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	<title>DJ Mag Italia</title>
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	<description>living and breathing dance music</description>
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		<title>Dai rave londinesi dei &#8217;90 alla bass music americana del 2012. Intervista a Freq Nasty.</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 21:15:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maxsfregola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In molti lo ricorderanno come un dei pionieri del breakbeat e di quell&#8217;arsenale di suoni “rave” tornati tanto in voga oggi (ma in una versione più docile e digeribile nella nostra epoca di clubbing di massa) : parliamo di Freq Nasty, il cui “casco” di dreadlocks non passa certo inosservato. E&#8217; stato uno dei volti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In molti lo ricorderanno come un dei pionieri del breakbeat e di quell&#8217;arsenale di suoni “rave” tornati tanto in voga oggi (ma in una versione più docile e digeribile nella nostra epoca di clubbing di massa) : parliamo di Freq Nasty, il cui “casco” di dreadlocks non passa certo inosservato. E&#8217; stato uno dei volti noti della Londra dei warehouse parties di metà anni &#8217;90, insieme a <strong>Joy Orbison</strong>, <strong>Ragga Twins</strong>, <strong>Shy FX </strong>ed agli altri “ex ragazzi” dell&#8217;età dell&#8217;oro dell&#8217;elettronica underground UK. Ha gettato le basi per la bass revolution di inizio millennio e per la consacrazione del dubstep e delle sue successive mutazioni, ma non si è goduto affatto la <em>brit bass revolution</em> perchè sul più bello, decise infatti di lasciare Londra, che era stata casa sua per quasi un decennio. Tenendo fede alla sua fama di “nomade”, proprio in concomitanza con il boom del dupstep decise di lasciarsi alle spalle il grigiore londinese per il sole della in California: per lui, nato nelle isole Fiji e cresciuto in Nuova Zelanda, significava un pò tornare a casa lasciandosi dietro una scena che lo vedeva già consolidato, alla volta di una destinazione “oscura” dove il suo nome era conosciuto a malapena. Scelta coraggiosa anche per qualcuno con già all&#8217;attivo un album per Skint, resa celebre da <strong>Fatboy Slim</strong>, ed hit del calibro di  “Boomin Back Atcha”.</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/quqlpDpqtiU?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Si trasferisce, abbiamo detto, a Los Angeles, scegliendo, anche questo in maniera radicalmente opposta a tanti suoi colleghi di abbandonare djing e produzione e di dedicarsi a studi di filosofia orientale. “Era da tempo che volevo farlo e nonostante stesse scoppiando l&#8217;interesse globale per il sound concentrato sul low-end, non potevo più aspettare.” racconta a Dj Mag. E magari questo interesse per il low-end lo hai portato con te negli States.. “Assolutamente” prosegue “ suonavo dischi di <strong>Skream</strong> e <strong>Benga</strong> prima che il loro nome divenisse celebre anche negli USA, molto prima del fenomeno <strong>Skrillex </strong>per capirci”. Ecco, Skrillex. Cosa ne pensi da &#8220;veterano&#8221;? Qui in Europa, in molti, accusano gli americani di aver semplicemente copiato ed “americanizzato” un suono uscito da un contesto urbano come quello di Londra e delle periferie delle città inglesi. Sei d&#8217;accordo? “ Per cominciare, credo che Skrillex stia facendo un lavoro formidabile, fondendo l&#8217;electro, che ormai era in declino già da tempo in Nord-America, con un sound prossimo all&#8217;hip-hop come il dubstep. Rubare un sound all&#8217;Europa? Gli americani dicevano la stessa cosa nei primi anni del &#8217;2000 a proposito del 2step: “house e garage sono generi americani”&#8230; Sono sempre le stesse storie&#8230; Qui, in realtà il boom di <strong>Skrillex</strong> era stato anticipato da artisti interessanti come <strong>Deadmouse</strong> e <strong>Bass Nectar</strong>, quest&#8217;ultimo in particolare, vero pioniere del dubstep negli states e poi c&#8217;è da dire che il tour americano di Skream e Benga è stato in compagnia proprio di Skrillex e sembra sia andato benissimo. L&#8217;underground si è ammorbidito, è diventato più melodico ed ora viene suonato in hall da migliaia di spettatori.” Ma non c&#8217;è il rischio, cosi, che diventi un fenomeno troppo commerciale? “Ma no, anzi: il fermento che c&#8217;è ora qui negli states intorno alla musica elettronica ed ai suoi protagonisti è semplicemente unico. SI tratta di un movimento di ampie dimensioni che abbraccia un pò tutte le scene. L&#8217;atmosfera che si respira mi ricorda molto da vicino l&#8217;Europa dei primi &#8217;90: festival ovunque, il Burning Man ne è solo l&#8217;esempio più celebre e addirittura squat parties, in un paese che non ha certo una tradizione underground come quella europea! </p>
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<p>Ti ricorda la “tua” Londra, in un certo senso? “Ah si&#8230; nulla a che vedere con la città di oggi.” prosegue “ io ho sempre vissuto nell&#8217; area di Brixton e la scena nei &#8217;90, con quell&#8217;attitudine DIY sembra davvero persa” dice con un pò di rammarico. Raccontaci un aneddoto “singolare” della Londra di allora. “Beh la ricerca del &#8216;prossimo&#8217; luogo dove tenere il (rave) party era una delle cose più eccitanti; allora la legislazione &#8216;anti-squat&#8217; non era ancora in vigore e per mettere su un bel party bastava essere rapidi e ben organizzati. Noi lo eravamo anche più di quanto la polizia avesse potuto immaginare: non avevamo solo tecnici ed artisti ma anche un avvocato-raver che serviva per toglierci di torno gli sbirri che volevano fermare il party. E lui, di solito, alle feste, non mancava mai! Avresti dovuto vedere mentre, educatamente sbatteva la porta in faccia agli agenti dicendogli che non potevano entrare!” Lasciamo i bei ricordi della Londra che fu e parliamo dei tuoi progetti a breve. “Sono tornato sulla scena attivamente ed ho diverse release a breve. Imminente quella su  <strong>High Chai</strong> recordings  di   New york in Aprile, un&#8217;altra su <strong>Muti Music</strong> e poi altre release tra cui Sugarpill e <strong>Knightriderz</strong> prima dell&#8217;estate. Da fine maggio sarò in Europa per una serie di bookings, soprattutto per festival, che mi terranno occupato l&#8217;intera stagione.