Mercoledì 16 Agosto 2017
Festival

Untold Romania, day 3: purissima epicità

Il terzo giorno della nostra esperienza romena di Untold è all’insegna di una sola cosa: l’epicità. Il day 3 è stata una prova incredibile, ricca di momenti magici di emozioni uniche. Difficilmente riuscirò a dimenticarmi Armin Van Buuren che suona cinque ore di pura trance – dalle 3 alle 8 – in uno stadio gremito fino all’ultimo secondo di set. Lo stesso vale per tutti quei sorrisi, abbracci, lacrime che hanno contribuito a trasformare la Cluj Arena in un posto in cui si è fatta la storia.

Ancora una volta però, andiamo per ordine. Il primo live a cui ho assistito – l’abitudine è arrivare alle 21, trattandosi di un festival che termina a mattina inoltrata – è quello degli Hurts, una band che qui va tantissimo e che ricorderete per la collaborazione con Calvin Harris e Alesso. Seguono alle 22:30 Sunnery James & Ryan Marciano, che regalano al mainstage un set assolutamente interessante, per poi restare a far festa fino alle sette nella VIP area.

Come vi dicevo ieri, il bello di questo festival è gironzolare, per cui ho deciso di dedicare almeno un’ora a curiosare tra ruote panoramiche, aree dedicate a scultori, attività ludiche offerte da sponsor e chioschi di bevande tipiche. Ho scoperto un tram (avete letto bene, un tram) su cui viene suonata big room fino a notte fonda, un piccolo palco tech house nascosto tra le fratte e adornato di opere psichedeliche e un dj set nel cortile interno di un lussuoso ristorante. Quest’ultimo si chiama Carrousel, ed è stata una delle mie scoperte più piacevoli della serata. Un impianto VOID fa tremare l’acqua dell’adiacente lago scaldando i cuori di tutti i presenti. 
A proposito di cuori caldi, poco dopo è stato il momento di Roger Sanchez al Summerhouse Stage, un palco posizionato ai piedi di una grande struttura marmorea su cui è stato acceso un video mapping incredibile. Non sono rimasto molto, perchè a minuti sarebbero iniziate le due principali performance della serata: Marshmello e Armin Van Buuren.

Marshmello ha colorato l’arena con la sua future bass, scaldando la pista per quello che è stato uno dei set più emozionanti della mia intera esperienza musicale. Non tanto per la selezione – non sono certo un super fan della trance – quanto per la sua durata. La superstar olandese ha spento i motori alle 8 di mattina inoltrate, totalizzando ben cinque ore di show, davanti ad uno stadio gremito che non ha smesso di ballare fino all’ultimo secondo dell’ultimo brano. Migliaia e migliaia di persone hanno ballato, pianto, urlato e cantato senza alcun segno di cedimento. Il video è disponibile sulla nostra pagina Facebook. Vi consiglio la visione, perchè il livello di epicità non è minimamente calcolabile. Una curiosità a riguardo è il fatto che gli accordi del booking volevano Armin in console fino alle sette. Ancora una volta, proprio come nelle due precedenti edizioni, Van Buuren ha staccato un’ora più tardi del programma. La prima volta, nel 2015, è arrivato fino alle sei, quindi nel 2016 ha toccato le sette.
Ci chiediamo dove abbia intenzione di arrivare nelle prossime edizioni… 

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Ventitre anni di cui una buona parte vissuta nel club, ama inseguire la musica elettronica per l'Europa ed avere a che fare con le menti più curiose del genere.