Domenica 13 Giugno 2021
Interviste

60 seconds with Nathan Dawe

Il dj e producer inglese, il suo ultimo singolo, la nomination ai Brit Awards. E il suo tempo libero, che dedica in buona parte all’Aston Villa

Prosegue nel migliore dei modi il 2021 del dj e producer britannico Nathan Dawe, dopo un 2020 nel quale le sue tracce hanno più volte scalato i vertici delle classifiche di vendita inglesi. Nominato primo ambasciatore della Fondazione dell’Aston Villa, squadra di calcio fondata nel 1874 e che quest’anno si trova a centro classifica in Premier League, Dawe è appena uscito con il suo nuovo singolo ‘Way Too Long’, realizzato insieme a Anne-Marie & MoStack per Atlantic Records. È in nomination ai prossimi Brit Awards, in programma venerdì 11 maggio a Londra, nella categoria Best Sigle.

 

Il primo disco che hai comprato?
‘Bad Day’ di Daniel Powter (2005).

I tuoi idoli quando eri agli inizi?
DJ EZ e Tim Westwood.

Se non fossi diventato un dj adesso saresti…
Un promoter, un bar manager, un supervisor o un titolare di una discoteca. Sarei comunque impegnato a tempo pieno in questo settore.

Che cosa ti piace e che cosa non ti piace del tuo lavoro?
Mi piace lasciare buoni ricordi quando suono, non mi piace viaggiare.

Come hai trascorso i vari lockdown?
Giocando a FIFA e a Call Of Duty e facendo musica.

I tuoi hobby?
Il calcio e andare al pub.

Le tue serie tv preferite?
Queen of The South e Money Heist.

Il tuo rapporto con i social?
Dedico molto tempo ai social. Sono molto utili per restare aggiornati su tutto quanto e sono un ottimo veicolo promozionale.

Che cosa suggerisci ai giovani che vogliono diventare dj o producer?
Non smettete mai di credere in voi stessi, non abbattevi mai e trovate in fretta la vostra strada per il successo.

Un errore che non rifaresti?
Ho iniziato a fare il dj prestissimo, a nove anni, ho iniziato a produrre musica soltanto da tre anni.

La scelta migliore della tua vita?
Non essermi mai arreso quando le cose non andavano e non riuscivo a fare della musica un lavoro. Mi sono guardato allo specchio e ho capito le scelte da fare, che poi si sono rivelate giuste.

 

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Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.

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