• MERCOLEDì 06 MAGGIO 2026
Interviste

I 20 anni di Rebirth in un vinile che unisce generazioni

Rebirth 20” è in uscita il 18 Aprile in doppio vinile in esclusiva per Record Store Day e il 15 maggio in tutti i record stores.

Rebirth ventennale release

Il 15 maggio (in anteprima per il Record Store Day il 18 aprile) uscirà Rebirth 20, uno speciale doppio vinile in edizione limitata che raccoglie nuovi remix di alcuni brani chiave del catalogo e una selezione di tracce originali.
Tra gli artisti coinvolti figurano 
Alva Noto, Glenn Underground, Makèz, Luciano & Michel Cleis, Cromby, Terrence Parker, Martinou, DJ Babatr, RSS Disco, Liquid Liquid, John Ciafone, Red Axes, Silicone Soul, Cengiz, Nick Holder, Einka e molti altri, in un dialogo tra generazioni. 

Un disco speciale sotto ogni aspetto, nel tipico stile Rebirth, a partire proprio dal lato estetico: “l’artwork nasce da una serie di disegni che ho realizzato quando avevo tre o quattro anni, che mia madre ha custodito per tutta la vita e mi ha restituito poco prima di lasciarci”, ci racconta Daniele “Shield” Contrini, fondatore di Rebirth. “Quei disegni sono oggi il cuore visivo ed emotivo del progetto, simbolo delle mie origini creative, trasformate in una visione per il futuro”.

Il progetto ha una forte componente personale del Shield, personaggio da sempre al di fuori di tante routine e invece decisamente focalizzato sulla sua creatura e su una visione personale e testardamente, orgogliosamente unica, che insegue la qualità invece della quantità e il gusto invece dell’hype. L’abbiamo intervistato in occasione di quaesto importante anniversario.

Come sei riuscito a far evolvere il suono di Rebirth senza mai perdere la sua impronta originale?
Ho sempre cercato di seguire un istinto, più che una direzione precisa. L’impronta di Rebirth non è legata a un genere, ma a un’attitudine: partire dalle radici della house music e lasciarle dialogare con diversi linguaggi. Nel tempo il suono è cambiato naturalmente, insieme alle persone coinvolte, ai contesti e alle influenze. Ma quello che è rimasto è la ricerca di qualcosa che abbia un’identità, un’anima. Non mi ha mai interessato inseguire un trend: preferisco pubblicare meno, ma qualcosa che possa durare nel tempo.

Cosa significa davvero gestire una label oggi? Tra impegno e sacrifici, qual è la soddisfazione più grande dopo così tanto tempo?
Gestire una label oggi significa essere molte cose insieme: A&R, curatore, stratega, ma anche punto di riferimento umano per gli artisti. È un lavoro che richiede tempo, energia e spesso anche una certa resilienza, perché non sempre i risultati arrivano subito. La soddisfazione più grande, però, è vedere che nel tempo si è creata una comunità. Non solo un catalogo di dischi, ma una rete di persone che condividono una visione. Quando un artista cresce, quando un brano trova la sua strada, quando qualcuno ti scrive dicendo che quella musica ha significato qualcosa per lui, lì capisci che ne è valsa la pena.

Com’è cambiata la tua visione del mercato musicale in questi 20 anni?
È cambiata completamente. Quando ho iniziato, la musica si scopriva lentamente: nei negozi di dischi, nei club, attraverso le radio o le riviste. Oggi tutto è immediato, accessibile, veloce. Questo ha portato grandi opportunità, ma anche una perdita di profondità. L’attenzione è sempre più breve, e spesso l’immagine o il contenuto visivo hanno preso il sopravvento sulla musica stessa. La mia visione è rimasta abbastanza semplice: cercare di non farmi condizionare troppo da queste dinamiche. Continuo a credere che la musica abbia bisogno di tempo per sedimentare, e che il valore di un progetto si misuri nel lungo periodo, non nell’impatto immediato.

Cosa significa per te questo traguardo di 20 anni di Rebirth? E cosa consiglieresti ai Label Manager di oggi?
Vent’anni rappresentano sicuramente un traguardo importante, ma non li vedo come un punto di arrivo. Piuttosto come un momento di consapevolezza. Rebirth 20′ nasce proprio da questa idea: guardare indietro per capire da dove tutto è partito, ma anche per dare un nuovo significato a quel percorso. Il fatto che il progetto sia legato a dei disegni che ho fatto da bambino, e che mia madre ha custodito per tutta la vita, rende tutto ancora più personale. È come chiudere un cerchio e allo stesso tempo aprirne un altro. A chi oggi gestisce o vuole avviare una label direi di non avere fretta. Di non inseguire continuamente ciò che funziona nel momento, ma di costruire un’identità. Perché alla fine, quello che resta davvero, è ciò che riesce a essere riconoscibile nel tempo.

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Chicca Leaf
Chicca Leaf is an emerging female Producer and Dj from Italy. Her sound expresses herself in the most faithful way, her talent has been noticed by international DJs like The Cube Guys, David Penn, Mark Knight, Paco Osuna and many others. Chicca Leaf collaborates also with DJ Mag Italia as Minimal/Deep writer after Law's degree and master's degree in social marketing at Bocconi University. She is owner of CLEO label. Born in a family of musicians, from piano her sound has evolved to electronic music which she is very passionate about. Chicca plays in clubs around the world and in one of the most important after of Milano: the “Botox Matinee”.
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