&#8221;</p>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 16:25:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maxsfregola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Arriva Marzo e la macchina del divertimento di Amsterdam, si rimette in moto; l&#8217;anteprima della stagione che verrà scalda i motori sotto la sigla “5 Days Off”. Più una constatazione che un auspicio: chi vive ad Amsterdam sa bene che la prima settimana di marzo prendere davvero qualche giorno off è d&#8217;obbligo; per 5 giorni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Arriva Marzo e la macchina del divertimento di Amsterdam, si rimette in moto; l&#8217;anteprima della stagione che verrà scalda i motori sotto la sigla <em>“5 Days Off”</em>. Più una constatazione che un auspicio: chi vive ad Amsterdam sa bene che la prima settimana di marzo prendere davvero qualche giorno off è d&#8217;obbligo; per 5 giorni consecutivi (da quest&#8217;anno anche la domenica è inclusa nella programmazione ufficiale) il “fratello minore” del festival agostano di Gent, in Belgio, il “10 Days Off”, propone il meglio della ltura musicale elettronica del momento, con un menù arricchito di mostre, installazioni ed altri eventi culturali, tanto da aver obbligato gli organizzatori a suddividere il programma in “5 days On” e “5 days Off”, tanto per soddisfare i vampiri tradizionali quanto per quelli diurni..</p>
<p>Ma veniamo alla cronaca di questa edizione 2012: la programmazione musicale è stata guidata dalle decine di meteore nate dall&#8217;esplosione della supernova-dubstep. Il mercoledi è stato monopolizzato dal Future Garage di <strong>SBRKT </strong> e family al Melkweg, mentre al leggendario Paradiso, tornavano gli <strong>Who Made Who</strong>, ormai ospiti fissi.</p>
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<p>Il giovedi è stata la volta di <strong>Jeff Mills</strong>, sempre al Melkweg, mentre il venerdi è toccato a <strong>Circus Records</strong> al Paradiso. Sabato drum n bass al Melkweg con <strong>Noisia </strong>e domenica un fiacco party per i 7 anni di <strong>DMZ</strong> al Melkweg con tutto l “over the top” del dubstep della prima ora. Nonostante <strong>Skream</strong>, <strong>DMZ</strong>, <strong>Joker</strong> <strong>James Blake</strong> e <strong>Kode 9</strong> il pubblico ha preferito il Paradiso, a soli 200 metri dal Melkweg, e <strong>Gui Boratto</strong>, sold out già da settimane.</p>
<p><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/X0n1mVQqGZ0?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/_lhLfBBOcyM?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Merita una nota il programma diurno: ogni giorno la proiezione di film dedicati al clubing nella sala cinematgrafica del Melkweg, tra i quali “<em>Don&#8217;t T hink</em>” dei <strong>Chemical Brothers</strong>, Ibiza Occident e 24 houres party people. Tra le mostre fotografiche ha atirato una certa attenzione quella di <strong>Sven Marquardt</strong>, fotografo e storico buttafuori del<em> Berghain</em> di Berlino.</p>
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		<title>TOMAT &#8211; 1984</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 15:40:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Tomat è il progetto solista di Davide Tomat da Torino,Italia. Egli è anche il principale compositore e paroliere delle band N.A.M.B. e Niagara. Il suo album di debutto da solista sotto il nome di Tomat esterna il lato più sperimentale della sua musica. L’origine del disco secondo Davide Tomat: “Questo disco ha preso vita in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/38102463" width="500" height="263" frameborder="0" webkitAllowFullScreen mozallowfullscreen allowFullScreen></iframe></p>
<p>Tomat è il progetto solista di Davide Tomat da Torino,Italia. Egli è anche il principale compositore e paroliere delle band N.A.M.B. e Niagara. Il suo album di debutto da solista sotto il nome di Tomat esterna il lato più sperimentale della sua musica.</p>
<p>L’origine del disco secondo Davide Tomat:</p>
<p>“Questo disco ha preso vita in 6 giorni dall&#8217; 1 al 6 giugno 2010.<br />
Ogni traccia è abbinata ad un evento storico verificatosi tra il 1 ° e il 6 giugno nel corso della storia umana.</p>
<p>Tutto il materiale sonoro è stato registrato in multi traccia in una sessione solitaria di improvvisazione di 6 giorni nel mio studio utilizzando solo la mia voce, un sintetizzatore analogico monofonico e una chitarra attraverso effetti, loopers, computer e campionatori creando strati su strati di voci ,di sintetizzatore e di chitarra senza alcun overdub.</p>
<p>Dopo 6 giorni di improvvisazione e 7 ore di musica registrata, il 7 giugno ho iniziato la fase di ascolto e di individuazione delle diverse tracce&#8230;alla fine ne ho identificate 36 diverse.</p>
<p>Ho pensato al fatto che, qualcosa avvenuto in quei 6 giorni nella storia umana, mi aveva ispirato einfluenzato nell&#8217;esprimere questa musica e queste emozioni.</p>
<p>Così ho fatto un po&#8217; di ricerche sugli eventi che si sono manifestati tra il 1° e il 6° giugno e ho iniziato ad abbinare ad ogni traccia musicale un evento diverso. Ho provato ad unire avvenimenti ed emozioni che potevano essere compatibili, emozioni che in qualche modo mi avevano inconsciamente ispirato durante l&#8217;improvvisazione.</p>
