• MERCOLEDì 04 FEBBRAIO 2026
Interviste, News

60 seconds with HARDT ANTOINE

Il dj e producer franco-gamaicano, le tante label che hanno accolto le sue produzioni, la sua prima volta a Ibiza. E tra serie tv e film d’epoca sceglie…

foto: ufficio stampa HARDT ANTOINE 

Incluso lo scorso anno tra i Ones to Watch list di DJ Mag, origini franco-gamaicane, HARDT ANTOINE propone una musica che fonde House e Techno con omaggi al soul e pop degli anni ottanta e persino richiami alla musica classica. Tante le label che anno accolto le sue produzioni, in particolare Kompakt, Innervisions, Anemos Dance e Reculture, quest’ultima la sua etichetta discografica con la quale dà vita anche ad una serie di serate a tema. Conosciamolo meglio con le sue risposte in 60 secondi.

 

 

Il primo disco che hai comprato?
Non ricordo il primissimo, ma ricordo di aver comprato in vinile “Bound 4 da Reload (Casualty)” di Oxide and Neutrino (2000). Mio fratello ne aveva già una copia e ho imparato a mixare sui suoi giradischi passando avanti e indietro questo stesso disco.

I tuoi idoli agli inizi?
Dennis Ferrer, DJ EZ, Carl Cox, Eric Morillo. All’epoca avevo tantissimi eroi, ma non sono uno che idolatri davvero qualcuno.

Se non fossi diventato un dj ora potresti essere…
Mi occuperei comunque di musica, per il cinema o la tv. Non riesco ad immaginarmi lavori senza la musica.

Che lavori hai fatto prima di diventare un artista/produttore a tempo pieno?
In realtà sono diventato un dj a tempo pieno mentre stavo finendo la scuola. E Non era affatto glamour come può sembrare.

La cosa più folle che hai fatto con i primi soldi guadagnati esibendoti e producendo?
Ho messo da parte i cachet delle prime serate e sono andato a Ibiza con un amico, organizzando tutto nel modo più sbagliato possibile. Ci siamo comunque divertiti.

Cosa ti piace e cosa non ti piace del tuo lavoro?
Ho imparato ad apprezzarne tutti gli aspetti. Anche cose con le quali ho fatto fatica – come i social media, il networking infinito e i voli post-party –  sto imparando ad amarle. Quello che odio è la pressione e l’incertezza tipiche dell’industria musicale: spesso rimangono troppo nella mia testa.

I tuoi hobby?
La mia vita è un unico grande hobby.

La tua serie TV preferita?
Più o meno una volta al giorno penso a quanto siano incredibili le sfumature di Breaking Bad e del suo prequel. Ho paura di riguardare entrambi e rovinarmi il ricordo. In generale però preferisco i film, soprattutto quelli degli anni ’70, più che le serie tv.

Come passi il tempo aspettando il tuo prossimo volo?
Se sono vivo, lavoro sulla musica, faccio edit e ritocco gli arrangiamenti dei brani. Se non lo sono, guardo cose senza senso sul telefono.

Il tuo rapporto con i social network?
Amore-odio. Ho imparato a divertirmi di più nel creare e condividere contenuti rispetto a prima, ma odio la pressione e l’ansia che generano.

Che cosa suggerisci ai giovani che vogliono diventare artisti/produttori?
Tre consigli: scavare a fondo nei diversi tipi di musica e nelle loro aree, anche se si pensa di sapere già che cosa piace; produrre e portare a termine centinaia di tracce in stili e generi diversi; connettersi con la scena locale e con altri che fanno lo stesso. Tutto il resto arriva in modo naturale.

Il tuo pregio ed il tuo difetto?
Mi viene naturale essere un gran lavoratore ed essere determinato, quindi porto a termine tante cose. Tendo però a pensare troppo a tutto e questo porta con sé ansia; mi piacerebbe anche essere un po’ più organizzato.

Un errore che non rifaresti?
Perdermi nel tentativo di fare buona impressione alle persone o ai miei eroi personali. Ora penso soltanto ad essere me stesso.

La scelta migliore di tutta la tua vita?
Mettere su famiglia proprio mentre la mia carriera stava decollando. Difficile, ma incredibilmente gratificante.

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Dan Mc Sword
Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.
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