Martedì 22 Agosto 2017
Interviste

‘Ho trasformato la frustrazione in motivazione’, parola di Jax Jones

 

Esistono tanti modi di arrivare al successo. La storia di Jax Jones, nome d’arte di Timucin Fabian Knwong Wah Aluo, merita di essere raccontata. La sua ‘You Don’t Know Me‘ rimbalza di radio in radio, ma chi pensa che questa sia la sua prima hit si sbaglia di grosso.

Abbiamo incontrato il giovane inglese negli uffici di Universal Music Italia per fargli qualche domanda, e il ragazzo ci ha raccontato la sua vita, fatta di lotte silenziose contro il volere dei genitori, frustrazione, ed infine l’esplosione internazionale, cominciata negli USA con ‘House Works‘.
“Ho suonato spesso negli Stati Uniti l’anno scorso” ci racconta “e quando mettevo ‘House Works’ la pista si ribaltava. Lì ho capito che forse avevo imboccato la giusta strada.“.

 

 

Ma come inizia la storia di Jax Jones?

Tutto per Timucin inizia con le canzoni che suo zio gli fa ascoltare intorno ai 14 anni. Di studiare il ragazzo non ne ha mai avuto voglia, nonostante a scuola andasse bene. E così la musica diventa la sua raison d’être. Per Jax Jones comincia così una doppia vita, la prima pubblica, la seconda più segreta. Seguendo gli obblighi dei genitori, il ragazzo finisce il liceo e si iscrive in università. Di sera, però, nel tempo libero, prende la chitarra e va a suonare. Bar, locali vari, per un cantante o per l’altro, non importa. L’importante è suonare.
“Non mi importava proprio chi accompagnassi, mi bastava solo sentire che facevo musica. Per un certo periodo mi sono esibito in chiesa“.

 

Cosa fa scattare l’amore per l’house music?

Intorno ai vent’anni poi, l’inglese muove i primi passi nei club, e i suoni house lo conquistano, modellando la personalità musicale che ritroviamo in lui ancora oggi. Pian piano si fa strada tra i produttori più interessanti della scena, fino ad arrivare ad avere in mano più di una bella canzone. Decide quindi di contattare Duke Dumont, e il duca si innamora del ragazzo, decidendo di collaborarci in modo stretto. Ecco nascere così ‘Ocean Drive‘, ‘I Got U‘ e ‘Won’t Look Back‘, che tutti conosciamo benissimo. Ed è qui che Timucin rischia di arenarsi.

 

 

Come ci si sente ad essere solo un featuring, nonostante si abbia avuto l’idea principale della canzone?

Il nome di Jax Jones finisce in secondo piano rispetto a quello di Duke Dumont (o spesso è addirittura assente), e il ragazzo, a livello di popolarità, non ne ricava praticamente nulla. La frustrazione è tanta, si sente dalle sue parole.
“Andavo al bar e capitava spesso che nell’impianto suonassero una delle mia canzoni, ma nessuno la associava a me. Può sembrare un capriccio, ma quando crei qualcosa e gli altri si prendono tutto il merito, non è una sensazione piacevole.”, ci dice sempre con il sorriso stampato.
Il ruolo determinante nella produzione di hit mondiali non gli ha portato neanche un minimo di ciò che si aspettava e meritava. Ecco quindi la grossa decisione di Jax: staccarsi e sparire, chiudersi in studio per conto proprio e vedere quanto lontano riesce ad arrivare da solo.

 

 

L’inglese produce un intero album. La casa discografica glielo boccia in toto. La frustrazione aumenta.
“Avevo deciso di lavorare sul mio primo album, ma quando lo feci ascoltare all’etichetta mi dissero semplicemente che era un m***a, senza giri di parole. È stato un ulteriore colpo.”.
E così Timucin si ritrova a pensare a cosa fare. Lui vuole che le sue canzoni passino in radio, ma vuole anche rimanere nell’ambiente dei club. Grazie a queste volontà nascono dapprima ‘Yeah Yeah Yeah‘, poi la già citata ‘House Works‘ ed infine ‘You Don’t Know Me‘, che diventa una hit anche da noi.

Un percorso durato quasi dieci anni, che ha portato Jax Jones (to jack jones in inglese vuol dire proprio “stare per i fatti propri”) a toccare psicologicamente il fondo almeno due volte. Sarebbe stato facilissimo mollare, farsi sopraffare dalla frustrazione, ma il giovane è stato bravissimo a trasformare tutte queste botte in motivazioni e regalarci dei bellissimi pezzi. Sperando che ce ne possa regalare tanti altri in futuro.

 

 

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