<p>Ho isolato 21 brani su cui lavorare e dopo un lavoro di editing e ne ho mixati 11 e masterizzati il 7 settembre 2011 a Berlino.</p>
<p>01-06JUNE è un disco composto per il 90% da voci e per il 10% da un sintetizzatore monofonico e una chitarra. E&#8217; un disco contemplativo e dilatato che evoca paesaggi sonori.”</p>
</div>
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		<title>Faraway (so close) 3/Portogallo</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 20:59:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>federicospadavecchia</dc:creator>
				<category><![CDATA[clubbing in]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi Speciali]]></category>

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		<description><![CDATA[Dicono che i portoghesi siano dei Brasiliani tristi, ma a dire il vero, nella nostra abbondante settimana di permanenza, l&#8217;unico sentimento malinconico che abbiamo provato è stata la celeberrima saudage al momento del ritorno. Prima tappa della vacanza è Oporto, la seconda città più importante del Paese, famosa nel mondo per la produzione dell&#8217;omonimo vino. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dicono che i portoghesi siano dei Brasiliani tristi, ma a dire il vero, nella nostra abbondante settimana di permanenza, l&#8217;unico sentimento malinconico che abbiamo provato è stata la celeberrima <em>saudage</em> al momento del ritorno.</p>
<p>Prima tappa della vacanza è <strong>Oporto</strong>, la seconda città più importante del Paese, famosa nel mondo per la produzione dell&#8217;omonimo vino.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono ormai lontanissimi i tempi in cui il Portogallo contendeva a Spagna e Inghilterra il predominio sulle colonie, ed oggi questa nazione è tra quelle in cui la crisi economica si è fatta sentire di più. Tuttavia, se girovagando tra quel mix di stili architettonici tipico delle sue vie, vi sembrerà di essere tornati indietro nel tempo di almeno 10 anni, basterà salire a bordo della sua efficientissima metropolitana o connettersi ad uno dei tanti free wifi hotspot presenti nelle zone più gettonate dai turisti per capire che per le cose davvero importanti non hanno niente da farsi insegnare.</p>
<p>Pur non essendo certo una capitale dello shopping a Oporto potrete fare i vostri acquisti musicali da <strong>Louie Louie</strong> e <strong>Materia Prima</strong>. Nel primo negozio troverete una buona quantità di cd e vinili dance nuovi e usati, mentre nel secondo, che vanta anche una filiale a Lisbona, l&#8217;elettronica d&#8217;avanguardia la fa da padrona.</p>
<p>La musica in Portogallo è una questione dannatamente seria, non ci credete? Ok, allora dovrete per forza visitare la <strong>Casa della Musica</strong>. Inaugurata appena nel 2005 la stampa inglese l&#8217;ha definita <em>folle</em> e <em>decisamente originale</em>, ed in effetti a guardarla da fuori sembra proprio un&#8217;enorme pista da skateboard spaziale tutta curve e cemento. Un trionfo di geometria e asimmetria insieme.</p>
<p>Al suo interno però vi è un auditorium avveniristico perfetto per ogni genere, nel quale è possibile assistere a concerti classici, jazz, elettronici e perfino house. Sono state realizzate inoltre una serie di aule d&#8217;insegnamento e sale prove.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il lato didattico è anch&#8217;esso fondamentale, e per questo nella hall ci sono una dozzina di computer dotati di schede audio e controller midi lasciati a completa disposizione del pubblico, che può servirsene liberamente e soprattutto senza sborsare un cent!!</p>
<p>Dopo un&#8217;ottima cena a base di baccalà (ne esiste una ricetta per ogni giorno dell&#8217;anno) suggeriamo una degustazione di Oporto da <strong>Vinologia</strong> in rua de São João dove potrete sbizzarrirvi con le loro oltre 200 varietà.</p>
<p>Il tempo di una passeggiata lungo la <strong>Ribeira</strong> ed è ora di andare a fare quattro salti come si deve. Sebbene le serate più in voga siano dal giovedì al sabato, qui tutti i bar si confondono con le discoteche essendo tutti dotati di Dj e, grazie ad un costo della vita decisamente a buon mercato, è possibile fare festa tutta la settimana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il nostro club preferito è il <strong>Plano B</strong>: nei suoi due piani (provvisti di wifi) ospita artisti di fama internazionale e gruppi live. Segnaliamo anche il <strong>Pitch Club</strong>, sede locale della <strong>Red Bull Music Academy</strong>, e l&#8217;<strong>Industria</strong>, appena fuori dal centro, probabilmente il posto migliore della città per la musica elettronica.</p>
<p><strong>Lisbona</strong> è facilmente raggiungibile da Oporto in circa tre ore di treno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Costruita su sette colline di fronte all&#8217;oceano, la Capitale è un gioiello prezioso da rimirare tra le mani, rimanendo affascinati da ogni riflesso. Il modo migliore per godere dei suoi incredibili scorci è quello di ricomprendere nel proprio itinerario tutti gli ascensori cittadini, oppure facendo un tour sul <strong>tram 28</strong>, che vi permetterà senza fatica di arrampicarvi per i suoi ripidissimi vicoli toccando tutti i maggiori luoghi d&#8217;interesse.</p>
<p>Prima di lasciarvi andare ad una cena luculliana per recuperare le forze perdute, è d&#8217;obbligo un aperitivo a base di <em>Ginjinha</em> alla ciliegia, mentre per carburare le energie notturne non c&#8217;è niente di meglio che un bicchiere di <em>aguardente</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La vita notturna a Lisbona si sviluppa in particolare in due quartieri: il <strong>Bairro Alto</strong> e <strong>Docas</strong>.</p>
