Mercoledì 25 Aprile 2018
Clubbing

Manifesto: Raw Culture, la faccia sporca di Napoli

A Napoli è tempo di avanguardie, di cambi di rotta repentini, di innovazione. Una città così non può reagire con sorda indifferenza alle fredde raffiche delle sonorità centro-europee, la musica è in continua evoluzione e Napoli deve tenerne il passo. Manifesto è la neonata creatura partorita dall’unione di Mark Morris, Logotech e Future16, un modus vivendi più che un progetto, che persegue i suoi diktat, una vera e propria tavola dei comandamenti stilata dai co-founder del movimento:

1. Libertà di espressione e cultura sono stati ingabbiati dalla menzogna che fa da struttura alla società, assopendo la tendenza all’energia e alla temerità. Lo spirito di questo tempo dovrà essere sovvertito con l’aggregazione attraverso l’energia del suono.
2. La sporcizia, l’ossessività, lo spirito di rivolta, saranno elementi essenziali del nostro suono.
3. La bonum est diffusivum sui; l’energie empatiche all’interno del gruppo si espandono e si autobilanciano. L’ipnosi sonora induce gli accolti nell’estasi, lontani dalla quotidianità e da ogni struttura imposta da questa. Chi non si libererà dagli schemi sarà escluso.
4. Noi affermiamo la magnificenza del cenacolo venerandone la sacralità.
5. La tecnologia non dovrà distrarre l’accolto dal suono.
6. Bisogna che Manifesto si prodighi con il suono ad aumentare l’entusiastico fervore degli elementi primordiali.
7. Il seme che sarà impiantato da tale Manifesto dovrà germogliare sulle rovine del nostro tempo.

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La prima serata (Random Noize e 4 ore di b2b tra Mark Morris e Logotech in line-up) ha evidenziato la scelta porre la musica al vertice delle priorità, ambiente buio e visual ridotti all’osso impediscono leggerezze di sorta, la mente non può andare oltre le cupe pareti di quella che prima era una sala cinematografica e che adesso rappresenta il trionfo di un claustrofobico delirio. Partecipare ad una serata Manifesto è una scelta che esula dall’effimero clubbing, è la volontaria accettazione di essere parte di una tempesta culturale che è innovazione e trasformazione. Mark Morris e Logotech hanno mostrato con convinzione i segni di un’intesa cementata con gli anni attraverso un extended set ricco di alternanze sonore, un basso in crescendo costante di velocità frastagliato da tracce irregolari poste ad intervallare, in maniera studiata, il continuum concettuale del set. Sciorinando dischi su dischi, la selezione delle tracce percorre un tragitto intenso e variegato: si va dalla techno anni ’90 (Public Energy-Three O’ Three) alle più attuali composizioni nel ramo industrial (Perc-Tricity, Perc-Hyperlink, AnD-ADBF), passando per tracce che hanno fatto la storia del genere (Floorplan-Baby Baby, Paul Johnson-Feel My Mf Bass).

L’ambizione dei propagatori della “Raw Culture” si cela dietro un calendario, stilato e reso pubblico sin dalle prime settimane di vita di Manifesto, che permetterà a Napoli di accogliere, nei prossimi mesi, pietre miliari della techno industrial (il djset degli AnD, che sta incendiando le venues di tutta Europa, è previsto per il 13 febbraio 2015 mentre l’esibizione del boss di Perc Trax, Ali Wells (Perc), è in agenda per il 13 marzo 2015), giovani artisti partenopei adottati da Berlino e spesso protagonisti delle tumultuose notti al Tresor (D.Carbone e Ascion live b2b movimenteranno la notte del 16 gennaio 2015, Lucindo è stato già indicato come uno dei due artisti presenti all’evento in programma il prossimo 19 dicembre) e affermate guest internazionali (Bas Mooy a completare la line-up del 19 dicembre). La sala 3 del Duel:beat è stata designata teatro ideale per questo vorticoso alternarsi di fenomeni della consolle.

 

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