Domenica 17 Dicembre 2017
Festival

Untold, quando il festival è un paese intero

(Foto di LorenzoTNC.com)

Il 6 agosto 2017 si è chiusa l’ultima notte di Untold, il festival romeno – di base a Cluj – che in tre anni ha immediatamente conquistato i cuori degli appassionati dell’est Europa. Il fenomeno di questa manifestazione ci ha interessati, perchè non ci era chiaro come fosse possibile che un evento del genere riuscisse a fare numeri a livello delle più grandi manifestazioni del settore (si parla di 300-350mila persone) in appena tre anni di lavoro. Abituati come siamo in Italia, e sulla base del fatto che la Romania non è certo l’Olanda o la East Coast americana, abbiamo deciso di affidarci al buon vecchio principio del “provare per credere”. Quel che abbiamo visto in effetti è difficile a credere, per chi non ha provato l’esperienza.

Untold per la Romania è una finestra. Di quelle grandi, luminose, maestose. Una finestra costruita non solo per guardare al di fuori, ma anche per farsi vedere. L’organizzazione – che sicuramente alle spalle poteva vantare un investimento economico non indifferente – ha permesso ai giovani di tutta la Romania di provare in casa propria quel che questi erano abituati a vedere solo su Youtube: un evento internazionale, con dieci stage di musica differente di cui uno all’interno di una delle più grandi arene del paese, circondati da attrazioni e centinaia di attività interattive per uomini, donne, anziani e bambini. Quattro giorni per dimenticarsi l’economia zoppicante e i tanti problemi che affliggono questo dolorante quanto coraggioso paese, a suon della miglior musica dance in circolazione: sui suoi palchi abbiamo visto in azione gente come Armin Van Buuren (con le sue sei epiche ore di dj set), Marshmello, Afrojack, Martin Garrix, Sven Väth, Solomun, Dimitri Vegas e tanti altri.

Ma aldilà dei nomi altisonanti in console e delle performance (quella già citata di Van Buuren è stato qualcosa di epico) la forza della “finestra” Untold è l’aver permesso al mondo intero di poter guardare all’interno della propria casa, Cluj, facendone conoscere ogni dettaglio e valorizzandola nei suoi numerosissimi pregi. Il cibo locale era promosso ovunque, pubblicità di agenzie turistiche affiggevano ogni angolo del festival e passavano continuamente sui maxischermi, a tutti i giornalisti sono stati offerti media trip nella città vecchia e tra le montagne per conoscere ed esplorare i luoghi storici del paese. Io per esempio, sono tornato a casa rivalutando completamente la mia visione della Romania e del suo popolo, conoscendone una parte di storia di cui ero all’oscuro e visitando luoghi che non credevo potessero essere così vicini all’Italia. È proprio a questo che servono eventi del genere, e forse è proprio questo il punto che nel nostro bellissimo, invidiatissimo e frequentatissimo paese non stiamo riuscendo a cogliere. Parliamo del vedere in manifestazioni musicali di questa portata una vera e propria opportunità per la città che li ospita: un’attrazione turistica che riempie gli alberghi e le strade di giovani di tutto il mondo, garantendo posti di lavoro per tutte le età e la possibilità di ampliare la cultura del proprio paese con apertura mentale e serenità: la serenità di prendere parte a qualcosa di grande con senso di appartenenza e unione, collaborando senza pestarsi i piedi al fine di far convergere insieme realtà di festa differenti. Perchè all’Untold ho visto ragazzi di ogni età dare tutto nel dancefloor, ma anche quarantenni in camicia con la tre litri di vodka nell’area VIP, famigliole sugli spalti, anziani passeggianti tra le installazioni luminose dei boschi, coppie cinquantenni cenare nel ristorante di lusso del festival, bambini giocare a tornei di videogiochi e attività sportive mentre i genitori, o i fratelli maggiori, si dedicavano ad ascoltare buona musica. Tutti così differenti, eppure tutti così uguali. Questa è la forza della musica, oltre le lacrime, la pelle d’oca e il perdere la voce sotto il palco. 

Complimenti, ragazzi dell’Untold. Ancora una volta ci teniamo a ringraziarvi per quel che ci avete dimostrato, riconfermandoci ancora una volta che realizzare opere del genere non è impossibile, se davvero si possiede una visione. Da noi quando? Non ve lo so dire. Abbiamo tante realtà promettenti che hanno imboccato la strada giusta, e ve ne abbiamo ampiamente parlato. Noi di Dj Mag saremo sempre qui, al fianco di chi ci crede, di chi sa leggere il futuro con la forza della passione e dell’umiltà. Per questo ci ritroverete tutti all’Untold, l’anno prossimo. A far compagnia a chi vive una favola divenuta realtà. 

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Ventitre anni di cui una buona parte vissuta nel club, ama inseguire la musica in giro per l'Europa ed avere a che fare con le menti più curiose del settore.
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