foto di Julien Mignot
Si intitola ‘Resonance’ il quarto album degli Acid Arab, uscito lo scorso luglio su Believe Recordings, sedici tracce alle quali hanno collaborato tra gli altri Hita Lahmamassi, Sofiane Saidi, Zeina Aftimo e Wael Alka. Un album che conferma la indiscussa capacità del collettivo franco-algerino – fondato e formato da Hervé Carvalho, Guido Minisky, Pierrot Casanova e Kenzi Bourras – di unire musica elettronica e sonorità arabe, attingendo a generi quali algerian gasba, anatolian trance e bionic raï. Conosciamoli meglio con le risposte in 60 secondi.
Il primo disco che hai comprato?
Alcune canzoni per bambini di artisti sconosciuti che si spacciavano per gli eroi dei fumetti francesi Pif e Hercule.
I tuoi idoli quando eri agli inizi?
David Mancuso e Burt Bacharach.
Se non fossi diventato un dj adesso saresti…
Un coltivatore di castagne.
Che lavori hai fatto prima di diventare un dj ed un producer a tempo pieno?
Giornalista, programmatore di spettacoli dal vivo, booking di concerti e dj.
La cosa più pazza che hai fatto con i primi soldi guadagnati con la musica?
Comprarmi MKII (interfacce audio – ndr) tutti miei.
Che cosa ti piace e che cosa non ti piace del tuo lavoro?
Mi piace vedere la gente ballare, non mi piacciono gli aeroporti e tutte le loro stronzate.
I tuo hobby?
Dischi, andare in bicicletta, cibo.
La tua serie TV preferita?
Flying Circus.
Come passi il tempo mentre aspetti il prossimo volo?
Guardando YouTube.
Il tuo rapporto con i social?
Odio/amore.
Che cosa suggerisci ai giovani che vogliono diventare dj e producer?
Rimanete fedeli ai vostri gusti e alla vostra personalità.
Il tuo pregio ed il tuo difetto?
Pregio: essere parte di un collettivo. Difetto: essere lontano da casa ogni fine settimana.
L’errore che non rifaresti?
Fumare troppo.
La scelta migliore della tua vita?
Cambiare il nostro nome originale in Acid Arab.
05.09.2026




