• GIOVEDì 26 MAGGIO 2022
Classic

20 anni di ‘Amorematico’, l’album con cui i Subsonica portarono l’Italia a ballare

L'11 gennaio 2002 usciva un disco destinato a lasciare il segno e una grandissima eredità

Era l’11 gennaio 2002 e sugli scaffali di tutti i negozi di dischi d’Italia – esistevano i negozi di dischi, dei posti in cui si andava fisicamente a comprare dei CD o dei vinili – arrivava ‘Amorematico’, il terzo album dei Subsonica, band torinese che un paio d’anni prima aveva fatto il botto con ‘Microchip Emozionale’, disco che tra il 1999 e il 2000 aveva portato una ventata di rinnovamento assoluto nel pop del nostro Paese, attraverso una commistione unica di elettronica, dub, reggae, new wave, rock e tanto altro ancora, compresi un singolone sanremese (‘Tutti I Miei Sbagli’, che pure di sanremese aveva poco, eppure alla faccia di un piazzamento deludente al festival andò benissimo) e una liaison con i Bluvertigo in quella ‘Discolabirinto’ diventata un altro classico istantaneo del gruppo nonché di una generazione.

Poste le premesse, e dopo il successo clamoroso di ‘Microchip’ che aveva portato i Subsonica da giovane promessa a band di culto e simbolo di un’ondata ben precisa della musica italiana dell’epoca, ‘Amorematico’ è un disco che portava con sé aspettative altissime. Perché ci si aspettava una conferma sia dal lato discografico (e quindi, commerciale, radiofonico, mediatico) sia da quello artistico: la fanbase era cresciuta e la band era in quel momento indiscusso alfiere di quell’Italia alternativa che era riuscita a sfondare nel pop restando fedele alle proprie premesse e regole, a un certo sistema di valori. E non è un modo di dire: per anni i Subsonica si sono spesi per mantenere dei prezzi bassi e popolari ai loro concerti, anche quando le produzioni iniziavano a diventare impegnative.

 

‘Amorematico’ quelle aspettative non le disattese. Anzi. Se nel tempo ‘Microchip Emozionale’ è diventato l’album-simbolo della band, la pietra di paragone per ogni lavoro successivo (tanto di diventare oggetto di autoironia dal gruppo stesso, che anni dopo canterà “non siete riusciti a bissare ‘Microchip Emozionale'”), ‘Amorematico’ non è da meno. Anzi, è un disco che dell’esperienza precedente fa tesoro e rilancia con ancora più sicurezza dei propri mezzi e con una solidità inattaccabile. È un disco pop, di grandi successi, senza dubbio: ‘Nuvole Rapide’, cassa in quattro e tempo dispari che fanno un cortocircuito micidiale; la doppietta ‘Nuova Ossessione’-‘Mammifero’, inni da concerti e da club; ma è anche un disco dove la dimensione dance è ancora più esplicita che in precedenza. House e dintorni sono l’ossatura di questo lavoro. D’altronde, sono gli anni in cui l’universo Subsonica è legatissimo alla scena dei club, torinesi e non solo: le serate Krakatoa vedono Samuel in consolle, il progetto Motel Connection con Pisti e Pierfunk è una sorta di alter-ego pià esplicitamente da ballo del gruppo; Boosta inizia a sua volta a fare il dj in modo continuativo; le collaborazioni con il dj Roger Rama seguono quelle di qualche anno prima con Claudio Coccoluto in ‘Il Mio Dj’ su ‘Mircochip Emozionale’.

Sono anni in cui il clubbing in Italia sta cambiando, da un lato con maggiore consapevolezza e maturità, con la fine della commerciale anni ’90 e l’ascesa di house e techno, le residenze di dj seminali nei club alternativi più importanti del Paese (Maffia, Magazzini Generali, Brancaleone, Link…) e le visite regolari di guest stranieri. A Torino, fattore non proprio marginale, Xplosiva dà vita a Club TO Club, giusto per sottolineare la scena della città a quell’epoca. In questo scenario i Subsonica sono immersi totalmente, e ‘Amorematico’ è lo specchio di questa immersione. Consegnano alla storia un album che ancora oggi, vent’anni dopo, trasuda un sentimento molto preciso, a livello sonoro. È la faccia migliore dell’inizio del millennio, una faccia contaminata, curiosa, sperimentale, che sa ibridare il pop con i suoni più avanti del tempo, con quel dancefloor che ancora era sinonimo di innovazione, di avanguardia, di altro. Se nel tempo è stato un poco sottovalutato, nonostante il successo alla sua uscita, oscurato nel ricordo collettivo da quel macigno che è ‘Microchip’, ebbene è una piccola grande ingiustizia. ‘Amorematico’ è uno dei dischi più belli e importanti usciti in italia negli ultimi vent’anni, e la sue eredità è immensa. Perché è il disco che ha preso l’Italia per mano e l’ha portata a ballare, ma non in una discoteca di serie B. In un club alternativo, in un centro sociale, in un festival, in un rave, in una fabbrica dismessa allestita con una consolle e un soundsystem. Oltre a piantare un seme destinato a germogliare nella sua magnifica eredità, basti pensare a Cosmo, a Whitemary,  ai Coma_Cose, a Pop X, a P L Z, per fare qualche nome. E questo, non ha prezzo. 

 

Articolo PrecedenteArticolo Successivo
Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA MAILING LIST

Scoprirai in anteprima le promozioni riservate agli iscritti e potrai cancellarti in qualunque momento senza spese.




In mancanza del consenso, la richiesta di contatto non potrà essere erogata.