• MERCOLEDì 10 AGOSTO 2022
Interviste

60 seconds with Krewella

Le dj e producer di origini pakistane, il loro nuovo album, l’elenco infinito dei loro hobby. E quel rituale prima di salire sul palco che hanno per fortuna abbandonato

Foto di Olivia van Rye

Si intitola ‘The Body Never Lies’ il nuovo album delle Krewella, uscito nelle scorse settimane sulla loro etichetta Mixed Kids Records. Giusto dieci anni fa le sorelle di origini pakistane Jahan e Yasmine Yousaf divennero famose in tutto il mondo con l’EP ‘Play Hard’, capace di raggiungere i 150 milioni di stream, per poi essere inserite dalla rivista Forbes tra i 30 migliori Under 30 del mondo. Sono poi arrivati i set in festival quali Coachella, Lollapalooza, Ultra e tanto altro ancora; il loro nuovo album rispecchia il loro modo di intendere la musica e dalla prima all’ultima traccia, un vero e proprio concentrato di energia. È il momento di conoscerle meglio con le loro risposte in 60 secondi.

 

 

Il primo disco che avete comprato?
‘Wake Up The Sleepers’ di Kill Hannah (2009), per amicizie comuni con chi aveva partecipato a questo album.

Il vostro idolo quando eravate agli inizi?
Non abbiamo idoli, ma artisti che ci ispirano! Non abbiamo mai nessuno sopra un piedistallo e questo vale anche per i dj. Quando abbiamo approcciato la musica elettronica, i nostri riferimenti sono stati Skrillex, Justine, Daft Punk e gruppi quali Cut Copy.

Se non foste diventate dj adesso sareste…
Scriveremmo musica e ci esibiremmo anche senza essere dj!

Le vostre serie tv preferite?
Maid, Carnival Row, Hunter x Hunter, The Witcher.

I vostri hobby?
Cucinare, camminare, disegnare, suonare la chitarra, coccolare il nostro cane, ballare, tenere un diario, leggere.

Il vostro rapporto con i social?
All’inizio della nostra carriera i social network sono stati fondamentali per far conoscere la nostra musica e incrementare il rapporto con i fan, così come senza i social non avremmo mai potuto pensare alla raccolta difondi che sono serviti ad aiutare una clinica in Pakistan. Usandoli con le dovute cautele, sono molto utili per informarsi: il rischio è quello non saper andare oltre un’informazione omologata. In buona sostanza, i social sono davvero un’arma a doppio taglio.

Che cosa suggerite ai giovani che vogliono diventare dj o producer?
Inseguite i vostri sogni prima possibile e ascoltate musica che vi possa motivare. Tutti abbiamo iniziato a suonare spinti da artisti dei quali eravano grandissimi fan!

Un errore che non rifareste?
Bere parecchio Jameson (whisky irlandese – ndr) prima di salire sul palco. Per fortuna siamo cresciute abbastanza in fretta da abbandonare questo rituale.

La scelta migliore della vostra vita?
Trasferirci a Los Angeles. Ad uno ad uno tutti i nostri familiari ci hanno seguito ed adesso siamo più uniti che mai.

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Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.

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