• MARTEDì 28 GIUGNO 2022
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15 anni di elegante musica elettronica: auguri Rebirth!

L’etichetta dell’italiano Shield celebra il suo speciale anniversario con una raccolta creata ad hoc. A tutela di un suono senza tempo e lontano dalle mode e le dinamiche del mercato

Svincolarsi ed essere unici, speciali e riconoscibili. Pena: essere risucchiati nel tritatutto delle piattafrome streaming e nell’oceano dell’odierno possibilismo discografico. Daniele Contrini, per molti semplicemente Shield, è un amante della house, un appassionato della musica elettronica di culto che preferisce il cuore pulsante del clubbing ai freddi e meri rendiconti dell’industria musicale. Fa quello che gli piace, con stile, e i risultati da anni lo premiano. Anzi, da quindici anni, per essere precisi.

La sua Rebirth, etichetta che ha saputo ritagliarsi stima, affetto e una posizione unica in un panorama affollato e troppo spesso vittima del suo stesso rumore di fondo, festeggia con lo stile elegante e autorevole che la contraddistingue: sulle piattaforme digitali e in vinile 10 pollici a tiratura limitatissima, dopo la selezione azzurra di ‘Ciao Italia. Generazioni Underground’ (spoiler: nel 2022 arriverà il volume 2), venerdì 17 dicembre esce ‘Rebirth 15’, una compilation che include i brani più importanti pubblicati nel 2021 dalla label bresciana, con qualche inedito e alcuni remix di classici tratti dal catalogo. Dai Chromatic Filters a Billy Cobham remixato da Louie Vega, da Ayala & Abrão a Rumi & Vesci, da Gianluca Pegoiani e Ann Saunderson remixati da Nick Holder a tanti altri.

 

Fondata nel 2006, Rebirth è cresciuta rapidamente fino a diventare l’etichetta italiana indipendente di musica elettronica tra le più riconosciute e rispettate al mondo grazie anche alle collaborazioni con artisti internazionali come Tracey Thorn (degli Everything But The Girl), Shara Nelson (già voce dei Massive Attack), Ben Onono, Maggie Reilly (Mike Oldfield), Alison Limerick, Joey Negro, Agoria, Blond:ish, Marc Romboy e altri ancora. Il brand italico festeggia la musica elettronica Made in Italy da esportazione e tramite Shield dichiara il suo bilancio dopo 15 anni di attività.

“Ripensando a come ho iniziato ad approcciarmi a questo mondo, mi rendo conto che oggi è cambiato praticamente tutto, spiega Shield. “Dopo l’esperienza di 5 anni (dal 2001 al 2006) alla Oxyd / Time Records, dove ho imparato tanto, ho sentito dentro di me nascere la voglia di creare un mio spazio e dar vita a qualcosa di mio al cento per cento. ‘Rebirth’ significava per me ‘Rinascita’, o meglio ‘Rivincita’. Il bilancio di questi 15 anni è sicuramente positivo. Sono riuscito a fare quello che ho voluto, a esprimere me stesso, e il mio gusto a pieno, senza nessun tipo di condizionamento o compromesso. Al di là degli artisti internazionali che ho prodotto, sono fiero del percorso intrapreso e dell’identità dell’etichetta, cresciuta fino a consolidarsi”.

Shield e la Rebirth sono riusciti a mantenere la loro indipendenza professionale anche rifiutando allettanti proposte di acquisto di quote da parte di importanti compagnie. “Ho superato anche momenti di sconforto, spesso mi sono trovato da solo ma sono andato avanti per la mia strada, anche se in salita. Oggi la mia sfida è quella di continuare a essere me stesso in un mondo che cerca di cambiarti, di controllarti. Sto cercando di metabolizzare il grosso cambiamento sociale che è in atto, anche se non è facile. La musica, una delle massime espressioni dell’essere, è influenzata da quello che proviamo, da come viviamo. E fermarsi ad ascoltare se stessi, in un contesto di forte instabilità e precarietà, è la base per potersi esprimere e dare un senso a quello che si fa”.

 

Nessuna nostalgia ma lo sguardo rivolto verso il futuro. Sfruttando quello che di buono la società e la tecnologia hanno portato in questi anni. “Bisogna mettere a fuoco nuove idee e progetti interessanti. Rebirth è la storia di un amore, l’amore per la musica, incondizionato e primordiale. All’inizio caotico, compulsivo, poi trasformato in qualcosa di più maturo e razionale. A volte cerchi scuse esterne e incolpi il sistema se qualcosa non va come previsto. Imparo dagli errori e continuo a fare del mio meglio”.

Una label dallo stile eclettico, che rispecchia gusto personale senza compromessi. “A volte tanto imprevedibile da spiazzare l’ascoltatore. Fin dall’inizio ho sempre dedicato tanto tempo alla selezione musicale e alla qualità. Sono sempre alla ricerca di qualcosa che mi catturi all’istante o che possa durare nel tempo, che non sia di breve consumo. Ma mi rendo conto che nella società odierna la musica in sé sia quasi diventata marginale, mentre altri aspetti come la cura dell’immagine, la promozione e la comunicazione siano arrivati a essere più importanti. Cioè puoi avere tra le mani un pezzo bellissimo, ma se non sei bravo a curare il resto passi inosservato”.

 

 

La ricerca della qualità e la coerenza difficilmente pagano nel breve periodo. “Sono però a volte piccoli mattoni che servono per formare la tua identità e per acquisire, nel tempo, rispetto e considerazione. Oggi il lavoro dietro a una etichetta è diventato davvero sostanzioso e articolato, e bisogna fare delle scelte e tanti sacrifici. Gli aspetti da curare sono tanti, e il tempo non è mai abbastanza. Avere un team è importante per ottimizzare il flusso di lavoro. Ascolto sempre tanto. Fino a qualche anno fa pubblicavo molto di più. Oggi sono ancora più selettivo e firmo pochi progetti”.

Guardando avanti, individuando nuove strade, pensando a nuove idee, e trovando il modo di realizzarle, si guarda fuori dal finestrino e si nota nota un mondo che corre alla velocità della luce. “In un periodo in cui il possesso della musica è venuto meno, in cui le vendite digitali son in continuo calo e il 90% dell’income arriva dallo streaming, bisogna pensare a come sarà domani e cercare di essere in anticipo per non farsi trovare impreparati. Ho dedicato molto tempo per realizzare il mio studio di registrazione. Synth e strumenti hardware vintage rari ti aiutano a creare un suono unico e originale, ma richiedono tanto tempo e una manutenzione continua. Forse ho scelto la strada più difficile, ma questo è anche l’aspetto affascinante di questo lavoro”.

 

 

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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