Domenica 22 Ottobre 2017
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Nina Kraviz non è la regina della techno. E’ il re

O si odia o si ama. Nina Kraviz fa sempre parlare di sé

Foto: bbc.co.uk

Un paio d’anni fa mi proposero di intervistare Nina Kraviz per il sito di un noto magazine mensile con “gentlemen” nel titolo. Entusiasta, preparai una ventina di domande. Spaziavo dalla musica – ovviamente – agli aspetti tecnici e teorici del suo lavoro. Poco a dire la verità, visto il fine ultimo dell’intervista: presentare Nina ai lettori del sito di un noto magazine mensile con “gentlemen” nel titolo. Altrettanto ovviamente, mi guardai bene dal tralasciare quegli aspetti sociologici e di costume che hanno determinato e definito il ruolo della siberiana nella scena. Ero così felice dell’opportunità che le chiedevo perfino di politica. Era il periodo in cui il movimento femminista di protesta ucraino FEMEN protestava assiduamente in topless. La delusione fu tanta quando l’intervista tornò indietro senza nessuna risposta, tranne quelle che riguardavo domande prettamente musicali e professionali. Ricordo stizza e amarezza. Non era banale. Non era scontata. Ero fiero del mio lavoro. Non era scadente. Ce l’avevo messa tutta. Volevo approfondire. Decisi che l’intervista era incompleta per essere pubblicata in un magazine di costume per uomini. Quindi è rimasta nel cassetto.

Ho riflettuto molto su questo episodio e ancora oggi non riesco a trovare una risposta definitiva al mio dubbio. E’ giusto che Nina Kraviz sia sfuggita alla questione politica e di genere? E’ giusto che si debba parlare sempre e solo di vinili e mai di come, ad esempio, la sua fisicità giochi un ruolo importante nella costruzione del suo personaggio, laddove per “personaggio” non intendo “figura finzionale” ma piuttosto un attore che prende parte attiva e diretta a una vicenda della vita reale? Inutile far finta di nulla. Credevo ingenuamente che non solo al pubblico, ma anche a lei stessa, potesse interessare raccontare un punto di vista unico e personale. Probabilmente è stato giusto così. Perché soffermarsi sull’effimero? Forse è stato un errore rispedire le domande al mittente. Perché non approfittare del ruolo per sancire ancora una volta quanto sia stupido affidare la mente all’apertura e chiusura di compartimenti stagni?

Convinto che la techno non sia una femmina, mi immergo nell’ascolto dell’Essential Mix proposto nel weekend da Nina Kraviz sulla radio culto inglese BBC Radio 1. L’electronica proposta si scrive con la “c”. E’ primordiale, ruvida, nervosa, industriale. E’ anche una serie di unreleased della sua label, Trip che mi grattano l’orgoglio. Il contenuto del vocal sull’introduzione (probabilmente una voce familiare pitchata) è più che esplicito. Parliamo di musica che è meglio.

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Ale Lippi
Scrivo e parlo di Electronic Dance Music per Dj Mag Italia e Radio Deejay (Albertino Everyday, Deejay Parade, Dance Revolution, Discoball). Mi occupo di club culture a 360°, dal costume alla ricerca musicale.
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