• MERCOLEDì 01 FEBBRAIO 2023
Interviste

60 seconds with Gianluca Petrella

Il musicista barese, il suo nuovo album, il tour europeo, il grande amore per i motori e per le due ruote


Foto di Emanuele Meschini

Gianluca Petrella ha appena terminato il suo tour europeo insieme al nucleo stabile al gran competo di Cosmic Renaissance (nella foto di apertura, Petrella è al centro della crew) dedicato al suo ultimo album ‘Universal Language’, uscito a metà ottobre su Schema Records, nel quale lo spiritual jazz si confonde e si contamina felicemente con riferimenti afro-futuristici e la sperimentazione elettronica.

“La composizione per me è un disegno, che normalmente condivido con i miei colleghi – spiega Petrella – Tutti i musicisti hanno la possibilità di poter partecipare a questa idea portando le proprie esperienze musicali che sono colme di tanti generi e di tanti suoni, andando ad arricchire con i loro strumenti e i loro colori quella che in partenza era la mia idea”.

Concetti tutt’altro che banali, come le sue risposte in 60 secondi.

 

 

Il primo disco che hai comprato?
‘Live In Tokio’ degli Steps Ahead (1986).

Il tuo idolo quando eri agli inizi?
John Coltrane era il più suonato dal mio giradischi.

Se non fossi diventato dj adesso saresti…
Il camionista, per un amore sviscerale che ho per la strada.

Che lavori hai fatto prima di diventare un musicista a tempo pieno?
Il garzone in una pizzeria.

La cosa più pazza che hai fatto con i primi soldi guadagnati con la musica?
Ho comprato una Vespa pickup, che avevo settato con il sellino corto alto dietro. Poi mi ci sono schiantato con tanto di strumento musicale e ho buttato via tutto. 

Le tue serie tv preferite?
Sono molto indietro su questo fronte, non trovo mai il tempo per dedicarmici. Guardo qualche film ogni tanto.

Il tuo rapporto con i social?
Altalenante, da vero boomer. A volte li lascio perdere, a volte mi piace usarli per essere informato, seguendo quei profili strettamente indispensabili.

I tuoi hobby?
Le arti marziali, in particolare il ju jitsu. E rifugiarmi in montagna.

Che cosa suggerisci ai giovani che vogliono diventare musicisti?
Premessa: ai vostri lettori amanti della musica chiedo di sostenere il mercato discografico, a prescindere dai generi, con l’acquisto di dischi fisici; a chi voglia approcciarsi al mondo della musica ma anche dell’arte in generale suggerisco soltanto di farlo con tanta convinzione, altrettanta dedizione e tanta, tantissima forza di volontà. Perché tutto quello che può sembrare semplice, in realtà non lo è affatto.

Un errore che non rifaresti?
Aver dato via la mia vecchia Ducati Monster (ci ha pensato un po’ prima di rispondere – ndr).

La scelta migliore della tua vita?
La musica. Mi ha fatto diventare uomo, mi ha fatto scoprire il mondo, diverse culture, mi ha fatto viaggiare ovunque, assaggiare qualsiasi tipo di cibo.

Articolo PrecedenteArticolo Successivo
Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA MAILING LIST

Scoprirai in anteprima le promozioni riservate agli iscritti e potrai cancellarti in qualunque momento senza spese.




In mancanza del consenso, la richiesta di contatto non potrà essere erogata.