Martedì 12 Novembre 2019
Remix

2Loudness: Say Something (Michele Fasciano & Warren Remix)

Qualche mese fa, ci era capitata fra le mani una produzione di un ragazzo italiano, Michele Fasciano. Ad occhi chiusi avremmo associato la traccia ad uno dei grandi nomi attuali. Ne abbiamo voluto sapere di più, così l’abbiamo intervistato per voi.

Ciao Michele, iniziamo con una semplice ma fondamentale domanda: raccontaci un po’ come si è sviluppata la tua passione e come ti sei avvicinato alla produzione.

Ciao a tutti, innanzitutto vi ringrazio per questa opportunità.
Inizio col dire di aver sempre amato la musica, sin da piccolo.
Ma all’età di 14 anni circa mi sono avvicinato al mondo della discoteca e del djing grazie ad un amico, con il quale ho iniziato a produrre negli anni successivi.
Non so spiegare come, ma ad un certo punto ho capito che ciò non mi bastava più.
Volevo creare la mia musica, volevo che la gente cantasse le mie di canzoni.
E soprattutto ho capito che volevo vivere di questo, volevo vivere di musica.
Credo che il portare fuori, in giro per il mondo, un qualcosa creato nella mia stanza, a casa, e vedere il potere che questa esercita sulle persone, sia una delle più grandi soddisfazioni possibili. Qualcosa che trascende completamente il denaro, o la fama in se per se.

Abbiamo ascoltato molto bene il tuo stile e i tuoi suoni, molto vicini alla progressive. Hai mai pensato di sperimentare un genere completamente diverso?

Certo.
Inizialmente è nato tutto con la progressive.
Ma ho anche prodotto electro per più di un anno, ho sperimentato la dubstep (e in alcuni singoli lo vedrete), molte volte, quando i ‘limiti’ dell’EDM sono troppo claustrofobici produco per colonne sonore di film, giochi, o altro, è un qualcosa che amo, perché non ha davvero limiti, e mi ripropongo di lavorare ad un qualcosa del genere in futuro, non per altro Hans Zimmer è uno dei miei idoli e maestri, e cerco sempre di mettere un qualcosa di ‘suo’ nelle mie canzoni.
Amo anche produrre brani pop o rock, uno dei miei sogni più grandi e quello di produrre un album rock per una grande band un giorno.
Però posso dire che al momento le mie soddisfazioni più grandi derivino dalla progressive.

Quante produzioni hai realizzato fino ad oggi?

Non è facile tenerne il conto.
Davvero tante, quello che sono oggi è il frutto di tante e tante prove, decine e decine di canzoni, remix, idee, migliaia di ore in studio.
Posso dire che al momento sto lavorando su circa 8 brani più altri remix, ma il numero cresce di settimana in settimana.

Qual’è l’evento o la traccia che ti hanno maggiormente realizzato?

Ce ne sono due.
Quella che ha segnato il punto di svolta nel mio modo di produrre musica è sicuramente il remix di Pumpin Blood.
È una delle canzoni, che obiettivamente, mi piace di più in assoluto.
L’altra è il remix di This Is War dietro il quale c’è una lunga, lunghissima storia.
È stata una grande e rischiosa scommessa, che da fan sfegatato dei Thirty Seconds To Mars, credo di aver vinto.
Ho ricevuto il supporto di molti fan club della band (spero un giorno, di ricevere il parere di Jared Leto, sarebbe qualcosa di inimmaginabile).
E poi è stata suonata nel Protocol Radio di Nicky Romero, uno dei miei più grandi idoli.
Sicuramente la più grande soddisfazione della mia vita.
Ciò che mi ha dimostrato che posso farcela, che i miei sogni non sono poi tanto impossibili- da realizzare.

C’è un artista dal quale prendi ispirazione?

Sicuramente al momento la mia più grande ispirazione è Alesso.
Ma ce ne sono altri come lo stesso Nicky Romero, Avicii, e la Swedish House Mafia, coloro che più mi hanno influenzato.
Ma la mia più grande ispirazione in generale deriva dalla musica rock, i 30 Seconds To Mars in particolare.

Cosa ne pensi della situazione musicale attuale?

Credo che quello che sta avvenendo negli ultimi anni sia fantastico.
È come una sorta di esplosione, l’EDM è diventato un qualcosa di virale.
È semplicemente stupendo vedere artisti come Zedd, Alesso, Calvin Harris, o Avicii in vetta alle classifiche, al pari di Madonna, o Lady Gaga e così via.
Ma sopratutto è bello vedere come questa sorta di ‘barriera’ che separava l’EDM dagli altri generi musicali sia stata abbattuta.
È questa la magia della musica.

Progetti per il futuro?

Ho alcuni singoli da finire, orientati un pò più sul genere radio, e ad alcune collaborazioni tra cui Made Of Love con l’italiano Cikish, cantata da Julia Elle.
Inoltre sto lavorando al mio album di debutto che spero di portare alla Winter Music Conference di Miami.

Per 2Loudness hai realizzato assieme a Warren, un altro giovane produttore, un remix di “Say Something”, traccia di Cristina Aguilera e degli A Great Big World. Come ha avuto inizio questa collaborazione?

Questo remix è nato grazie ad un’idea di Warren. Un giorno mi propose una bozza e subito me ne innamorai.
Inoltre è stata una bella opportunità per lavorare insieme, credo che lui sia uno dei migliori emergenti italiani e presto sentirete parlare anche di lui, non ho alcun dubbio!

Prima di salutarci, vuoi dare un consiglio ad altri producer giovani come te?

L’unico consiglio che mi sento di dare è questo: lavorate con il cuore, mettete tutti voi stessi in quello che fate, indipendentemente da cosa sia.
La musica è quanto di più bello ci sia al mondo.
Ha il potere di entrare nella vita delle persone, e di cambiarla in qualche modo.
E noi, abbiamo questo potere, possiamo farne parte, possiamo lasciare il nostro piccolo segno in tutto questo, basta solo crederci.

Vuoi partecipare a 2Loudness? Puoi inviarci i tuoi remix, i tuoi bootleg e le tue produzioni all’indirizzo: hello@2loud.it

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2Loud
Poco più di 40 anni in due, i 2Loud sono il giovane frutto del gruppo friulano RocStars. Emersi grazie al supporto del collettivo ReddArmy, si fanno notare soprattutto per i loro remix e mashup, ottenendo il supporto di artisti internazionali come Nicky Romero, Juicy M, Albert Neve, Delayers, Albertino, e numerosi passaggi radiofonici sulle principali radio italiane, fra le quali Radio Deejay e m2o

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