Sabato 23 Ottobre 2021
Interviste

60 seconds with ACRAZE

Il dj e producer statunitense, il suo nuovo singolo, le ispirazioni degli esordi, i suoi errori e la sua scelta migliore

 

Dj, producer e songwriter, lo statunitense ACRAZE da qualche settimana è al centro di tantissime attenzioni per il suo brano ‘Do it to it’ (Thrive Music): un indubbio salto di qualità e di visibilità per un artista che si è avvicinato alla dance grazie ad un brano di Mel C e ispirato da Skrillex, più recente la sua transizione dal sound bass alla House: un mix decisamente variegato. Di tutto questo e di tanto altro ancora Acraze parla nelle sue risposte in 60 secondi.

 

 

Il primo disco che hai comprato?
Sinceramente non ricordo il mio primo disco comprato, ma ricordo benissimo la prima canzone che ho sentito e che mi indirizzato verso la musica dance: “I turn to you” di Mel C (1999). Un grande classico, nel suo genere.

Il tuo idolo quando eri agli inizi?
Skrillex è stato una grandissima fonte di ispirazione quando ho iniziato a produrre musica. Ho amato da subito la sua versatilità.

Se non fossi diventato un dj adesso saresti…
Non ne ho idea. Ho sempre amato così tanto la musica da non essermi mai costruito un piano B.

Che cosa ti piace e che cosa non ti piace del tuo lavoro?
Amo più di ogni altra cosa i biscottini che ti danno in volo (ride – ndr). Odio l’ego di certe persone con le quali si deve avere a che fare nel nostro mestiere: che se ne stiano lontane da me il più possibile!

I tuoi hobby?
Mi piace molto giocare a basket.

La tua serie tv preferita?
Una sola? Ce ne sono così tante… Scelgo ‘See’ con Jason Momoa, per me lui è il numero uno!

Come hai trascorso il lockdown?
Mi sono dedicato molto seriamente alla musica, quindici ore ogni giorno, quindici tracce prodotte ogni settimana: ‘Do it to it’ è una di queste.

Il tuo rapporto con i social network?
Li odio, ma li amo perché quello che servono per il mio lavoro. Se non fossi un dj non sarei su nessun social. Sono tossici.

Che cosa suggerisci ai giovani che vogliono diventare dj o producer?
Siate voi stessi, di Martin Garrix ce n’è già uno. Lavorate duro e imparate dai vostri errori: fate così, con me ha funzionato.

Un errore che non rifaresti?
Dare fiducia alle persone sbagliate. L’industria musicale è piena di pagliacci. Se avessi avuto da subito il team che ho adesso…

La scelta migliore della tua vita?
Cambiare il mio sound per dedicarmi alla House: non potevo fare scelta migliore.

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Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.

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