Sabato 23 Settembre 2017
News

SoundCloud risponde alle voci di chiusura immediata

 

Dopo  l’annuncio del taglio del 40% del personale e la soppressione delle sedi di Londra e San Francisco nella speranza di migliorare la propria situazione finanziaria, SoundCloud Ltd. è di nuovo nella bufera. Un articolo apparso su ieri su TechCrunch valuta infatti la possibilità che la piattaforma possa chiudere i battenti entro 49 giorni.  

La notizia si è diffusa immediatamente in tutto il mondo e ha dato vita a numerosissime reazioni, la maggior parte delle quali a sostegno della piattaforma senza la quale milioni di appassionati, dj e musicisti indipendenti perderebbero uno dei servizi più utili all’interno del mondo della musica. In risposta a questa tesisostenuta da due ex-impiegati della società tedesca, SoundCloud ha rilasciato il seguente il comunicato:

“There are a number of inaccuracies within the TechCrunch article. They seem to stem from a misinterpretation of information by one or two laid off employees during a recent all hands meeting. Due to the extensive number of inaccuracies, we will only comment regarding funding and layoffs. To clarify, SoundCloud is fully funded into the fourth quarter. We continue to be confident the changes made last week put us on our path to profitability and ensure SoundCloud’s long-term viability. In terms of layoffs, it is our policy not to discuss individual employee cases, but we can share we continue to work with all employees who were let go to support them during this transition, with employment and financial assistance.”

“Ci sono numerose inesattezze nell’articolo di TechCrunch. Pare che abbiano raccolto pareri e informazione sbagliate da uno o due dipendenti licenziati dalla società durante un recente meeting generale. A causa di tutte queste inesattezze, ci limiteremo a commentare riguardo l’ipotesi dei finanziamenti e dei licenziamenti che potrebbero interessare SoundCloud. Chiariamo subito che SoundCloud dispone pienamente di finanziamenti sufficienti a coprire il quarto tirmestre del 2107. Siamo fiduciosi nel credere che i cambiamenti messi in atto la scorsa settimana ci metteranno in condizione di intraprendere un percorso di profitto e di assicurare la vitalità dell’azienda sul lungo termine. Riguardo i licenziamenti, la nostra politica interna è quella di non parlare dei singoli casi, tuttavia possiamo condividere con voi che continueremo a sostenere i dipendenti che sono stati lasciati a casa durante questo difficile periodo di transizione, con un impiego e con l’assitenza finanziaria“.

Nonostante il tono rassicurante, la situazione resta estremamente delicata e la possibilità sostenuta da TechCrunch non sembra così remota. Secondo un PR di SoundCloud “attualmente non c’è nessun piano per cambiare le esistenti opzioni di iscrizione al servizio”. Le opzioni sul tavolo per il rilancio di SoundCloud sembrano così essere limitate: rimodulare il funzionamento della piattaforma per renderla più simile a Spotify o Apple Music e quindi spingere più utenti a diventare premium, vendere i metadata dei propri utenti (ipotesi messa sul tavolo da Run The Trap), trovare un investitore o un compratore della società.

 

soundcloud-apple-spotify-amazon-google

 

La direzione operativa migliore potrebbe essere quella di focalizzare gli sforzi sul core-business – i musicisti e produttori indipendenti – sviluppando una piattaforma indirizzata a queste categorie di utenti. Ma con qualei reali guadagni? Occorrerebbe non entrare in competizione diretta con le altre piattaforme di streaming ma creare un sito capace di garantire servizi e offerte tali da attirare una fascia di utilizzatori che non trovano gli stessi strumenti per far crescere il proprio profilo e la propria musica in nessun altro luogo digitale.

Articolo PrecedenteArticolo Successivo
Sono un ragazzo semplice che ama profondamente la Musica Elettronica. Preferisco nettamente la sostanza all'apparenza.