavia la storia recente ci insegna che ciò che succede negli Stati Uniti ha una valenza che trascende la pura geografia.

Kygo è senza ombra di dubbio uno dei nomi più richiesti e ambiti del panorama EDM internazionale e sembra difficile che questo flop da record sia imputabile esclusivamente a motivazioni artistiche. Possibile che ‘Stargazing’ non sia piaciuto ai suoi fan a stelle e strisce? Analizzando i dati di Spotify si nota che l’unica canzone che è riuscita a superare i 500 milioni di plays, ‘It Ain’t Me’, è anche l’unica che può essere etichettata come tropical house. Tutte le altre, a eccezione di ‘First Time’, cercano di indagare nuovi territori sonori ma inciampano inesorabilmente nella prova dei numeri: assieme non raggiungono i 22 milioni. Un risultato abbastanza deludente se messo in relazione con gli sforzi promozionali messi in campo per annunciare questo EP e con i risultati che il ventiseienne norvegese è stato capace di collezionare in passato.

Kygo sembra essere incappato in quella che potremmo definire come la “sindrome di Alesso”: vince quando resta nel microcosmo musicale che l’ha consacrato e sembra perdere una notevole dose di appeal non appena cerca di uscire dalla propria comfort zone.

Ma la questione, a ben vedere, è ben più ampia e Kygo è solo la punta dell’iceberg. Molte volte vi abbiamo parlato dell’inesorabile destino della musica e del passaggio dall’economia del possesso a quella dell’accesso: dopo anni spesi a parlarne è oggi finalmente realtà. A cosa serve comprare un’album quando possiamo avere tutto ciò che vogliamo, quando vogliamo, online e offline per pochi euro al mese? Lo streaming è troppo comodo, troppo pervasivo. E’ lo specchio dei nostri tempi e nessuno può farci nulla.

Certo, è più viva e vitale che mai la scena degli amatori che continuano a comprare musica liquida, vinili e CD, ma questa è un’abitudine d’acquisto che normalmente contraddistingue artisti medio-piccoli che sono attorniati da poche decine di migliaia di superfan disposti a tutto pur di avere la musica del proprio beniamino. Kygo è lontano anni luce da quella cultura. Il norvegese è un brand internazionale e le sue tracce vengono consumate alla stregua dei panini di McDonald’s. Entro, mangio, esco. Proprio come Spotify: entro, ascolto, esco.

 

Articolo PrecedenteArticolo Successivo
Michele Anesi
Sono un ragazzo semplice che ama profondamente la Musica Elettronica. Preferisco nettamente la sostanza all'apparenza.
Open form

ISCRIVITI ALLA MAILING LIST DI
DJ MAG ITALIA

Iscriviti alla mailing list di Dj Mag Italia
Avrai vantaggi esclusivi
È gratis e potrai disdire la tua iscrizione in qualunque momento senza alcun costo