La calda onda dei Dirty Channels
Alle porte dell’autunno, continuiamo comunque a portarci dietro la calda onda estiva che sembra resistere a tutto. Per trovare un po’ di fresco bisogna salire in quota.Salendo, per strada troviamo Leme e Simone.
Ciao Dirty Channels, DJ Mag vi da’ il benvenuto. Allora ragazzi, che aria tira salendo sempre piu’ su? Si comincia a pensare che “ci si puo’ vivere, e bene..” con questo lavoro?
Ciao Marco è un piacere ritrovarvi qui. Siamo molto contenti di come stanno andando le cose, è stato un anno molto importante per noi sia a livello discografco che di serate! Vivere di questo lavoro non è semplice, noi crediamo molto in quello che facciamo e pensiamo che con professionalità, impegno e passione, sia possibile vivere facendo ciò che piace. Ora guardiamo avanti, il nostro obbiettivo è quello di crescere ancora.
Siete lombardi, che tipo di laboratorio musicale e’ la Lombardia oggi? Se, come sembra, ogni scena italiana importante si caratterizza per il suo sound, Milano e’ forse la piu’ deep?
La Lombardia, e specialmente Milano, a nostro parere non ha un’impronta musicale ben defnita. Ci sono moltissime realtà che spaziano dall’house alla techno, dall’elettronica alla commerciale (non dimentichiamo che Milano à una città “fashion”) ma non crediamo si possa identifcare in un genere, come potrebbe essere per altre realtà italiane. Perugia, per esempio, è fortemente legata alla cultura house e deep-house, Napoli invece è “divisa” tra techno e house, Bologna ha una “storia house” anche se da sempre aperta alle sperimentazioni. Tuttavia riconosciamo che negli ultimi tempi Milano è la base di una serie di serate e artisti che rispecchiano molto il nostro modo di intendere la musica e siamo molto stimolati da questa cosa.
Puo’ un disco, seppur strepitoso, cambiare il destino di un artista, o, nel vostro caso, di un duo? E’ tracciata una via da seguire o ogni disco e’ storia a se, ed e’ giusto proseguire in una esplorazione musicale che sia continua sperimentazione?
Sicuramente questo è un momento in cui il percorso discografco gioca un ruolo determinante nella carriera di un dj. Indovinare il disco giusto al momento giusto può permettere a chiunque di avere visibilità e attirare su di se gli occhi dei vari promoter, manager, agenzie, club. E’ chiaro che poi una volta che ci si trova a suonare nei locali bisogna essere in grado di fare la differenza e fare in modo che la gente si ricordi di te. Forse è qui che si vede poi la diferenza tra chi è arrivato al successo un po’ per caso e chi si è costruito delle basi nel tempo con tanto sacrifcio e facendo tanta esperienza. La cosa difficile è anche sapersi ripetere con dei successi nel tempo, noi siamo molto per la continua sperimentazione purchè si mantega sempre il proprio stile e si portino avanti le proprie idee musicali. Sapersi evolvere è molto importante perchè la musica stessa è in continua evoluzione.
Voglio farvi una domanda forse un po’ difficile ed espressa in modo diretto: perche’, secondo voi, successivamente ad alcune tragedie accadute in Italia, stavolta il nostro mondo non si e’ mosso tempestivamente in opere di solidarieta’? (vedi situazione in Emilia) E’ cosi’ difficile legarsi a una realta’ che comunque ci circonda tutti i giorni?
In questi casi bisognerebbe cercare di “fare squadra” il più possibile, unirsi tra promoters, artisti e locali e dare un contributo serio a chi ne ha bisogno… ci sono state parecchie iniziative soprattutto da parte di piccoli club e staf vicini alle zone dell’ Emilia. Non dimentichiamo che fare delle feste ufficiali a scopo benefico in Italia non è semplice per questioni burocratiche. I ragazzi di Take it Easy di Milano hanno organizzato un party a Maggio con Rame e utilizzato l’ incasso raccolto per l’ acquisto di materiale utile ai terremotati. Noi a settembre siamo stati a Modena assieme a parecchi djs italiani per una festa a scopo benefco organizzata da ragazzi colpiti dal terremoto. Ci sono state tantissime altre iniziative in giro per l’Italia, forse la cosa che lascia un po’ perplessi è che i grandi locali non si sono mossi quanto quelli piccoli.
Esatto, siamo sempre in una dimensione troppo locale per poter dire che l’impegno e’ tangibile e visualizzabile. Se voi aveste la bacchetta magica, quali sarebbero le migliorie che apportereste alla nightlife? Ammesso che ci sia bisogno di un cambiamento, in che direzione orientarsi? Forse riprendendo i contatti con le varie amministrazioni locali, che spesso bloccano ottime iniziative che, al di la’ della musica, trasmettono contenuti sociali e culturali?
