foto: ufficio stampa RUZE and Chesster
Si intitola ‘Remember’ l’EP che l’italiano Chesster ha realizzato con duo britannico RUZE ed uscito da poche settimane su PIV Records; un EP composto da tre tracce, con il contributo di DJ Spen al primo brano in tracklist. Nel complesso, una produzione che affronta la House in tutte le sue sfumature, con il doveroso tributo al passato ma con una versatilità che rende il tutto molto attuale e moderno. Conosciamo meglio Chesster (in mezzo ai due RUZE nella foto) con le sue risposte in 60 Secondi.
Il primo disco che hai comprato?
Mio fratello ed io abbiamo comprato ‘Surrender’ dei Chemical Brothers (1999) quando eravamo ragazzini – un album assurdo che lasciò davvero il segno!
I tuoi idoli quando eri agli inizi?
Da ragazzino ascoltavo di tutto: House, Techno, Trance… I nomi che sentivo girare in Italia erano quelli di Mauro Picotto, Farfa, Claudio Coccoluto, Alex Neri, ma anche i primi nomi altisonanti stanieri quali Sven Väth, Carl Cox, Daft Punk ed altri: alcune delle figure che mi hanno affascinato all’inizio del mio percorso.
Se non fossi diventato un dj adesso saresti…
Non ne ho davvero idea!
Che lavori hai fatto prima di diventare una musicista ed una producer a tempo pieno?
Ho lavorato come bar manager a Londra per diversi anni, prima di lasciare il settore hospitality e dedicarmi completamente alla musica. Ho anche lavorato per un’azienda nel settore delle traduzioni e fatto altri lavoretti durante gli anni dell’università.
La cosa più pazza che hai fatto con i primi soldi guadagnati con la musica?
Niente di folle, ho soltanto comprato più dischi e qualche biglietto aereo in più!
Le tue serie tv preferite?
Yellowstone, Breaking Bad, This Is Us, Friends, Seinfeld. In realtà ce ne sono troppe!
I tuoi hobby?
Passare del tempo con la famiglia e gli amici, guardare un bel film, seguire il calcio (sono tifoso della squadra più odiata d’Italia), andare al mare. Se non faccio niente di tutto questo, probabilmente sto lavorando ad un’idea o cercando nuovi samples.
Il tuo rapporto con i social?
Mi piace condividere e scoprire contenuti interessanti, ma più in generale i social media sono diventati una presenza davvero enorme nella vita di tutti i giorni – e di conseguenza anche nella musica – spesso a discapito delle vere emozioni e della condivisione autentica. Questo mi dispiace.
Che cosa ti piace e non ti piace del tuo lavoro?
Svegliarmi ogni giorno per fare ciò che amo – produrre musica – è una fortuna enorme, inoltre ho conosciuto amici incredibili grazie a questo percorso. Dall’altro lato, la scena può essere super frenetica e competitiva, creando molta pressione.
Il tuo pregio ed il tuo difetto?
Pregi: so vedere il bicchiere mezzo pieno e sono una persona organizzata. Debolezze: a volte sono troppo autocritico e faccio fatica a staccare, cosa che invece è molto importante di tanto in tanto.
Che cosa suggerisci ai giovani che vogliono diventare dj e producer?
Prendetevi il tempo necessario per sviluppare il vostro sound, imparate l’arte e costruite il vostro viaggio passo dopo passo. Non preoccupatevi troppo delle mode e dei vari trend, siate voi stessi.
L’errore che non rifaresti?
Rivedrei il mio percorso scolastico.
La scelta migliore della tua vita?
Trasferirmi a Londra!
08.11.2025




