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TALE OF US: Istruzioni d’uso.


Quella che andrete a leggere è un’intervista lunga tre mesi.

E’ una sera di luglio quando scrivo a Romano Manfredi, loro manager, chiedendo la loro disponibilità per l’intervista.
Ho preparato le domande la sera stessa perchè i ragazzi il giorno dopo sarebbero ripartiti per Berlino: erano nel full di serate ed eventi fino a settembre.
Da quella notte tra aerei persi e tante email: eccoci qua. Casa “Life and Death”.Tutto quello che c’è da sapere sui Tale of Us è qui sotto: sedetevi comodi, prendetevi da bere, mettetevi come sottofondo un mix dei Tale of Us (consiglio “Thugfucker – Disco Gnome Tale of Us Remix)” e gustatevela.

Tale of Us. L’essere contro corrente vi ha portato al top dei club europei distinguendo il vostro genere musicale da quello di massa. Questa scelta vi avrà portato all’inizio difficoltà e carenza di spazio nei club a differenza di altri Djs che si sono adattati alle linee musicali generali senza poi aver ottenuto nemmeno la metà del vostro successo e che ora vi invidiano. In che modo avete trovato insieme la vostra linea guida musicale da seguire?

Ci siamo conosciuti nel periodo più’ fiorente della minimal quando i simboli del momento come Ritchie stavano dettando nuove regole per Dj e produttori. Tengo a precisare questa cosa perché anche se forse non molto apparente, abbiamo entrambi radici techno e minimal molto forti.
All’ inizio abbiamo cercato anche noi di creare un hit/tool che avrebbe conquistato mister Dice o un siluro minimale per Carola (facendoci conoscere con i nostri nomi Matteo Milleri e Karm) avendo anche un discreto successo nella nostra umile missione (Dice ha suonato nostri mix al Time Warp e Carola ha messo ben 2 nostre tracce nella sua compilation Cocoon).

Nonostante i nostri sforzi in Italia nessuno ci ha dato visibilità e di conseguenza non ci sentivamo appagati della nostra musica risultata inefficace per quello scopo. Tre anni fa siamo quindi giunti a questa decisione: partire per Berlino senza un piano ben preciso e metterci a fare musica come piaceva a noi. Le nostre regole le abbiamo stabilite noi e come allora , continuiamo a spingere il sound che creiamo oltre i nostri confini.

 

- House e Techno mista alla pop e rock music: con le vostre release significa fare un viaggio senza confini. Quando ascolto i vostri mix per la prima volta rimango sempre sorpreso per dove potete portare l’ascoltatore. Per avere tale successo è certo che vi completate: avete mai avuto problemi nel confrontarvi lungo il percorso di produzione di qualche traccia?

Tra di noi il confronto non manca mai: a volte risulta estenuante ma è questo che ci porta al risultato finale che tutti voi conoscete.

Vi descrivo una giornata studio solita. Carmine inizia con un disco e mi fa sentire degli accordi. Io ho in mente tutt’altro ma iniziamo a lavorare comunque sulla sua idea… Pian piano inizio a rendermi conto che la sua idea funziona allora mi cede il posto su Logic. Inizio a smanettare un po coi beat e una bassline. Carmine va a fumare, si mangia un panino e torna che già la traccia si sta sviluppando. Arriva e dice: “Fammi suonare una cosa che ho in mente” e si parte con il moog e iniziamo a fare una Jam sul loop che sta andando. “Ascolta sto giro, fa tantissimo…”
Si arriva così a un riff interessante e la traccia inizia a prendere forma. Allentiamo un po’ i ritmi e iniziamo a giocare a Darkness 3 o a Guild Wars. Dopo una ventina di minuti riascoltiamo il tutto: non è piu’ cosi’ entusiasmante come sembrava e quindi ricominciamo da capo però salvando per sicurezza il progetto ( Il Rmx che abbiamo fatto a Maceo Plex per esempio era un progetto scartato inizialmente.
Iniziamo con l’unico elemento che non ci sembra una merdata totale, facciamo partire tutto da là, registriamo un po di ambienti e percussioni per dare organicità alla cosa. Andiamo mangiarci un Ramen a Mitte.

Quando torniamo a casa solitamente le cose ci appaiono piu chiare: se c’è qualcosa di concreto e interessante si prosegue o senno si re inizia.
Sembra un circolo senza fine: lo è infatti. In questo momento in cui stiamo rispondendo alle domande per questa intervista stiamo ancora rifacendo una vecchia traccia: potrebbe essere la volta buona chi lo sa… L’unica speranza che ho è che arrivi qualcuno e ci fermi dicendoci “E’ finita, è perfetta è una bomba!”.

