foto di Marco Dos Santos
Si intitola ‘Evaporator’ il nuovo album di Nathan Fake, uscito lo scorso 20 febbraio 2026 sulla label francese InFiné, un album con il quale l’artista britannico si rivela una volta di un più un libero pensatore fuori da ogni schema e da ogni convenzione, un nuovo capitolo di una carriera che in passato lo ho visto per esempio remixare Radiohead, Christian Löffler e Jon Hopkins. Nathan Fake sa sempre andare dritto al punto, come dimostrano anche le sue risposte in 60 secondi. Eccole.
Il primo disco che hai comprato?
“Evolver” dei The Grid (1994)
I tuoi idoli quando eri agli inizi?
James Holden.
Se non fossi diventato un dj adesso saresti…
Un musicista.
Che lavori hai fatto prima di diventare un dj ed un producer a tempo pieno?
Ho lavorato in una fattoria e anche da Homebase, un negozio fai-da-te nel Regno Unito.
La cosa più pazza che hai fatto con i primi soldi guadagnati con la musica?
Ho pagato l’affitto.
La tua serie tv preferita?
The Day Today, una serie comica britannica dei primi anni ’90.
I tuoi hobby?
Leggere, camminare, ascoltare musica.
Come passi il tempo mentre aspetti il prossimo volo?
Stando seduto o camminando in giro per l’aeroporto.
Il tuo rapporto con i social?
È ok. Ormai uso praticamente soltanto Instagram.
Che cosa ti piace e non ti piace del tuo lavoro?
Amo esibirmi, suonare. Non mi piace tutto il tempo passato ad aspettare.
Il tuo punto di forza ed il tuo punto debole?
Punto di forza: sono puntuale e ossessionato dai dettagli. Punto debole: sono indeciso e ossessionato dai dettagli.
Che cosa suggerisci ai giovani che vogliono diventare dj e producer?
Fate semplicemente quello che vi viene naturale… non cercate di essere cool, non cercate di impressionare nessuno, fate soltanto ciò che vi piace. Nel momento in cui smettete di farlo per puro piacere personale, avete fallito.
L’errore che non rifaresti?
Troppi per sceglierne uno.
La scelta migliore della tua vita?
Decidere di dedicarmi alla musica.
21.03.2026




