Martedì 07 Luglio 2020
Interviste

60 seconds with Ae:ther

Il dj e producer nato a Roma con DNA tedesco, la vita a Berlino, la nuova release. E la scelta migliore della sua vita

 

Si intitola ‘’We’ll be together’’ l’ultimo singolo di Ae:ther, uscito a maggio su Crosstown Rebels e accompagnato dai remix di Moscoman e Francesco Mami. Nato a Roma, origini tedesche, attualmente Ae:ther vive a Berlino, dove ha iniziato a collaborare con Mind Against e Tale Of Us appena arrivato in città. Dopo un EP su Afterlife, l’incontro con Damian Lazarus e l’universo Crosstown Rebels, che lo scorso ha pubblicato ‘Me’, il suo album di debutto. Dalle sue prime audiocassette acquistate ai giorni nostri il percorso di Ae:ther è stato molto lineare, come ci racconta con le sue risposte in 60 secondi.

 

 

Il primo disco che hai comprato?
Il mio primo acquisto musicale in assoluto è stata un’audiocassetta, Beatles o Michael Jackson, non ricordo bene. Il primo vinile invece me lo ricordo benissimo: ‘Rej’ di Âme, nel 2005. Una hit immortale.

Il tuo idolo quando eri agli inizi?
Devo la scoperta della techno di Detroit agli Underground Resistance; e quando ho visto e sentito Jeff Mills nel 2010 alla chiusura dello Space di Ibiza nel 2010, non ho avuto più dubbi su chi sarebbe stato il mio idolo per sempre.

Se non fossi diventata dj adesso saresti…
Chi può dirlo? Avrei continuato a studiare, sarei diventato un agente assicuratore o uno chef…

I tuoi hobby?
Dipende dai momenti. In questo periodo leggo parecchio, sia libri che news on line, ascolto tanta musica etnica e cerco nei miei vecchi hard disk fonti di ispirazione per nuova musica! E mi piace molto anche camminare.

La tua serie tv preferita?
Breaking Bad è la numero uno in assoluto, ultimamente ho molto apprezzato anche Stranger Things. Entrambe hanno un’ottima colonna sonora.

Il tuo rapporto con i social?
Non buono, a volte vorrei proprio farne a meno. Troppo spesso incattiviscono e fanno male a chi li frequenta, e mi trovo costretto a considerarli vere e proprie perdite di tempo.

Che cosa suggerisci ai giovani che vogliono diventare dj?
Siate voi stessi, sviluppate un vostro stile originale, studiate, abbiate pazienza e tenete sempre i piedi per terra.

Un errore che non rifaresti?
Il tempo perso in tante cose invece di dedicarlo alla musica, anche se ogni errore è servito a farmi crescere e a farmi diventare quello che sono adesso.

La scelta migliore della tua vita?
Mio figlio.

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Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.

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