Purtroppo i nostro canoni musicali e i nostri interessi si stanno evolvendo e le opinioni altrui contano sempre di meno, la musica perde sostanza e la riprende senza nessun apparente motivo solo seguendo istinti e emozioni che ci travolgono. Amen.


Matteo da New York + Carmine da Toronto e tutti e due trasferiti in Italia da bambini.
E’ curioso pensare che siete in continua evoluzione: dall’America siete arrivati in Italia, e dall’Italia vi siete spostati a Berlino. L’esperienza di quest’estate al “Melt! Festival”: com’è andata? Cosa vi portate a casa? (anche se a casa c’eravate già: a Berlino).

Ai grandi festival solitamente diciamo addio al nostro concetto di viaggio musicale che ci piace fare perché ad eventi di tali dimensione la crowd tende a voler sentire principalmente buona techno o techhouse…
Filtro on o Filtro Off, ad eccezione di alcuni. Tra questi ovviamente c’è il Melt, un esperienza incredibile! Abbiamo suonato tra Todd Terje e Dixon produttori che stimiamo molto e con cui siamo a stretto contatto (Dixon soprattutto). Bella gente, educata e aperta mentalmente, uno stage di tipo 10 mila persone, una location da brivido.
Abbiamo suonato quello che volevamo e tutti ci hanno seguito dandoci le stesse emozioni che ci puo’ dare un club di mille persone: incredibile.

Il decisivo supporto dei “Visionquest” che hanno realizzato il vostro EP di debutto “Dark Song” vi hanno sempre dato grande forza. Cosa vuol dire avere come padrino Seth Troxler? Come vi ha arricchito con la sua presenza?

La sua presenza è stata molto forte agli inizi del nostro percorso.
Ci siamo conosciuti in italia che Seth ancora non era molto noto, ma di questo ho già parlato in 10 mila interviste. Voglio citare una cosa che lui mi disse: “Trova quello che sai fare e fallo bene, e sorridi sempre”
La prima devo dire che l’ho quasi adempita la seconda …. ahahha… un po’ meno.

- Il Muretto questa estate con un set strepitoso: a parere di molti eravate tra i guest piu’ attesi e piu’ apprezzati (della serata) e forse anche della stagione. Come vi siete trovati? Come vi è parso il pubblico?

Il pubblico è stato molto caloroso e eccitato.
Dixon ha fatto un grande set di apertura più scuro e techno. Nonostante sapessimo molto bene cosa la gente si aspettasse da noi abbiamo un po’ giocato con loro… più dritti più duri, lentamente scendendo bpm e aggiungendo melodie.
Ho notato che molta gente si è annoiata e se n’é andata prima. Ma chi è rimasto se lo ricorda…


- In poco tempo avete conquistato i migliori club europei e non solo: come vi vedete tra 5, 10 anni? Che cosa volevate fare nella vita prima di affrontare la carriera che oggi sta andando a gonfie vele? Visto che siete stati nominati anche la miglior label del mese con “Life and Death”…

l nostro sogno è andare oltre al clubbing e al EDM. In un futuro ci vediamo ad organizzare nostri concerti ed eventi dove la musica è protagonista completa. Con la label discorso analogo abbiamo come punto di riferimento, Warp, DFA, Kompakt  etichette che pubblicano band e musica dance indipendentemente dalle tendenze.
- Milano, il vostro trampolino di lancio: come la vedete la situazione italiana: ha qualche speranza? Cosa avete subito notato di diverso andando a Berlino?

Milano è stato il nostro trampolino ma non di lancio: è stata la sua freddezza che ci ha costretto in primo luogo a creare i nostri eventi per conoscere e venire a contatto con le persone che ci interessavano e, in secondo luogo, ci ha fatto capire che dovevamo andare via dall’Italia almeno per un po’.
Berlino ci ha permesso di intraprendere in nostro cammino senza essere giudicati, un cammino che prevede il nostro ritorno in Italia dove risiede il nostro cuore.

Ringraziamo gli italiani che hanno sempre creduto in noi: Elliot James Shaw, Manfredi Romano, Skizzo, Marco Emma Gigi Vladi (Milano), Gigi(Torino), Antonio e Andrea DC10 e tutti gli altri che probabilmente mi so scordato.

E Grazie a Marco Lac e alla sua pazienza.

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