Sabato 15 Maggio 2021
Interviste

60 seconds with Indira Paganotto

La dj e producer spagnola, la sua nuova compilation, le sue scelte personali e professionali. E a proposito della tequila…

Madrilena, classe 1992, Indira Paganotto si è appassionata alla musica elettronica praticamente appena nata, grazie al padre dj, negli anni ’80 e ’90 tra i maggiori protagonisti della scena elettronica sull’isola indiana di Goa. Sin da giovanissima ha iniziato a suonare nei migliori club di Madrid e del resto della Spagna, mentre il suo debutto discografico è avvenuto nel 2012 con ‘Underground Love’ su Pooledmusic, la label di Ian Pooley. Appena tornata da un tour in India, lo scorso febbraio ha firmato la compilation ‘Invisible Connections’ per la Octopus Recordings. Conosciamola meglio con le sue risposte in 60 secondi.

 

Il primo disco che hai comprato?
‘Meridian’ di Ian Pooley (1998).

Il tuo idolo quando eri agli inizi?
Raja Ram, ovvio! Sono cresciuta con la sua musica grazie a mio padre.

Se non fossi diventata una dj adesso saresti…
Forse una pittrice. All’Università mi ero iscritta a Medicina per diventare chirurgo, anche per assecondare le aspettative dei miei genitori: ho mollato quasi subito per dedicarmi alla musica!

Come hai trascorso la quarantena?
Vivendo in montagna l’ho accusata meno di tanti altri. All’inizio è stata dura non poter suonare e viaggiare, poi me ne sono fatta una ragione, ho smesso di lamentarmi e mi sono dedicata alle produzioni in studio.

I tuoi hobby?
Surf, skate, snowboard, cucinare e dedicarmi al mio giardino di 2mila metri quadrati.

Le tue serie tv preferite?
La Febbre dell’Oro, Fast N’ Loud, Ai Confini della Civiltà, Pablo Escobar el Patrón del Mal, Ozark e Fargo.

Il tuo rapporto con i social?
Mi ci dedico molto più di prima, ho capito che sono importanti per la mia musica.

Che cosa suggerisci ai giovani che vogliono diventare dj o producer?
Non fatevi condizionare da niente e da nessuno, seguite il vostro istinto e fate un passo alla volta. State correndo una maratona, non i cento metri.

Un errore che non rifaresti?
Aver dimenticato le bottiglie di tequila al supermercato dopo aver invitato gli amici e cena, dopo aver detto loro di non portare niente. Da allora ricordo a tutti i miei invitati di portarne sempre un po’ di tequila!

La scelta migliore della tua vita?
A parte la musica, aver comprato casa in montagna. Non avrei mai immaginato mi avrebbe reso così in pace con me stessa.

 

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Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.

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