Venerdì 21 Febbraio 2020
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Quali sono le tracce più suonate del 2019?

Scopri le prime dieci posizioni e tutti i trend dei pezzi più suonati del 2019

Il popolare sito musicale 1001Tracklists ha pubblicato ‘A State of Dance Music’, un interessante report sullo stato di forma della musica da ballo globale plasmato sulla base dei dati di traffico relativi ai più di 58 milioni di utenti che nel 2019 hanno visualizzato le 36.180 tracklist create sul portale. Con oltre 100 tracklist create ogni giorno – relative a live set, dj set, festival, club session, podcast e radio show – 1001Tracklist è senza dubbio il sito di riferimento per dj e appassionati che vogliono rimanere costantemente aggiornati sulle novità del settore.

Spicca la classifica delle tracce più suonate nel 2019. Il primo e secondo posto sono cannibalizzati dall’uomo del momento, FISHER, che con il suo ultimo singolo ‘You Little Beauty’ e l’immortale ‘Losing It’ (numero 1 anche del 2018, manco a dirlo) guarda tutti dall’alto in basso. Il terzo gradino del podio è invece occupato dai nostri Meduza che, con ‘Piece of You Heart’, sono riusciti a issare il tricolore nel music business che conta.

 

Gli ultimi strascichi delle sonorità future bass resistono grazie all’instancabile lavoro di Don Diablo che, prima con un’edit dell’eterna ‘King of My Castle’ rifatta dal tedesco Keanu Silva e poi con la housey ‘Fever’, occupa la quarta e settima posizione. Spacca a metà la classifica l’house touch di Axwell: ‘Nobody Else’, sebbene sia stata pubblicata nell’autunno del 2018, dimostra la solida influenza del componente della Swedish House Mafia quando si parla di house di classe. Segue uno dei pezzi più iconici dell’estate 2018 composto dai CamelPhat (in odore di album in questo 2020) e Cristoph. ‘Breathe’, uscito sull’ambita Pryda Presents, è un instant classic che non abbandonerà le tracklist neanche nell’estate 2020. Poco ma sicuro.

 

L’onnipresente duo inglese torna all’ottava posizione con un solido remix di ‘I’m Not Alone’ del gigante Calvin Harrische si è recentemente lasciato andare a interessanti dichiarazioni. La corazzata Toolroom e i suoi alfieri Leftwing : Kody occupano la nona posizione con un ibrido tra house e progressive. Un pò Eric Prydz, un pò Axwell, è un crossover che strizza l’occhio a dancefloor e situazioni differenti. Un filler intelligente che evidentemente è piaciuto a dj e pubblico. Chiude la classifica Tiësto con la sua ‘Grapevine’, un inno big room che continua a spadroneggiare sui main stage di tutti i festival del mondo. D’altronde, non esiste una classifica che non veda la presenza di uno dei godfather della musica dance contemporanea.

La classifica di 1001Tracklist (qui il report completo) conferma quindi la forte ascesa del mondo tech house e melodic house e la fiacchezza cronica delle sonorità future bass, future house, tropical house e big room – che, nonostante tutto, si ritaglia ancora un notevole spazio sui main stage di festival di primo piano come EDC, Ultra e Tomorrowland. Riuscirà il 2020 a spazzare via del tutto gli strascichi di questa era post-EDM? Tornerà alla ribalta la nu-disco e la house come pronosticato da alcuni addetti ai lavori? Quale sarà il suono che dominerà Ibiza? Abbiamo un anno per capirlo. Buon viaggio a tutti!

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Michele Anesi
Amo la musica elettronica, il music marketing e scoprire nuovi talenti. Preferisco la sostanza all'apparenza.

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