Giovedì 05 Agosto 2021
Interviste

60 seconds with Mikey Lion

Il dj e producer californiano, il suo nuovo album e il suo amore per la vita a strettissimo contatto con la natura

foto di Out Here Visuals

Si intitola ‘For The Love’ il nuovo album di Mikey Lion, uscito da poche settimane su Desert Hearts Records. Un album che riassume e sintetizza gran parte delle esperienze del dj e producer californiano, capace negli anni scorsi di suonare con regolarità al Coachella e al Burning Man e di collaborare tra gli altri con Claude VonStroke, Jamie Jones e Green Velvet. Tutto è cominciato ascoltando il collettivo newyorkese Wu-Tang Clan e soprattutto sentendo i Daft Punk dal vivo: il resto è venuto di conseguenza.

 

Il primo disco che hai comprato?
Enter the Wu-Tang Clan (36 Chambers) dei Wu-Tang Clan (1993).

Il tuo idolo quando eri agli inizi?
Felix da Housecat.

Se non fossi diventato un dj adesso saresti…
Una guida naturalistica.

Che cosa ti piace e che cosa non ti piace del tuo lavoro.
Amo fare festa in giro per il mondo con gente che abbia voglia divertirsi, odio trovarmi su un volo in hangover e senza aver dormito.

I tuoi hobby?
Surf, arrampicate, andare in campeggio, escursionismo.

La tua serie tv preferita?
The Office, la versione americana.

Come hai trascorso quarantena e lockdown?
Ho viaggiato on the road per due mesi negli Stati Uniti e ho trascorso i miei fine settimana con la famiglia e gli amici più cari. Ho imparato ad andare in diretta su Twitch con i miei set: un appuntamento diventato fisso tutti i mercoledì alle 18 (le 3 di notte del giorno dopo in Italia).

Il tuo rapporto con i social?
Li odio, ma so che sono indispensabili. Ci entro giusto il tempo per postare quello che devo postare e scappo via subito.

Che cosa suggerisci ai giovani che vogliono diventare dj o producer?
Al giorno d’oggi, si deve essere dj, producer, promoter, esperto di marketing e tanto altro ancora. È indispensabile iniziare da giovani e appena si può frequentare i party, così come non si deve avere paura di rischiare e sperimentare. Il nostro è un settore nel quale si impara tantissimo da soli, soltanto in questa maniera si capisce che cosa funzioni e che cosa no.

Un errore che non rifaresti?
Farei più attenzione agli aspetti legali e di business del mio lavoro. E non farò mai più in vita mai un accordo basato su una stretta di mano.

La scelta migliore della tua vita?
Andare a vedere i Daft Punk quando avevo 17 anni dopo aver preso l’ecstasy. Da lì è cambiato tutto!

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Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.

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