Domenica 16 Maggio 2021
Costume e Società

Le 10 cose che ci sono mancate di più nel 2020

Ultra e il closing act, il fotoboming all'ADE, Eric Prydz e le sue ID, stare sotto cassa, le scommesse su Ibiza. Tutto quello che abbiamo sempre amato fare, che non abbiamo fatto, e che sogniamo di fare

“Il 2020 è ormai un ricordo”, continuiamo a ripeterci da qualche giorno. La cosa ci fa bene, dannatamente bene. Lasciar andare un periodo così difficile e pensare al futuro accresce il nostro ottimismo e ci predispone a un anno in cui, ci auguriamo, potremo tornare a fare ciò che amiamo: andare a ballare. Ma prima di salutare definitivamente l’anno bisestile passato, vogliamo volgere un’ultima volta il nostro sguardo indietro e condividere con voi le 10 cose che ci sono mancate di più nel 2020. Dance-related, ovviamente.

 

“Anche quest’anno si va a Tomorrowland l’anno prossimo”
Partiamo col botto, con la frase delle frasi, quella che esprime tutta l’amarezza per non essere riusciti ad accaparrarsi un biglietto per il festival dei festival. Che però, nell’anno passato ha assunto un significato del tutto nuovo. Per la prima volta non ci sono stati né vincitori né vinti, né influencer altezzosi davanti al Main Stage né ragazzi e ragazze rosicanti davanti allo schermo del proprio pc a seguire la diretta.

Fare la coda per il drink
Rito sacro all’homo sapiens sapiens durante i momenti di aggregazione musicali, l’attendere pazientemente il proprio turno per sorseggiare un drink è sempre un grande classico di qualsiasi serata. Che sia nella ressa di un angolo della pista da ballo o nel backstage di un grande festival, in coda ci si lamenta perché si sta perdendo l’inizio di un set o un momento importante, ma è anche vero che proprio in coda spesso si fanno gli incontri più strani, divertenti, memorabili. Incontri casuali del terzo tipo.

L’attesa insonne per il closing act di Ultra Miami
Ogni anno, a fine marzo, Bayfront Park diventa il centro del mondo per tre giorni. Ultra Music Festival “apre” la festival season certificando mode, trend, artisti ed etichette. La performance più attesa, quella del closing act, viene trasmessa a notte fonda da Ultra Live e, ogni anno, avviene una lotta all’ultimo sangue tra la voglia di assistere a questo momento e il sonno che, puntualmente, si fa sentire con prepotenza. Lo scorso anno la sveglia non è suonata alle 4 di notte, ma segnatevi la data del 28 marzo prossimo perché UMF Miami sta per tornare in grande stile. O almeno così dice il sito del festival. Speriamo.

Vagare tra gli stage e scoprire artisti sorprendenti (che poi diventeranno dei big)
Uno degli sport più praticati all’interno di un festival, normalmente durante il primo pomeriggio quando non ci sono guest di altissima caratura, è quello di vagare senza una meta precisa tra i vari stage e padiglioni. Sarà capitato a tutti di imbattersi, completamente a caso, in quel dj sconosciuto e sorprendente capace di dare tutto un altro sapore a quei momenti di noia e cazzeggio, e di farci divertire in maniera insospettabile. E vederlo magari nel giro di un paio d’anni sul palco principale. Un bel modo per fare scouting e vantarsi di aver ascoltato un dj affermato in tempi non sospetti.

Almeno 20 nuove ID di Eric Prydz
L’anno, per i popoli della Terra, è universalmente scandito da dodici mesi. L’anno, per i fan di Eric Prydz, invece, è scandito dalle nuove ID dello svedese. ID che, purtroppo, si sono ridotte ai minimi termini nel 2020, mandando nello sconforto legioni di ascoltatori ormai abituati alla prolificità del produttore di ‘Opus’. Speriamo che questo nuovo anno porti con sé tonnellate di nuova musica. Per il bene dell’umanità.

Eat, sleep, rave, repeat
Questo celebre ritornello, diventato bandiera della nuova generazione di festival-goer, nel 2020 è stato aggiornato. Eat, sleep, repeat. Il rave ci manca, ogni giorno di più. Non vediamo l’ora di riprendere lo zaino a passare il codice del nostro volo sullo scanner dell’aeroporto con lo smartphone. E di passare il biglietto all’ingresso del nostro festival preferito.

Notizie al limite dell’assurdo dal Burning Man
Il Burning Man è un sogno, un mantra, una religione. Ogni edizione del festival nel deserto del Nevada (USA) porta con sé notizie al limite dell’assurdo: lo scorso settembre, per raccontarvi solo l’ultima, centinaia di persone si sono spontaneamente date appuntamento nel deserto vicino a Black Rock City per campeggiare e “far vivere il Burning Man nonostante la pandemia in corso”. Burning Man è un luogo dell’anima, a metà tra Mad Max e una repubblica utopica governata da Carl Cox e dove il diritto di fare festa è in cima alla costituzione.

Il photobombing sui canali di Amsterdam
Parte fondamentale dell’anno di un “vero” clubber o addetto ai lavori è l’Amsterdam Dance Event, che riunisce nel centro della città olandese meeting di etichette, showcase, panel, spettacoli e la presentazione della nostra DJ MAG Top 100. La pratica più abusata – e con cui far invidia ad amici e follower – è quella di farsi fotografare sui canali del centro città. Con invidia e un po’ di biasimo da parte di chi non c’è. Perché per ogni giovane dj che riesce ad ottenere un appuntamento importante, ce en sono cento che se la cantano sui social quando in realtà aspettano fuori, senza un pass. Photobomber, pronti a scatenarvi?

Le discussioni sulla migliore serata di Ibiza
Birretta in mano, piedi a mollo nella piscina (o nel mare) e sole sulla pelle. A Ibiza. Il momento migliore per immergersi nella diatriba sulle migliori serate dell’Isla Blanca, su chi è il miglior dj o quale farà il botto quest’estate. Confronti piacevoli, quasi banali, il corrispettivo del bar dello sport dove siamo tutti allenatori, direte voi. Ma quanto ci sono mancati la scorsa estate, sostituiti dai commenti sulla pandemia.

Ballare il proprio pezzo preferito sotto cassa
Sentirsi i bassi nel petto, i peli delle braccia che si alzano e le labbra che si arricciano in un enorme sorriso: sono i sintomi chiari di quel fantastico momento in cui il dj suona il nostro pezzo preferito. Si crea una chimica perfetta tra noi, il resto delle persone che abbiamo intorno, il dj e le emozioni che ci scorrono dentro: la nostra gioia selvaggia esplode, il corpo si muove a tempo e il mondo, per quegli istanti, sembra perfetto. Una sensazione che ci manca da morire ma che, siamo certi, ritroveremo quel giorno che varcheremo i cancelli del nostro prossimo festival. A presto.

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Michele Anesi
Preferisco la sostanza all'apparenza. micheleanesi@djmagitalia.com

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