• Interviste

  • 16 novembre 2016

  • scritto da Matteo Roma

Locked Groove approda a Milano

 

 

Il talento di Locked Groove, belga di nascita e berlinese d’adozione, ha trovato la propria consacrazione nel 2012 grazie a Scuba, il quale ha scoperto quello che sarebbe diventato uno dei produttori più prolifici ed interessanti della scuderia Hotflush Records e non solo. Una carriera che lo ha portato a suonare nei club più prestigiosi e su etichette importanti come Afterlife dei Tale Of Us. In occasione della sua performance al Volt di Milano sabato 19 novembre abbiamo avuto il piacere di intervistarlo e conoscere meglio il suo universo musicale.

 

 

 

 

Ciao Tim, benvenuto su Dj Mag. Iniziamo parlando del sound che proponi durante i tuoi set. Il tuo range passa dalla deep house alla techno attraverso una varietà di stili invidiabile. Quanto è difficile per un dj contemporaneo imporsi senza rientrare nelle classiche categorie di genere?
Ciao Matteo, un saluto a tutti i lettori di Dj Mag. In verità per me non è stato semplice, soprattutto all’inizio. Però se non avessi avuto questo tipo di approccio non avrei scoperto molta della musica che ha contribuito a determinare il mio sound in consolle e in studio. Quindi direi che, anche se faticoso, ne è valsa assolutamente la pena.

 

Quanto la tua esperienza lavorativa al Wally’s Grooveworld (famoso negozio di dischi di Anversa n.d.r) ha contribuito alla tua crescita come dj e producer?
Moltissimo, è stata un’ulteriore occasione per conoscere la musica nei suoi aspetti meno noti. Ho un ottimo ricordo di questa esperienza e penso che sia una componente fondamentale del mio background artistico e umano.

 

In qualità di boss della omonima label Locked Groove che opinione hai della scena club contemporanea e del music business?
Sicuramente la nostra scena vive in un periodo interessante con aspetti positivi e negativi. Tuttavia io ho sempre cercato di concentrarmi sui primi senza avere un atteggiamento negativo o pessimista altrimenti sarebbe stato difficile per me continuare questo progetto nel tempo.

 

 

 

 

Dopo il tuo importante debutto su Hotflush com’è cambiata la tua carriera?
Si può dire che prima di questo momento io non avessi una vera e propria carriera. E’ stato uno step fondamentale per me ma non ha cambiato il mio modo di lavorare. Continuo a fare musica per le stesse ragioni di quando ho iniziato con curiosità e voglia sempre maggiori.

 

Vivi a Berlino ma sei nato in Belgio, dove la club culture ha comunque un ruolo assolutamente primario e lo scenario è ricco di artisti interessanti. Com’è cambiato musicalmente il tuo paese natale nel corso di questi anni?
C’è molto fermento, vi sono tantissimi artisti giovani che si stanno ritagliando il loro spazio e altri della vecchia guardia che continuano a diffondere il messaggio attraverso ciò che fanno in consolle. Credo che sia un ottimo momento per il Belgio e sono felice di poter contribuire con il mio lavoro.

 

Sei impegnato in performance che ti portano in tutto il mondo. Quando non sei in tour come spendi principalmente il tuo tempo?
Leggo libri, cucino e mi rilasso. Sono diventato bravo a trovare il giusto compromesso per “decomprimere” dopo diverse date che mi hanno impegnato mentalmente e fisicamente.

 

Cosa ci possiamo aspettare dal futuro di Locked Groove?
E’ in arrivo tantissima musica frutto di un costante lavoro in studio. Saranno mesi eccitanti per chi apprezza ciò che propongo e sono sicuro che il meglio deve ancora venire!

 

 

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L'autore: Matteo Roma
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