Venerdì 25 Maggio 2018
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Martin Garrix e le ID rubate (e pubblicate da altri)

Martin Garrix esprime tutta la sua frustrazione per le tracce che gli sono state rubate e promette di presentare sempre meno ID durante i suoi show

Alcuni giorni fa l’account Instagram di Martin Garrix ha visto l’apparizione di una storia in cui il produttore olandese esprimeva tutta la sua rabbia e frustrazione nei confronti di una pratica scorretta che sembra affliggere con sempre maggiore frequenza i grandi musicisti e produttori. “Ho appena scoperto che due mie canzoni sono state rubate e caricate su Spotify sotto un altro nome. Questa è la vera ragione per cui evito sempre più spesso di testare la mia nuova musica durante i festival o di presentarla in anteprima durante i live stream. Su YouTube, inoltre, si trovano false canzoni e video che cercano di spacciarsi come versioni originali di mie canzoni che devono ancora essere pubblicate. Tutto questo mi infastidisce molto”.

Il problema della diffusione incontrollata di contenuti sul web è nato con internet e negli ultimi anni si è espanso in maniera allarmante grazie alla crescita esponenziale dei social network e alle piattaforme di condivisione audio/video come YouTube e SoundCloud. Martin Garrix spiega chiaramente la questione: da una parte c’è chi registra i suoi demo (quindi tracce non pubblicate e ancora in lavorazione) che testa on the road o che condivide via Instagram, li importa in una DAW e – dopo aver decostruito e ricostruito melodie, armonie, groove e top line – li pubblica sotto un altro nome, caricandoli su Spotify e battendo Garrix sul tempo grazie ai tempi dilatati delle etichette; dall’altra c’è chi carica canzoni di artisti più o meno sconosciuti su YouTube spacciandole per original, remix o edit di qualche top player, il cui nome è capace di attirare centinaia di migliaia di ascolti. Uscendo dal mondo di Garrix per un secondo, uno dei più emblematici esempi di questa pratica è quello in cui una traccia di un produttore sconosciuto è stata caricata sotto il nome di ‘deadmau5 – Meow (Skrillex remix)’ totalizzando più di 9 milioni di ascolti e riuscendo a imbrogliare moltissimi utenti.

Non è la prima volta che Garrix affronta pubblicamente questa questione. Poco più di un anno fa, durante un’intervista ai Grammys, ha ammesso che il suo vero incubo si avvera quando è una sua demo non ancora conclusa a essere condivisa senza controllo, non tanto quando ciò accade a una sua traccia conclusa e pronta per la pubblicazione. Probabilmente stufo di questo fenomeno dilagante, il ventunenne olandese ha promesso di limitare al minimo le preview e i test di nuove tracce durante i suoi show. Sebbene questo non intaccherà la qualità e la spettacolarità delle sue performance, toglierà sicuramente quel velo di mistero e aspettativa che è il leit motiv di migliaia di fan in tutto il mondo. Le ID, dopo tutto, fanno parte del grande gioco della musica elettronica.
Anche se la battaglia contro gli upload selvaggi sembra essere una lotta contro i mulini a vento, non bisogna dimenticarsi quanto di buono la rete ha fatto e sta facendo per lui, per la sua carriera e per la musica in generale. 

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Michele Anesi
Amo la musica elettronica, il music marketing e scoprire nuovi talenti. Preferisco la sostanza all'apparenza.
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