• DOMENICA 25 SETTEMBRE 2022
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20 hit dance che compiono 20 anni nel 2019

Trance, house, French touch e Italo dance: era la fine del millennio e si ballava musica bellissima (e non)

Il 1999. La fine di un decennio storico per la dance e la fine del millennio. Nella grande attesa del 2000, l’ultimo anno del ventesimo secolo ha portato molta musica indimenticabile. Le radio battevano il ritmo della cassa in quattro, i video (tranne nel caso di Aphex Twin o dei Chemical Brothers) erano ingenui, senza troppa logica e avevano i colori iper-saturi (nonché effetti speciali imbarazzanti). I dj erano delle superstar ma apparivano solo come comparse, era quasi un vezzo quello di non mostrarsi. Ma tra house, trance, e il canto del cigno della dance made in Italy, il 1999 ci ha regalato tanti pezzi diventati storia. Che oggi compiono 20 anni. Godiamoci questo tuffo nella piscina della nostalgia.

 

The Chemical Brothers ‘Hey Boy Hey Girl’
Un inno, un successo, il pezzo che ha definitivamente lanciato Ed Simons e Tom Rowlands allo status di superstar (djs e non solo) mondiali. E, soprattutto, una delle più grandi pietre miliari della storia della musica elettronica, capace di abbattere le barriere tra discoteca e concerto, tra elettronica e rock, tra mixer e chitarra distorta.

 

Mr. Oizo ‘Flat Beat’
Diventato celebre anche grazie alla campagna pubblicitaria dei jeans per eccellenza degli anni ’90, ‘Flat Beat’ è una piccola rivoluzione nel sound e anche nel video. Dietro entrambi, il producer e regista Quentin Dupieux aka Mr. Oizo. Il pupazzo Flat Eric è un’icona istantanea, e fa simpatia ancora oggi, a ripensarci.

 

Phats & Small ‘Turn Around’
Sulla scia di ‘Music Sounds Better With You’ di Stardust e della filtered house francese, una piccola grande hit: sample funk, beat house facilotto, un gran bel vocal, e il gioco è fatto. Farà il giro d’Europa. Rivedere il video oggi fa quasi sorridere, ma riascoltare ‘Turn Around’ ci prende ancora un sacco bene.

 

System F ‘Out Of The Blue’
Il finale degli anni ’90 vede sbocciare la trance olandese e centroeuropea. Tra i grandi protagonisti di quella stagione, Ferry Corsten, che con il progetto System F ci ha regalato tanti capolavori. ‘Out Of The Blue’ è certamente il più noto. Inno.

 

Gouryella ‘Gouryella’
Ancora Ferry Corsten, qui insieme a Tiësto (che presto intraprenderà un’incredibile carriera, ai tempi ancora difficile da immaginare) per un team che con questo pezzo ha spaccato. Uplifting trance nella sua espressione migliore, anche perché ai tempi era davvero una botta di energia.

 

ATB ‘9pm (Till I Come)’
André Tanneberger è l’altra faccia della trance, quella più minimale e malinconica. ‘9pm (Till I Come)’ è un vero classico. Un successo basato su una semplice frase di chitarra. Quando si azzecca la ricetta con pochi, giustissimi ingredienti.

 

Armand Van Helden ‘You Don’t Know Me’ ft. Duane Harden
Uscita nel 1998 come promo tra i dj più attenti e nell’album ‘2 Future 4 U’, il brano più famoso di Van Helden diventa un singolo nel gennaio del 1999. Sarà un botto planetario, e uno dei grandi classici house di tutti i tempi.

 

Pete Heller’s Big Love ‘Big Love’
Pete Heller abbandona il socio Terry Farley e confeziona questo inno ibizenco, micidiale nella versione originale quanto nel mix dal tiro inimitabile firmato The Dronez, ovvero Erick Morillo, Harry ‘Choo Choo’ Romero e Josè Nunez. Immortale.

 

Basement Jaxx ‘Red Alert’
Un anno indimenticabile per la house. I Basement Jaxx dopo le prime hit underground sbancano con ‘Red Alert’, rimettendo pesantemente il Regno Unito sulla mappa e cucinando un piatto unico, personalissimo. Il mix perfetto per i club e le radio.