<p>Il primo è situato nel cuore del centro storico e rappresenta l&#8217;anima underground della città; da queste parti è possibile fare le ore piccoli spendendo cifre incredibilmente modeste. Grazie ad un clima perennemente mite i clubs tendono a riempirsi tardi verso le 2.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al <strong>Music Box</strong> la pista è sempre calda, mentre al <strong>Capela</strong> potrete danzare tra i murales rinascimentali di una ex cappella gotica. I Dj&#8217;s resident del Bairro si meritano un grande applauso. Il <strong>Fragil </strong>è il decano dei club, in attività da oltre 25 anni, ma oggi pare aver perso gran parte della sua magia. Una parte del vecchio staff però ha creato il <strong>LuxFragil</strong>, la discoteca di riferimento di Lisbona, tra i cui soci c&#8217;è anche <strong>John Malkovich,</strong> con lineup alla moda e un arredamento stravagante.</p>
<p>I Docas sono la zona più chic di Lisbona: gli ex magazzini portuali sono stati riadibiti a bar e ristoranti di lusso, oltre che naturalmente a locali da ballo.</p>
<p>Fate molta attenzione all&#8217;entrata perchè appena sopra al portone troverete una targhetta con la descrizione del club e le modalità di accesso, se è prevista la consumazione obbligatoria e a quanto ammonta (tenete conto che può tranquillamente superare i 200 Euro!!).</p>
<p>Chissà cosa avrebbe detto <strong>Larry Levan</strong> trovandosi davanti al <strong>Paradise Garage</strong> portoghese o <strong>Mancuso</strong> al <strong>The Loft</strong>, templi più d&#8217;eleganza che di underground.</p>
<p>Leggermente fuori dai Docas c&#8217;è l&#8217;<strong>LX Factory</strong>, il club dei grandi eventi con i nomi più famosi del momento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non abbiate paura ad immergervi in un serrato club to club, gli autobus girano anche di notte ed i taxi costano comunque pochissimo.</p>
<p>Avete ancora sudore da espellere? L&#8217;<strong>Europa</strong> è l&#8217;after più frequentato dai giovani, anche se noi vi consigliamo di farvi un bel giro per le <em>pastelerias </em>rischiando un&#8217;overdose di eccezionali pasticcini alla crema. State in guardia peró, perchè la prima causa di morte in Portogallo sono le malattie cardiovascolari dovute ad un&#8217;alimentazione troppo grassa.</p>
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		<title>Prefuse 73 in edizione limitata per Monkeytown di Modeselektor</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Mar 2012 16:48:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maxsfregola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Servizi Speciali]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230;E per ricordare a tutti il Record Store Day, il prossimo 21 Aprile. Una collaborazione bizzarra a prima vista ma in realtà perfettamente compatibile con l&#8217;immagine di outsiders, innovatori e guasta feste che Prefuse 73 e Modeselektor e la loro creatura Monkeytown si sono costruiti negli anni.  Hip-hop underground di fine &#8217;900 quello di Prefuse, electronica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;E per ricordare a tutti il Record Store Day, il prossimo 21 Aprile. Una collaborazione bizzarra a prima vista ma in realtà perfettamente compatibile con l&#8217;immagine di <em>outsiders</em>, <em>innovatori</em> e <em>guasta feste </em>che Prefuse 73 e Modeselektor e la loro creatura Monkeytown si sono costruiti negli anni.  Hip-hop underground di fine &#8217;900 quello di Prefuse,<em> electronica </em>senza aggettivi (o con tanti aggettivi..) quella del catalogo di Monkeytown.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe width="100%" height="166" scrolling="no" frameborder="no" src="http://w.soundcloud.com/player/?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F39022478&amp;auto_play=false&amp;show_artwork=true&amp;color=ff7700"></iframe></p>
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		<title>Shabazz Palaces a.k.a Push the button, start the show!</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2012 10:14:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>C.A.M</dc:creator>
				<category><![CDATA[report/interview]]></category>

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		<description><![CDATA[Mercoledì ventinove febbraio non è mai esistito perchè il 29 febbraio non esiste, quindi il concerto dei Shabazz Palaces non c&#8217;è mai stato, ma è stato frutto dell&#8217;immaginazione collettiva di una moltitudine di persone che sono scese nella cantina, ma dire basement fa più CiaoHoIBaffi!, dell&#8217;Astoria a sentire il duo che ha generato quel fantastico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì ventinove febbraio non è mai esistito perchè il 29 febbraio non esiste, quindi il concerto dei <strong>Shabazz Palaces</strong> non c&#8217;è mai stato, ma è stato frutto dell&#8217;immaginazione collettiva di una moltitudine di persone che sono scese nella cantina, ma dire basement fa più CiaoHoIBaffi!, dell&#8217;Astoria a sentire il duo che ha generato quel fantastico album noto come Black Up.<br />
Quindi non sono scesa nel basement buio e affollato, non ho insultato silenziosamente il solito pubblico torinese che prima di uscire di casa probabilmente fa questo ragionamento &#8220;<em>Mi si noterà di più se sto fermo in mezzo alla dancefloor con fare annoiato sebbene a casa mia quando ascolto i Shabazz sculetto peggio di Rihanna o se do sfogo alla Rihanna che c&#8217;è in me però facendo così rischierò di venire male nelle foto e non sia mai che ciò succeda?!</em> &#8221;, non ho dato sfogo alla<strong> Rihanna</strong> che c&#8217;è in me, sì io l&#8217;ho fatto, e non ho gridato quando il momento richiedeva <em>Who do you think who you are</em>? attirando occhiate piene di disapprovazione da parte mio vicino immobile preoccupato a scrivere sms al suo amico che si trovava a due metri di distanza. I Shabazz Palaces mercoledì non hanno fatto un bel concerto portando tutti sulla strada del credo di <em>The beat will always save us</em>. Non ci sono state grida di gioia e applausi alla fine del concerto, nessuno ha chiesto One more! e i <strong>Shabazz Palaces</strong> non hanno soddisfatto la libido delle persone che il giorno dopo non hanno accusato alcun torcicollo, causato dal continuo movimento a piccione del collo durante il concerto. Concerto che non è mai avvenuto. Nessuno si è divertito, la cantina non era piena di persone, vicino a me non c&#8217;era una coppia che litigava e io non ho mai gridato <em>Bang! Bang! Bang! That&#8217;s how we start the show!</em></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/UnoBIQWS5bs" frameborder="0" width="600" height="335"></iframe></p>