Effettivamente c’è troppa distanza tra le varie amministrazioni e i club, ci sono parecchie iniziative nei locali che andrebbero prese più in considerazione da chi di dovere. Questo è sicuramente un punto che andrebbe migliorato, siamo in una realtà dove le discoteche vengono viste ancora con troppa diffidenza e spesso in un’ottica sbagliata. In questi anni ci sono state tantissime iniziative interessanti che andrebbero valorizzate maggiormente soprattutto dai media non specializzati come i tg e i giornali.
Quale e’ il messaggio che desiderate piu’ tutto trasmettere con la vostra musica? In anni come questi dove l’artista e’ un grande punto di riferimento per i giovani, secondo voi e’ importante comunicare qualcosa di piu’ oltre alla singola esecuzione di un disco?
Tramite la nostra musica cerchiamo sempre di creare un feeling speciale con la pista, per trasmettere ciò che sentiamo in quel momento senza pensare a particolari messaggi politici o sociali (tranne in occasioni come quella che abbiamo citato prima). Crediamo che il ruolo del dj sia prima di tutto quello di regalare emozioni, anche per questo ci piace suonare nei locali dove si ha un contatto il più diretto possibile con la gente prima, durante e dopo il nostro set.
Quali sono le infuenze piu’ significative, o quelle che si defniscono “contaminazioni”, che caratterizzano le vostre produzioni? A vostro parere e’ corretto dire che alcune sonorita’ piu’ disco, piu’ ariose, che esprimano di nuovo la felicita’ e l’allegria sulla dancefoor, stanno tornando prepotentemente?
Sicuramente. La felicità e l’allegria di cui parli sono molto legate alla musicalità e alla familiarità dei dischi che può percepire chiunque frequenti un club. C’è stato un vero e proprio passo avanti nei confronti della musica, voci e melodie sono ritornate prepotentemente in tutti i vari generi del panorama “underground”. Molti artisti e molte labels investono i loro soldi per collaborazioni con musicisti e cantanti, c’è molta più selezione e il livello musicale è decisamente superiore a quello di qualche anno fa. Per quanto riguarda noi le contaminazioni sono davvero tante, dalla disco alla techno-detroit, ma l’elemento comune è che in ogni produzione cerchiamo sempre di lavorare su una voce, un campione o una melodia che possa alla fne lasciare qualcosa di positivo impresso nella mente dei clubbers.
E allora, progetti, tour, nuove uscite, e’ il momento di parlarci dei vostri programmi e di cosa succedera’ nei prossimi mesi.
I prossimi mesi saranno ricchi di uscite. A fine settembre siamo usciti su Hot Waves 03, mentre a giorni ottobre uscirà su Culprit un disco che abbiamo realizzato con la bellissima voce di Rosina (cantante canadese già conosciuta per una release su Crosstown). Stiamo lavorando al nuovo progetto italiano Manocalda e abbiamo in programma un remix per gli amici Flashmob e uno per la Gruuv Records di Audiojack. Per quanto riguarda le serate possiamo anticiparti che, oltre ai locali dove siamo già stati in Italia e Europa, avremo un nuovo “quartiere generale” a Milano: il party Take It Easy,con inaugurazione dal 6 ottobre, che ci vedrà in console ogni mese insieme a molti altri guests internazionali.
Alla fine del nostro incontro, di un percorso durato un mese, dopo aver approfondito concetti, e avere la certezza di conoscervi meglio, l’ultima domanda e’ : Che cosa vi sentite di consigliare, voi che state realizzando il vostro sogno, ai moltissimi giovani che a livello conscio, o piu’ spesso inconscio, si lanciano nell’avventura della musica e del djing? L’incoscienza e il coraggio portano sempre buoni frutti, o talvolta e’ piu’ giusto valutare se cio’ che si vuol fare e’ adatto a noi?
Intraprendere una carriera lavorativa in campo artistico è decisamente difficile ma chi ha veramente passione e si sente questo dentro è giusto che ci provi e ce la metta tutta, le soddisfazioni arrivano sempre se si ha talento e si fanno le cose per bene. Bisogna cercare di porsi dei piccoli traguardi e una volta raggiunti, trovarne dei nuovi, senza fermarsi mai a guardare cosa si è fatto o cosa fanno gli altri
DJMag saluta e ringrazia Simone e Leme, constatando che, attraverso il contatto durato un mese, con una intervista diluita nel tempo, il nome Dirty Channels sia ulteriormente cresciuto da dove l’avevamo trovato, e l’aria di alta quota con cui avevamo cominciato l’incontro e’ ancor piu’ rarefatta. Grazie ragazzi, e un grande in bocca al lupo da noi per il vostro futuro.
Grazie a voi! Ciao a tutti gli amici di Dj Mag.
Dirty Channels regalano ai nostri lettori un loro djset mixato ed esclusivo per DJMag, un grazie ulteriore
http://soundcloud.com/dirty-channels/dirty-channels-dj-mag-podcast



