Venerdì 10 Aprile 2020
Interviste

2Cellos, strizzatina d’occhio alla musica elettronica

I 2Cellos sono ancora reduci da una prestazione coinvolgente che risale a mercoledì 11 maggio scorso, quando si sono esibiti all’Arena di Verona per un live che ha mandato in visibilio non solo i fan italiani ma anche quelli arrivati dall’estero. Davanti a oltre 12mila spettatori, in una location eccezionale, nelle due ore di live accompagnate da uno spettacolo di luci ed effetti da grande festival, i croati Luka Šulić e Stjepan Hauser hanno spaziato in vari generi, toccando anche la dance, dai ritmi anni Ottanta di Michael Jackson sino ai Novanta dei Prodigy per arrivare alla contemporaneità di Avicii e alla sua ‘Wake Me Up’.

C’è molta collaborazione tra la musica elettronica e le orchestre sinfoniche o comunque i musicisti che utilizzano strumenti tradizionali, non trovate?

Finché questo sodalizio funziona e crea sinergie dando interessanti risultati, sia il benvenuto. La contaminazione, il crossover, la condivisione, il rapporto reciproco di idee sono alla base di chi vive di musica, come noi. Il talento, quando si mette in discussione, è sempre l’ideale per guardare al futuro.

Credete che la musica elettronica e le orchestre possano miscelarsi e sovrapporsi come veri mash-up, in qualche modo?

Lo scambio, in qualche modo, è fondamentale. Noi suoniamo attraverso i nostri violoncelli ma originariamente molte cose vengono riprodotte, riviste e create con una tastiera, un computer e un sequencer: brani dei Prodigy o di Avicii in fondo sono nati così. I violoncelli sono l’idea per il live, per il risultato e l’impeto di un musicista ispirato dalle melodie. Con la tecnologia odierna comunque bisogna andare oltre e non porsi limiti, non avere confini. Noi intanto rompiamo ogni barriera e andiamo avanti con la nostra musica, come da obiettivo originario, come da nostro primordiale progetto.

Qual è il vostro contributo a questa esperienza di miscelazione, di interazione tra elettronica e classica?

La sperimentazione: suoniamo con passione e nello stesso tempo creiamo, ideiamo con una partecipazione totalmente emotiva.

Avete mai pensato di portare sul palco, in un vostro live, apparecchiature elettroniche come sintetizzatori, batterie elettroniche o computer e magari duettare con un dj?

Mai fatto. E non si può dire che non lo faremo. Abbiamo diversi progetti in essere, ormai, e vogliamo soprattutto suonare con i nostri violoncelli. Certo, siamo lontani da questo genere di approcci: tuttavia non pensiamo mai al mezzo con cui raggiungere gli obiettivi bensì badiamo al fine.

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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