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		<title>Made in Italy Intervista a NiCe7</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 22:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[report/interview]]></category>

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		<description><![CDATA[Quanti sono  gli Italiani che girano il mondo e che, per qualche strano motivo, meno nel paese d&#8217;origine? Molti più di quelli che credete.. Noi di djmag iniziamo una nuovo filone d&#8217;interviste dedicato proprio a loro. Iniziamo con i NiCe7! 1. Chi c&#8217;è dietro a Nice7? raccontateci un poco di voi: NiCe7, all&#8217;anagrafe Cesare Marocco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quanti sono  gli Italiani che girano il mondo e che, per qualche strano motivo, meno nel paese d&#8217;origine?<br />
Molti più di quelli che credete..<br />
Noi di djmag iniziamo una nuovo filone d&#8217;interviste dedicato proprio a loro.<br />
Iniziamo con i NiCe7!</p>
<p><strong>1. Chi c&#8217;è dietro a Nice7? raccontateci un poco di voi:</strong></p>
<p>NiCe7, all&#8217;anagrafe Cesare Marocco e Nicola Daniele, rispettivamente  32 e 33 anni.</p>
<p>In primis siamo 2 appassionati di musica, cresciuti nella stessa cittadina a sud dell&#8217;Abruzzo dove già a 16 anni condividevamo la residenza di un club locale.</p>
<p>Nel 99&#8242; le nostre strade si sono divise. Cesare emigra al nord,  a Milano, dove lavora come fonico e arrangiatore dopo essersi diplomato alla SAE e produce i sui primi dischi, Nicola si trasferisce nella vicina Pescara dove alterna il lavoro da dj resident a svariati viaggi verso eventi di clubbing mondiale,entrando in contatto con molti producers di spessore internazionale.</p>
<p>A fine 2005,durante una delle classiche rimpatriate natalizie tra amici,ci confrontiamo sulle nostre esperienze,e decidiamo quasi per gioco di provare a lavorare su una traccia.</p>
<p>L&#8217;esperienza fu davvero positiva per entrambi&#8230;e da li&#8217; &#8220;the NiCe7 project was born&#8221; !! <img src='http://www.djmagitalia.com/sito/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>2. Il progetto è nato nel 2005, ma sta già facendo il giro di mezzo mondo.. come state vivendo quest&#8217;esplosione?</strong></p>
<p>In realtà non è stata una vera esplosione per noi&#8230;abbiamo portato avanti il nostro progetto in maniera abbastanza graduale&#8230;dal 2005 ad oggi.</p>
<p>Siamo cresciuti gradualmente dal punto di vista artistico e professionale,ed oggi abbiamo raggiunto una discreta visibilità soprattutto dopo essere arrivati al numero 1 nella overall chart di Beatport a febbraio 2011.</p>
<p>Viviamo questa esposizione con assoluta tranquillità,e ci piace molto pensare a quello che abbiamo ancora voglia di fare,piuttosto che a cio&#8217; che è già stato fatto!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>3. Quale è stata la vs gig più emozionante fino ad ora?</strong></p>
<p>In realtà di gig divertenti ne abbiamo fatte molte,in questi anni abbiamo avuto la fortuna di suonare in paesi come Brasile,Canada,Olanda,Inghilterra,Danimarca,Germania&#8230;.pero&#8217; la piu&#8217; emozionante è sicuramente stata al Nikki Beach di Miami, durante il WMC 2009&#8230;.è stata la nostra prima gig oltre oceano,ed oltre a noi a suonare c&#8217;erano molti personaggi che in precedenza avevamo solo visto sulle copertine di dj mag!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>4. Suonate molto più all&#8217;estero che in Italia, come mai secondo voi?</strong></p>
<p>Spesso questi discorsi sono legati alle agenzie ed ai promoter,piu&#8217; che all&#8217;artista.</p>
<p>E&#8217; importante ottenere dei buoni risultati da un punto di vista discografico,ma contemporaneamente bisogna avvalersi degli giusti promoters/agenti ,che sappiano affiancare un buon lavoro di marketing a quello discografico. In Italia questo discorso è leggermente piu&#8217; accentuato rispetto all&#8217;estero, ed è il motivo per cui la maggior parte dei &#8220;nuovi producers&#8221; impiegano piu&#8217; tempo ad affermarsi qui rispetto ad altri posti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>5. A cosa vi ispirate per le vs produzioni?</strong></p>
<p>L&#8217;ispirazione arriva spesso anche da brani lontani dalla dance&#8230;siamo entrambi soliti ascoltare musica a 360 gradi&#8230;dal jazz all&#8217;elettronica,dal rock al reggae.</p>
<p>Gli artisti che hanno influenzato molto il nostro cammino musicale sono: Stevie Wonder,The Cure, The Police,Depeche Mode,Pink Floyd,Einsturzende Neubauten,Buddy Rich,Royksopp,Incognito,giusto per citarne alcuni.</p>
<p>Da un punto di vista piu&#8217; legato alla musica dance, sarebbe impossibile non menzionare Lerry Levan &amp; Salsoul Records, MAW, Frankie Knucles, Danny Tenaglia, Murk, Joey Negro, Dimitri from Paris.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>6. Quali sono i vs prossimi progetti?</strong></p>
<p>Dal punto di vista delle produzioni stiamo lavorando su moltissimi progetti e collaborazioni,molte delle quali ancora &#8220;unsigned&#8221;: nei prossimi mesi sono in uscita progetti su NOIR MUSIC e GREAT STUFF REC. oltre che un nostro remix per il nostro amico Leon sulla label di Victor Calderone (WAVEFORM RECORDS)</p>
