• MERCOLEDì 05 OTTOBRE 2022
Interviste

60 seconds with Cristoph

Il dj e producer inglese, la sua nuova label, il suo sottile distinguo tra critica e consigli, l’errore che non rifarebbe

 

Si intitola ‘The Conseguence of Society’ il singolo con il quale Cristoph – che per questa traccia si è avvalso del featuring di Ross Quinn – battezza la sua nuova etichetta COS, acronimo per Consequence of Society. Un progetto nato e sviluppato in pieno lockdown per il dj e producer britannico originario di Newcastle, in passato autore di release per label quali Bedrock e Knee Deep e già collaboratore di top player di categoria quali Eric Prydz e CamelPhat. Conosciamolo meglio con le sue risposte in 60 secondi.

 

 

Il primo disco che hai comprato?
‘Dangerous’ di Michael Jackson (1991).

I tuoi idoli quando eri agli inizi?
Eric Prydz, Sasha, John Digweed, Danny Howells, Masters At Work.

Se non fossi diventato dj adesso saresti…
Lavorerei nell’attività di famiglia.

Che lavori hai fatto prima di diventare dj?
Operaio in fabbrica e muratore.

La cosa più pazza che hai fatto con i primi soldi guadagnati con la musica?
Ho pagato di tasca mia il viaggio di mia mamma in Australia per seguirmi in tour.

Le tue serie tv preferite?
I Soprano e Gomorra.

Il tuo rapporto con i social?
Di amore e odio. Mi piace il fatto che i social ti consentano di far conoscere la tua musica in tutto il mondo a tantissime persone, non mi piace che quello che io faccio sia esposto alle stesse tantissime persone. Sono timido e riservato…

I tuoi hobby?
Fare e guardare sport, calcio più di tutti. A volte mi diverto con la Playstation.

Che cosa suggerisci ai giovani che vogliono diventare dj o producer?
Ascoltate i consigli altrui. Non sempre sono soltanto critiche e se lo sono, possono risultare costruttive: quando si parla di arte, non esistono giudizi ma soltanto opinioni.

Un errore che non rifaresti?
Inizierei a produrre musica molto prima.

La scelta migliore della tua vita?
Inseguire i miei sogni e diventare un dj e produttore a tempo pieno.

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Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.

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