Mi piace David Guetta perché…

 

Nessuno come David Guetta ha portato il racconto della musica dance su un livello impensabile fino a dieci anni fa. Grazie ad una lunghissima gavetta nei club di Parigi, sia come dj, che come promoter, l’artista francese è entrato di diritto nella hall of fame della musica moderna. E non stiamo parlando solo di musica elettronica. C’è un video che lo riguarda che è la sintesi perfetta di questa storia. Lo immortala in console sulla terrazza dello Space di Ibiza a suonare vinili electro house, in uno dei leggendari afterhours che hanno reso celebre in tutto il mondo il club defunto. Siamo nella seconda metà degli anni novanta, lontanissimi dall’era delle superstar, di Facebook e Instagram. David era già lì, con il sorriso stampato sul volto a consegnare personalmente in spiaggia i flyer delle sue feste, che nel nuovo secolo avrebbero ridefinito gli standard non solo dell’isola delle Baleari. In una di queste è perfino riuscito a portare a Ibiza i Daft Punk, ancora senza casco, al Privilege.

Tendo a classificare la musica dance in due ere, divise dall’uscita del singolo ‘I Gotta Feeling’ prodotto insieme ai The Black Eyed Peas. Siamo nel 2009, e quella canzone è lo spartiacque tra tutto quello c’è stato prima, grezzo e rozzo se vogliamo ma terribilmente creativo, con tutto ciò che è venuto dopo e che fa rima con industria. David Guetta ha aperto le porte alla musica dance negli Stati Uniti, che è un po’ come scoprire improvvisamente un nuovo colore, un nuovo elemento sulla tavola periodica. Tutto si è rimescolato, rimodellato, perfezionato e per certi versi abbellito. L’era Guetta è l’apoteosi della scena, il degno finale di un percorso iniziato da molto lontano, proprio da dove il parigino ha iniziato a costruire l’epoca moderna.

L’atteggiamento e l’approccio al lavoro di David Guetta sono un esempio per tutti gli appassionati e i giovani che sognano una carriera come la sua. Sempre con il sorriso, mai una polemica, mai una parola contro i tantissimi haters che ancora non riescono a capire l’importanza del suo contribuito artistico alla causa EDM, intesa come electronic dance music. Guetta l’ha resa facile e accessibile, il che non significa di pessima qualità. Tutt’altro. Con Macintosh la tecnologia è diventata alla portata di tutti, trasformando un complesso sistema binario in una crittografia end to end della quale non si può più fare a meno. Le produzioni di David Guetta sono entrate nell’immaginario collettivo. La maggior parte sono dei capolavori di musica pop dance che hanno permesso all’intera scena elettronica un salto di qualità fuori dal comune. I suoi eventi sono sempre partecipatissimi e milioni sono i fan in tutto il mondo che riconoscono nel suo sorriso l’entusiasmo con cui un ragazzo francese ha costruito meritatamente un impero. Toglietevi di testa le chiavette USB, il synch. Qui stiamo parlando un’altra lingua che va oltre la conoscenza della tecnica. Che ovviamente non manca. Scherzando, neppure più di tanto, dico spesso che senza il lavoro di David Guetta non saremmo qui a parlare ogni giorno e in questo termini di musica da ballo, probabilmente per molti non sarebbe diventato neppure un lavoro ma sarebbe rimasto un hobby. La musica dance senza di lui non sarebbe la stessa. Che vi piacca o meno, è ora che ve ne facciate una ragione. Lunga vita a David Guetta.

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L'autore: Ale Lippi
Ale Lippi
Scrivo e parlo di Electronic Dance Music per Dj Mag Italia e Radio Deejay (Albertino Everyday, Deejay Parade, Dance Revolution, Discoball). Mi occupo di club culture a 360°, dal costume alla ricerca musicale.
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