<p>Per quanto concerne le gigs,torneremo a Londra all&#8217;Egg Club a fine marzo,ed abbiamo in programma 2 tours in Sud America (Brasile e Messico) ed uno in Canada.</p>
<p>In Italia abbiamo da poco raggiunto un accordo di booking esclusivo con l&#8217;agenzia &#8220;Stopbooking&#8221;, e stiamo pianificando delle date già a partire dal prossimo mese.</p>
<p>Abbiamo in cantiere anche l&#8217;apertura di una record label,insieme a Pirupa ed allo stesso Leon,ma magari di questo parleremo piu&#8217; in là&#8230;quando avremo molte piu&#8217; informazioni al riguardo!  <img src='http://www.djmagitalia.com/sito/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/ookVyLteH1A" frameborder="0" width="600" height="437"></iframe></p>
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		<title>Jungle is massive&#8230; again: intervista a Serial Killaz</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 13:05:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maxsfregola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Servizi Speciali]]></category>

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		<description><![CDATA[Serial Killaz, sono Tobie e Graham, un duo di DJ e remixer inglesi &#8220;responsabili&#8221; di aver ridato colore ad una scena jungle, rimasta a lungo in silenzio. Il loro segreto è una miscela esplosiva di reggae a &#8220;180bpm&#8221; sapientemente arrangiato e prodotto con la benedizione del guru del Jungle e del Breakbeat delle origini Congo Natty. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">Serial Killaz, sono Tobie e Graham, un duo di DJ e remixer inglesi &#8220;responsabili&#8221; di aver ridato colore ad una scena jungle, rimasta a lungo in silenzio. Il loro segreto è una miscela esplosiva di reggae a &#8220;180bpm&#8221; sapientemente arrangiato e prodotto con la benedizione del guru del Jungle e del Breakbeat delle origini </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">Congo Natty</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">. Ci raccontano del progetto Serial Killaz e di come vedono la scena DnB.</span></span></span></p>
<p><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/XUm9mC3yl_c?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;"><em>Sulla scia del “revival” delle sonorità early rave, la DnB è tornata in voga, dopo un periodo di basso profilo tenuto tra l&#8217;inizio del millennio ed oggi. Il &#8216;new school&#8217; sembra meno &#8216;selvaggio&#8217;, meno ossessionato dal low-end e con rinnovato interesse per i temi ragga-jungle, come la tua hit &#8216;Get Ready&#8217; uscita lo scorso anno o le produzioni di Jungle Cakes. Come vedi la scena Jungle &#8211; DnB odierna?</em></span></span></p>
<p lang="nl-NL" align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">Il reggae è sempre stato un elemento centrale nella storia del Drum &amp; Bass ma dal 2005 abbiamo assistito ad un vero ritorno interesse con, ad esempio, <strong>Benny Page</strong> &amp; <strong>Marcus Visionary</strong> sotto contratto con DSB ma anche <strong>Breakage</strong> e <strong>Chase &amp; Status</strong> che hanno posto un accento solido sulle influenze reggae in tante delle loro produzioni. Io vedrei il 2005 come l&#8217;anno della rinascita, grazie ad una nuova generazione di ravers che vivevano, per la prima volta, quello stile che veniva da lontano. Sicuramente il Ragga-Jungle non si era dissolto, nonostante venisse poco sostenuto dalle labels maggiori, come è prova il lavoro ininterrotto di producers come <strong>Rebel MC, Terry T &amp; Souljah, Jacky Murder, Psycho Freud</strong>.</span></span></p>
<p lang="nl-NL" align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;"><em>Tobie, parliamo del progetto Serial Killaz, delle sue origini, di Congo Natty e del vostro lavoro con lui.</em></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Serial Killaz</strong> è un progetto nato alcuni anni fa, per puro caso: lavoravo già da un pezzo per NU Urban e avevo lasciato la produzione da un pò ma tramite amici di vecchia data conobbi Graham &#8211; l&#8217;altro Serial Killaz &#8211; e mi convinsi a tornare in studio  e lavorare proprio su &#8216;Junglist&#8217;: dissi a Rebel ( <em>alias di Congo Natty n.d.r</em>.) che avrei voluto tentare il re-edit di alcuni suoi lavori ma che se il risultato non fosse stato di suo gradimento, avremmo cestinato tutto. Invece gli piacque e fu lo stesso per diversi dj, inclusi Hype &amp; Nicky Blackmarket . Dopo Junglist iniziarono ad arrivare una dopo l&#8217;altra richieste di remix: da <strong>Marvellous Cain</strong> per il suo classico The Hitman a <strong>Terry T</strong> che ci chiese il remix di &#8216;Fire&#8217; e cosi via. </span></span><strong style="font-size: small; font-family: 'Times New Roman', serif;">Rebel MC</strong><span style="font-size: small; font-family: 'Times New Roman', serif;"> è stata un&#8217;influenza fondamentale per me e Graham. Tramite lui, abbiamo avuto la poossibilità di lavorare con nomi del calibro di </span><strong style="font-size: small; font-family: 'Times New Roman', serif;">Top cat, Tenor Fly, Daddy Freddy </strong><span style="font-size: small; font-family: 'Times New Roman', serif;">o</span><strong style="font-size: small; font-family: 'Times New Roman', serif;"> Ragga Twins.</strong></p>
<p><a href="http://www.djmagitalia.com/sito/wp-content/uploads/2011/08/killaz_sleeve1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2024" title="killaz_sleeve1" src="http://www.djmagitalia.com/sito/wp-content/uploads/2011/08/killaz_sleeve1-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p lang="nl-NL" align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;"><em>Le vostre produzioni, sono tra i lavori più &#8216;reggae friendly&#8217; in circolazione, particolarmente apprezzati anche dai puristi della musica giamaicana, solitamente diffidenti nei confronti della Drum N Bass, soprattutto per la presenza di suoni &#8216;duri&#8217; come stabs e wobbles. Come scegliete i classici per i vostri remix? Avete un background specifico nel reggae?</em></span></span></p>
