Sabato 23 Giugno 2018
Interviste

Tiger Stripes ci racconta il suo disco insieme a Riva Starr

Due settimane fa è uscito il nuovo EP di Riva Starr, a fianco di Tiger Stripes. Ne abbiamo parlato con lo svedese

Un paio di settimane fa è uscito ‘Sound Of The Bettest’, il nuovo EP dell’italiano Riva Starr al fianco dello svedese Tiger Stripes, artista di lunghissima esperienza in ambito techno con cui Stefano condivide da tempo la passione per certi dirty beats. Un primo accostamento dei due abbiamo potuto sperimentarlo a novembre, quando Riva Starr ha pubblicato l’EP ‘Hyperloop’ via Truesoul: probabilmente il miglior lavoro del 2017 della label, coronato da un altrettanto ottimo re-work di Tiger Stripes su ‘Fallen Angel’. Con ‘Sound Of The Bettest’ sembra che tra il breakbeat di Stefano Miele e la techno di Tiger Stripes il punto d’incontro si sia trovato. Ne ho parlato proprio con lo svedese


Come vi siete conosciuti, tu e Stefano?
Il nostro primo approccio non è stato un granché. Ci fu un malinteso con una label e non ho potuto inviargli alcuni progetti. Ci siamo comunque tenuti in contatto, nonostante questo incidente, e in seguito al mio remix di ‘Fallen Angel’ abbiamo iniziato a parlare di un EP insieme. Ci rispettiamo molto, io e Stefano, e anche se non ci conosciamo da molto, per quanto riguarda la nostra musica è come se fossimo amici di vecchia data. 

Mi sfugge il senso del titolo dell’EP, ‘Sound Of The Bettest’. Che significa? 
(ride) Il solito titolo strano alla Riva Starr. Un ottimo indicativo di un EP prodotto da due scalmanati.

Nella tua carriera hai pubblicato su tantissime label di prestigio, spaziando tra house e techno senza troppi problemi; questo inevitabilmente comporta una difficoltà nel trovare un sound che ti distingua. Un po’ il contrario di quello che si consiglia ai giovani produttori emergenti.
Il modo in cui spazio io tra i generi musicali è assolutamente da non imitare! (ride) Tuttavia è l’unico modo in cui riesco a lavorare, quindi nel mio caso non ci sarebbe stata alternativa. Ai giovani posso dire che trovare un suono particolare che ti distingua dai milioni di produttori del mondo è sicuramente la priorità. Per me ormai è troppo tardi! (ride) Spero chi mi ascolti mi distingua per la qualità generale.

E l’ispirazione per quel che produci dove la trovi? 
Ascoltando musica di ogni tipo, suonando distrattamente, sentendo suoni particolari. Non mi metto al lavoro finché non ho qualcosa in testa, questo è sicuro. Ad esempio in ‘Brrr’, il vocal è estrapolato dal suono di un rum fil. Un’idea buona, che senza un gran bel fat beat non si concretizza.

 

Che mi dici della scena techno italiana? 
Che la seguo tantissimo, soprattutto quella napoletana. In realtà tengo d’occhio gli artisti italiani fin dai tempi dell’italo disco, che mi ha tramandato classici come ‘Alone’ di Don Carlos o ‘Audio Trip’ di Dreamatic. Aggiungici anche che il mio produttore preferito è Ennio Morricone, da grande fan del western quale sono!

Qui a Dj Mag diciamo spesso che il 2018 sarà un anno di enorme importanza per la scena techno. Basti guardare le nuove residency di Ibiza e Las Vegas, o i nuovi headliner del Tomorrowland, per intuire che qualcosa di grosso è nell’aria dalle parti di quella che fino a ieri chiamavamo “scena underground”.
Bah, quel che posso dirti è che se la scena underground raggiunge i più grandi main stage, per quanto mi riguarda non mi interessa un granchè. Sono felice dei traguardi che ho raggiunto, la mia famiglia sta bene e continuo a produrre musica come negli anni passati. Non ho bisogno del Tomorrowland per sentirmi realizzato, anzi il mese scorso ho suonato in un club di 150 persone ed è da tempo che non mi divertivo così tanto

C’è qualcuno che pensi si farà particolarmente sentire nel 2018? 
Io ve lo dico, tenete d’occhio Kristin Velvet, produttrice di Berlino. È una stella nascente, spero di avere un suo EP sulla mia label Strange Idols. 

E tu pubblicherai qualcosa nel prossimo futuro?
Certo. Sta per uscire ‘Bang’, il mio nuovo singolo, e un mio edit di ‘Stop Talking’ di DJ DEP che è stato largamente suonato sia da Loco Dice che da Mathias Tanzmann. Entrambi su Strange Idols. 

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Un ventiquattrenne romano letteralmente cresciuto nel club, ama inseguire la musica in giro per l'Europa ed avere a che fare con le menti più curiose del settore. Se non lo trovi probabilmente sta aggiornando la playlist di Spotify.
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