• MERCOLEDì 10 AGOSTO 2022
Interviste

60 seconds with ANNA

La dj e producer brasiliana, il suo debutto per Afterlife, i suoi consigli agli aspiranti deejay. E le sue idee molto chiare sui social network


Foto di Jacques Dequeker

Si intitola “Journey To Underground” l’EP con il quale la dj e producer brasiliana ANNA è appena uscita su Afterlife. Tre tracce con le quali ANNA resta fedele al suo concetto di techno inserendosi alla perfezione nel mood di Afterlife: un nuovo, vincente capitolo discografico di un artista ormai più che presente nelle line up che contano. Il nostro botta-e-risposta settimanale questa volta è dedicato a lei.

 

 

Il primo disco che hai comprato?
Sinceramente non me lo ricordo. Ne compravo così tanti sin da giovanissima…

Il tuo idolo quando eri agli inizi?
Il mio connazionale DJ Marky, uno di migliori dj che abbia mai visto in vita mia, un performer e un selector incredibile.

Se non fossi diventata una dj adesso saresti…
Una neuroscenziata.

Le tue serie tv preferite?
The Witcher, The Good Place, Archive 81 e Una Nuova Umanità.

Come hai trascorso quarantena e lockdown?
Facendo musica e lavorando su me stessa. Ho capito che viviamo molto meno di quello che possiamo immaginare e dobbiamo capire che ogni cambiamento deve tradursi in opportunità di crescita. Non serve lamentarsi, si perde soltanto tempo prezioso.

I tuoi hobby?
Ballare e riposare in mezzo alla natura.

Il tuo rapporto con i social?
I social sono un ottimo strumento per connettersi con tutto il mondo e per diffondere la propria musica. Non mi piacciono quando diventano superficiali e generano ossessioni.

Che cosa suggerisci ai giovani che vogliono diventare dj o producer?
Fate il meglio che potete, studiate, fare ricerca, cercate sempre di migliorarvi. Attingete a voi stessi, non seguite le mode. Quando avrete creato qualcosa di davvero vostro, avrete dentro di voi un’energia che vi farà superare ogni ostacolo.

Un errore che non rifaresti?
Nessuno in particolare, anche se ne indicassi uno in particolare sarei pronta a rifarlo e a rifarlo ancora.

La scelta migliore della tua vita?
Dare retta a mio padre quando mi ha suggerito di diventare dj.

 

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Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.

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