<p lang="nl-NL" align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">(<em>Tobie</em>) Ho iniziato ad ascoltare hip-hop e reggae quando ero un teenager. Soprattutto per quest&#8217;ultimo fu una vera folgorazione; un amico mi passò la cassetta di un mix hip-hop registrato da una radio pirata londinese e sul finire del mix c&#8217;erano 30 secondi che mi fecero letteralmente saltare: un suono mai sentito prima che con l&#8217;hip-hop non aveva nulla a che vedere! Portai la cassetta a Daddy Kool (storico negozio di dischi londinese, non più in attività, specializzato in black music.)e li pregai di trovarmi il nome dell&#8217;artista e del genere. Bastò qualche secondo ed il ragazzo mise sul bancone l&#8217;album &#8216;King Tubby Meets Rockers Uptown&#8217; di <strong>August Pablo</strong>. Lo &#8220;consumai&#8221; letteralmente ed il fine settimana successiva presi coraggio e tornai da Daddy Kool: dico coraggio, perchè all&#8217;epoca un ragazzino di 15 anni, bianco, entrando in un tempio della black music poteva facilmente intimidirsi.. ma forse proprio questo era il divertimento! Iniziai a spendere tutti i soldi che avevo in 7&#8243; e la caccia alle nuove release reggae divenne settimanale. Il passaggio alla Jungle fu naturale: il basso, i samples, il groove del reggae. Era tutto li. Il nostro lavoro di remix tenta di mantenere lo spirito originale della vibe del sound giamaicano evitando di alterare una struttura che funziona alla grande cosi com&#8217;è! Noi aggiungiamo solo dell&#8217;energia in più, necessaria perchè il pezzo sia adatto al dancefloor e poi gli diamo una &#8220;rinfrescata&#8221; per renderlo più attuale. In pratica non facciamo altro che lavorare sul ritmo, ma lo spirito della traccia originale rimane li, ben percettebile. L&#8217;energia dei <em>soundclash</em>, con i <em>pull-up</em>, i <em>lazers</em> e l&#8217;interazione con il pubblico: proviamo a catturare queste emozioni e trasmetterle.</span></span></p>
<p lang="nl-NL" align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;"><em>Quale &#8216;Dj setup utilizzate&#8217;: vinili o digitale?</em></span></span></p>
<p lang="nl-NL" align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">Io e Graham abbiamo collezioni sterminate di vinili, ma di recente siamo passati al CDJ perchè la quantità di musica richiesta dalle serate rende logisticamente più facile avere a che fare con il digitale. Inoltre, essendo i nostri set composti, per un buon 90% da materiale re-editato non stampato in vinile, ci è sembrato più logico portare in giro gli astucci con i CD. Continuo, comunque, a comprare vinili.</span></span></p>
<p lang="nl-NL" align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;"><em>Come lavorate in studio?</em></span></span></p>
<p lang="nl-NL" align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">In studio, usiamo Cubase, Reason e Komplete dei quali Massive e Kontakt rappresentano i nostri strumenti principali. Graham ancora usa vecchi synths, come il Korg Z1, il Supernova ed il Roland JV-1080. Abbiamo poi un mixing-desk outboard, nello specifico uno yamaha 02R anche se principalmente lavoriamo con strumenti “interni”. </span></span><span style="font-size: small; font-family: 'Times New Roman', serif;">Quanto al nostro metodo di lavoro: diverse tracce richiedono diverso lavoro. Ad esempio tracce vocali richiedono un trattamento maggiore con strumenti audio, mentre per produzioni jump-up si lavorerà di più con il midi. </span><span style="font-size: small; font-family: 'Times New Roman', serif;">Di recente siamo tornati ad un approccio più &#8220;old school&#8221;, programmando i breaks con Rex di Reason, che poi esportiamo in Cubase. Usiamo molto anche Audio Warp di Cubase, eccellente per mettere a tempo vecchie tracce, sulle quali è spesso difficile lavorare a causa dell&#8217;usura del supporto analogico.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Courier New', monospace; font-size: xx-small;"><em><br />
</em></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>010. Cocoon Recordings DJMag-Collection mixed by Patrick Kunkel</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Mar 2012 18:47:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Podcast]]></category>

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		<description><![CDATA[Dj Mag Italia presenta un nuovo podcast esclusivo che ci farà scoprire il sound di una delle label più conosciute e rispettate sulla scena internazionale: Cocoon recordings. Il mixato porta la firma di Patrick Kunkel che ,con un tocco estremamente personale, ci conduce in un viaggio musicale davvero coinvolgente. Qui di seguito,potrete trovare una breve [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dj Mag Italia presenta un nuovo podcast esclusivo che ci farà scoprire il sound di una delle label più conosciute e rispettate sulla scena internazionale: Cocoon recordings.<br />
Il mixato porta la firma di Patrick Kunkel che ,con un tocco estremamente personale, ci conduce in un viaggio musicale davvero coinvolgente.<br />
Qui di seguito,potrete trovare una breve intervista con Edgar Dirksen, head of Cocoon Recordings e general manager del publishing della label.<br />
Abbiamo chiesto ad Edgar alcune anticipazioni sulle prossime release di Cocoon recordings e considerazioni su giovani dj/producer e nuove tecnologie.</p>
<p>Enjoy guys!</p>
<p><strong>Parliamo dei progetti di Cocoon recordings per il 2012. Ci potresti fare un riassunto delle principali release di quest’anno?</strong><br />
