Sabato 20 Gennaio 2018
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Las Vegas fa all-in con la techno

Jamie Jones, Solomun e Black Coffee nel 2018 gireranno i dischi in un prestigioso resort di lusso di Las Vegas

Underground music nowadays is all about money” (“la musica underground oggi gira tutta intorno aisoldi”) scrive un utente su Facebook nel commentare la recentissima notizia di Solomun, Jamie Jones e Black Coffee confermati nel 2018 per una prestigiosa residency al Wynn di Las Vegas, un resort di lusso con annesso casinò nel cuore della Strip. I tre si uniranno ai già annunciati Diplo, The Chainsmokers e Afrojack.

L’ultimo numero doppio dicembre-gennaio di Dj Mag Italia vede Solomun in copertina, accompagnato dall’appellativo di “eroe dei due mondi”. Questo è dovuto al fatto che nel 2017 (ma in realtà già da qualche anno) il dj bosniaco ha messo d’accordo tutti, conquistando fasce e tipologie di pubblico non abituate ad artisti del suo emisfero musicale. Un dj e produttore techno ma anche tech-house, che si esibisce in camicia – sorseggiando un flûte di champagne – tra il mainstage del Tomorrowland e i migliori raduni elettronici del globo, per di più collezionando un sold out dopo l’altro tra l’Europa e gli States, mentre la sua label Dyinamic – che ha spento dieci candeline nel 2016 – va a gonfie vele lanciando un talento dopo l’altro. Qualcuno ha ancora il coraggio di definirlo “underground”?

Poi c’è Jamie Jones. Un’annata da urlo anche per lui, che è un cardine della scena dai primi Duemila e il cui lavoro con Hot Creations negli ultimi anni, a fianco del socio Lee Foss, è da vero tastemaker. Proprio dalla sua etichetta sono usciti molti dei nomi più promettenti degli ultimi anni: si pensi a Cuartero, Solardo, wAFF, Detlef e Patrick Topping, ma la lista è davvero lunga.

Infine Black Coffee.Solo due mesi fa, vi abbiamo descritto il dj sudafricano come il nome del momento. L’energia e l’eleganza dei suoi set, unitamente ai richiami culturali della sua offerta musicale e ad una storia incredibile, lo rendono uno dei nomi da cui possiamo – e dobbiamo – aspettarci tantissimo nel 2018. Dopo gli awards ricevuti, la collaborazione con Drake, la residency all’Hï di Ibiza e l’inserimento nella line up di Coachella 2018, l’approdo a Las Vegas è l’ennesima conferma di ciò.

Ha ancora senso fare uso del termine “underground”, alle porte del 2018, quando ci si riferisce ad artisti di questa enorme portata? L’offerta musicale certamente non è pop, anzi i tre hanno la grande abilità di inserire vere e proprie perle nelle tracklist dei loro set, ma solo a me l’arrivo a Las Vegas dei tre è evidentemente un’ulteriore prova di una raggiunta popolarità che oltre ad essere evidente è ormai naturalmente fonte di un massiccio giro di denaro? Il grande palco del Tomorrowland, premi come “Best Worldwide Act”, studio session con le superstar del pop e dischi che finiscono tra i più shazamati dell’anno sono indicatori chiari di quello che è risultato della musica dance globalizzata, ovvero che poco e nulla sono ormai definibili “underground” nel vero senso della parola.

Solomun, Jamie Jones e Black Coffee approdano a Las Vegas non perchè si sono “venduti” a cachet da capogiro (come se nei club delle capitali techno li pagassero in birre) ma perchè gli ascoltatori del panorama techno e house sono divenuti universali tanto quanto quelli dell’EDM, e per forza di cose gente come Carl Cox, Paul Kalkbrenner, Luciano e Solomun finiscono in timetable a due passi da Steve Aoki, The Chainsmokers e compagnia. Allo stesso tempo, ciò che torna a tutti quegli ambienti che devono per forza tenere il passo delle tendenze dell’industria musicale, è un discorso di credibilità, mantenuta saldamente dagli esponenti della techno e dell’house nei decenni che hanno segnato lo sviluppo dell’industria elettronica. Poi che il Wynn abbia deciso di puntare su questi nomi anzichè sulle superstar dell’EDM – padrone della scena qui da anni – è un discorso differente. I tre molto probabilmente garantiscono comunque il sold out, evitando di rendere statica l’offerta musicale: ricordiamo che nel 2017 a spartirsi la residency qui sono stati Alesso, DJ Snake, Marshmello e David Guetta, con ospiti speciali prevalentemente nel settore dell’EDM, con uniche (leggerissime) eccezioni di RL Grime, EDX e Getter.

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Un ventiquattrenne romano letteralmente cresciuto nel club, ama inseguire la musica in giro per l'Europa ed avere a che fare con le menti più curiose del settore. Se non lo trovi probabilmente sta aggiornando la playlist di Spotify.
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