 

Eiffel 65 ‘Blue (Da Ba Dee)’
Se la italo dance più commerciale ha scollinato il suo periodo d’oro di metà ’90, proprio nel 1999 arriva una delle hit più clamorose del genere. Gli Eiffel 65 ripubblicano ‘Blue (Da Ba Dee)’, uscita in sordina l’anno precedente. Saranno milioni di copie nel mondo, il successo in America e uno dei pezzi dance più importanti di tutti i tempi.

 

Prezioso ft. Marvin ‘Tell Me Why’
Giorgio Prezioso abbandona i generi più estremi, da sempre suo territorio d’interesse, e insieme al fratello Andrea e al cantante Marvin abbraccia uno stile decisamente più pop e accessibile al grande pubblico. ‘Tell Me Why’ è uno dei successi dell’estate di fine millennio.

 

Aphex Twin ‘Windowlicker’
Difficile pensare a qualcosa di più rivoluzionario di Aphex Twin. ‘Windowlicker’ è un viaggio tra ritmi sghembi e strutture sorprendenti, sample sensuali e una zuppa di house (appena sfiorata) in bassa battuta. Il tutto arricchito dal mitologico video di Chris Cunningham. Storia.

 

Moby ‘Porcelain’
Nel 1999 Moby fa il botto della vita: ‘Play’ è il disco chill out definitivo, tutti i brani dell’album saranno utilizzati per film o pubblicità. Si sprecano i singoli. La formula è semplice ma vincente: un trip hop smussato e addolcito. La colonna sonora perfetta per qualunque cosa. ‘Porcelain’ è forse il pezzo più fortunato, sicuramente il meglio riuscito.

 

Groove Armada ‘I See You, Baby’ (Fatboy Slim remix)
Andy Cato e Tom Findlay si fanno conoscere al pubblico internazionale con ‘I See You, Baby’, dal loro album ‘Vertigo’, con un vocal che si stampa in testa a chiunque. Ma è il remix di Fatboy Slim a fare i disastri: Norman Cook in quegli anni è on fire, e qualsiasi cosa passi per e sue mani diventa oro.

 

Paul Johnson ‘Get Get Down’
Un maestro della ghetto tech, Johnson arriva al successo commerciale con la filastrocca ‘Get Get Down’, su un giro di piano infantile e meraviglioso. Un classico istantaneo ripreso, remixato e citato negli anni. Dance Mania in full effect.

 

Moloko ‘Sing It Back’
Complice un sound in perfetto equilibrio tra club e pop, ‘Sing It Back’ dei Moloko è accattivante e suadente, un esempio eccellente di quella house che a fine anni ’90 conquista contemporaneamente dancefloor e radio. Il successo fa il giro del mondo grazie al carisma e alla voce di Roisin Murphy, e un bel contributo lo dà anche il remix firmato Boris Dlugosch.

 

Cassius ‘1999’
La traccia che ha messo sulla mappa Philippe Cerboneschi e Hubert Blanc-Francard, o meglio Zdar e Boom Bass. Il duo francese tira fuori da cilindro questa magia, e in pochi mesi il loro nome sarà ovunque. Un altro colpaccio per la house fabriqué en France, in quel periodo in grandissimo spolvero. 

 

Gigi D’Agostino ‘Bla Bla Bla’
Nel 1999 il mito di Gigi D’Agostino è in piena fase di fondazione. Dopo i vari ‘Tanzen’ e ‘Cuba Libre’ e prima dell’affondo definitivo nella leggenda con ‘L’Amour Toujours’, c’è tempo per un pezzo che definire rivoluzionario è poco. ‘Bla Bla Bla’ è uno dei groove più malati mai fatti girare su un piatto, mai suonati dall’impianto di un club. Semplicemente, un pezzo fuori scala ancora oggi.

 

Mauro Picotto ‘Iguana’
Se Gigi D’ag è l’asso pigliatutto in Italia, il nome di casa Media Records che spacca in Europa è quello di Mauro Picotto, che con ‘Iguana’ bissa il successone di ‘Lizard’ del ’98 e si fa largo nelle line up importanti, che all’epoca significava Creamfields, Gatecrsher, Amnesia Ibiza e festival e rave tra Germania e Olanda. Le mani al cielo.

 

Alice Deejay ‘Better Off Alone’
Un riff che è diventato tormentone ultra-generazionale, remixato e ripreso innumerevoli volte nel tempo. Tra i tanti, anche da David Guetta per ‘Work Hard Play hard’. Un disco in bilico tra dance commerciale e trance, che ha sfruttato questo equilibrio nel miglior modo possibile, diventando non solo un grandissimo successo, ma innegabilmente un classico.

 

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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