Per il 2012 abbiamo in cantiere diversi progetti, alcuni dei quali sono già usciti, come ad esempio il cd del live di Maetrik in Febbraio che ha avuto un riscontro importante.<br />
Le prossime release riguardano alcuni 12”maxi di Christian Burkhardt, Extrawelt e Mark Broom e ,ovviamente,stiamo lavorando alla track list della compilation Cocoon “ L”.<br />
Lanceremo a Giugno l’annuale cd mixato che anticpa la stagione ibizenca e Daniel Stefanik sta preparando un album per noi,inoltre, non posso dimenticarmi di “ the Sound of thirteenth season” di Sven che uscirà in autunno.</p>
<p><strong>Cocoon Recordings ha da sempre supportato i giovani artisti. Quali sono, secondo te, i principali elementi che caratterizzano la nuova generazione di Dj e producer?</strong><br />
Credo che la nuova generazione di giovani artisti, musicalmente parlando, sia molto ben sviluppata e abbia svariate conoscenze sia nella musica sia nei beat.<br />
Questi giovani crescono in una società dove ogni limite può essere superato,tuttavia,sono del parare che qualche volta l’indice emozionale sia molto carente.</p>
<p><strong>Pensi che le nuove tecnologie abbiano aiutato i giovani talenti a esprimere il loro potenziale o abbiano soltanto incentivato la standardizzazione dell&#8217;offerta di musica?</strong><br />
Oggigiorno chiunque può produrre musica perché internet offre un&#8217;immensità di software, tools, suoni, plug-in e così via.<br />
D&#8217;altra parte, essendoci così tanti strumenti, molte persone non si concentrano più su fattori fondamentali come lo sperimentare e il creare qualcosa di nuovo, ovvero, tutto quello che è alla base del fare musica.</p>
<p>La musica è qualcosa che viene da dentro, è sentimento, emozione, deve raccontare qualcosa&#8230;.la musica rende vive le persone, è il ritmo che ti porta su e giù.</p>
<p>Moltissima musica è prodotta troppo rapidamente e, mi dispiace doverlo dire, è esattamente ciò che sembra: piatta.</p>
<p>Ad ogni modo, ci sono alcuni artisti che hanno preso al volo questa chance e hanno creato in questo maniera il proprio sound.</p>
<p>Tracklist:</p>
<p>1 Dinky: Luvin<br />
2 Daniel Stefanik: The Silicon Garden<br />
3 Tim Green: Jimmy Rave Up<br />
4 Santé &amp; Frank Lorber: You Know<br />
5 Nick Curly: Sun City<br />
6 Popof: Dancing Moon<br />
7 Pig&amp;Dan: Deliverance (Gary Beck Remix)<br />
8 Christian Burkhardt &amp; Einzelkind: Icon<br />
9 Popof: Blue Dream<br />
10 Henrik Schwarz: Now This Way<br />
11 Extrawelt: Phoebe</p>
<div><object width="100%" height="480" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="wmode" value="opaque" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.mixcloud.com/media/swf/player/mixcloudLoader.swf?feed=http%3A%2F%2Fwww.mixcloud.com%2FDjMagItalia%2F010-cocoon-recordings-djmag-collection-mixed-by-patrick-kunkel%2F&amp;embed_uuid=711bd509-36a6-4ac5-9a50-359bd232a443&amp;stylecolor=&amp;embed_type=widget_standard" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="100%" height="480" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.mixcloud.com/media/swf/player/mixcloudLoader.swf?feed=http%3A%2F%2Fwww.mixcloud.com%2FDjMagItalia%2F010-cocoon-recordings-djmag-collection-mixed-by-patrick-kunkel%2F&amp;embed_uuid=711bd509-36a6-4ac5-9a50-359bd232a443&amp;stylecolor=&amp;embed_type=widget_standard" allowFullScreen="true" wmode="opaque" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p style="display: block; font-size: 12px; font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; margin: 0; padding: 3px 4px; color: #02a0c7;"><a style="color: #02a0c7; font-weight: bold;" href="http://www.mixcloud.com/DjMagItalia/010-cocoon-recordings-djmag-collection-mixed-by-patrick-kunkel/?utm_source=widget&amp;utm_medium=web&amp;utm_campaign=base_links&amp;utm_term=resource_link" target="_blank">010. Cocoon Recordings DJMag-Collection mixed by Patrick Kunkel</a><span> by </span><a style="color: #02a0c7; font-weight: bold;" href="http://www.mixcloud.com/DjMagItalia/?utm_source=widget&amp;utm_medium=web&amp;utm_campaign=base_links&amp;utm_term=profile_link" target="_blank">Djmagitalia</a><span> on </span><a style="color: #02a0c7; font-weight: bold;" href="http://www.mixcloud.com/?utm_source=widget&amp;utm_medium=web&amp;utm_campaign=base_links&amp;utm_term=homepage_link" target="_blank"> Mixcloud</a></p>
</div>
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		<title>Andrew Weatherall lancia una nuova label di solo vinile</title>
		<link>http://www.djmagitalia.com/sito/?p=1994</link>
		<comments>http://www.djmagitalia.com/sito/?p=1994#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Mar 2012 13:56:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andypop</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; di questi giorni la notizia che il grande Andrew Weatherall, dj, producer e remixer per artisti del calibro di Primal Scream, Björk, Siouxsie Sioux, The Orb, The Future Sound of London, New Order, Manic Street Preachers, My Bloody Valentine, ha deciso di lanciare una nuova label &#8211; la Brid Scarer &#8211; le cui uscite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; di questi giorni la notizia che il grande<strong> <a href="http://www.residentadvisor.net/dj/andrewweatherall">Andrew Weatherall</a></strong>, dj, producer e remixer per artisti del calibro di Primal Scream, Björk, Siouxsie Sioux, The Orb, The Future Sound of London, New Order, Manic Street Preachers, My Bloody Valentine, ha deciso di lanciare una nuova label &#8211; la <strong>Brid Scarer</strong> &#8211; le cui uscite saranno stampate esclusivamente in vinile (300 copie). Il primo vinile dell&#8217;etichetta &#8211; &#8216;The Final Reel&#8217; &#8211; vedrà la luce il <strong>19 Marzo 2012</strong> e presenterà una traccia di <strong>Timothy J. Fairplay</strong> e il relativo remix firmato dallo stesso Andrew Weatherall.</p>
<p><strong>ANDREA CAMERINO<br />
</strong></p>
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