Lunedì 01 Marzo 2021
Interviste

60 seconds with Bart Skils

Il dj e producer olandese, il suo primo disco e il suo mito assoluto. Gli errori di gioventù, i suoi consigli per gli aspiranti deejay

 

Il dj e producer olandese Bart Skils è uno degli artisti di punta di Drumcode, l’etichetta discografica di Adam Beyer, con il quale nel 2018 ha raggiunto il successo mondiale grazie a ‘Your Mind’, dopo aver remixato negli anni nomi assoluti quali Moby, Paul Kalkbrenner e Underworld. Con queste premesse, non poteva mancare nella line up del Drumcode Festival, in calendario a Malta dal 16 al 19 settembre prossimi. Con l’augurio e la speranza che a settembre tutti i festival annunciati si svolgano regolarmente (il calendario si sta già discretamente infittendo, buon segno), conosciamo meglio Bart Skils con le sue risposte in 60 secondi.

 

Il primo disco che hai comprato?
‘Paid in full’ di Eric B. & Rakim (1987). Ho iniziato a comprare dischi da ragazzino, pagandomeli con la consegna dei giornali. Riuscivo a permettermene un paio a settimana.

Il tuo idolo quando eri agli inizi?
Jeff Mills. Veniva in tour ogni anno dalle mie parti e non mancavo mai. Seguire un suo set con tre piatti e la 909 era ogni volta uno spettacolo.

Se non fossi diventato un dj adesso saresti…
Non saprei… ho sempre e soltanto lavorato con la musica. Sarei diventato in ogni caso un produttore anche senza essere un dj.

Come hai trascorso la quarantena?
Come molti… tanto tempo in studio e all’aria aperta a fare sport. Speriamo torni tutto normale quanto prima, mi mancano tantissimo le serate, ritrovarsi con gli altri dj…

I tuoi hobby?
I miei hobby sono sportivi, in particolare gioco a squash e vado in mountain bike.

Le tue serie tv preferite?
Fargo, Narcos e Unorthodox.

Il tuo pregio e il tuo difetto?
Quando mi dedico a qualcosa, lo faccio in maniera totale. A volte però trascuro, se non tutto, parecchio altro.

Il tuo rapporto con i social?
Molto buono. I social network sono parte sempre più integrante della nostra esistenza e permettono di essere sempre connessi con pubblico e addetti ai lavori.

Che cosa suggerisci ai giovani che vogliono diventare dj o producer?
Prendetevi tutto il tempo necessario per sviluppare il vostro sound e per apprendere tutte le tecniche del caso. Quando ho iniziato a fare il dj preparavo set ogni giorno, che poi riascoltavo per migliorarli sempre di più; per quanto riguarda le produzioni… non si finisce mai di imparare!

Un errore che non rifaresti?
La troppa fretta con la quale ho fatto uscire alcune produzioni, soprattutto agli inizi. Quando le riascolto capisco che avrei dovuto metterci più tempo per farle suonare meglio.

La scelta migliore della tua vita?
Abbandonare la scuola per dedicarmi al 100% alla musica e lavorare durissimo per riuscirci.

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Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.

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